Hinterkaifeck. Il mistero di un massacro – seconda parte

Continuiamo a parlare del massacro di Hinterkaifeck. Ci eravamo lasciati, nel precedente post, con Lorenz Schlittenbauer, vero padre del piccolo Josef Gruber, che assieme a due compaesani, si reca alla fattoria della famiglia Gruber, stranamente silenziosa da 4 giorni, e scopre quattro cadaveri, nella stanza usata come sede per la caldaia.

 

La scena è a dir poco agghiacciante: ci sono lì 4 corpi, gettati uno sopra l’altro, in mezzo alla paglia. Andreas, Cäzilia, la loro figlia Viktoria Gabriel, e poi la piccola Cäzilia.

C’è anche il cane, che abbaia ferocemente, a poca distanza da un oggetto semisepolto nella paglia… Lorenz lo solleva: è un piccone, sporco di sangue.

Ma non è tutto. Lorenz entra in casa, alla ricerca degli altri due appartenenti alla famiglia, sperando e pregando che possano essere scampati dal massacro, ma poi si deve arrendere di fronte all’evidenza: il piccolo Josef giace in camera da letto, mentre la cameriera, Maria Baumgartner, si trova nella stanza della servitù. Morta anch’essa.

Quando arriva la polizia, non c’è molto da fare, in quella fattoria. Solo constatare il decesso dell’intera famiglia Gruber e portare via l’arma del delitto, il piccone trovato nella stanza dal generatore, individuato come arma del delitto.

Bare delle vittime del massacro di HinterkaifeckPoi, finalmente, il giorno 8 aprile 1922 i corpi delle vittime vengono sepolti a Waidhofen. Un articolo del settimanale Schrobenhausener, datato 11 aprile 1922, riporta la mesta cerimonia:

Dopo che la corte ha approvato l’autopsia sui sei corpi, si è svolto sabato il funerale delle sei vittime. Numerosa e addolorata era la folla accorsa, che ha voluto dare alle vittime il suo ultimo saluto. Da vicino e da lontano sono giunte circa 3.000 . Si è trattato di uno spettacolo terribile, con le sei bare accompagnate da tutti i ragazzi della scuola. Il Reverendo P. Haas, dopo la benedizione delle salme fatte all’ingresso sud del cimitero, ha fatto seppellire ile sfortunate vittime dell’omicidio in una fossa comune, i quattro adulti a destra e i due bambini a sinistra. Haas ha citato il racconto biblico di Caino e Abele, definendo l’omicidio un atto terribile agli occhi di Dio, e chiedendosi come un uomo che abbia soltanto una scintilla di fede in Dio nel cuore, possa consentire che avvenga un così orribile delitto, reso ancora più terribile dall’omicidio di bambini innocenti. Subito dopo il funerale si è pregato a lungo in chiesa per le persone che sono state assassinate, e la chiesa ha dimostrato di essere un luogo troppo piccolo per contenere tutte le persone venute a rendere omaggio alle vittime di marzo.

Ma cos’è successo realmente a Hinterkaifeck?

Quel che è certo, è che le vittime vengono tutte attirate nella stalla e quindi nella stanza del generatore, e uccise, una dopo l’altra. La prima è stata la padrona di casa, Cäzilia, seguita da Andreas, Viktoria e dalla piccola Cäzilia. Lo dimostrerebbe il fatto che i corpi delle 4 vittime sono stati rinvenuti uno sopra l’altro. In una mano della piccola sono state ritrovate ciocche dei suoi capelli, e sembrerebbe quasi che la bambina se le sia strappate da sola…ma perchè? Poi, l’assassino è entrato in casa, ha ucciso la cameriera Maria e per ultimo il più piccolo, Josef. Come se non bastasse, pur avendo 6 cadaveri a poca distanza da lui, l’assassino è rimasto nella fattoria per tre giorni dopo l’omicidio, mangiando e bevendo, dormendo perfino nel letto delle vittime, scaldandosi al fuoco e addirittura mungendo le mucche nella stalla, a poca distanza dai corpi delle sue vittime. E si è comportato quasi da padrone di casa, facendosi beffe di chiunque si trovasse nelle vicinanze, anche di Albert Hofner, che era arrivato a Hinterkaifeck per riparare il trattore: l’uomo infatti aveva visto udito il cane abbaiare all’interno della casa, e poi l’aveva trovato legato all’esterno…

Chi può essere stato?

Ci sono diversi sospettati, per lo sterminio di Hinterkaifeck. Il più importante è Lorenz Schlittenbauer, che per anni ha avuto una relazione con Viktoria Gabriel, lasciandola incinta di Josef. Lorenz voleva sposare Viktoria, ma il padre di lei si è sempre opposto all’unione. Potrebbe quindi trattarsi di un delitto scaturito dall’atteggiamento di Andreas? Ma questo non spiega il motivo per cui siano stati uccisi anche Viktoria e lo stesso piccolo.

Un altro sospettato è Karl Gabriel, marito di Viktoria, che si pensava fosse morto durante la Prima Guerra Mondiale. Tuttavia il suo corpo non è mai stato trovato. Avrebbe quindi potuto tornare a Hinterkaifeck, e saputo del tradimento della moglie, potrebbe aver deciso di sterminare l’intera famiglia. Ma non ci sono prove che Karl sia sopravvissuto alla Grande Guerra.

Altro sospettato è il soldato Fritz Negendank, della Legione Straniera, amico di Karl Gabriel, che sembra conoscere molto bene Hinterkaifeck, nonostante non sia di quelle parti… però a Karl manca un movente per sterminare una famiglia che non conosce, e viene scagionato.

Possibile assassino viene indicato in Josef Bartl, malato di mente che pochi anni prima aveva rapinato una famiglia, a poca distanza da Hinterkaifeck. Fuggito da un ospedale psichiatrico, Josef avrebbe potuto nascondersi in casa Gruber e quindi assassinare l’intera famiglia. Josef però non viene rintracciato, e di nuovo il caso si arena.
Resta però la pista della rapina: la fattoria è abbastanza ricca, ha molto terreno e buone rendite, e dalle indagine emerge che, dopo la strage, in casa ci sono pochissime banconote: forse la maggior parte è stata sottratta proprio dal malvivente. Inoltre, la notte prima di morire, Andreas nel suo giro di perlustrazione aveva trovato una serratura manomessa, segno che forse qualcuno ha tentato di penetrare nella fattoria per rubare… E poi, come faceva la moglie di Andreas ad avere tutti quei soldi, gli stessi che poi dona al parroco? Da dove vengono quei soldi? Cosa ha portato quell’improvvisa fortuna ai Gruber? E perchè Cazilla se n’è voluta sbarazzare in fretta e in furia? Qualcuno ha saputo di quella donazione?

Finalmente si arriva a incriminare qualcuno: si tratta di due fabbricanti di ceste in vimini, Paul e Ludwing Blunder, che più di qualcuno ha visto aggirarsi furtivi nei pressi della fattoria, nei giorni successivi alla strage. Proprio il giorno in cui il massacro viene scoperto, avviene una rapina a Pobenhausen, poco distante dalla fattoria, e Ludwing viene accusato. Si pensa quindi che i due fratelli possano aver ucciso i Gruber ed essere scappati a Pobenhausen… Non ci sono però prove a loro carico.

Pietra miliare in ricordo del massacro di HinterkaifeckUltima teoria, davvero fantasiosa,  è quella che vede protagonista un poltergeist particolarmente violento, (ricordate la prima cameriera, che se n’era andata da lì sostenendo che la fattoria fosse abitata dai fantasmi o dal demonio in persona?). Ecco, questo poltergeist avrebbe potuto sterminare la famiglia a colpi di piccone, ma nessuno ci crede più di tanto.

Così il caso del massacro di Hinterkaifeck resta senza movente ed esecutore.

La fattoria Gruber viene demolita, per ordine del tribunale, nel 1923.

Al suo posto è stata eretta una lapide, che commemora uno dei fatti più sanguinosi della Germania, rimasti, purtroppo, insoluti. Sei vittime innocenti riposano in una fossa comune, in attesa che venga fatta loro giustizia. ma quando avverrà?

 

qui la prima parte

Fonte: www.hinterkaifeck.net

9 Comments on “Hinterkaifeck. Il mistero di un massacro – seconda parte”

  1. Uno di quei classici misteri destinati a rimanere tali. Non credo a nessuna delle teorie che cercano di identificare l’omicida come uno che in passato abbia avuto a che fare con la famiglia Grobern. Sembra più che altro l’opera di un folle omicida di passaggio, come ce n’erano tanti a quel tempo (ricordi il caso Villisca che trattai sul mio blog un paio d’anni fa?). Lo proverebbe il fatto che si sia trattenuto per giorni nell’abitazione delle sue vittime, mangiando, bevendo e dormendo allegramente…
    Sono anche perplesso sulla possibilità che l’omicida sia riuscito ad attirare quattro persone, una dopo l’altra, nella stalla per poi ucciderle. D’altra parte sarebbe altrettanto assurdo pensare che si sia preso la briga di trascinarsi in giro quattro cadaveri…
    Per fortuna almeno il cane è stato risparmiato… e questo particolare potrebbe voler dire molte cose, chissà…

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