Messaggi dall’oltretomba: il caso di Jack Fröse

FrösePer migliaia di anni l’uomo si è interrogato per capire se esiste qualcosa oltre la morte… Sono state raccontate moltissime storie su numerose visioni del paradiso o dell’inferno o sugli incontri fatti da diverse persone con i loro cari passati a miglior vita. Non è infrequente che molti medium che vengono contattati dai parenti di persone morte di morte violenta (omicidio ma anche suicidio) ricevano messaggi dai defunti in cui il morto racconta con dovizia di particolari i dettagli del crimine che ha messo fine alla loro esistenza.

Uno degli esempi più curiosi di possibili messaggi dall’Aldilà è la storia di di Jack Fröse, che viveva in Pennsylvania. Nel giugno 2011, Fröse ebbe un’aritmia che in breve tempo lo portò alla morte, lasciando nello sconcerto e nel dolore tutti i suoi amici e la famiglia, devastata dalla sua morte. Aveva solo 32 anni.

Cinque mesi dopo la morte di Fröse, quando il lutto era stato abbastanza metabolizzato, la ferita per la morte del giovane si riaprì.
E la causa fu una serie di email inviate dall’account di Fröse.

La prima persona che ricevette una email da parte di Jack fu il suo miglior amico, Tim Hart. Tim ricevette una mail intitolata semplicemente “I’m Watching“, sto guardando, e il testo contenuto nella mail era semplicissimo:

Did you hear me? I’m at your house. Clean your fucking attic!!! (Mi hai sentito? Sono a casa tua. Pulisci la tua fottuta soffitta!)

Hart ha successivamente ammesso di essersi preoccupato quando lesse la mail per la prima volta. Mentre era vivo, infatti, Fröse era solito rimproverare l’amico per l’eccessivo disordine che regnava in casa sua, e di averlo invitato più volte a pulire la soffitta.

Riteneva impossibile che fosse uno scherzo ordito da qualche amico in comune, anche perché era più che certo che Fröse non avrebbe mai e poi mai svelato a terze persone dei particolari privati sulla loro amicizia. Dunque, era stato davvero l’amico di lunga data a spedirgli quella email? Hart rispose alla mail, ma non ebbe più alcuna risposta.

Tim Hart non fu il solo a ricevere una mail da Fröse. Jimmy McGraw era il cugino di Fröse e anche lui ricevette una e-mail dallo stesso account usato da Fröse.

Questa volta il messaggio era ancora più strano e decisamente più inquietante:

Hey Jim, come stai? Sapevo che avresti rotto la caviglia. Ho cercato di avvertirti. Devi stare attento.

Dov’è la stranezza? Dopo la morte di Fröse, McGraw subì in effetti una frattura alla caviglia.

Mentre Tim Hart era molto meno entusiasta di McGraw dell’email che aveva ricevuto da Fröse, il cugino Jimmy lo era molto di più: non lo considerava infatti malaugurante, quanto un segno che suo cugino continuava a tenere gli occhi aperti sui suoi cari.

Sia Jimmy che Tim, però, ammettevano che le probabilità che Fröse inviasse l’email erano scarse: chi era quindi a inviare queste email? Nessuno degli amici di Fröse credeva che qualcuno oltre a Jack conoscesse la password del suo account email e non c’erano segni che l’account fosse stato violato.

E allora dove sta il mistero? Potrebbe esserci una risposta logica a tutto questo, ed è un servizio noto come Dead Man’s Switch. Questo sito consente agli utenti di inviare email regolarmente anche dopo la morte del mittente. Queste email, inviate a intervalli regolari che variano da 30 a 52 giorni, vengono automaticamente spedite a indirizzi email predeterminati.

Tuttavia ci sono problemi con questa possibile soluzione.

Nessuno sa per certo se Fröse si fosse effettivamente iscritto a questo servizio. La sua morte fu infatti improvvisa, non causata da malattie o altro, e appare davvero molto strano che Fröse avesse previsto la sua morte.

E secondariamente, come poteva sapere che suo cugino si sarebbe rotto la caviglia dopo la sua morte?

Sono davvero messaggi dall’oltretomba?

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