I misteri di Kreischer Mansion

Kreischer Mansion

Kreischer Mansion

Kreischer Mansion, situata in Arthur Kill Road a Staten Island, NYC, non ha residenti fissi da diversi anni, sebbene sia attualmente in vendita, per soli 2 milioni di dollari. Eppure, è una casa di tutto rispetto, bella… ma allora, perchè nessuno la vuole?

Ciò potrebbe essere dovuto, in parte, agli spiriti che si dice abitino indisturbati in questa casa. E non sono spiriti qualunque: il ricco uomo d’affari Edward B. Kreischer, proprietario originale della casa, si sparò alla testa nel 1894. Più di 100 anni dopo, un uomo di nome Robert McKelvey fu assassinato in quella casa. E non è tutto: sembrerebbe infatti che in quella casa vi siano molti altri spiriti irrequieti…
E questo basta e avanza per fare di Kreischer Mansion una casa decisamente poco ambita…

Le due ville gemelle costruite da Balthasar Kreischer

Kreischer Mansion si trova su una collina a Staten Island, New York. In origine, una seconda villa occupava la terra accanto, rispecchiando la struttura che si vede ancora oggi.

Le case furono costruite da Balthasar Kreischer, che guadagnò la sua fortuna fabbricando e vendendo mattoni ignifughi.

La costruzione fu completata nel 1885, e due dei sette figli di Balthasar, Charles ed Edward, si trasferirono nelle dimore, occupandone una ciascuno, secondo le intenzioni del padre, che aveva infatti progettato ed edificato una casa per i due figli che aveva designato come eredi del suo impero di mattoni.

E se dal di fuori le case sembrano del tutto normali, è all’interno che rivelano una stranezza dopo l’altra: lampadari complessi, tappezzerie ovunque, drappeggi, moquette, decori in legno e pelle intagliata, vetro… tutto molto kitsch, ma secondo la moda del tempo.

Balthasar morì solo un anno dopo. Non molto tempo dopo la morte del patriarca, il business dei mattoni ignifughi ebbe un tracollo, e i figli di Balthasar, che non avevano lo spirito imprenditoriale del padre, non avevano né la forza né, soprattutto, le capacità, per risollevare le sorti dell’azienda, che in breve tempo iniziò a navigare in acque piuttosto difficili.

Nel 1894, dopo un’accesa discussione in fabbrica, il figlio minore di Balthasar, Edward, si suicidò in casa sua, anche se furono in molti a guardare con sospetto questa morte, vedendovi dietro la mano di Charles, che però riuscì a evitare accuse e processo.

Ma evidentemente una forma di giustizia venne fatta, perchè durante la Grande Depressione l’uomo perse la sua casa, che andò distrutta da un incendio, e fu costretto a trasferirsi in quella di Edward.

E qui iniziarono le stranezze, perchè non c’era giorno in cui Charles, impaurito, non dicesse alla moglie e ai domestici che il fantasma di suo fratello lo veniva a trovare ogni sera, con in mano ancora la pistola che aveva usato per spararsi… Charles alla fine rimase solo, con la sua pazzia, e col fantasma di Edward.

La casa di Edward è quella che si può vedere ancora oggi, abbandonata, anche se i custodi e i curiosi del paranormale spesso visitano la proprietà, interessata da numerose leggende.

Si racconta infatti che la moglie sconvolta di Edward Kreischer si aggiri nei corridoi della dimora, e che con lei vi sia il marito, che infesterebbe la stanza al pianterreno in cui presumibilmente si sparò. Altri parlano di un cuoco tedesco ucciso a casa, che ancora sbatte le pentole in cucina.

Ci sono testimonianze di bambini che si lamentano, rinchiusi in un armadio per comportamento scorretto, e si sentono mentre piangono e chiedono a gran voce di uscire.

Kreischer Mansion: la casa del delitto (im)perfetto

Da sinistra: Robert McKelvey, Gino Galestro e Joseph “Joe Black” Young

E poi c’è un elemento che rende questa casa decisamente raccapricciante. Infatti, come se la reputazione della villa non fosse già abbastanza cupa, uno dei custodi della casa la usò per commettere un omicidio grottesco.

Nell’aprile del 2005, Joseph “Joe Black” Young, custode della villa, fu pagato 8mila dollari dalla famiglia Bonanno per uccidere Robert McKelvey, che doveva dei soldi a uno dei membri della famiglia Bonanno, Gino Galestro, conosciuto in mezza New York per essere uno ex camionista e uno spietato killer colluso con la mafia.

Joe Black, accompagnato da altri tre uomini, riuscì a far entrare McKelvey nella villa, dove lo pugnalò  con un coltello. Pur gravemente ferito, McKelvey riuscì a fuggire verso la porta, dove venne afferrato dagli altri uomini che tentarono di strangolarlo, ma senza successo. Sembrava che la morte non volesse proprio prender con sé McKelvey.

Alla fine, il poveretto venne affogato in una pozza poco profonda nel cortile anteriore della casa. Il suo corpo venne trascinato nel seminterrato, tagliato in piccoli pezzi e quindi fatto sparire nella fornace a carbone.

Ci è voluto un intero anno prima che l’FBI fosse in grado di ricostruire completamente l’omicidio, anche perchè dopo il delitto il forno nel seminterrato era stato rimosso dall’edificio.

Tuttavia, sono state recuperate prove sufficienti per condannare Joe Black all’ergastolo. Nel 2009, anche Galestro venne raggiunto dalla condanna: 20 anni per esser stato il mandante dell’omicidio.

E da allora la casa, teatro di questi strani e drammatici avvenimenti, è ancora lì che attende il suo prossimo acquirente.


 

Un video, in spagnolo, di un’investigazione paranormale all’interno della casa



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