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Sharon Lopatka, la donna che voleva morire

Era il 13 ottobre 1996 quando una donna di 35 anni, Sharon Lopatka, lasciò la sua casa di Hampstead, Maryland, per recarsi in North Carolina. Sharon aveva detto a suo marito Victor che aveva organizzato un viaggio in Georgia per andare a far visita ad alcuni amici, ma una settimana dopo la partenza della moglie, Victor scoprì un biglietto sotto il materasso, in cui la moglie aveva appuntato alcune note che misero l’uomo in agitazione: la donna infatti aveva organizzato un viaggio davvero bizzarro, e presagendo il peggio, Victor chiamò subito la polizia, che esaminò il pc della donna, individuando alcune email particolarmente significative, da cui emerse una verità scomoda: Sharon non aveva alcuna intenzione di recarsi in Georgia, ma aveva un appuntamento con qualcuno a Lenoir, nella Carolina del Nord.

Così partirono le ricerche per ritrovare la donna, e il 25 ottobre 1996 Sharon venne ritrovata, nuda e in stato di decomposizione, a poca distanza dalla casa della persona che era andata a visitare. Le sue mani e i suoi piedi erano stati legati con una corda e una corda di nylon era stretta attorno al collo della donna. Il corpo presentava alcuni graffi attorno al collo e sul seno. Il medico legale stabilì che Sharon morì di morte violenta, per strangolamento… e la morte violenta era esattamente quanto Sharon aveva desiderato, e quanto era andata a cercare a Lenoir.

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Eleonore Zugun, poltergeist o possessione demoniaca?

Nel 1926 l’Europa conobbe il caso di Eleonore Zugun, figlia di una coppia di contadini romeni, che improvvisamente si trovò afflitta da stimmate, e sulla quale iniziò a circolare, insistentemente, una voce, secondo la quale Eleonore sarebbe stata addirittura posseduta dal diavolo.

Eleonore Zugun nacque il 24 maggio 1913 a Talpa, piccola cittadina nel sud della Romania. Eleonore cominciò a mostrare segni di possessione demoniaca nei suoi anni della pubertà, non appena compiuti i 13 anni. Avrebbe iniziato a sollevarsi in aria, a spostarsi rapidamente (troppo) attraverso una stanza, a lanciare oggetti in aria… inizialmente la famiglia credette che questi fenomeni fossero dovuti a fenomeni soprannaturali della bambina, a qualcosa di simile a telecinesi (ma che per loro, analfabeti, era solo un potere divino di cui la figlia era dotata).
Quando poi sul corpo di Eleonore iniziarono ad apparire graffi e strani segni su tutto il corpo, la famiglia pensò che fosse eleonore ad autoinfliggerseli, salvo poi cambiare idea quando, una sera a cena, sulle mani della ragazzina comparvero delle macchie rossastre che diventavano sempre più grandi e iniziarono a gocciolare sangue.
Fu in questo momento che la madre della ragazzina si spaventò e chiese l’aiuto al sacerdote della comunità.

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George Grover, l’uomo spezzato di Richmond Bridge

Qui su Pensierospensierato ho parlato più volte di ponti. Avevo parlato molto tempo fa dei dieci ponti più spaventosi del mondo, avevo parlato dell’Overtoun Bridge, famoso per essere il ponte in cui i cani si suicidano, avevo parlato del ponte più infestato la mondo, l’Emily’s Bridge, così come del Ponte del diavolo di Torcello e del ponte di Rialto a Venezia, del Ponte della Morte di Padova e del misterioso Ponte in val di Fassa.

Insomma, i ponti hanno un posto di rilievo nel mio blog, e così oggi voglio parlarvi di un ponte australiano famoso non solo per essere il più antico ponte australiano ancora in uso, ma anche per essere il ponte più infestato di tutta l’Australia… un ponte che nasconde un segreto, perchè è stato teatro di un efferato omicidio.

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Owen Parfitt, il mistero del pirata scomparso nel nulla

La storia di oggi ci porta molto indietro nel tempo, all’inizio del 1700, per conoscere da vicino la storia leggendaria di Owen Parfitt, un pirata che scomparve misteriosamente sul finir del secolo, non prima di aver predetto che la sua scomparsa avrebbe avuto qualcosa di soprannaturale.

Owen aveva militato per anni a servizio della corona britannica, quando un terribile incidente in mare, che gli lesionò gravemente la spina dorsale, lo costrinse a ritirarsi anzitempo: così, nel 1755, andò a vivere a Shepton Mallet, una città nel sud-ovest dell’Inghilterra, assieme alla sorella maggiore Mary, e da lì non si mosse più. Da vecchio lupo di mare qual era stato, Owen adesso trascorreva le sue giornate seduto sulla sedia a dondolo in veranda, intrattenendo i vicini e i passanti con mirabolanti racconti delle sue avventure per mare, narrando di isole misteriose e tesori nascosti, e di galeoni fantasma e di mostri marini, di principesse di terre lontane e di duelli mortali per conquistarle. Insomma, erano racconti certo infarciti di fantasia, ma erano basati sulle sue avventure realmente vissute, e la gente si fermava volentieri ad ascoltarlo, anche per mitigare un po’ la sua malinconia, che si leggeva nei suoi occhi quando ripensava ai bei momenti trascorsi per mare, che sembravano adesso un ricordo lontano che andava sbiadendosi.

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I fantasmi della Eastern Air Lines: volo N310EA

0961177 Una delle mie paure più grandi è senza dubbio quella degli aerei. Ho paura di volare, non perchè temo che l’aereo si possa spezzare da un momento all’altro o perchè possa precipitare, ma perché temo che vi sia qualche squilibrato a bordo che dirotti l’aereo o peggio apra i portelloni… sì, lo so che sono paure sciocche, ma… ma sono riuscita a vincerle a febbraio quando sono stata in Cornovaglia con la mia dolce metà (cosa non si fa per amore!!).

Comunque, se dovessi prendere ancora un aereo, starò ben accorta di non salire mai e poi mai su un determinato volo della Eastern Airlines. Nulla a che vedere con quello che è successo al Saudia 163, ma la storia che sto per raccontarvi è ugualmente abbastanza macabra.

Il 29 dicembre 1972 il volo 401 della Eastern Airlines, il Lockheed L1011 Tristar (numero volo N310EA), scendeva verso Miami dopo essere decollato da New York, aeroporto John F. Kennedy. L’umore a bordo era più che buono: i 163 passeggeri e i 13 membri dell’equipaggio erano trepidanti: tra poco avrebbero potuto finalmente godersi il Capodanno al sole della Florida. Nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco.

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Cold case: il mistero di Bobby Dunbar, il bambino del lago

bobby-dunbar Questa è una storia drammaticamente vera, avvenuta in America quasi cento anni fa. Era il 23 agosto 1912 quando scomparve un bambino di quattro anni, di nome Bobby Dunbar. Purtroppo, ogni giorno si ha notizia di bambini scomparsi, ma la storia di Bobby Dunbar è curiosa per i risvolti postumi. Curiosa e choccante.

Lessie e Percy Dunbar vivevano a Opelousas, in Louisiana. Nel 1908 Lessie ebbe il suo primo figlio, che chiamò Bobby. A metà agosto del 1912, quando Bobby aveva quattro anni e un fratellino appena nato di nome Alonzo, la famiglia Dunbar decise di concedersi una breve vacanza, sul lago Swayze, dove il bambino avrebbe potuto giocare e dedicarsi, col padre e il fratello, a qualche allegra battuta di pesca. Il 23 agosto 1912 Bobby improvvisamente scomparve. Stava giocando in riva al lago, e i genitori lo persero di vista. Lessie e Percy chiamarono la polizia, che subito si mise all’opera per trovare il bambino.

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Joshua Ward House

Il mistero della Joshua Ward House

Nel 1981, una casa piuttosto vecchia venne acquistata, restaurata, e la sua destinazione d’uso cambiò, passando da residenziale e diventando commerciale.
In sostanza, diventò sede di uffici. Cosa che succedono continuamente, direte voi. Ma se vi dicessi che nel Natale dello stesso anno, venne scattata una fotografia, più precisamente una polaroid, e nella polaroid rimase impresso qualcosa di davvero strano? 
Cose che succedono anche queste, direte.
Va bene, non c’è verso di stuzzicare la vostra fantasia… ma… e se vi dicessi che il luogo in cui si trovava questa casa è … Salem?
Sì, esatto, proprio il luogo del famoso processo alle streghe? E, soprattutto, che quella polaroid aveva catturato il fantasma di una… strega?

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