Il Codex Gigas, il manoscritto del diavolo

15 Risposte

  1. felice di essere approdato su questo blog davvero ben fatto… con calma me lo spulcierò 🙂
    sembra condividiamo gli stessi interessi storici per “certa” tematica
    ps: in qualche “bella” storia di fantasmi mi ci sono ritrovato come attore… ahahahah

    Claudio
    senzafilo.wordpress.com

  2. Ivano Landi ha detto:

    Non trovo così strano, in un caso come questo, che la stessa mano possa avere mantenuto la stessa calligrafia per venti anni. La nostra scrittura varia con il variare della situazione di vita e della condizione psicologica. Un monaco, per il particolare tipo di vita che conduce, può benissimo avere mantenute entrambi immutate per tutto quel tempo.
    Nella Certosa della mia città, Firenze, esiste una porta intagliata con un numero spaventoso di dettagli minuti, alla cui realizzazione un monaco ha dedicato tutta la sua vita monastica.

  3. Marco Lazzara ha detto:

    Davvero bello questo post, davvero! E straordinario il folklore sorto attorno a questo codice.

    • Donata Ginevra ha detto:

      grazie! sì è uno dei codici più interessanti che ho avuto modo di vedere, ma ce ne sono moltissimi altri, tra cui uno che sembra essere stato il libro da cui si sono originati i Tarocchi, ma ne parlerò prossimamente, spero!

      • Marco Lazzara ha detto:

        Non vedo di leggere il post allora! In autunno uscirà un mio libro dedicato ai Tarocchi, mi interessa molto avere altre informazioni al riguardo. 🙂

  4. Marco Lazzara ha detto:

    Si diceva anche dei lupi mannari, in quanto creature del diavolo, avessero solo quattro dita.

    • Donata Ginevra ha detto:

      4? io avevo sempre sentito dire che ne avessero 6, giusto per il numero ricorrente del diavolo..

      • Marco Lazzara ha detto:

        Per i lupi mannari nello specifico ti spammo questo articolo (vedi il paragrafo “Caratteristiche”):
        http://insidetheobsidianmirror.blogspot.it/2015/01/ore-dorrore-il-lupo-mannaro-pt1.html

        Per quanto riguarda il 6, non sei la prima a fare questa affermazione, influenzata sicuramente dal 666, ma il 6 da solo non ha connotazioni diaboliche, anzi.
        “Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.” (Sant’Agostino da Ippona)
        Ma è anche vero che secondo lo psichiatra e studioso di misticismo Rene Allendy, il sei è simbolo dell’opposizione della creatura al Creatore (insomma: sarebbe il numero di Frankenstein!), origine di tutte le ambivalenze a esso legate e del suo pendolarismo fra bene e male.
        Infine, il 6 è il numero “magico” della Chimica. 😉

  5. The Obsidian Mirror ha detto:

    La genesi di questo libro ricorda tanto le leggende attorno ai numeri “ponti del diavolo” che si trovano un po’ ovunque in Italia. Non sapevo della tua laurea in filologia medioevale… deve essere interessantissimo… Immagino avrai già parlato del Voynich… o no?
    P.S.: Non ti pare che il diavolo raffigurato nel Codex assomiglia in maniera preoccupante a Moz? ^_^

    • Donata Ginevra ha detto:

      ghghgghh povero moz!
      sì ho già parlato del Voynich, così come del liber monstrorum…in questo post 😉
      sì la mia laurea mi ha permesso, in effetti, di studiare manoscritti fantastici, di leggerli, tradurli, e capire il loro messaggio nascosto. e non a caso parlo di messaggio nascosto, perchè non immagini quante cose, i monaci soprattutto più colti, scrivessero sui dorsi di questi libri, magari usando pezzi di pergamena di altri manoscritti così vecchi da non poter esser più usati, ma che ancora, grazie a questo stratagemma, tramandano i loro misteriosi segreti 🙂

  6. Nick Parisi ha detto:

    Possibile che sia stat utilizzato come ispirazione per “La Nona Porta” ?

    • Donata Ginevra ha detto:

      potrebbe essere, ma non credo, lì c’è un manoscritto per aprire la porta dell’inferno, forse alla lontana c’era questa ispirazione, ma non credo, sinceramente 🙂

  7. mikimoz ha detto:

    Wow, ma nessuno ha mai pensato di ristamparlo in edizione tascabile moderna??
    Sarebbe bello da possedere…

    Moz-

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