I tunnel più infestati al mondo: Kiyotaki, Downington e Sensabaught

Downington tunnel

Parliamo di luoghi infestati, molto infestati… dopo aver parlato del ponte più infestato al mondo, e della strada più infestata, non potevamo far a meno di parlare dei tunnel più infestati al mondo. Inizialmente avevo immaginato si potesse trattare del tunnel infestato dallo spettro di Charlie-no-face, poi ho scoperto che in Giappone, nelle vicinanze di Osaka, si trova un tunnel, realizzato nel 1927, che ha fama di essere infestato. E non c’è solo lui. Ecco una piccola lista dei tre tunnel più infestati al mondo.

Kiyotaki tunnel, Giappone

Il Kiyotaki Tunnel faceva originariamente parte della ferrovia di Atagoyama, costruita tra il 1927 e il 1928, è lungo poco più di 320m, anche se nel progetto iniziale doveva raggiungere i 444m.
Il numero non è un numero a caso: in Giappone, così come in altre nazioni dell’Asia orientale, il 4 è un numero considerato sfortunato, un po’ come il nostro 17. Il motivo? si può pronunciare sia yon che shi, e nell’ultimo caso la pronuncia è foneticamente simile all’ideogramma 死. Morte. In Giappone questa credenza è molto radicata, ed è per questo che si evitano come la peste raggruppamenti di 4 oggetti uguali. Difficilmente troverete una camera d’albergo, d’ospedale o anche un comunissimo posto aereo segnalati col numero 4, così come se andate a mangiare in qualche ristorante, sarebbe bene non essere in 4, ma scegliere ad esempio di sedersi in due tavoli distinti.

Kiyotaki tunnel
Kiyotaki tunnel

Il nostro Kiyotaki Tunnel negli ultimi tempi ha subito diversi interventi di ammodernamento, per far sì che la gente lo usasse come sottopasso, in alternativa ai pericolosi attraversamenti pedonali che si trovano lungo le grandi arterie nipponiche. ma a quanto pare la gente è più propensa a schivare i camion che a usare il tunnel, e nonostante molti servizi televisivi siano stati mandati in onda, mettendo in luce la bellezza di questo manufatto rimesso a nuovo, la gente non vuole saperne di usare questo tunnel maledetto, la cui sinistra storia affonda le sue radici addirittura 600 anni prima. Infatti, già nel 1392 la collina sotto cui è stato scavato il tunnel era conosciuta come luogo di esecuzioni capitali dei prigionieri di guerra, e in seguito divenne un cimitero a cielo aperto per tutti quei morti di cui non si sapevano le generalità.
Durante la costruzione del Kiyotaki Tunnel, il soffitto crollò, seppellendo diversi operai (anche se il crollo del soffitto di un tunnel è quasi un clichè nelle storie di tunnel stregati e infestati) e, a tunnel in funzione, ci furono diversi morti per incidenti automobilistici.
Oggi, chiunque si trovi a passare nella regione di Kansai, sente raccontare storie spaventose, non solo dai più supertiziosi, ma da buona parte della popolazione, che riferiscono come le anime dei morti (sia quelli della collina che quelli del tunnel stesso) non trovino pace, e continuino a manifetarsi, specie di notte, agli automobilisti che transitano nella galleria, provocando altre vittime.
Le testimonianze sono concordi nel parlare di molti spettri che si possono vedere nella galleria degli orrori: uomini, donne, addirittura bambini, persone anziane e persone giovani, che si manifestano attraversando di colpo la strada o apparendo nel sedile posteriore delle vetture che transitano sotto il tunnel, provocando, comprensibilmente, un  forte spavento negli automobilisti che li vedono riflessi nello specchietto retrovisore.

Chi ha attraversato il tunnel in moto riporta invece un fenomeno a parte, che non si verifica negli altre persone che hanno a che fare con il Kiyotaki Tunnel: una o due figure evanescenti attraversano il tunnel da parete a parete pochi metri dopo l’ingresso, e subito dopo la loro apparizione, il motociclista che li ha visti perde quasi la nozione del tempo, uscendo dal tunnel dopo svariati minuti, quando in realtà per percorrere i 320 metri della galleria servono pochi secondi.
Molte persone hanno quindi deciso di attraversare a piedi la galleria, per verificare se è vero quanto si afferma, e, nel silenzio più totale del tunnel, spesso si possono sentire delle voci e talvolta anche dei pianti, che provengono dall’interno delle pareti. Il Kiyotaki Tunnel ha poi una leggenda molto simile a quella di Bloody Mary: non è necessario chiamare per tre volte questo spirito, sarebbe sufficiente osservare la propria immagine riflessa in uno specchio che riprenda la volta della galleria per vedere apparire, talvolta, il volto di un uomo. Sventura coglie la persona che lo vede: lo sventurato andrà incontro, dice la leggenda, a una morte orribile nel giro di quattro giorni.
Al di là delle leggende e delle superstizioni che lo avvolgono, il tunnel di Kiyotaki non è tutto leggenda: nel 1998 venne trovato il cadavere di una ragazza con un cappio al collo. La ragazza era stata uccisa altrove e quindi portata al Kiyotaki Tunnel, e ancor oggi la sua morte non ha un autore. C’è poi una curiosa leggenda che riguarda anche il semaforo posto davanti al tunnel, per regolare il passaggio dei veicoli: la galleria infatti è così stretta da non permettere il passaggio di due macchine assieme. Ebbene, se il semaforo è verde, è consigliabile non passare, ma fermarsi e attendere, finchè diventerà rosso e poi di nuovo verde. Si racconta infatti che il cambio di colore del semaforo sia opera di uno spirito, che fa diventare apposta il semaforo verde per ingannare gli automobilisti e convincerli a passare, andandosi a schiantare contro il veicolo che procede nel senso opposto. Non è raro infatti trovare diverse automobili ferme a lato della strada, in attesa che il semaforo cambi colore, continuando così ad alimentare questa folle superstizione.

 

I tunnel gemelli di Downingtown

Downington tunnel
Downington tunnel

Downingtown, Chester, Pennsylvania. Lungo la Valley Creek Road, strada lunga e tortuosa che costeggia il torrente da cui prende il nome il borgo, e che è una delle strade principali che portano a Downingtown, ci sono i tunnel gemelli che permettono l’attraversamento di una collina e dei binari ferroviari. Conosciuti come “Twin Tunnels”, tunnel gemelli appunto, sono tre e non due, e solo uno è percorribile dalle automobili, mentre i restanti due sono stati chiusi in passato per propblemi di sicurezza, a causa di infiltrazioni d’acqua e frane. Quando vennero costruiti, infatti, non si tenne conto degli effetti che avrebbe avuto il torrente che scorre dalla parte opposta di quello che ancor oggi viene usato, e l’acqua in breve tempo fece crollare una buona porzione del primo tunnel, rendendo il secondo pericolante.
Acqua a parte, i tunnel gemelli sono al centro di tetre leggende, legate a strani avvenimenti, spiriti inquieti e un omicidio irrisolto.
Lungo il tunnel dove passa la strada, nei primi anni del secolo scorso una piccola zona della collina collassò, e il tunnel si spaccò, producendo una spaccatura di circa 5 m di lunghezza, mai riparato. Da quel buco si poteva osservare la vegetazione folta e rigogliosa che lo sovrastava, e anche l’albero al quale s’impiccò una donna di Downingtown, al centro di uno scandalo per aver avuto un figlio da un uomo che in seguito l’aveva ripudiata. Non è tutto: la donna, nel compiere il tragico gesto, portò con sè il figlioletto di un anno appena, e il piccolo cadde dalle braccia della madre, finendo proprio in quella fessura e morendo, nella caduta, all’interno del tunnel…. una ricostruzione abbastanza fantasiosa, che troverebbe riscontro nelle varie testimonianze riferite dagli abitanti del luogo, che affermano di udire spesso il pianto di  un bambino nel tunnel e di vedere il corpo della donna impiccata, attraverso il foro nel tunnel.

C’è poi la storia di un uomo, morto all’interno del tunnel, dopo una sparatoria. L’uomo aveva appena rapinato una banca, ed era stato inseguito dalla polizia nel tunnel. I poliziotti gli avevano intimato di fermarsi, ma lui aveva proseguito nella sua fuga all’interno del tunnel, e la polizia aveva aperto il fuoco, uccidendolo all’interno del tunnel. La cosa strana, di questa vicenda, è che la borsa con il denaro che l’uomo aveva rapinato non venne mai rapinata, e c’è chi sostiene che il rapinatore abbia avuto il tempo di nasconderla da qualche parte all’interno della galleria…anche se in tanti sono convinti che i poliziotti coinvolti nella sparatoria sappiano dove sia finito quel denaro.

E poi c’è un episodio piuttosto recente e documentato dalla cronaca locale, al contrario dei precedenti episodi, che ha ammantato ancor più il tunnel di un alone di macabro. L’11 luglio 1995 un pescatore trovò una valigia di pelle marrone nei pressi del tunnel principale. Dentro la valigia, chiusa e legata con dello spago, c’era il torso, completo di testa, di una donna, età tra i 18 e i 40 anni, con indosso solo un reggiseno, e con accanto una camicia di denim azzurro chiaro con colletto, maniche lunghe, bottoni in rame, fasce di colore chiaro sul petto e sul dorso. Il bacino della donna era stato reciso con un taglio netto, e non c’era traccia delle gambe della poveretta nella valigia. Le sue impronte digitali non erano schedate, e non essendoci state denunce di persone scomparse nella zona, era praticamente impossibile risalire alla sua identità. Tuttora il suo nome rimane avvolto nel mistero. Sei mesi dopo, due gambe scheletriche vennero trovate a Middletown Township, a 50 miglia di distanza, ma non si riuscì a capire se le gambe appartenessero al cadavere trovato vicino al tunnel…

 

Sensabaught, tunnel infestato?

Sensabaught tunnel
Sensabaught tunnel

Infine, un altro tunnel americano chiude questa nostra rassegna: il tunnel di Sensabaugh, che si trova vicino alla Big Elm Road di Kingsport, nei pressi di una grande costruzione chiamata Rotherwood Mansion. Costruito intorno al 1920, oggi è totalmente abbandonato, meta solo di artisti di strada che hanno riempito ogni centimetro libero di cemento con pittoreschi graffiti, e la volta del tunnel è crepata in molti punti, rendendolo di fatto pericoloso. Viene attraversato solo dagli abitanti del luogo, o perlomeno dai più scettici, e da qualche incauto viaggiatore che non sa cosa accedde lì dentro.

Girano molte storie sull’avvenimento, ma il comune denominatore di queste storie è uno solo: la presenza di un bambino.

Si racconta che un senzatetto chiede aiuto e ospitalità a una famiglia, la cui casa sorge proprio nei pressi del tunnel. I Sensabaugh, questo il nome della famiglia, sono persone buone, con un bambino appena nato, e accolgono in casa il poveretto, sfamandolo e offrendogli un letto dove passare la notte. L’uomo però non si accontenta della disponibilità dei Sensabaught, e cerca di rubare i gioielli che appartengono alla proprietaria. Il signor Sensabaugh, scoprendo il ladro, lo affronta pistola in pugno, ma l’uomo afferra il neonato della coppia e lo usa come scudo. Sensabaugh è costretto a lasciar fuggire il malvivente con suo figlio, che viene in seguito abbandonato nel torrente che scorre vicino al tunnel, condannandolo così a una morte certa.
Un’altra versione narra della follia del signor Sensabaugh, che sterminò la sua famiglia per poi togliersi la vita nel tunnel. Una famiglia Sensabaugh visse realmente, almeno negli anni ’50-’60, nelle vicinanze del tunnel, ma non si è mai sentito parlare di un fatto di cronaca così sanguinoso…
Eppure, molti affermano di vedere il signor Sensabaugh percorrere il tunnel, pistola alla mano, e sparire nell’oscurità, ma nessuno ha mai indagato per scoprire dove fosse diretto.
In realtà, il tunnel viene spesso usato da giovani coppiette in cerca d’intimità, e da artisti di strada che si esercitano dipingendo le pareti del tunnel… il signor Sensabaugh era stanco di dover pulire, ogni mattina, gli “esiti” delle visite notturne, e ideò un modo per mettere in fuga sia le coppie che i graffittari… E lo fece spaventando, a modo suo, chiunque osasse addentrarsi nelle sue proprietà, mettendo in giro queste storie e, talvolta, imitando il suono di animali.

Tuttavia la fama di tunnel infestato è rimasta, ma quando gli esperti della Southern States Paranormal Research Society hanno indagato sul tunnel, hanno dimostrato che al suo interno l’attività paranormale è pressoché nulla.

Ho però trovato un sito, che fornisce una nuova versione della leggenda: stando al sito, infatti, durante i primi anni del 1900, quando il tunnel venne costruito, venivano impiegati nella sua realizzazione alcuni lavoratori immigrati. Tra questi, c’era Antonio Francesco Colisco, scappato dalla Sicilia perchè accusato dell’omicidio dell’amante dlela moglie. Arrivato nel 1905 a New York, ha girato in lungo e in largo per venticinque anni, ficnhè non si stabilì a Clinchport, Virginia, e qui ha cominciato a lavorare per la CC & O, ditta specializzata nella costruzione di infrastrutture. Antonio si sposò, ed ebbe sette figli. Antonio Francesco Colisco è stato uno dei tanti lavoratori migranti italiani che, assieme a operai cinesi, costruirono il tunnel Sensabaugh. Ci fu un incidente con la dinamite: l’esplosione dilaniò sette operai, provocando un crollo nel tunnel, e seppellendo sotto le macerie i corpi dei poveretti. Antonio Francesco Colisco era tra quelli. Secondo l’usanza per i lavoratori di fede cattolica, gli uomini dovevano essere sepolti in tombe anonime nel cimitero della Chiesa Metodista Ross Campground, che sorge vicino al tunnel, ma esisteva anche un’altra usanza, nel caso di incidenti sul lavoro, e cioè che le vittime venissero lasciate lì dov’erano, sepolte all’interno del cantiere, per risparmiare denaro e tempo.
Sfortunatamente, in quel caso la mancanza di denaro e la fretta ebbero la meglio, e i corpi dei sette operai morti nel crollo non vennero sepolti adeguatamente, e riposerebbero, stando alla leggenda, ancora all’interno del tunnel. Sarebbero loro, dunque, gli altri fantasmi che abiterebbero il Sensabaugh tunnel…

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