Walt Disney, la Haunted Mansion e il fantasma di Rasputin
curiosità / 31 marzo 2018

Se parliamo di luna park, qual è l’attrazione che vi viene in mente per prima? qual è la vostra attrazione preferita? La casa dei fantasmi è una delle attrazioni più amate nei parchi a tema Disney, poichè al suo interno i visitatori son spinti in un mondo spettrale pieno di fantasmi danzanti ed effetti speciali strabilianti. Si possono trovare i cattivi per eccellenza, da Crudelia de Mon alla strega di Biancaneve, dalla strega Grimilde a Malefica e chi più ne ha più ne metta… Ma quando Walt Disney progettò una casa dei fantasmi diversa da tutte le altre, c’era tra questi personaggi uno che Walt riteneva così spaventoso che si oppose sempre alla sua inclusione tra i fantasmi delle sue case.

Il mistero della croce luminosa di Lismore
curiosità , leggende metropolitane , miracolo / 24 febbraio 2018

Tra i tanti affascinanti miracoli divini di cui spesso si sente parlare, non ne ho trovato ancora nessuno che possa lontanamente eguagliare la storia della croce luminosa di Lismore. La storia di questa misteriosa croce, un crocifisso di pietra usato come lapide in un cimitero, ci porta nel Cimitero di Pioneer, Lismore del Nord. Di punto in bianco, quello che era un semplice monumento funebre in pietra iniziò a risplendere come una lampadina, inaspettatamente, e inesplicabilmente, sconcertando innumerevoli scettici, scienziati e sacerdoti che venivano a indagare. Nel 1907, nella stazione di Mullumbimby nella città di Lismore, nel Nuovo Galles del Sud, Australia, accadde un evento tragico. Il 29enne ferroviere William Steenson era in servizio quando a causa di un guasto una carrozza di un treno si era messa in moto da sola, rischiando di travolgere alcune persone che si trovavano sui binari in attesa del treno. L’uomo era riuscito a salire sul vagone e azionare il freno d’emergenza, ma era stato investito dal vagone in corsa che gli aveva tranciato le gambe, facendolo morire poco dopo dissanguato.

Carl Tanzler, l’uomo che amò la mummia
cold case , curiosità / 2 febbraio 2018

Può l’amore durare per sempre, spingendosi oltre le barriere del tempo, dello spazio, e della natura? è il caso di Carl Tanzler, noto anche come Conte Carl von Cosel,  che  nacque a Dresda nel 1877. Nel 1927 si sposò e poco dopo divenne radiologo allo U.S. Marine Hospital, Key West, Florida. Tanzler era stato affidato al reparto dei malati di tubercolosi, e negli anni in cui rimase in quel reparto finì, suo malgrado, per affezionarsi a molti dei suoi pazienti. Quando questi morirono, uno alla volta, l’uomo soffriva terribilmente. Non era infatti mai riuscito a “desensibilizzarsi” come invece facevano gli altri medici, per mantenere intatta la propria integrità mentale. Oltre a questo, aggiungiamo che Tanzler non era molto stabile a livello psicologico: si vantava infatti di aver ricevuto moltissimi premi e onorificenze, anche da istituzioni misconosciute o decisamente ignote, il che, ben presto, portò molti dei suoi colleghi a porsi delle domande sulla veridicità dei titoli di studio che aveva conseguito. Inoltre, Carl sosteneva di sognare spesso una sua antenata, la Contessa Anna Costantia von Cosel, che nel sogno gli mostrava una bellissima donna, profetizzando che sarebbe stata lei, e non la moglie legittimamente sposata, a essere il suo grande…

Tombe misteriose: i casi di Nancy, Mary e John
curiosità / 30 gennaio 2018

Guidare attraverso le lunghissime strade secondarie dell’America rurale può essere un’esperienza incredibile, non solo perché queste strade sono decisamente lunghissime, quasi senza fine, ma perchè; talvolta, ci si può imbattere in qualcosa di strano e fuori dal comune. Non in fantasmi, anche se, parlando di strade,  Clinton Road è la strada più infestata al mondo, ma in certi ostacoli… un po’ difficili da evitare. Come nel caso dell’albero della strega del Rhode Island, se vi doveste trovare a guidare lungo le strade rurali dell’Indiana che passano vicino alla piccola città di Amity, ci si potrebbe imbattere in qualcosa di un po’ bizzarro: una tomba in mezzo alla strada. Il cartello che l’accompagna segna che lì è stata sepolta, il 1° dicembre 1831, una donna di 39 anni, Nancy Kerlin Barnett. Al momento della sua sepoltura ovviamente non c’era una strada, ma una deliziosa collina sormontata da un albero, ed era il luogo preferito da Nancy, dove passava la maggior parte del tempo e dove avrebbe desiderato riposare per l’eternità. Cosa che puntualmente avvenne quando la donna morì. Nei decenni successivi, altri membri della famiglia Barnett furono sepolti nella stessa zona, e col tempo, tomba dopo tomba, sorse un piccolo cimitero.

Verità nascoste: il mistero delle Macchine anatomiche
credenze popolari , curiosità / 30 gennaio 2017

Siete già andati a vedere la mostra “real bodies”? Sì, proprio quella che espone veri cadaveri, trattati in modo particolare, che ha causato una quantità impressionanti di svenimenti, mancamenti, deliri, nausee e vomiti? Ecco, io non ci sono andata, e sebbene la vostra Ladyghost non abbia paura di niente (!!), dei cadaveri imbalsamati e messi lì in bella mostra, un po’ di paura ce l’ha anche lei. Però, la mostra real bodies in realtà non è la prima nel suo genere. Si sono altri cadaveri che sono stati messi in mostra molto prima, realizzati addirittura secoli fa, e con tecniche che ancora oggi appaiono sconosciute. Avete mai sentito parlare delle macchine anatomiche? A Napoli, c’è un luogo non adatto ai deboli di cuore. La cappella Sansevero, oltre a custodire alcuni tra i tesori dell’arte settecentesca partenopea, nasconde al suo interno un’insolita e inquietante opera, se così vogliamo (e possiamo) chiamarla, di oscura realizzazione. Sono conosciute come “macchine anatomiche” e si tratta di due corpi, completamente scarnificati, in cui è possibile osservare dettagliatamente il sistema circolatorio del corpo umano. Attribuite alla mente eclettica del principe Raimondo Di Sangro, ancora oggi ci si interroga sulla loro genesi: il sistema circolatorio di vene,…

Il mistero dei volti di Belmez
cold case , credenze popolari , curiosità / 8 gennaio 2017

Nel 1971, più precisamente il 23 agosto, Maria Gomez Pereira (al secolo Camara) notò l’immagine di un volto umano, impressa sul pavimento della sua cucina a Belmez. Il viso aveva tutte le sembianze di un uomo, ma chi fosse, Maria non lo sapeva. Terrorizzata, chiese al figlio e al marito di picconare il pavimento, distruggendo il volto che era apparso, e di coprire il punto in cui il volto era apparso con una seconda colata di cemento, in modo da far sparire quel volto. Tuttavia, pochissimo tempo dopo, un nuovo volto si formò sul pavimento, e questa volta Maria Gomez Camara chiamò direttamente il sindaco del paese, affinchè vedesse quello che stava formandosi sul pavimento della sua casa. E proprio mentre il sindaco stava osservando il primo volto, ecco che davanti ai suoi occhi, un secondo volto lentamente prese forma, delineandosi sempre più chiaramente.

La casa dei manichini

Molto tempo fa, in un paese vicino a Padova, c’era la casa di un pittore famoso (cioè, era famoso per il mio paese e per Padova), situata a poca distanza dalla stazione ferroviaria. Questa casa aveva una particolarità: all’esterno aveva una dozzina di sagome umane ricavate da polistirolo o lamiera, tutte dipinte con colori vivi. Dei manichini, insomma. Ricordo che, da piccola, ci passavo molto spesso, e ogni volta rimanevo affascinata da quelle figure umane. C’era una donna (s)vestita che fumava una lunga sigaretta, un paio di bambini con la palla, un uomo con un cappello a cilindro, ed era l’attrazione del paese. Poi il pittore è morto, la casa è stata venduta, e le sagome sono sparite. Stavo cercando qualche immagine di questa casa, giusto per rinfrescare un po’ la memoria e fare un bel tuffo nel passato, quando, digitando un paio di query in google, mi sono imbattuta in una casa con delle altre sagome…anche questa situata presso una stazione ferroviaria. Solo che non si tratta della casa della mia infanzia, ma di una casa tutta americana, abbandonata da circa 20 anni, con un passato curioso e un presente molto…misterioso!

Il mistero del dipinto di Teller House

Teller House è il nome di un hotel costruito a Central City, in Colorado, nel 1871-72 da due fratelli, Henry e Willard Teller, e ben presto divenne uno dei migliori hotel situati a ovest del fiume Mississippi. A quel tempo, Central City era un luogo molto frequentato per le numerose miniere d’oro che si trovavano nei paraggi, e quindi l’hotel in breve tempo fece una immensa fortuna, ospitando cercatori d’oro ma anche personaggi famosi che transitavano di là, attirati dalla vita dorata che si respirava in quei luoghi.

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