Non solo Atlantide: il mistero di Mu e Lemuria

Come ve la cavate in geografia? Se vi chiedessi quanti sono i continenti sono certa mi direste che sono 5: Europa, Asia, Africa, America e Oceania. E se io vi dicessi che in realtà potrebbero essere stati 7, perché esistevano anche Mu e Lemuria? Sicuramente molti di voi mi suggerirebbero di tornare a studiare, ma fino al secolo scorso, in verità, erano in tanti quelli che credevano che i continenti fossero, appunto, sette, e aggiungevano quelli che ho appena citato, Mu e Lemuria, al conto dei già conosciuti 5. Mu e Lemuria sono i cosiddetti “continenti perduti”. Entrambi furono “scoperti” (o meglio, fu ipotizzata la loro esistenza) nel 19° secolo e continuano ad avere alcuni credenti anche al giorno d’oggi. I due continenti perduti sono simili per alcuni aspetti a quelli conosciuti, mentre per altri aspetti sarebbero profondamente diversi, ma tutto questo non fa altro che aumentare i dubbi su una storia davvero controversa.

Il diavolo in una chiesa: storia di san Lorenzo

Da qualche giorno, nelle statistiche di accesso al blog, stanno ricomparendo due post vecchi di anni, che però a quanto pare sono stati rispolverati. Uno è quello dedicato all’abbazia di Lucedio e allo spartito del diavolo, l’altro è quello dedicato alla tela più grande del mondo situata nella chiesa di san Pietro, a Perugia, che rappresenta, in maniera velata, il diavolo. Come mai tutto questo interesse per il diavolo? Oggi, così, voglio parlarvi di un’altra chiesa e del suo segreto, perchè ci sono moltissime altre chiese che nascondono immagini del diavolo, più o meno palesi, più o meno dettagliate. Il diavolo si può trovare sui battenti delle porte, sui quadri, nelle statue, nascosto perfino nelle colonnine dell’altar maggiore…e perfino dove nessuno se lo aspetterebbe.

Un angelo al nostro fianco
leggendario / 2 ottobre 2012

Un anno è passato. Un anno da quanto, il 2 ottobre 2011, nella città della Pace, Assisi, presso la chiesetta della Porziuncola, luogo caro a San Francesco, si è concretizzata la prima edizione di una festa molto particolare, la “Festa degli Angeli“. Fin da piccoli sentiamo parlare degli angeli. Poesie e innumerevoli preghiere sono a loro dedicate, ma spesso non siamo davvero consapevoli di chi siano, o meglio di cosa siano, e quando arriviamo a una certa età siamo sempre più propensi a considerarli come dei veri e propri portafortuna. Chi sono davvero gli Angeli, e soprattutto, esistono? L’esistenza degli angeli, intesi come esseri spirituali, messaggeri di Dio, immortali, dotati di intelligenza e volontà propria, è una verità di fede, dunque assunta come vera da ogni credente.Non sempre però riusciamo a sentirli veramente al nostro fianco, ma non per questo dobbiamo pensare di essere soli. In realtà gli angeli ci sono, eccome.Gli angeli sono profeti di nascite, vocazioni, eventi, e accompagnano la vita di ogni uomo e ogni donna. Si trovano ovunque nel mondo, poiché per loro non esistono confini, non esistono barriere, ma sono spinti solo dalla volontà di aiutarci a superare i momenti difficili e a diventare persone…

Il fantasma del contadino
fantasma , leggendario , val di fassa / 23 settembre 2012

Esiste ancora ben radicata nella mentalità delle persone la tendenza a volersi appropriare a ogni costo delle cose altrui. E si vorrebbe portar via tutto. Eppure, per chi non lo sapesse, esiste una legge non scritta, ma tramandata forse dalla paura e dalla superstizione, che potrebbe quanto meno far desistere molti dal loro desiderio di espandersi… Chi infatti, nella mentalità contadina dei luoghi d’alta montagna, si appropriava del terreno altrui, correva il serio pericolo di essere dannato per l’eternità.

Rimedio magico contro i bruchi

Le mie piante carnivore, durante la permanenza in Val Di Fassa, hanno fatto una vera e propria indigestione di api e vespe. Maya in particolare, la mia piccola Sarracenia Alata, ne ha mangiate così tante che ogni suo ascidio è pieno di qualche insetto. Mi sono divertita moltissimo a osservarla catturare le api e vedere come le poverette cercavano di uscire, inutilmente, dalla trappola. Ma le pareti cerose degli ascidi di Maya impedivano all’insetto di risalire, così il malcapitato, sfinito per i tentativi di fuga, cadeva sempre più in basso, precipitando nell’acqua e nei succhi gastrici della pianta e moriva, lentamente. La sola cosa che ne mie piante non mangiano sono i bruchi, perchè troppo mollicci. Solo una volta ne ho visto uno catturato dalla Dionea, ma poco dopo dalla cattura, la foglia della pianta è marcita con il bruco al suo interno, segno che la pianta non ha tollerato la preda e si è guastata. Evidentemente, contro le infestazioni di bruco serve ben altra pianta carnivora, o serve l’opera di un prete leggendario, il solo che riuscò a cacciare dal paese di Campitello i bruchi che, secondo una leggenda, lo avevano infestato.

Storia di un ghiacciaio
leggendario , val di fassa / 27 agosto 2012

Catinaccio, Val di Fassa Ritorno a casa. Finalmente. Dopo tanto peregrinar, LadyGhost è pronta a riprendere in mano le redini del suo amato blog, ricominciando a scrivere di fantasmi, leggende, spiriti, case stregate, misteri del passato, presente e futuro, visioni, esperienze personali alcune abbastanza particolari e in un caso anche leggermente paurose. Insomma, con oggi ritorno al mio consueto modus operandi, e lo faccio presentando una leggenda ambientata nelle montagne che ho visto nelle ultime settimane. Il gruppo montuoso del Catinaccio, nella Val di Fassa, fino a non molto tempo fa nascondeva un ghiacciaio, che però, purtroppo, non esiste più, toccato dalla stessa sorte cui sono destinati i ghiacciai delle nostre belle montagne, che si stanno via via sciogliendo per colpa del riscaldamento globale. Questo ghiacciaio ha una storia davvero particolare: molti secoli fa, al posto di queste vette, c’erano bellissimi prati e campi, che appartenevano a una donna ricca, ma molto avara. Il 5 agosto si festeggiava la ricorrenza della Madonna della Neve: secondo quanto narrato da vari autori cristiani, la ricorrenza della Madonna della Neve viene attribuita alla storia di un ricco patrizio che viveva a Roma, che si chiamava Giovanni. Durante la notte del 4 agosto 352…

Suor Maddalena: il fantasma che indica la sua tomba
fantasma , leggendario / 4 maggio 2012

Il convento oggi non esiste più. Spazzato via dal tempo, dall’uomo, dalla cementificazione, dalla necessità del progresso che non guarda in faccia a nessuno. Il convento è sparito, rimpiazzato da una colata di cemento che prende il nome di “insediamento abitativo di lusso” e che ha preso il posto delle vecchie mura del convento, riutilizzando gli spazi che un tempo erano stati delle carmelitane. Qualcosa di quel passato ancora è rimasto, nella linea degli edifici, ma la maggior parte del luogo è andato perduto, così come la storia millenaria che l’accompagna. Eppure, di quell’antico convento è rimasto un racconto, una leggenda, che ha dell’incredibile.

Il fantasma senza spada
castello , leggendario / 25 febbraio 2012

A Valeggio sul Mincio si trova un bellissimo castello. Domina l’abitato, e nonostante il lento trascorrere dei secoli, mantiene inalterata la sua suggestiva bellezza. La storia completa di questo castello è disponibile sul sito scaligeri.com, ma a noi basti ricordare alcuni elementi. Il primitivo maniero, sorto nel X sec., per volontà del primo Marchese del Masgraviato di Verona, Milone Sanbonifacio, è ancora perfettamente visibile, nonostante i secoli e le innumerevoli guerre abbiano infierito sul castello. Ha una struttura tipicamente medievale, con quattro torri merlate, tre delle quali sono ancora collegate fra loro dalle mura. Una di queste torri, la più alta, denominata “la Rocca” o “Tor Tonda”, è visitabile anche all’interno, e il panorama che si può ammirare dalle strette feritoie è veramente suggestivo. Perchè mi interessa tanto questo castello? Perchè, come tutti i castelli, anche questo nasconde un segreto, una leggenda i cui protagonisti sono gli antichi signori del maniero. Si narra di guerre, tradimenti e persino di un fantasma che si aggira tra le mura del castello. Tutto ebbe inizio nei primi anni del Quattrocento, quando, mentre Venezia allungava sempre più il suo dominio sul territorio veneto, Verona era dominata da Giacomo da Carrara, impegnato fino allo stremo…

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