L’Esorcismo di Earling. La vera storia di Anna Ecklund

Ci sono tante storie di esorcismi che sono state raccontate attraverso i film. Basti pensare  al film L’esorcismo di Emily Rose che è ispirato alla storia (vera) di Anneliese Michel  o al famosissimo L’Esorcista, ispirato alla storia di Roland Doe. Ci sono altre storie di esorcismi che sono ugualmente interessanti, ma che non sono state raccontate da alcun film: è il caso ad esempio dell’esorcismo di Michael Taylor. La storia di oggi, invece, è stata raccontata in un film che s’intitola esattamente come la sua protagonista, senza bisogno di cambiare nome o altro. L’Esorcismo di Anna Ecklund.

Innanzitutto, le fonti di questo post. Semplicemente un libro: Begone, satan (Vattene, Satana!) scritto nel 1935 da Carl Vogl, prete tedesco che riporta il racconto di un altro sacerdote, Rev. Joseph Steiger, che narra tutta la vicenda capitata a una normalissima donna americana. L’esorcismo, durato 23 giorni, è sicuramente il caso più eclatante tra gli esorcismi mai avvenuti negli Stati Uniti d’America.

Anna Ecklund nasce a Earling, in Iowa, nel 1882, e riceve un’educazione di stampo cattolico. Anna è una ragazza molto devota e religiosa, ma quando è poco più che adolescente la sua fede viene messa a dura prova da un fatto che le capita in casa: il padre tenta di abusare di lei, e la ragazzina sfugge alla violenza per puro caso. Da allora, però, qualcosa in lei cambia, radicalmente. Inizia a provare repulsione per ambienti e oggetti sacri e le rare volte in cui si reca in chiesa ha degli scatti d’ira che in un paio d’occasioni la portano a distruggere le acquasantiere.
La ragazza, che finora non è stata mai interessata da questi “argomenti”, inizia a provare impulsi sessuali incontrollati. Inizialmente Anna cerca di tenere a bada questi comportamenti, e finisce per convincersi che questi atteggiamenti sono assimilabili a una forma di pazzia. La madre della ragazza tenta di aiutarla portandola dai medici, che dopo vari accertamenti di rito scoprono che Anna è sana come un pesce. Non c’è nulla, in lei, che sembra riconducibile alla pazzia.
Visto però che la situazione non accenna a migliorare, la madre di Anna decide di rivolgersi alla Chiesa, e chiede esplicitamente a padre Theophilus Riesinger, francescano ed esperto esorcista, di occuparsi del caso.

Nel 1912 padre Riesinger compie il primo esorcismo su Anna, ed effettivamente riesce a ottenere il risultato sperato, liberando la ragazza dal demone che la possiede.

p. Theophilus Riesinger, esorcista

Purtroppo però la calma in cui è tornata Anna è solo momentanea, e di lì a poco la situazione torna a farsi molto tesa. In questo caso, c’è direttamente lo zampino del padre. L’uomo infatti aveva intrecciato una relazione extraconiugale con una donna, sospettata di essere una strega e di praticare la magia nera. La donna non fa il malocchio su Anna, molto peggio. Sono in molto a sospettare che possa esserci l’intervento di questa donna, che viene creduta responsabile non solo della prima possessione della ragazza, ma anche della seconda. Fu proprio questa donna, infatti, a preparare delle erbe maledette che il padre di Anna somministrò poco per volta nei pasti della figlia. E fu a causa di queste erbe che Anna ebbe la prima possessione. Quando poi ne guarì, la strega alzò il tiro, e non si servì delle semplici erbe, ma di invocazioni vere e proprie. Fece vere e proprie invocazioni del maligno su Anna, con preghiere rivolte a satana, e queste preghiere vennero recitate sia dalla strega che dal padre stesso della ragazza, ed erano preghiere volte a provocare sofferenze sempre maggiori e veri disturbi malefici.

Dopo il primo esorcismo, Anna Ecklund subì la possessione demoniaca ancora nel 1928.

Anna venne portata allora a Earling, e accolta in un convento di suore francescane, protetta e tenuta nascosta, per evitare di attirare troppa attenzione. In questo luogo vennero praticati su Anna i riti dell’esorcismo, e si vide subito che la situazione era molto peggiorata: l’avversione al sacro era ormai totale, Anna non sopportava non solo il contatto, ma nemmeno la vista di croci e rosari, e quando venne sottoposta ad esorcismi ci vollero sei suore per tenerla ferma durante la preghiera, ma non servì a molto: verso la fine del rito, Anna si liberò, spiccando un salto e attaccandosi in posizione assurda, tra la parete e il soffitto della stanza, ancorata in quella posizione da una forza che non poteva certo essere umana.
E per tutto il tempo dell’esorcismo, Anna terrorizzò la tranquilla cittadina di Earling emettendo suoni e versi spaventosi. I contadini che si trovavano nelle vicinanze del convento si chiesero che bestia potesse essere quella che le monache tenevano rinchiusa. Quando seppero che si trattava di una donna, sottoposta a esorcismo, e che quei versi li stava producendo proprio mentre era sottoposta al rito, i contadini rimasero ben alla larga dal convento.

Anna Ecklund

Anna Ecklund

L’esorcismo durò 23 giorni, divisi in tre fasi: 18-26 agosto 1928; 13-20 settembre 1928; 15-22 dicembre 1928. Durante i riti d’esorcismo la ragazza alternava lunghi stati di incoscienza a fasi acute di possessione, durante le quali si liberava di liquidi corporei dalle 10 alle 20 volte. Urinava così tanto da riempire secchi interi, vomitava oggetti strani, tra cui anche foglie di tabacco, che vennero individuate come la causa scatenante della possessione, la prova del maleficio che era stato eseguito sulla poveretta.
Una volta liberatasi da quelle foglie, i sintomi parvero alleggerirsi, e tutti tirarono un sospiro di sollievo, specie le suore che assistevano agli esorcismi, pregando e tenendo ferma Anna. Molte delle suore ebbero dei crolli psicologici durante quegli esorcismi, in molte non riuscirono ad assistere a più di un paio di sessioni, tanta era la carica emotiva che dovevano sopportare.

Gli attacchi del demonio diventano sempre più feroci: le grida che Anna lancia vengono sentite per tutto il quartiere, la gente si affolla fuori dal convento e fanno quello che possono, pregano, pregano perchè le sofferenze di quella povera cristiana possano aver fine. Padre Theophilus interroga i demoni presenti nel corpo di Anna. Tra di loro ci sono Belzebù e Giuda Iscariota: è stato lui ad aver tentato di spingere Anna alla pazzia e quindi al suicidio.
Padre Theophilus interroga i demoni per conoscere gli altri nomi. E gli risponde Jacob. Jacob non è un demone; è l’anima dannata del padre della ragazza. E assieme a lui c’è anche Mina, l’anima della sua amante che ha praticato la magia nera. Ecco quindi spiegata la causa della possessione. Un rito di magia nera che aveva portato alla forma più tremenda di possessione.

Ma mano che l’esorcismo prosegue, il corpo di Anna subisce impressionanti trasformazioni: gli arti si piegano assumendo posizioni impossibili in natura, e quel che più terrorizza i presenti è che Anna sembra gonfiarsi a vista d’occhio, come un pallone. Il volto si deforma, perdendo i connotati tipici di una persona. Si gonfia in maniera inverosimile, al punto che tutti temevano potesse esplodere. Le suore non riescono più a starle vicino, hanno paura che la donna possa letteralmente esplodere.
Poi, Anna diventa sempre più pesante e rigida, e sempre più gonfia, e arriva perfino a piegare le reti del letto.

Finalmente, il 23 dicembre 1928, dopo 23 esorcismi eseguiti tra agosto e dicembre, Anna è finalmente libera. Viene sottoposta all’ultimo rito, e dopo aver lottato come sempre, i diavoli sono costretti ad abbandonare il corpo di Anna. Che visione felice fu quella che seguì! La donna aprì gli occhi e la bocca per la prima volta, qualcosa che non era mai accaduto durante l’esorcismo stesso. Mostrò un sorriso gentile come se volesse dire: “Da quale terribile fardello sono stato finalmente liberato!” e poi, per la prima volta in dodici anni, Anna pronunciò il santo nome di Gesù con pietà infantile: “Mio Gesù, Misericordia! Sia lodato Gesù Cristo!”.

Un terribile puzzo invadeva la stanza, segno dei diavoli infernali che dovettero abbandonare la loro vittima terrena. Dopo la liberazione, Anna Ecklund tornò a Earling quattro mesi dopo l’esorcismo per fare una novena di ringraziamento: questo le era stato imposto direttamente da Cristo. E così si concluse la storia di Anna Ecklund, sulla cui incredibile esperienza è stato realizzato, come abbiamo visto, il film L’Esorcismo di Earling.



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4 Risposte

  1. MikiMoz ha detto:

    Grande post, come sempre.
    Sai che sono un po’ scettico, mi ha colpito la storia del maleficio di Mina… che possino ammazzalla!
    È riuscita a scatenare un inferno!

    Moz-

  2. Nick Parisi ha detto:

    Fai un piacere,se possibile cerca di togliere gli annunci di Google ce ne sono alcuni che si sovrappongono al testo e impediscono la lettura completa del post.
    ciao!

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