Cornovaglia: l’esercito fantasma di Loe Bar e le misteriose lay lines

cornwall_alamy Uno dei luoghi che più mi piacciono in assoluto, in cui presto mi recherò assieme alla mia dolce metà, è la Cornovaglia. Amo le sue scogliere a picco sul mare, le chiese sperdute in mezzo a sconfinate praterie, i viottoli che attraversano pascoli e prati, le casette col tetto in paglia…insomma, guardatevi uno dei film di Rosamunde Pilcher per capire a cosa mi riferisco.

Stavo appunto leggendo qualcosa per documentarmi sul viaggio che andremo a fare, quando mi sono imbattuta in una storia che mi ha lasciata stupefatta: fantasmi in Cornovaglia. Ebbene sì, anche la Cornovaglia ha i suoi bravi fantasmi, e non parlo di pub infestati o hotel nati dove prima sorgeva un monastero, o monaci fantasmi che continuano a pregare nelle loro chiese, anche se queste non esistono più.

Tutto inizia nel lontano agosto 1936, quando un ragazzo, Stephen Jenkins, si stava concedendo una passeggiata a Loe Bar, lungo le coste della Cornovaglia, un tratto di spiaggia in cui la leggenda vuole fosse morto nientemeno che Re Artù.  Qui visse un’esperienza a dir poco sensazionale: gli apparve un esercito fantasma, composto da guerrieri medievali in sella ai propri destrieri, tutti bardati come se stessero partecipando a un funerale o a una parata militare in grande stile. Al centro esatto dello schieramento, con le mani saldamente fisse sull’elsa della spada, c’era una cavaliere, in sella a un cavallo nero più grande degli altri, che fissava il punto nel quale si trovava, sempre più impaurito, Jenkins. Il ragazzo mosse qualche passo in direzione dell’esercito fantasma, ma non appena l’ebbe fatto, la misteriosa apparizione svanì davanti ai suoi occhi.

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La tavoletta Ouija apre porte su mondi sconosciuti

Torniamo a parlare della famigerata tavoletta OUIJA, anche in seguito all’uscita del seguito del film di Stiles Waite proprio sulla tavoletta. In questi giorni il mio blog è letteralmente preso d’assalto da gente che legge la mia intervista a Giulia sull’uso della tavoletta.

Tra le chiavi di ricerca che portano al mio blog ho trovato, in particolare, tre query che mi hanno lasciata basita:

  • tavola ouija esperienze; (e fin qui nessuna stranezza)
  • come costruire una tavola ouija;
  • come usare una tavoletta ouija senza correre rischi.

 

Intanto diciamo subito che usare una tavoletta ouija espone sempre a dei rischi, come abbiamo avuto modo di vedere nell’intervista a Giulia… la tavoletta in teoria dovrebbe essere usata per entrare in contatto con i defunti, ma non si può mai sapere quale entità si presenti… per questo motivo, ho ricontattato Giulia, che ha accettato di rispondere a qualche domanda.

NB: questo post era stato iniziato il 18 gennaio 2015, giorno in cui ho contattato Giulia. La scrittura si è interrotta ed è successivamente ripresa diverse volte, in quanto in più di un’occasione Giulia ha manifestato disagio e non si sentiva più di rispondere alle mie domande.  Riporto esattamente il dialogo online avuto con lei.

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La collina infernale di Montpelier hill

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Claude Qui / cqui@wikipedia

In Irlanda, nei pressi di Dublino, si trova una collina che sarebbe meglio evitare. Sulla sommità di questa collina sorgono due edifici, collegati tra loro sia per certe testimonianze di attività paranormale in essi riscontrati, sia per alcune vicende misteriose che avrebbero coinvolto i membri di una società elitaria composta da uomini dediti a pratiche occulte di natura demoniaca. Questo è il mistero della collina infernale di Montpelier Hill.
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Il tunnel stregato di Charlie-no-face, ovvero la storia dell’Uomo verde

Il tunnel di Charlie
Il tunnel di Charlie

Questo che vedete di fianco è un semplicissimo tunnel, situato in Pennsylvania, in South Park Township. Tuttavia in questo tunnel è possibile imbattersi in Charlie, l’uomo senza volto. La storia è più una leggenda che altro, ma come spesso accade ha un fondamento di verità: gli abitanti di South Park Township infatti ritengono che un uomo senza volto sia abituato a camminare attraverso questo tunnel nel bel mezzo della notte, spaventando tutti coloro che inavvertitamente si trovano a transitare di qua… Ma per quanto folle possa sembrare, si tratta di una storia vera.

Charlie-no-face, l’uomo senza volto

Un uomo chiamato Raymond “Ray” Robinson visse effettivamente a circa 50 miglia dal tunnel. Nel 1919, quando aveva appena 8 anni, si arrampicò su un palo della luce per prendere un nido d’uccelli che si trovava lassù, ma inavvertitamente toccò il filo dell’alta tensione, rimanendo folgorato da una scarica di 22.000 volt, che fortunamentamente non lo uccise, ma gli bruciò completamente il viso, sfigurandolo.

Ray perse entrambi gli occhi e il naso, oltre che un orecchio e il braccio sinistro, e la sua pelle assunse in seguito un colorito verdastro, al punto che venne chiamato, appunto, Charlie senza volto o l’uomo verde.

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pendle hill

I fantasmi delle streghe di Pendle Hill

pendle hill L’Inghilterra è, notoriamente, uno dei luoghi in cui maggiormente si sentono notizie riguardanti fantasmi, avvistamenti paranormali e tutto quanto riguarda il vasto mondo del mistero.

Oggi parliamo di streghe.

Non del famoso processo alle streghe di Salem, ma di una collina inglese in cui trovarono la morte dodici streghe. Ecco a voi la storia del processo alle streghe di Lancashire, ovvero la storia delle dodici streghe di Pendle Hill.

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hotel del salto

L’hotel del Salto, l’hotel della “buona morte”

hotel del saltoHotel del Salto, l’hotel della buona muerte

L’Hotel del Salto è uno di quegli alberghi in cui è praticamente d’obbligo fare un salto… se poi il nome diventa tutto un programma, come in questo caso, il “divertimento” è assicurato. Purtroppo però è praticamente impossibile soggiornarvi, essendo questo splendido albergo chiuso ormai da anni. Si trova in Colombia, arrampicato su una rocca sporgente nella vallata di Tequendama, nome che ricorda le pittoresche cascate si riversano nel fiume Bogotà.

A cosa deve il suo nome, “del salto?”. Principalmente perchè è stato costruito a 157m sopra il fiume che scorre sottostante, e perché nel secolo scorso è stato teatro di numerosi suicidi (o omicidi), quando molte persone si sono gettetate (o sono state gettate) da queste considerevoli altezze, per provare l’ebbrezza di un volo, o di un “salto” in piena regola.

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san michele

Il teschio urlante italiano: una storia di Venezia

Il mistero del teschio di Venezia

skullRicordate il mio post dedicato al mistero del teschio urlante? Lì avevo parlato di alcuni teschi che si trovano in Inghilterra, oggi però vi voglio presentare la storia di un teschio urlante tutto italiano, che si trova a Venezia.

Presso le fondamenta Gerardini, infatti, nel Settecento esisteva una casa, abitata da un nobile mercante, Grimano Grimani, che per lunghi anni aveva vissuto in Morea, luogo da cui aveva fatto ritorno, ricchissimo, e accompagnato da un servitore nativo di quei luoghi. Poco dopo il suo arrivo a Venezia, il servo però, che non era abituato al clima della Serenissima, si ammalò gravemente, e sul punto di morte strappò al padrone la promessa di essere sepolto in Morea.

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