Cornovaglia: l’esercito fantasma di Loe Bar e le misteriose lay lines

cornwall_alamy Uno dei luoghi che più mi piacciono in assoluto, in cui presto mi recherò assieme alla mia dolce metà, è la Cornovaglia. Amo le sue scogliere a picco sul mare, le chiese sperdute in mezzo a sconfinate praterie, i viottoli che attraversano pascoli e prati, le casette col tetto in paglia…insomma, guardatevi uno dei film di Rosamunde Pilcher per capire a cosa mi riferisco.

Stavo appunto leggendo qualcosa per documentarmi sul viaggio che andremo a fare, quando mi sono imbattuta in una storia che mi ha lasciata stupefatta: fantasmi in Cornovaglia. Ebbene sì, anche la Cornovaglia ha i suoi bravi fantasmi, e non parlo di pub infestati o hotel nati dove prima sorgeva un monastero, o monaci fantasmi che continuano a pregare nelle loro chiese, anche se queste non esistono più.

Tutto inizia nel lontano agosto 1936, quando un ragazzo, Stephen Jenkins, si stava concedendo una passeggiata a Loe Bar, lungo le coste della Cornovaglia, un tratto di spiaggia in cui la leggenda vuole fosse morto nientemeno che Re Artù.  Qui visse un’esperienza a dir poco sensazionale: gli apparve un esercito fantasma, composto da guerrieri medievali in sella ai propri destrieri, tutti bardati come se stessero partecipando a un funerale o a una parata militare in grande stile. Al centro esatto dello schieramento, con le mani saldamente fisse sull’elsa della spada, c’era una cavaliere, in sella a un cavallo nero più grande degli altri, che fissava il punto nel quale si trovava, sempre più impaurito, Jenkins. Il ragazzo mosse qualche passo in direzione dell’esercito fantasma, ma non appena l’ebbe fatto, la misteriosa apparizione svanì davanti ai suoi occhi.

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Dragsholm, il castello infestato e i suoi cento spettri

dragsholm-castle Se Glamis è ancora considerato il castello più infestato del mondo, vi sono molti altri manieri che fanno di tutto per strappargli il primato. Uno di questi è sicuramente Dragsholm, che si trova nella cittadina di Hørve, 80 km da Copenaghen.

Il paese, costituito da poco più di 2000 anime, non è certo una meta turistica appetibile da frotte di turisti (ed è proprio questo il suo punto di forza) e al singolo e attento viaggiatore che ama la tranquillità, offre uno spettacolare panorama mozzafiato, forse il più bello della Danimarca intera, che si può apprezzare dall’alto dell’altura su cui è arroccato il castello.

Il castello, oggi trasformato in albergo con tato di ristorante, prevede la possibilità di soggiorni per brevi periodi. Dragsholm ha almeno 800 anni ed è stata ristrutturato molte volte. Dispone di un bel parco con alberi secolari, un laghetto, uno stagno con belle ninfee e, appunto, una bellissima vista sul mare.

Le sue stanze sono arredate con mobili settecenteschi e sarebbe davvero un paesaggio fiabesco se non fosse che nasconde moltissimi segreti e, soprattutto, soggiornare qui significa farlo in compagnia di molti fantasmi.

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I fantasmi delle streghe di Pendle Hill

pendle hill L’Inghilterra è, notoriamente, uno dei luoghi in cui maggiormente si sentono notizie riguardanti fantasmi, avvistamenti paranormali e tutto quanto riguarda il vasto mondo del mistero.

Oggi parliamo di streghe.

Non del famoso processo alle streghe di Salem, ma di una collina inglese in cui trovarono la morte dodici streghe. Ecco a voi la storia del processo alle streghe di Lancashire, ovvero la storia delle dodici streghe di Pendle Hill.

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Il mistero della tomba di Caroline Christine Walter

Come sapete, i cimiteri per me rivestono un grande fascino.
Dopo aver parlato del cimitero più infestato al mondo e del cimitero infestato di Boston, sto cercando qualche news su altri cimiteri, e in particolare sulle tombe più particolari che esistano.
Avevo letto infatti tempo addietro una storia davvero interessante su una statua, posta a guardia di una tomba, che prenderebbe vita per cercare gli assassini della persona che deve custodire…non appena la troverò ve la racconterò, ovviamente!
Tuttavia, cercando di qua e di là, mi sono imbattuta in una statua davvero curiosa, che ritrae Yvan Salmon.
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Le montagne della superstizione e la maledizione del tesoro

superstition_mountains-compressorLe Montagne della Superstizione colpiscono ancora.

Le Montagne della Superstizione hanno fatto altre tre vittime. Ardean Charles, 66 anni, Malcom Meeks, 51, e Kurtis Merworth, 49, tre amici americani, partirono alla volta di un viaggio della speranza, per ritrovare quelle che sono chiamate “le miniere dell’olandese, situate proprio qui, sulle Montagne della Superstizione.

Un luogo misterioso, che non si sa nemmeno se davvero esista, sul quale aleggiano diverse storie misteriose.

Partirono e non fecero più ritorno. Come tanti altri, partiti alla volta delle Montagne della Superstizione, alla ricerca del tesoro perduto dell’Olandese.

Tutto ha inizio con Jacob Waltz, un colono tedesco, meglio conosciuto con il soprannome di l’olandese, giunto a Phoenix nel 1868 e morto nel 1891.

Waltz era interessato solo a una cosa. Oro.

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Il diavolo in una chiesa: storia di san Lorenzo

Da qualche giorno, nelle statistiche di accesso al blog, stanno ricomparendo due post vecchi di anni, che però a quanto pare sono stati rispolverati.

Uno è quello dedicato all’abbazia di Lucedio e allo spartito del diavolo, l’altro è quello dedicato alla tela più grande del mondo situata nella chiesa di san Pietro, a Perugia, che rappresenta, in maniera velata, il diavolo.

Come mai tutto questo interesse per il diavolo? Oggi, così, voglio parlarvi di un’altra chiesa e del suo segreto, perchè ci sono moltissime altre chiese che nascondono immagini del diavolo, più o meno palesi, più o meno dettagliate. Il diavolo si può trovare sui battenti delle porte, sui quadri, nelle statue, nascosto perfino nelle colonnine dell’altar maggiore…e perfino dove nessuno se lo aspetterebbe.

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Il Codex Gigas, il manoscritto del diavolo

screenshot.994Forse non tutti i miei lettori sanno che ho una laurea in filologia medievale, e che la mia passione sono i manoscritti antichi, specie se appartenenti al Medioevo. Non poteva quindi esimermi di raccontarvi, in poche parole, del manoscritto medievale più grande al mondo.

Il Codex Gigas, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Stoccolma, infatti, deve il tuo nome alle sue immense proporzioni: 92 centimetri di altezza, 50 di larghezza e un peso di 75 chilogrammi.

Inizialmente contava 320 carte (cioè pagine), ma 8 di queste sono andate perdute nel corso del tempo.
Ma non è famoso solo per le sue proporzioni, quanto per contenere una miniatura a tutta pagina che rappresenta il committente di quel manoscritto: il diavolo.

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