ESCLUSIVO: per colpa della tavola Ouija non dormo più (1a parte)

By | 11 ottobre 2013


Quasi quotidianamente ricevo, sulla mia pagina facebook dedicata al blog, messaggi di utenti che mi chiedono informazioni riguardanti i post che scrivo: vogliono sapere con esattezza dove si trovano i luoghi di cui parlo, o se conosco altre storie “da brivido” da raccontare loro.

Circa una decina di giorni fa, però, ho ricevuto un messaggio di una persona, che chiameremo Giulia, che mi ha raccontato alcune cose che mi hanno molto colpita, e che, con il suo permesso, decido di raccontare a mia volta.

Ecco la sua storia.

Donata: ciao Giulia, e benvenuta. Allora, raccontaci un po’ di te.

Giulia. Ho 25 anni e vengo dal Trentino. Ti ho contattata perchè ho letto il tuo blog, mi piacciono le storie di fantasmi e credo di poterti raccontare qualcosa che, se non altro, potrà dare a molta gente il senso di quello che fanno. Fantasmi, paranormale, sono tutte cose belle, se sono affrontate seriamente. Ho sempre amato questo mondo, ma per colpa di una stupidaggine che ho fatto, adesso ne pago ancora le conseguenze, e sono passati due anni ormai da questa cosa. Per cui voglio approfittare del tuo blog per mettere in guardia le persone: ci sono cose che non vanno fatte, perchè il rischio che si corre è troppo grande e spesso non si valutano bene le conseguenze delle proprie azioni.

Donata: di cosa stai parlando?

Giulia: allora. Come dicevo, i fantasmi mi sono sempre piaciuti e da sempre sono andata in cerca di case di cui si diceva potessero essere infestate. Nel paese in cui vivo c’è una casa, ti ho mandato qualche foto, che ha una storia molto paurosa. In pratica la casa era abitata da Adele, una donna che si diceva avesse la facoltà di parlare con i morti, questa non andava mai in chiesa però dentro la casa aveva un altarino con tanti Santi e alcune statue della Madonna, lei accendeva candele e pregava sempre, però odiava la Chiesa e ciò che essa rappresenta. Questa donna infatti aveva perso la figlia che era morta in un incidente stradale, e siccome era la sua unica figlia e lei era rimasta vedova da poco, la figlia era il suo unico affetto, così si racconta che questa Adele parlasse con la figlia praticamente sempre, perchè la evocava, solo che a un certo punto è stata la figlia stessa a dirle di smetterla di chiamarla, che così facendo le impediva di riposare tranquilla. Così la donna ha smesso di chiamarla direttamente, però voleva lo stesso sapere come stava la figlia e così interrogava altri spiriti, fino a quando il prete le ha proibito di parlare con i morti, e per evitare che Adele continuasse ad aprire la porta (quella che sta tra il mondo dei vivi e quello dei morti), ha benedetto la casa e ha fatto mettere una statuetta di san Ciriaco, che è il protettore degli esorcisti, sul muro esterno della casa.
Come puoi vedere (Giulia mi ha inviato alcune foto della casa, e in questa che vedete subito qui in alto a destra c’è proprio il particolare di questa statuetta). Così la donna ha smesso di parlare con i morti, ma poi dopo è impazzita ed è morta, si è suicidata proprio in casa, appendendosi alle scale. Però da quella casa non se n’è mai andata.

Donata: la casa dunque ha fama di essere infestata?

Giulia: Altrochè! Tutti lo sanno, nel paese. Ci sono state tante altre famiglie che volevano comprarla, famiglie che venivano da fuori, ma quando hanno saputo cos’era successo in quella casa, tutte se ne sono andate. Così è disabitata da anni, e nemmeno gli zingari la vogliono abitare. Pensa che qualche anno fa c’era un senzatetto che girava nei paraggi, tutti pensavamo che volesse entrare e ripararsi in questa casa, ma lui ha detto: fossi matto, quella è una casa in cui vive satana, non ci esco vivo se vado lì.

Donata: e a questo punto, la fama della casa infestata vi ha messo in testa delle strane idee, a te e alle tue amiche…

Giulia: esatto. Noi praticamente non volevamo fare nulla di male, volevamo solo entrare in quella casa, vedere cosa c’era dentro, fare qualche foto, qualche video da mettere su Youtube e basta. Però fin dal primo momento che siamo entrate in quella casa ci ha preso una sensazione molto brutta, e non ci volevamo più tornare.

Donata: sarebbe stata una saggia decisione, e invece…

Giulia: e invece una di noi, Elisa, voleva a tutti i costi scoprire cosa ci fosse in quella casa, e siccome lei aveva molte più conoscenze di me, ha deciso di portarci tutte dentro per chiamare lo spirito della vecchia Adele per farci dire un po’ di cose sul mondo di là. Eravamo in 4 quella sera: io, Elisa, Simona e Martina (i nomi sono di fantasia). Ma mentre noi volevamo solo scherzare, Elisa invece era molto decisa a parlare davvero con lo spirito di Adele, ma non ce lo disse. Disse solo che ci saremmo divertite. Invece quella è stata la notte che ha cambiato per sempre la mia esistenza.

Donata: raccontami cos’è successo.

Giulia: era la notte di Halloween, e avevamo voglia di divertirci, come tutte le ragazze della nostra età. Elisa fu quella che ci propose per prima di passare una serata “diversa”, andando a caccia di fantasmi. Noi pensavamo che scherzasse o che comunque non dicesse proprio sul serio, che insomma saremmo andate vicino al bosco a vedere se qualcosa si muoveva, oppure al cimitero vecchio del paese. Sai davanti alla chiesa vecchia c’erano ancora le tombe, tante, più di 200, e per arrivare dovevi fare una salita, poi eri lì, scavalcavi il muretto, entravi nel cimitero e dovevi starci per un po’, almeno finchè il campanile batteva le ore. Poi prendevi tre sassi dai vialetti e andavi a metterli nell’acquasantiera che era vicino al portale della chiesa, e per farlo dovevi attraversare tutto il cimitero. Quella era la prova che avevi davvero attraversato tutto il cimitero, perchè la mattina dopo ci tornavi e dovevi dimostrare agli altri che i tre sassi erano lì.
Però stavolta Elisa disse che voleva entrare nella casa della vecchia Adele e provare a evocarla.

Donata: Elisa era una medium? Come avrebbe fatto a evocarla?

Giulia: no, Elisa non era una medium, però s’interessava di Wicca, quella religione pagana che ama gli alberi, le piante, gli animali. Non c’entrava nulla con la Wicca però evocare gli spiriti, e infatti lei non ci disse mai come faceva a conoscere queste cose. Ma ho il sospetto che avesse parlato con la stessa Adele. so che si conoscevano, perchè sua nonna e Adele erano amiche. Poi ci disse che a Trento aveva comprato in un mercatino una tavoletta, che le avevano detto che era una cosa molto potente e  che poteva aiutarci a parlare con le persone morte.

Donata: che tavoletta era?

Giulia: era la tavoletta Ouija. Io non l’avevo mai vista prima, ma ne aveva sentito parlare molte volte. Avevo cercato più volte informazioni su cosa fosse, e volevo da sempre sapere come si costruisce una tavoletta ouija, come si usa una tavoletta ouija…Se l’avessi saputo non avrei mai preso parte a quella cosa, quella sera. Ma non lo sapevo e quando arrivammo alla casa e vidi che era l’Ouija avrei tanto voluto andare via e tornare a casa, anche perchè faceva davvero freddo, ma se l’avessi fatto mi avrebbero presa in giro. Così sono rimasta, e adesso mi rendo conto dello sbaglio che ho fatto.

Il resto dell’intervista qui: http://www.pensierospensierato.com/2013/10/esclusivo-per-colpa-della-tavola-ouija.html

10 thoughts on “ESCLUSIVO: per colpa della tavola Ouija non dormo più (1a parte)

  1. yuri

    Ciao Giulia, di dove sei del trentino? Anchio sono di li vicino trento. Ho letto la tua storia e rabbrividisce molto, comunque ho sentito parlare di queste tavole ouija e a mio parere per quanto sia scettico qualcosa di vero credo ci sia, come dicono che esistono i santi esisteranno anche i demoni. Comunque é molto appassionante ma personalmente non mi fiderei mai provarla perché boh potrebbe essere anche pericolosa se si evocasse un demone ostile 😉 ciao ragazzi.

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  2. Nico

    Ciao, mi son permesso di citare questo post in una mia recensione sul film Ouija, spero non ti dia fastidio 🙂

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      1. Pietro

        Ciao complimenti per la storia, ho una tavola ouija vorrei usarla da solo, secondo te corro un grosso rischio.

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