Riflessioni di una mente stanca

21 Risposte

  1. Stefania Vitaliano ha detto:

    Eh, la storia delle mele l’ho provata. La mia metà l’ho persa… l’ho voluta perdere!
    L’ho ritrovata perchè l’ha voluto il destino… andavo rassegnata a provare se mi combaciava un’altra mezza mela e toh, mi si para innanzi la mia metà dopo quasi due anni… tornava al paese per caso e io ero in quella piazza per l’unica volta in 20anni.
    Eh, no mai lasciarsi sfuggire la propria mezza mela…
    spero passi il tuo momentaccio!

    • Donata Ginevra ha detto:

      Grazie delle tue parole cara Stefania, e grazie della visita! è vero non bisognerebbe mai lasciarsi sfuggire la mezza mela, ma putroppo in queste decisoni non si è mai soli…la buona volontà io posso anche mettercela, ma se dall’altra parte trovo un muro, non c’è nulla da fare, se non voltar pagina…evidentemente io non sono una mela ma un limone 🙂

  2. Jasper ha detto:

    ciao..

    ti capisco perfettamente.. so cosa provo nello scrivere questa pagina.. sopratutto la parte dell’anima gemella..

    già.. anche io me la sono lasciata sfuggire, per diversi motivo, primo tra tutti non ero pronto ad affrontare quel passo e secondo non mi ero accorgo che fosse lei la mia metà della mela..

    Se hai bisogno di parlare, di fare anche solo un giro per sfogarti, ci sono.. e non è certo la distanza che mi ferma^^

    Coraggio e aspettiamo nuove pagine.. e ho novità per te!^^

    • Donata Ginevra ha detto:

      Grazie jasper 😉 eh lo so, il coraggio non mi manca, e restando in tema di pagine, dovrei solo trovare la forza di prendere in mano quella pagina, voltarla e non lasciarmi prendere dalla nostalgia e tornare indietro a leggerla. So che quel coraggio è nascosto da qualche parte dnetro di me, solo che non so dove sia, forse l’ho nascosto anche troppo bene…o forse è che sono ancora stupidamente presa da questa persona, che però a quanto pare non ci sarà, nè ora nè mai più per me…e quando riuscirò a capirlo, ma capirlo davvero, allora potrò dire di esser davvero guarita. Per adesso sono ancora una povera malatina, in tutt ii sensi 🙁 grazie della vicinanza, attendo le news, son certa mi porteranno un po’ di sollievo

      PS: Salutami Aki 😉

  3. Velvet ha detto:

    Grazie per le foto che hai postato per la PD
    Da tanto che non me la ricordavo cosi nevicata.
    Buonasera

    • Donata Ginevra ha detto:

      Grazie a te! sì, erano anni che Padova non vedva così tanta neve…l’ultima volta fu nel 2008 se non sbaglio

  4. TheObsidianMirror ha detto:

    L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri. (Charles Bukowski)

    • Donata Ginevra ha detto:

      Già…Il fatto è che non le incontri…o se le incontri sei troppo preso a guardare altrove o a pensare all’altro, e così ti passano davanti e hai perso la tua occasione 🙁

  5. Mathias ha detto:

    sì, è vero che “non si può comunicare (un giovedì sera) a chi si presume ti voglia bene, che il sabato pomeriggio si prenderà un volo di sola andata per un rifugio oltreoceano, cancellando con un solo colpo di spugna tutto quello che si era costruito in mesi di fatiche”. A volte però chi si comporta così lo fa perchè arriva a un punto morto della sua vita in cui non capisce più cosa fare e per non rischiare di ferire irrimediabilmente le persone care che ti stanno vicino, si preferisce defilarsi. Una persona che perde la mamma, si sente solo e inutile, nel lavoro non ne combina una giusta, vita sentimentale non ne parliamo, non ha forse diritto di farsi delle domande e darsi le relative risposte? e forse anche una fuga può essere una risposta, e non si tratta di dire “chi non ti ama non ti merita”, è un discorso (non ce l’ho con te Nicola) che andrebbe fatto a chi per anni non si è accorto dei sentimenti che provi per lui…Ecco, forse questa persona ha da farsi qualche domanda in più, capire cosa sta sprecando…ma si spera se lo chieda prima che il treno sia partito. Un aereo può anche tornare indietro, Boston non è un rifugio oltreoceano, è oltreoceano verissimo, ma non irraggiungibile. Se le mele hanno da stare unite, il tuo pecoraio può andarsi a farsi fottere che nulla le può dividere.

    • Donata Ginevra ha detto:

      certo,tutti hanno diritto a reagire come meglio credono,però sono convinta che una cosa,nelle decisioni,vada tenuta in considerazione:non si deve essere EGOISTI! se agisci in un modo,benissimo,nessuno ti giudica..però devo tener presente che a ogni azione corrisponde una conseguenza,e che quando fai qualcosa potresti farla x star bene tu,ma potresti anche ferire chi ti sta vicino…causa=conseguenza. Non ci si scappa.

    • Nick Parisi. ha detto:

      @ Mathias
      Ho detto così perchè lo penso.
      Del resto stai parlando con uno che la madre l’ ha persa a 22 anni a causa di un cancro, so cosa vuol dire sentirsi ad un punto morto ma so anche cosa vuol dire essere feriti dalle persone.
      Quello che è importante non è solo QUELLO che si fa ma anche COME si fa.
      Saluti

  6. gattonero ha detto:

    Quando, non molto tempo fa, nel blog ho parlato di amicizia “virtuale” tra blogger avevo in mente proprio una situazione tipo questa, in cui una/o sconosciuta/o confida ad altri sconosciuti i suoi momenti “no”, e lo fa senza con questo chiedere espressamente un aiuto: racconta di fatti propri ad altri per raccontarli meglio a se stessa/o.
    Per raccontare cose che probabilmente “de visu” non si sognerebbe mai di comunicare, a meno di un’amicizia di quelle ferree, consolidata nel tempo, nonostante anche quelle siano sempre da prendere con le pinze.
    Grazie del post, ci sono situazioni che ne rispecchiano altre, soggettive.
    Le foto no, non sono rispecchiabili, sono solo da godere, soprattutto da chi davanti ha solo la ‘monotonia’ del mare; che comunque ha una sua propria poesia.
    Mi piace quel “commettere” di Tim abbinato al dovere di andare a votare. Credo che mai nella storia italica il votare sia stato mai tanto pesante, da far pensare che il farlo sia qualcosa di molto simile a un delitto. Purtroppo c’è chi ha fatto le porcherie e c’è chi le deve pulire: questo dovrebbe fare il voto, e noi dovremo pulire.
    Ciao, Donatina, tirati su, come dice Nick passerà, deve passare.

    • Donata Ginevra ha detto:

      caro gattonero..credo che unblog serva anche x questo,x chieder magari aiuto a delle persone che ti conoscono solo x ciò che scrivi,e che magari,se le conoscessi dal vivo,non ti sarebbero consigli sinceri…il blog è un po’ la mia seconda casa,e non immagini quanto mi sollevi sapere di avere voi che mi state vicino,anche se solo virtualmente…passerà anche questa,deve passare,ma le sofferenze e il dolore fa parte della nostra vita…tutto serve,per vivere…grazie di cuore

  7. Melinda ha detto:

    Vorrei farti un applauso che non finisce più!
    Cavolo, ma a noi due ci hanno clonato il cervello?
    La parte finale, del fuggire, delle paure…è un discorso che ho fatto recentemente alla mia sorellina!
    Io credo nelle mele (:D) e credo nel destino, credo che se due persone sono fatte per stare insieme, la vita prima o poi le farà incontrare (o reincontrare come è successo a me!)…è giusto superare le difficoltà da soli, ci si fortifica ancora di più ed è giusto anche chiedere aiuto ogni tanto perché ci si sente importanti.
    Anche se a Km di distanza per te ci sono gemellina! Proprio stamattina ti ho scritto una mail! 😀
    Kiss kiss Apple Girl 😛

    • Donata Ginevra ha detto:

      beh in fondo siamo gemelline x qualcosa,no? grazie infinite Ndina,x la mail e tutto il resto..c’era Kanye West che cantava:ciò che non . mi uccide mi rende più forte..speriamo la cosa valga anche x me 🙂

  8. Nick Parisi. ha detto:

    Passerà anche questo, ricordati: chi non ti ama non ti merita.

  9. TIM ha detto:

    Non ho capito bene quel “fine delle trasmissioni” finale. Ma tant’è. Ho avuto anch’io un momento (una ventina d’anni fa) in cui ho attraversato un lungo tunnel. E in certi momenti mi piaceva starmene lì, nel mezzo, proprio nel punto in cui non vedevo né la luce dell’imboccatura iniziale né quella dell’uscita finale. Proprio in quel momento ho riletto “Il male oscuro” di Berto e “La Nausea” di Sartre perché mi sembrava di sguazzarci bene in quelle atmosfere. Poi, pian piano, circondato da gente che mi lasciava in pace (ma sotto sotto controllava ogni mia mossa, come ho saputo dopo) ne sono venuto fuori. Che dirti? Non so, ognuno è un mondo a parte, e spesso l’ultima cosa che ci vogliamo sentir dire è: ‘secondo me questa cosa è così’. Qualcuno ha bisogno di scendere per risalire; qualcun altro ha bisogno di lottare per non affondare completamente. Ecco, forse a volte è bello sguazzare nel nostro stesso imbarazzo, nella nostra stessa sofferenza, crogiolarsi e farsi inzuppare da tutte le porcherie possibili e immaginabili. Tanto alla fine ne veniamo fuori comunque, volenti o nolenti. È il tempo in mezzo che ci fa paura. Io, comunque, sono qua.

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