Il mistero del Muro della gelosia

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Belvedere House and Gardens

La storia che vi propongo oggi potrebbe sembrare una storia a lieto fine, ma è tutto fuorché una storia a lieto fine. Questa è la storia di una donna irlandese che visse nel 1700. Il suo nome era Mary Molesworth, e tutte le sue sventure ebbero inizio quando sposò Robert Rochfort, (1708-1774), un conte, tanto ricco quanto crudele. Mary aveva appena 16 anni quando sposò Robert, primo Conte di Belvedere. Nonostante i quattro figli nati nel corso di quello che sembrava a tutti gli effetti un felice matrimonio, Rochfort manteneva uno stile di vita da scapolo, lasciando spesso sola la giovane sposa nella dimora di Gaulstown. La solitudine della giovane moglie, unita al fatto che nella dimora spesso si trovavano ospiti anche i fratelli di Robert, iniziarono a mettere in circolazione strane voci, che parlavano di una condotta poco seria tenuta da Mary. In breve, si vociferava che la ragazza avesse intessuto, durante le lunghe assenze del marito, una relazione extraconiugale con Arthur, fratello minore di Robert. E Robert si lasciò vincere dal tarlo della gelosia.

Accecato dalla gelosia, Robert tentò perfino di uccidere il fratello traditore, che per sua fortuna riuscì a fuggire in Inghilterra, salvandosi probabilmente la vita. Non contento, il Conte portò la vicenda in tribunale.

Robert estorse a Mary una confessione dell’adulterio, in realtà mai commesso: il fratello Arthur fu condannato a pagare una multa di 20 mila sterline,  mentre Mary fu riconsegnata al marito.

Robert, ossessionato dalla gelosia nei confronti della povera moglie, arrivò, al culmine delle sue deliranti manifestazioni amorose (leggi: scenate di gelosia), a rinchiudere la poveretta in casa, in una stanza del castello di Gaulstown, in un regime di totale isolamento. E non per qualche ora, o giorno. Per anni. 30, per la precisione. A Mary non fu concesso di vedere i figli, i servitori avevano l’ordine di non parlarle, e poteva uscire dalla sua stanza, dopo aver chiesto il permesso al marito, solo in rari casi e sempre accompagnata in ogni suo spostamento dagli sgherri del conte..

Dopo quindici anni di questa prigionia, Mary riuscì a commuovere un cocchiere, e col suo aiuto organizzò una fuga a Dublino, dove aveva in programma di incontrare Arthur. I due avevano pensato di fuggire in Francia per scampare alle follie deliranti di Robert, ma non ebbero fortuna: allertato da una delle sue tante spie, Robert raggiunse i due fuggiaschi, fece catturare il fratello e lo fece gettare in prigione (dove il poveretto rimase fino alla morte) mentre Mary fu riportata a Gaulstown, a continuare la sua prigionia.
E qui la donna iniziò a dare i primi gravi segni di squilibrio: condannata a un regime di totale isolamento, passava le sue giornate camminando per i corridoi del castello, senza alcun contatto con nessuno, e alla fine si mise a parlare con i quadri che adornavano le pareti del maniero, scambiandole, forse, per persone vere.

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Il Muro della gelosia

Nel frattempo, intorno al 1740, Robert Rochfort aveva fatto costruire un’enorme dimora, oggi conosciuta come “Belvedere House and Gardens” circondata da un meraviglioso giardino rigoglioso. Secondo  Robert, in questo modo la povera Mary non avrebbe sentito più di tanto la scarsa libertà di cui poteva godere.
La bellezza di quel castello raggiunse ben presto le orecchie del vicinato, e quando un altro dei fratelli Rochfort pensò di prender casa vicino a Robert, costruendo una villa ancor più lussuosa a poca distanza dal “Belvedere”, Robert, per tutta risposta, fece innalzare un muro, per togliere al fratello il piacere di una bella vista. Il muro, definiti come una “follia neogotica”, secondo gli intenti di Robert doveva assomigliare a un’abbazia in rovina.

Poi, nel 1774, Robert morì. La sua morte, non si sa se avvenuta di morte naturale o violenta, è avvolta nel mistero: fu trovato infatti nella sua tenuta, con il cranio fracassato. Si pensò che fosse caduto mentre si arrampicava su qualche ramo, ma ci fu anche chi ipotizzò fosse stato assassinato da qualcuno a cui, forse, aveva fatto un torto.

Alla morte di Robert, i figli di Mary per prima cosa restituirono alla madre la libertà che tanto lungamente le era stata negata. Come primo desiderio per festeggiare la ritrovata libertà, Mary chiese di far demolire la casa in cui era stata così a lungo confinata.
Purtroppo però, a causa della prolungata detenzione, era chiaro che la donna avesse ormai perduto la ragione, e, completamente pazza, si ritirò a vivere in Francia, vivendo da eremita.

Oggi, Belvedere House è una meta molto celebre in Irlanda, e attrae molti visitatori, incuriositi sia dalla sua storia che dal “muro della gelosia”, che ancora si erge, maestoso, emblema di una follia, non solo architettonica, ma anche della mente umana.



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