Reincarnazione: il caso dei quadri Thompson – Gifford
cold case , quadri misteriosi / 21 dicembre 2016

A New Bedford, nel Massachusetts, a fine ottocento vivevano due uomini: Frederic Thompson, gioielliere per professione e pittore per passione, e Robert Swain Gifford, pittore per professione e basta. I due avevano un elemento in comune, la passione per le passeggiate, che erano abituati a concedersi, lungo la costa. E accadde anche i due si incontrassero, in sole due occasioni. Ma tra i due non ci fu altro che un semplice scambio di cortesi saluti, e la conoscenza non venne mai approfondita. Nel 1905 Frederic Thompson, di punto in bianco, iniziò ad avvertire un impulso davvero irrefrenabile a dipingere e disegnare. Si svegliava nel cuore della notte, mentre stava dormendo, e si svegliava interrompendo i sogni che faceva. Sogni sempre uguali, a dire la verità: particolari paesaggi marini. Anche di giorno aveva delle visioni: gli passavano davanti bellissimi panorami da dipingere, scene che non aveva mai visto prima, ed erano tutte scene marine. Iniziò dunque a trasferire su tela le sue visioni, attribuendo qusta sua nuova passione a “mr. Grifford”, dal nome di Robert Swain Gifford, il celebre paesaggista che aveva incontrato nelle uniche due occasioni a New Bedford.

Il mistero del dipinto di Teller House

Teller House è il nome di un hotel costruito a Central City, in Colorado, nel 1871-72 da due fratelli, Henry e Willard Teller, e ben presto divenne uno dei migliori hotel situati a ovest del fiume Mississippi. A quel tempo, Central City era un luogo molto frequentato per le numerose miniere d’oro che si trovavano nei paraggi, e quindi l’hotel in breve tempo fece una immensa fortuna, ospitando cercatori d’oro ma anche personaggi famosi che transitavano di là, attirati dalla vita dorata che si respirava in quei luoghi.

La ninfa dei boschi di Bernardino Luini
oggetti maledetti , quadri misteriosi / 8 settembre 2016

Avete mai visto una ninfa dei boschi? Si tratta del dipinto su tela “La ninfa dei boschi” di Bernardino Luini, risalente al XV secolo ed esposto fino a pochi anni fa nella Pinacoteca di Brera. Il dipinto si rese “responsabile” di un fatto abbastanza curioso la notte del 24 giugno di alcuni anni fa, quando l’allarme della Pinacoteca si mise a suonare all’impazzata. Le telecamere del museo ripresero poi una figura evanescente che usciva dal quadro, si aggirava nel palazzo e si fermava poi davanti al dipinto che la ritraeva, indicandolo più volte. Quindi sparì misteriosamente.

Crying boy, il mistero del bambino che piange
oggetti maledetti , quadri misteriosi / 10 febbraio 2016

Oggi torniamo a parlare di oggetti maledetti e infestati. Avevo già parlato dei dieci oggetti più infestati al mondo, e avevo parlato anche di un dipinto molto particolare, un quadro dipinto, pare, col sangue del suo autore. In Inghilterra, nel 1985, scoppiarono una serie inspiegabile di incendi, distruggendo molte abitazioni e aziende. Scoppiati per svariati motivi, c’è però un legame tra i vari incendi, un tratto in comune…la presenza, sul luogo dell’incendio, di un particolare dipinto, e il fatto che mentre tutto il resto viene rinvenuto carbonizzato, la sola cosa che appare integra, agli occhi dei pompieri giunti a spegnere il rogo, è proprio quel dipinto. Il ritratto di un bambino che piange. Questa è la terrificante storia del “bambino che piange”, il crying boy.

L’uomo angosciato e il suo mistero

Mi sono sempre chiesta: oltre ai luoghi, anche gli oggetti possono essere “infestati”? Suppongo proprio di sì, anche visto quello che sto portando alla luce nel corso delle mie ricerche. E in particolare, mi sto appassionando alla storia di quadri o affreschi maledetti. Uno degli oggetti infestati più curiosi in cui mi sono imbattuta è il quadro di Monna Teresa Rovere, ossia il quadro che, stando alla leggenda, sorriderebbe. Altri quadri sono al centro di svariate storie misteriose: basti pensare al più famoso dipinto maledetto, The hands resists him, ma ce ne sono molti altri, come ha ben descritto Hell in un suo articolo. E poi non dimentichiamo l’affresco di Perugia che rappresenterebbe direttamente il diavolo, o anche, sebbene non si tratti di un quadro ma di un affresco, o meglio di una porzione di affresco, dello spartito musicale che, nell’abbazia di Lucedio, avrebbe il “potere” di evocare il diavolo. Però oggi voglio parlarvi di un altro dipinto, che si trova non in un museo, non in una galleria d’arte, ma in una casa privata di un signore inglese che, sono convinta, vorrebbe sbarazzarsene al più presto. Questo dipinto dall’aspetto veramente spaventoso è stato trovato nella soffitta di sua nonna…

Monna Teresa Rovere, ovvero il quadro che sorride.
cold case , quadri misteriosi / 23 aprile 2011

Ho scovato su internet una storia davvero interessante, che decido di condividere. Si tratta della storia di un quadro particolare, il ritratto di una donna, monna Teresa Rovere per l’appunto, che “cambiò espressione” quando nel corso della trasmissione televisiva Voyager venne comunicata la vera causa della morte del figlio. Sembra che il quadro rimanga molto soddisfatto dall’accaduto tanto che, nella ripresa effettuata dalla telecamera, la donna ritratta sembra sorridere. La descrizione completa dell’accaduto potete trovarla qui, ma di seguito propongo due video tratti da youtube: il primo è il video della puntata di Voyager che documenterebbe l’accaduto, mentre nel secondo video un membro del CICAP fornisce alcune possibili spiegazioni al fenomeno. La puntata di Voyager la risposta del Cicap

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