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I Perron e il poltergeist di Harrisville: il caso di Bathsheba Sherman

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Sherman Farm

Il poltergeist di Harrisville, conosciuto anche come il caso della famiglia Perron, è uno dei casi di infestazione più noti, anche se ai più, forse, non dirà nulla. Ma sapere che fu scelto come base per il film The Conjuring, uscito nell’agosto 2013, vi farà capire certamente di cosa sto parlando.

Tutto iniziò nel dicembre 1970, quando Roger e Carolyn Perron andarono ad Harrisville, Rhode Island, con l’intenzione di acquistare una casa. Carolyn aveva bisogno di tranquillità, e secondo lei non c’era nulla di meglio di una bella casa in campagna per vivere bene. In breve tempo, convinse il marito della sua idea, e i due iniziarono a cercare qualche bel casale di campagna che facesse al caso loro. Alla fine trovarono quel che cercavano, una bella casa, vecchia, secolare, nota col nome di The Old Arnold Estate, costruita nel 1736 che aveva certo bisogno di una bella ristrutturazione di fondo, ma che con qualche aggiustamento sarebbe diventata il luogo perfetto dove vivere, anche per le cinque giovani figlie della coppia, Andrea, Nancy, Christine, Cindy ed April.

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Margorie McCall, la donna che venne sepolta due volte

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La tomba di Margorie McCcall

Quella di Margorie McCall è una storia che ha più il sapore di una creepypasta o di una leggenda che non di una storia vera. Margorie è anche conosciuta come “La signora dell’anello”, ed è nota per la rocambolesca vicenda incentrata sulla sua sepoltura: Margorie è infatti nota come la donna che visse una volta ma venne sepolta due volte.
Tutto ha inizio nel 1705, quando la donna, che vive a Lurgan, Irlanda del nord, si ammala di febbre. Nonostante le cure, la febbre sembra non passare mai, anzi le condizioni di salute della poveretta si aggravano e la donna muore, senza che nessuno sappia, con piena certezza, cosa l’abbia effettivamente portata alla morte. Per evitare il diffondersi della malattia, che a quel tempo poteva provocare altri effetti collaterali molto complicati, la donna viene sepolta in fretta e in furia nel cimitero di Shankill.

Margorie fu sepolta con un prezioso anello, che suo marito non era stato in grado di rimuovere per via del gonfiore che interessava le sue dita. Molti erano a conoscenza di quell’anello, e poco dopo la sua morte, Margorie divenne improvvisamente molto interessante… La sera dopo che Margorie fu sepolta, prima addirittura che il suolo si fosse assestato, i ladri si presentarono alla tomba di Mary e iniziarono a scavare. aprirono la bara e tentarono di estrarre il prezioso anello dalle dita gonfie di Margorie, ma il prezioso gioiello non voleva saperne di uscire dal dito della morta. Allora, i ladri senza scrupoli decisero di segare il dito al cadavere. E grande fu la loro sorpresa quando, segato il dito, un fiotto di sangue assolutamente fresco prese a sgorgare dal moncherino.
E ancor più grande fu la loro sorpresa, ormai trasformata in pura paura, quando Margorie si mise a sedere nella bara, urlando per il dolore, più viva che mai….

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Enriqueta Martì, la vampira di Barcellona. Serial killer o strega moderna?

Enriqueta Martì
Enriqueta Martì

Enriqueta Martì nacque in un sobborgo di Barcellona nel 1868 da una famiglia povera: il padre era alcolizzato e spendeva tutto il denaro che la madre di Enriqueta guadagnava come donna delle pulizie. A 16 anni, Enriqueta decise di averne abbastanza di quella vita, e cambiò città, dove iniziò a lavorare prima come domestica, quindi come nutrice. Tuttavia il denaro non era mai sufficiente, e iniziò a prostituirsi nel quartiere del porto di Santa Madrona.  All’età di 28 anni conobbe e sposò un pittore di poco successo, Joan Pujalò, ma il matrimonio finì dopo dieci anni quando Joan lasciò Enriqueta, non sopportando più che la moglie frequentasse bordelli e posti malfamati. Forse, però, Joan aveva visto dentro a Enriqueta, scoprendo un lato della donna davvero aberrante.

Mentre infatti di giorno Enriqueta mendicava per le strade di Barcellona, offrendo il suo corpo per pochi spiccioli, di sera frequentava teatri e locali alla moda, fermandosi spesso a confabulare con personaggi ambigui… probabilmente è in questo frangente che la donna scopre quanto possa essere redditizia la prostituzione minorile… la donna infatti adesca diversi bambini, tra piccoli senzatetto, orfani e mendicanti, e li offre a facoltosi signori che possono pagare, e pagano bene, per farne degli schiavi su cui sfogare ogni tipo di perversione.

Che fine facciano i bambini, una volta sfruttati, non è un mistero…e difatti nell’ultimo anno sono stati segnalati molti minori scomparsi… e del resto il porto di Barcellona non è poi molto lontano dalla casa di Enriqueta. In seguito, quando fu arrestata per prostituzione minorile, si scoprì che faceva prostituire vari bambini dai 3 ai 14 anni. Tuttavia non venne mai condannata, perchè le sue amicizie altolocate la fecero uscire dal carcere senza che avesse scontato nemmeno un giorno di prigionia.

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Robert

Robert, la bambola del diavolo

Chi di voi non ha mai giocato con una bambola? Immagino che non ci sia nessuno che non l’abbia fatto, almeno una volta nella vita. Anche i maschietti, probabilmente, anche solo per strappare la testa alla barbie della sorellina o di una bambina particolarmente antipatica. Anche quello è giocare.
Le bambole sono giocattoli incredibilmente comuni, in tutte le case ce n’è una o più d’una, anche se non vivono bambini nella casa che le ospita… ma possono anche essere incredibilmente inquietanti. Prossimamente parlerò di un tipo di bambola che ho visto recentemente e che mi ha decisamente inquietato, ma oggi vi voglio parlare di una bambola davvero inquietante. No, non Annabelle, la bambola maledetta, ma un bambolotto dall’aria infelice e maltrattata. Robert.

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peter bergmann

Il misterioso caso della morte di Peter Bergmann

Nel giugno 2009, un uomo salì a bordo del bus numero 64 a Strand Road, Derry, in direzione County Sligo. L’uomo, età apparente 50-60 anni, ha i capelli grigi, porta gli occhiali, indossa una giacca di pelle, un po’ fuori stagione, una borsa nera in spalla e un borsone più grande. Una volta arrivato alla stazione degli autobus di Sligo, alle 18:28 di quel 12 giugno 2009, prende un taxi e raggiunge lo Sligo City Hotel.
Qui chiede alla receptionist di trovargli una stanza, paga la sua camera in contanti, e fornisce, come da prassi, le sue generalità: Peter Bergmann, residente in Austria.
Tre giorni dopo, sulla spiaggia di Rosses Point, a cinque miglia dalla città di Sligo, è stato trovato il corpo di un uomo, che indossava una t-shirt e un paio di pantaloncini scuri. Niente scarpe. Ma il suo volto è familiare: è Peter Bergmann, l’uomo che alloggia allo Sligo City Hotel.
Si fanno dei controlli incrociati, almeno per avvisare la famiglia dell’uomo della sua scomparsa, ma… ma le indagini chiariscono un punto davvero curioso: non esiste nessun Peter Bergmann non solo in Austria, ma addirittura in Europa, che combaci con l’identikit dell’uomo misterioso, e l’indirizzo fornito dall’uomo è quello di una casa abbandonata.
Chi è dunque Peter Bergmann? E, soprattutto, chi è davvero l’uomo trovato morto sulla spiaggia?

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Amelia Dyer, serial killer di bambini

Non siamo ai livelli dell’orfanotrofio St. Mary’s Mother and Baby Home di Tuam, in Irlanda, ma poco ci manca.
Nel corso delle mie ricerche sui serial killer, per rimpinguare il dossier che sto preparando, mi sono chiesta: chi è stato il più feroce serial killer mai esistito?
Al momento, prendendo in considerazione solo il numero di vittime, forse
Harold Shipman (1946-2004) può essere considerato il più feroce dei serial killer britannici, per aver ucciso, durante la sua attività di medico, circa 230 dei suoi pazienti, iniettando loro una dose letale di morfina o prescrivendo dosi alte di curativi. Venne arrestato con l’accusa di aver falsificato in suo favore i testamenti di alcune delle sue vittime, ritenuto colpevole di 15 omicidi e condannato ad altrettanti ergastoli. Nel corso delle indagini, quando il suo nome venne collegato ad altre 260 morti sospette e Shipman venne ritenuto colpevole di 215 di queste morti, il medico si suicidò in cella per evitare un ulteriore processo.

Ma in questa particolare classifica dell’orrore Amelia Dyer non è da meno, e probabilmente, se il suo caso venisse studiato meglio, passando oltre le cortine del tempo, risulterebbe essere senza dubbio la più feroce serial killer non solo della Gran Bretagna, ma del mondo intero.

Amelia Dyer si rese responsabile della morte di un numero impressionante di bambini, chè di mestiere questa donna faceva la levatrice: si stima che perirono, a causa sua, tra i 200 e i 400 piccoli.

Amelia Elisabeth Dyer nacque nel 1838 in una famiglia agiata di Bristol, ultima di cinque fratelli, tre maschi e due femmine. Il padre, Samuel Hobley, era un mastro calzolaio mentre sua madre, Sarah Weymouth, era affetta da una malattia mentale causata, parrebbe, dal tifo. Amelia iniziò a vivere la sua vita in comleta solitudine: imparò presto a leggere e a scrivere, e si interessò di poesia e letteratura, cercando in qualche modo, attraverso i libri, di estraniarsi dalla vita quotidiana scialba e piatta che viveva. La madre di Amelia morì nel 1848, suo padre nel 1859, e due anni più tardi Amelia si trasferì a Trinity Street, a Bristol. Qui conobbe George Thomas, un uomo molto più anziano di lei: aveva 59 anni quando la ventiquattrenne Amelia lo conobbe. Fu necessario adottare uno stratagemma per sposarsi: George disse di aver 48 anni, Amelia 30.

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Edward Leedskalnin e il mistero di Coral Castle, il castello di corallo

C’è un bel mistero che avvolge Coral Castle, a Homestead, in Florida. Un mistero che riguarda la stessa costruzione di questo complesso, una costruzione megalitica vasta quasi 4 ettari, realizzata con enormi blocchi di pietra dal peso di diverse tonnellate.
Si potrebbe pensare che non ci sia nulla di strano, nel costruire simili complessi megalitici: basta pensare ad esempio alle piramidi. Però Coral Castle rappresenta un caso più unico che raro, essendo stata edificata da un uomo soltanto: il lettone Edward Leedskalnin.

Edward, in verità, è abbastanza famoso per aver portato a termine altre costruzioni di questo genere: aveva eretto mura megalitiche, obelischi, porte, e statue, usando una pietra locale, chiamata coral, che dà il nome all’intera costruzione.
Coral Castle, o Castello di Corallo, originariamente era nota come Rock Gate Park.
Ma come ha fatto Edward a realizzare tutto il complesso, da solo?

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