Gli unicorni esistono davvero?

Fin dall’antichità, tra le bestie leggendarie ne esisteva una particolarmente gradita, chiamata unicorno; secondo quanto è stato finora tramandato, gli unicorni altro non sarebbero che cavalli con un corno lungo e sporgente che cresce nel mezzo della fronte.

Certo, ci sono dei casi in cui gli unicorni venivano descritti come animali del tutto simili a un caprone, oppure a un cervo con un lungo corno, zoccoli allungati e talvolta con la barba, ma l’unicorno come noi lo conosciamo è semplicemente un cavallo, specialmente un cavallo bianco, con un lungo corno simile a una lancia che esce dal centro della fronte.

E vi stupirà sapere che, forse, l’unicorno esisteva veramente, anche se ha poco a che fare con quello bianco, gli zoccoli rosa e la criniera arcobaleno che siamo abituati a vedere.

Nell’antichità e soprattutto nel medioevo gli uomini erano abituati a tagliare le corna di diversi animali, e specialmente quelle più grosse e pesanti venivano lavorate internamente per riempirli di frutta, fiori o semplici noci. Il grosso corno animale così lavorato veniva chiamato cornucopia o corno dell’abbondanza. Inoltre, gli uomini usavano le corna degli animali per realizzare con esse dei corni da cui poter bere.

Ma ci sono alcuni animali che parrebbero essere unicorni naturali: è il caso di un capriolo che aveva in fronte non due, ma un solo palco, e che venne considerato un unicorno, venerato e quasi adorato…. finché la stupidità dell’uomo non pose fine alla sua vita. Siamo a Celje, in Slovenia, agosto 2014, quando questo splendido esemplare di capriolo venne ucciso, e il cacciatore che si portò a casa l’ambito unicorno svelò il mistero: non si trattava di un unicorno, ma di un normalissimo capriolo con i palchi che, per una strana malformazione dovuta forse a un trauma subìto dall’animale alla nascita, erano cresciute assieme formando un’unica protuberanza sulla fronte dell’animale (fonte: “Real-life unicorn Found; Deer has extremely rare deformity” di Jason Bitter per Natural Geographic pubblicato il 12 novembre 2014)

unicorni
Cervo o unicorno?

Un esemplare di unicorno è stato avvistato anche in Italia, in una riserva naturale a Prato, in Toscana. Questo unicorno, nato in cattività in una riserva naturale italiana, è stato ampiamente studiato dagli scienziati, che hanno sentenziato di come il povero animale fosse nato con un difetto genetico: il fratello gemello, infatti, presenta regolarmente due corna. Il direttore del centro, Gilberto Tozzi si espresse così sulla stranezza dell’unicorno del suo parco: “È la dimostrazione che il mitico unicorno celebrato in iconografie e leggende, probabilmente non era solo oggetto di fantasia bensì un animale: capriolo, cervo, o altre specie, con un’anomalia morfologica analoga a quella del nostro capriolo. Il nostro capriolo forse è consapevole della sua diversità e non si lascia vedere facilmente“. Ebbene, quello italiano potrebbe essere probabilmente l’animale più vicino a un unicorno mai avvistato in natura: da notare poi che gli zoccoli dei caprioli sono divisi, come vuole l’iconografia tradizionale dell’unicorno. Un altro esemplare simile è stato avvistato nel luglio 2017 nella zona dei Monti Sibillini.

Elasmotherium
Elasmotherium

Ma i riferimenti agli unicorni affondano le loro radici nel passato più remoto. Le leggende sugli unicorni, infatti, potrebbero essersi basate su un altro animale, l’Elasmotherium (il rinoceronte gigante o l’unicorno siberiano gigante), una specie di rinoceronte che era endemico dell’Eurasia durante il tardo Pliocene e la cui esistenza si protrasse per tutto il Pleistocene e che si estinse all’incirca 350mila anni fa. Tuttavia, nel marzo 2016 in Kazakistan venne rinvenuto un teschio di Elasmotherium, e la sua datazione ha permesso di scoprire che questo animale vagava tranquillo in quelle zone almeno fino a 29.000 anni fa. Esistevano almeno tre specie di Elasmotherium: la più nota è E. Sibircum, che aveva le dimensioni di un mammut, lungo circa 4,5 metri per circa 2 metri di altezza al garrese… Le zampe della creatura erano più grandi di quelle di altri rinoceronti e poteva tranquillamente andare al galoppo. L’Elasmotherium era un animale ricoperto di un fitto vello lanoso, e poteva pesare fino a 5 tonnellate. Segni particolari: un singolo, grande corno sporgente dalla fronte, lungo circa 1,5 metri. Possibile che questo rinoceronte-unicorno potesse essere stato scambiato per un unicorno da chi lo vide, in passato?

Oryx Dammah
Oryx Dammah

Ma le leggende sugli unicorni parlano quasi sempre di un animale bianco… e in natura non mancano animali che hanno tutta la pelle bianca o la pelliccia bianca. Tali animali includono cervi, rinoceronti, cavalli, capre, antilopi, bufali, orsi, tigri, scimmie…
Senza contare che poi, esattamente come per gli esseri umani, possono esistere animali albini, con pelle completamente bianca e occhi rosa.

Infine, un animale che potrebbe essere tranquillamente scambiato per un unicorno potrebbe essere l’orice dalle corna a sciabola (oryx dammah), noto anche come orice del Sahara, una specie di orice una volta diffusa in tutto il Nord Africa che si estinse allo stato brado nell’anno 2000. Oggi, in speciali riserve di animali in Tunisia, Marocco, Senegal e Ciad, questa particolare specie di antilope sta tornando lentamente in auge.

Così, potrebbe ipotizzarsi che un orice con un solo corno, perché magari perso durante una battaglia, potesse essere facilmente scambiata per un unicorno… Anche se Aristotele e Plinio il Vecchio sostenevano che l’orice fosse addirittura il “prototipo” dell’unicorno. Se si osserva l’orice di profilo, infatti, può sembrare che abbia un solo corno piuttosto che due, e poiché le sue corna sono fatte di ossa cave che non possono ricrescere (a differenza di quelle dei cervi e dei caprioli che, anche se cadono, poi lentamente rispuntano), se un orice dovesse perdere una delle sue corna, poi per il resto della sua vita sarebbe stato condannato a rimanere con solo un corno.

 

Fonti consultate linkate nel testo



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