Lo strano caso di Peter Gibbs, ovvero il Mull Air Mystery

Peter Gibbs rimugina il mistero degli aerei
Peter Gibbs è scomparso in volo una notte la vigilia di Natale del 1975. Fonte: BBC .

La vigilia di Natale del 1975 avvenne uno degli incidenti aerei più misteriosi di sempre, un incidente al quale ancora non è stato possibile dare una risposta.
Il 24 dicembre 1975 un piccolo Cessna partì da un campo d’aviazione adiacente all’Hotel Glenforsa sull’Isola di Mull, in Scozia, con ai comandi Peter Gibbs, pilota giovane ma molto esperto.
Il piccolo velivolo decollò e poi sparì, lasciando molte domande sconcertanti a cui non è ancora stata data una risposta. Questa storia è nota ai più come il Mull Air Mystery.

Il Cessna F150H rosso e bianco svanì pochi minuti dopo il decollo. Peter Gibbs, che era ai comandi, si era appassionato agli aerei e al volo in un periodo non molto felice per la storia dell’umanità. Nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, quest’uomo d’affari di 55 anni, che si era fatto una reputazione nello sviluppo immobiliare come amministratore delegato di Gibbs e Rae, aveva trovato nel volo una vera e propria valvola di sfogo. E quella passione finì per essere la sua rovina.

La vigilia di Natale del 1975, invece di rilassarsi per Natale e fare compere, Gibbs trascorse la giornata lavorando a un progetto che seguiva da tempo, che prevedeva l’edificazione di un hotel sull’isola di Skye. La giornata si concluse con una cena all’interno del Glenforsa hotel, nel mezzo delle verdeggianti highlands scozzesi (qui a fianco in una foto d’epoca), e fu alla fine della cena che Gibbs rivelò il suo desiderio di prendere l’aereo per un volo notturno veloce.

Le persone che erano con lui si stupirono di questa decisione: Gibbs aveva una solida reputazione, di uomo attento, determinato, non incline a commettere sciocchezze. Quando il personale dell’hotel gli fece notare che, forse, il volo notturno non era l’idea migliore, anche perché quella notte era buia e senza luna, Gibbs mise a tacere le loro preoccupazioni affermando categoricamente che non stava chiedendo il permesso per volare di notte. Era un pilota esperto, e come tale sentenziò di non aver affatto bisogno di luci di atterraggio. Quel che è più grave, però, è che Gibbs ignorò deliberatamente le normative locali che vietavano i voli notturni. Perfino la notte buia e senza luna non lo distolse dal suo proposito. Sarebbe stato perfettamente in grado di vedere la pista di atterraggio, anche perché la sua ragazza, Felicity Granger, si sarebbe trovata sulla pista di atterraggio con una torcia per fornirgli un riferimento visivo.
Erano le 21:30 quando la coppia si diresse verso la pista di atterraggio.

Decollo senza atterraggio

Un ospite dell’hotel, David Howitt, osservò mentre il Cessna faceva un perfetto decollo e si allontanava nel cielo. Il testimone non rilevò alcun segno di malfunzionamento o altro problema.
Ma qualcosa non tornava.
Felicity rimase sulla pista, con la torcia in mano, attendendo che il Cessna del fidanzato ricomparisse, ma Gibbs non si vedeva. La Granger attese per circa mezz’ora di veder ricomparire l’F150H rosso e bianco, quindi tornò in albergo, dicendo al personale dell’hotel che Gibbs non era atterrato.

A complicare ulteriormente la situazione, il nevischio aveva iniziato a cadere pesantemente, il che rendeva la visibilità estremamente scarsa per il volo. Lo staff dell’hotel allertò gli agenti di polizia locali. Quando arrivarono sulla scena, ispezionarono l’aeroporto alla ricerca di qualsiasi segno di disturbo che potesse spiegare la scomparsa del Cessna, senza però riscontrare alcunché di insolito.

Il percorso che il piccolo aereo aveva tracciato venne esaminato minuziosamente, alla ricerca di ogni minima traccia di problemi, ma non venne riscontrato nulla. Il Cessna era semplicemente sparito. A questo punto, vista anche la scarsa visibilità, le ricerche vennero sospese.

La mattina di Natale, le autorità fecero partire un’indagine su vasta scala. Peter Gibbs non era ancora tornato. Mentre gli elicotteri della RAF e della Navy Air Service perlustrano le acque con il sonar, centinaia di volontari perquisirono l’intera isola. Né Gibbs né l’aereo vennero trovati. 

Per i successivi quattro mesi, abbondarono le speculazioni su quello che poteva essere stato il vero destino di Gibbs. Le speculazioni ebbero fine nell’aprile 1976,  quando il pastore locale Donald McKinnon, su una collina a circa un miglio dal Glenforsa, scoprì il corpo completamente vestito di Gibbs, che giaceva a circa 400 piedi dalla base della collina. Gibbs era in piena vista: chiunque si fosse avventurato sulla collina l’avrebbe visto… possibile allora che fosse stato notato solo ora, dopo 4 mesi dalla scomparsa? E poi, che fine aveva fatto l’aereo, di cui non c’era alcuna traccia? 

Il mistero si infittisce: dov’è Peter Gibbs?

L'aereo di Peter Gibbs scomparve nel mistero Mull

A rendere ancor più intricato il mistero, il fatto che la collina dove venne rinvenuto in corpo di Gibbs faceva parte della ricerca originale che la polizia aveva avviato, ma quando era stata esaminata la prima volta non era stato trovato nulla. Nei quattro mesi trascorsi tra la sparizione e la successiva scoperta del corpo di Gibbs, nessuno dei pastori locali riportò che fosse accaduto qualcosa di strano. E la cosa più curiosa è che la collina era tra le zone normalmente più frequentate da contadini o pastori. Com’era possibile dunque che nessuno avesse visto qualcosa di strano?
Nei giorni successivi la scoperta del corpo, le autorità inizialmente pensarono che questo fosse solo un altro caso sfortunato di un pilota solitario che aveva ammarato e aveva nuotato fino alla riva, dove era giunto stremato, finendo poi per morire. Ma le ulteriori indagini gettano seri dubbi su questa conclusione.

La causa ufficiale della morte venne individuata in assideramento: Gibbs era rimasto così a lungo esposto alle intemperie, al freddo e al gelo che era morto. Dall’esame del cadavere, poi, venne riscontrato che Gibbs non aveva riportato ferite, a parte un piccolo taglio su una gamba. Come poteva essere possibile, vista la dinamica dell’incidente?
Uno dei maggiori problemi nelle indagini è stato stabilire infatti il modo in cui Gibbs è arrivato nel luogo in cui lo ha trovato McKinnon: supponendo infatti che l’aereo si fosse schiantato in mare, Gibbs avrebbe dovuto nuotare fino a riva, arrampicarsi su una parete rocciosa a strapiombo, attraversare la strada che portava all’hotel, e poi dirigersi, percorrendo un quarto di miglio in salita, verso la collina, solo per sdraiarsi lì e subire gli effetti dell’esposizione al freddo pungente.

Già di per sè questa ricostruzione è altamente improbabile… e se poi si considerano l’assenza di traumi riconducibili alla caduta, e l’assenza di qualsiasi traccia di acqua marina o di microrganismi marini sulla pelle o sui vestiti di Gibbs, beh si capisce bene che una simile ipotesi di ricostruzione dell’incidente è assolutamente da scartare.

C’era un’altra teoria: alcuni hanno ipotizzato che Peter Gibbs abbia abbandonato l’aereo mentre sorvolava la zona della collina in cui venne ritrovato. Dal momento che il suo corpo non mostrava segni di qualche grosso trauma, si pensò che fosse riuscito a salvarsi, in qualche modo… Forse l’aereo ebbe un guasto durante il volo?  Tuttavia, non c’erano segni di un paracadute vicino al corpo. Se Gibbs si fosse davvero paracadutato dal Cessna dopo il guasto, che fine ha fatto il paracadute? Non sembra possibile che Gibbs, una volta precipitato, abbia nascosto il paracadute per poi tornare a sdraiarsi e aspettare di morire.

Inoltre, come mai non ha cercato aiuto dopo essere precipitato, sapendo che Felicity stava aspettando il suo ritorno? Perché non l’ha contattata in qualche modo, rassicurandola e dicendole che era al sicuro?

Una delle domande principali è però quella che riguarda l’aereo: cosa è successo al Cessna? Anche se Gibbs non mostrava segni di essere stato in mare, era probabile che il Cessna fosse adagiato sul fondo del mare, da qualche parte.

Scoperta del Cessna?

Ci vollero 11 anni, ma nessuno smise di cercare il Cessna di Peter Gibbs. Poi, nel settembre del 1986, due pescatori di vongole, Richard e John Grieve, si rivolsero alla polizia, e dichiararono di aver avvistato un piccolo aereo rosso e bianco che si trovava a 100 piedi di profondità, nei fondali marini, a circa un chilometro dalla costa di Oban. Secondo i Grieve, il Cessna aveva il numero di registrazione G-AVTN e avevano potuto vedere che la cabina di pilotaggio era vuota. Entrambi hanno insistito sul fatto che le ali erano state tranciate e le condizioni dell’aereo erano molto precarie. I due uomini esaminarono il velivolo, scoprendo un foro ben evidente nel parabrezza. Videro poi che una delle ruote era stata letteralmente strappata dal suo alloggiamento e che il motore giaceva a poca distanza dalla fusoliera. L’intera scena dimostrava che l’incidente era stato decisamente violento. Entrambe le porte del pozzetto erano apparentemente bloccate dall’interno, e l’unica via di fuga era attraverso il buco nel parabrezza.
Quando le squadre di salvataggio vennero informate di questa scoperta, decisero di recuperare l’aereo. Sfortunatamente, non riuscirono a trovarlo. L’unica prova che i Grieve l’avevano avvistato erano alcune foto sfocate che i due avevano scattato. Tuttavia, nessuna di queste fotografie riportava il numero di registrazione del velivolo, il che rendeva impossibile la sua identificazione.

Tante ipotesi, nessuna certezza

Da quando il Cessna di Peter Gibbs è scomparso, sono emerse numerose teorie su cosa fosse realmente accaduto quella notte della vigilia di Natale. Si fece sempre più strada l’idea che Peter fosse stato assassinato: secondo questa teoria, l’assassino di Gibbs sarebbe salito sull’aereo senza che nessuno lo scoprisse. Durante o subito dopo il decollo del Cessna, l’assassino avrebbe potuto colpire Peter Gibbs, per poi sbarazzarsi del corpo gettandolo dall’aereo. Una volta fatto semplicemente scivolare il cadavere dagli sportelli, lasciando alla gravità il compito di disfarsi del corpo di Peter Gibbs, tutto ciò che l’assassino doveva fare era abbandonare l’aereo. Con entrambe le porte presumibilmente bloccate dall’interno, probabilmente decise di rimanere a bordo mentre l’aereo si disintegrava nell’impatto con il mare.

Poi c’è l’ipotesi suicidio, avvalorata da una testimonianza resa alla polizia direttamente da Felicity Granger, la fidanzata di Gibbs, che rivelò come il fidanzato le avesse detto, poco prima di decollare, che “se tutto fosse andato storto … avrebbe frenato immediatamente e sarebbe saltato mettendosi in salvo”. E questo mischia decisamente le carte in tavola.

Troppe domande senza risposta

Dal momento in cui Peter Gibbs prese il suo Cessna per il volo notturno, numerosi misteri hanno circondato questo fatto. Anche prima che il Cessna decollasse, infatti, furono in molti a segnalare che non era solo Felicity Granger a segnalare la pista d’atterraggio A Gibbs: ci sarebbe stato infatti un secondo set di fiaccole sul campo d’aviazione. Felicity però giurò di essere sempre stata sola durante il decollo.

Molti punti oscuri circondano anche il decollo, che parve richiedere più tempo del necessario. Gibbs potrebbe essere stato distratto o occupato con qualcosa?

Un altro aspetto di questo incidente che non può essere facilmente spiegato è la condizione del corpo di Gibbs. Quando vene rivenuto ai piedi della collina, era in condizioni straordinariamente buone: nessun segno di decomposizione, di morsi di animali… eppure l’autopsia chiarì che era morto la notte in cui era scomparso, 4 mesi prima del ritrovamento del cadavere. Cosa aveva mantenuto Gibbs in quelle perfette condizioni di conservazione? Il freddo, la neve, il ghiaccio? Oppure, semplicemente, era stato conservato fin dal giorno della morte e quindi abbandonato là dove poi sarebbe stato trovato?

Tutto ciò che è noto o ipotizzato riguardo al Mull Air Mystery sfida tutti i tentativi di spiegazione. Anche ora, quarant’anni dopo l’accaduto, ci sono ancora infinite domande alle quali nessuno riesce a dare adeguata risposta. Non è solo il cadavere di Peter Gibbs a destare i maggiori dubbi. Anche sul Cessna circolano numerose domande: era davvero l’aereo di Gibbs quello che fu trovato dai Grieve? E, se davvero fosse stato quello, considerando lo stato in cui era (semidistrutto), com’è possibile che il suo – presunto – occupante se la fosse cavata con solo qualche graffio?

Nel 2013, la Royal Navy ha ammesso di aver scoperto un aereo inabissato nel mare di Oban, il che parrebbe confermare le precedenti affermazioni dei Grieve. Tuttavia, questo relitto è stato descritto come “in gran parte intatto”.

Quindi, o i Grieve si sbagliavano quando dissero di aver trovato l’aereo di Gibbs, oppure, semplicemente, l’aereo di Gibbs è ancora in attesa di essere scoperto.

 

FONTE



Ti potrebbero interessare anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.