Bouvet

Bouvet Island, un’isola piena di fantasmi e misteri

Bouvet Island è il luogo più lontano e dimenticato dell’intero pianeta, un’isola a metà strada tra Africa e Antartide, e probabilmente considerata la terra emersa più lontana da ogni insediamento umano. Bouvet Island si trova a oltre 2.000 km dall’isola di Tristan Da Cunha, ultimo luogo abitato prima dei ghiacci dell’Antartide, e a 2.525 km dal Sud Africa.

Nonostante l’isola, che si estende per 49 km quadrati, sia per il 93% ricoperta da ghiacciai che bloccano la costa est e sud, non è del tutto disabitata: ne hanno fatto il loro habitat leoni marini, foche, gabbiani e pinguini, oltre a specie vegetali semplici come muschi e licheni.

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Sable island, la sabbia che non perdona

sable islandDopo aver scoperto, in me, una “vena” di esploratrice marittima che non conoscevo, o che forse era solamente sopita, torniamo a parlare di luoghi misteriosi e affascinanti del nostro bellissimo mondo.

Vi avevo portato, con un precedente post, a conoscere la laguna di Houtman Abrolhos, oggi invece ci spostiamo in America settentrionale, al largo della Nuova Scozia, a poca distanza da Boston (e chi mi conosce sa perchè nomino questa città con un bel po’ di nostalgia)…questo luogo non è una laguna, è un’isola…o meglio, non è nemmeno un’isola, è piuttosto un banco di sabbia a forma di mezzaluna. Il suo nome Sable Island, letteralmente infatti significa “banco di sabbia”, ed è una striscia di terra, abitata per lo più da cavalli selvaggi e pochi scienziati che la studiano, posizionata al largo della Nuova Scozia, che può tranquillamente rivaleggiare con il celeberrimo Triangolo delle Bermuda in quanto a sparizioni marittime… e anzi, ha saputo dare, nel tempo, prova di una pericolosità marittima nettamente superiore.

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Eilean mor, il mistero del faro

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faro di Jesolo

Come forse sapete, una delle mie più grandi passioni sono i fantasmi. Un’altra sono le piante carnivore. Un’altra ancora i gufi e le civette. Ma lo sapevate che mi piacciono molto anche i fari?

Avevo già scritto sul blog raccontando la storia di due fari stregati, quello di St. Augustine, considerato con i suoi numerosi fantasmi un faro da primato (e difatti è il faro più infestato al mondo), e poi quello di Sherwood Point. Forse parlerò anche del faro di Yaquina head, che così non vi dirà nulla, ma se lo nominassi come “il faro di Moesko island del film The Ring” vi dirà sicuramente qualcosa.

Oggi invece parliamo di Eilean Mor, che tradotto dal gaelico significa “la grande isola”.  e del suo faro. Oltre che, ovviamente, della storia che lo circonda…

Eilean mor è una delle isole Flannan, situate a nord della Scozia. Difinere “isole” questo gruppo di scogli in pieno Oceano Atlantico è un po’ esagerato, ma Eilean mor ha una superficie di 157chilometri quadri, e supera in altezza a malapena i 200 metri. Pur essendo poco estesa, è in posizione cruciale per la navigazione, specie quando il 7 dicembre 1899 venne costruito su Eilean Mor un imponente faro per favorire nella navigazione tutti quelli che si addentravano, rischiando molto, in queste zone.

L’illuminazione non era granchè, allora: due brevi fasci di luce, con due intervalli di dieci secondi, che si vedevano a una distanza superiore alle 20 miglia: sufficienti per evitare il pericolo degli scogli del gruppo di isole. Ma proprio a Eilean Mor si verificò un caso incredibile, mai risolto, uno di quelli che ha contribuito a creare la leggenda che accompagna questo faro e soprattutto la sua isola: l’isola degli uomini fantasma.

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Houtman Abrolhos, la laguna più infestata al mondo

screenshot.935Se vi piace navigare, e magari possedete il brevetto nautico, sperate con tutte le forze di non fare mai naufragio nella costa occidentale dell’Australia. Non fareste mai ritorno in patria. Perchè questo arcipelago di isolette basse, che territorialmente appartengono all’Australia, e si affacciano sull’oceano Indiano, sono, da sempre, considerate maledette.

Non solo per le sciagure che vi sono avvenute, come vedremo, ma anche perchè probabilmente nelle loro sabbie più profonde è sepolto un amuleto che, appartenuto a una principessa maori, avrebbe il potere di attirare la sventura su chiunque lo possieda.

Molti lo hanno cercato, ma nessuno l’ha trovato. Eppure tutti quelli che naufragano qui hanno subito, chi più chi meno, terribili sventure.

Avete mai sentito parlare di Houtman Abrolhos, la laguna dei mille cadaveri? è uno dei luoghi più infestati al mondo

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Le dieci isole più infestate al mondo

Ogni tanto capita di dover far pulizia nel pc perchè la barra che segna la capacità del discofisso ha un preoccupante colore rosso…così, passando in rassegna le innumerevoli cartelle che ho salvato, ne ho trovata una di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza, che portava questa dicitura: ricerche_incomplete da finire.

Cosa c’era dentro? un’infinità di file word con ricerche che avevo iniziato anni fa e che non avevo mai portato a termine. Come qui sul blog, che ho iniziato quella fortunata (almeno fino ad adesso) serie sul significato storico dei Tarocchi e che ho (momentaneamente) abbandonato. Ma come per le altre cose, conto di riprenderla presto e di portarla a termine.
Però in questa cartella ho trovato un file piuttosto corposo che riportava come titolo: le dieci isole più infestate al mondo. Il file era datato 2003. Dieci anni fa…ancor prima che Pensiero spensierato vedesse la luce. Evidentemente la passione per i fantasmi era insita in me da chissà quanto tempo…e il bello è che quel file era praticamente completo, ho dovuto solo farvi qualche rifinitura e aggiustamento soprattutto nella parte grammaticale che un po’ lasciava a desiderare, ed ecco pronto un post per il blog.

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Per chi suona la campana, ovvero, il segreto di san Lazzaro degli Armeni

Oggi voglio addentrarmi ancora una volta nel territorio di Venezia, e precisamente nella Laguna, per parlarvi di un’isola molto speciale: San Lazzaro degli Armeni.

Le prime notizie cominciano a circolare a partire dal IX secolo d.C., quando la Serenissima decise il suo affidamento all’abate del Monastero benedettino di S.Ilario di Fusina.
Quando l’ospedale dei lebbrosi di S. Trovaso venne trasferito a San Lazzaro per iniziativa del nobile Leone Paolini (1182), l’isola assume il nome attuale con chiaro riferimento all’attività svolta. A quest’epoca risale anche la costruzione della prima chiesa intitolata a San Leone Magno. Nel XIV secolo viene costruita l’attuale chiesa di San Lazzaro. La riduzione drastica dei casi di lebbra induce il Senato a decidere una ridestinazione d’uso dell’isola a favore dei poveri (metà del ‘500).

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Il morto che non si trova a Venezia

Oggi il mio umore è tendente al burrascoso. Il mio barometro stamane segnava “variabile tendente al bello”, ma in questo istante la lancetta si è stabilizzata sul “burrasca”. Mi sento come una bomba pronta ad esplodere….

Cosa bisogna fare in casi di questo genere? Non so che faccia la gente normale, ma io che normale non sono, e lo dico senza vergogna perchè sono contenta di esser una pecora nera, per calmarmi faccio la solita cosa che mi tranquillizza: cercare storie di fantasmi da proporre.

Scavando nella mia memoria, mi è venuta in mente una vecchia storia ambientata in un posto meraviglioso e unico come pochi. Il cimitero di San Michele, a Venezia.
Ok, già di per sè il fatto di definire un cimitero “meraviglioso” e “unico” la dice lunga su che razza di gusti io abbia, ma una storia di fantasmi è come il latte con la grappa e il miele quando si ha mal di gola: è indispensabile!

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