La Madonna dell’Orto e la statua di Giuda

11 Risposte

  1. Mathias ha detto:

    BravissimA…eh sì,confermo,sei una femminuccia a tutti gli effetti,e non sei affatto piccola..mannaggia a te che stangona!gambe chilometriche…

    non farmici pensare… @_@

  2. Marco S. ha detto:

    Ne sai una più del…diavolo!Perdonami il commento, non ho resistito.Brava!
    Marco S.

  3. liber@discrivere ha detto:

    @Nonno Enio: grazie! sn onoratA di questo commento, davvero!
    P.S. io piccola femminuccia! ;))

  4. nonno enio ha detto:

    storia interessantissima sconosciuta ai più. ecco quello che si dice quando un blog si discosta dalla media e si pone un po’ di gradini sopra. Bravo.

  5. nonno enio ha detto:

    storia interessantissima sconosciuta ai più. ecco quello che si dice quando un blog si discosta dalla media e si pone un po’ di gradini sopra. Bravo.

  6. liber@discrivere ha detto:

    @Nick: sapevo che ti sarebbe piaciuta qst storia!

    @Eddy: non so se esistano, certo però che sarebbe allucinante! e a proposito di gente che si dà la caccia….ho in serbo una sorpresina x te 😉 No, non ho intenzione di darti la caccia, vedrai! 😉

    @Angie: grazie cara!!! no, a dire il vero ho verificato elementi x altre storie, che arriveranno tra poco.

    @Edu: eh lo so che queste storie ti piacciono, come quelle sulle case stregate…..ho qualcosa che bolle in pentola 😉

  7. EDU ha detto:

    Le storie che parlano del diavolo mi hanno sempre angosciato non poco da buon meridionale. Mi hai messo i brividi stavolta…sul serio.

  8. angie ha detto:

    Ciao amica mia, questa storia è davvero particolare e suggestiva, sei fenomenale, domenica eri andata a documentarti per questo articolo? a proposito ho linkato liberi di scrivere e l’ho inserito sui miei due blog quello che conosci già e guadagno serio…

    Ciao
    Angie Ginev

  9. Eddy ha detto:

    Bella questa. Sai che bello se esistono dei discendenti del Masegne e della Contarini che ancora oggi si danno la caccia? Sai che romanzone?

  10. Nick ha detto:

    Grazie per aver salvato quest’altra storia della “mia” Venezia dal’oblio.

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