Joshua Ward House

Il mistero della Joshua Ward House

Nel 1981, una casa piuttosto vecchia venne acquistata, restaurata, e la sua destinazione d’uso cambiò, passando da residenziale e diventando commerciale.
In sostanza, diventò sede di uffici. Cosa che succedono continuamente, direte voi. Ma se vi dicessi che nel Natale dello stesso anno, venne scattata una fotografia, più precisamente una polaroid, e nella polaroid rimase impresso qualcosa di davvero strano? 
Cose che succedono anche queste, direte.
Va bene, non c’è verso di stuzzicare la vostra fantasia… ma… e se vi dicessi che il luogo in cui si trovava questa casa è … Salem?
Sì, esatto, proprio il luogo del famoso processo alle streghe? E, soprattutto, che quella polaroid aveva catturato il fantasma di una… strega?

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Gli Snedeker e la maledizione: haunting in Connecticut

La storia che vi presento oggi vuole andare a rimpinguare il filone del blog dedicato alle case infestate, che è da sempre un must di Pensierospensierato. La vicenda di casa Snedeker è collegata, in un certo qual modo, con quella di Amityville, perché anche in questo caso vennero chiamati a indagare i più famosi demonologi e ricercatori sul paranormale che siano mai esistiti, i coniugi Ed e Lorraine Warren, che ne parlarono nel loro libro In a dark place: the story of a true haunting.

Poi la storia venne narrata nel libro In a dark place del 1992 e nel 2009 divenne la trama del film The Haunting in Connecticut”. Avete già capito di cosa si tratta?

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Amityville, la casa del massacro

amityvilleQuando feci le ricerche per scoprire quale fosse la casa più infestata al mondo, individuandola in Casa Matusita, ovviamente avevo preso in considerazione che il primato potesse appartenere alla casa situata al 122 di Ocean Avenue, ad Amityville, una cittadina della contea del Suffolk, a Long Island, nello stato di New York, la casa che è stata la star assoluta del libro The Amityville Horror: A True Story di Jay Anson, e di ben 11 film ispirati alla casa e alle sue vicende.

Allora non parlai di questa casa, perché la sua storia era così nota che sarebbe stato superfluo farlo. Oggi invece torno sull’argomento, perché è impensabile, per me, che in un blog che parla di case infestate, di possessioni diaboliche e di fantasmi, non averle dedicato nemmeno un post. Così rimedio oggio, presentandovi la mia versione dei fatti su Amityville, la casa con gli occhi del diavolo.

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Gli orrori e i misteri del numero 50 di Berkeley Square

Berkeley Square
Berkeley Square, 50

Il numero 50 di Berkeley Square è una casa normalissima, all’apparenza… Se non fosse che è conosciuta come la casa più infestata di Londra, e, probabilmente, d’Europa.

Berkeley Square, la piazza, fu realizzata nella metà del 18° secolo dall’architetto William Kent. Si trova nel West End di Londra, e tutti gli edifici e le sculture che si trovano sulla piazza sono stati progettati da personaggi di spicco come Alexander Munro e Robert Adam.

Su Berkeley Square si trovano diverse abitazioni famose, tra cui quella che appartenne a George Canning, al servizio di Sir Winston Churchill, e primo Ministro del Regno Unito nel 1827. La casa in cui abitò Canning, in particolare, è degna di attenzione, poiché il numero 50 di Berkeley Square è considerato il più antico edificio rimasto inalterato esistente a Londra. E una casa decisamente problematica.

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Il mistero del paese fantasma di Vishnu Springs

Nascosto in una valle isolata lungo il fiume Lamoine a McDonough County, nell’Illinois, il piccolo paese di Springs è un luogo segreto, un luogo che è stato a lungo dimenticato dal mondo esterno. Un tempo era considerato una valle quasi magica, da coloro che erano giunti fin qui in cerca di pace e serenità e per le acque curative delle sorgenti. Oggi, è un villaggio abbandonato di cui restano solo piccole case, strade dissestate e un grande e maestoso hotel a tre piani, che rimane qui come testimonianza dei fasti di altri tempi.

Ma mentre la storia dell’Illinois ha dimenticato Vishnu Springs, Vishnu Springs non ha dimenticato la storia che un tempo ebbe luogo qui. Una storia che si aggrappa a Vishnu Springs e ogni tanto si fa sentire, facendo risuonare gli echi spettrali del passato.

La valle ombrosa, circondata da scogliere rocciose che sono piene di grotte, è stata a lungo un luogo che ha attirato i primi pionieri della regione. A dir la verità, Springs era cercata soprattutto per la tranquillità, quindi come luogo ideale per concedersi passeggiate rilassanti e deliziosi picnic, e nel 1884 un raduno che venne organizzato qui attirò la bellezza di mille e cinquecento persone. Poco tempo dopo, alcuni abitanti della vicina città di Colchester hanno cominciato a rendersi conto che l’acqua nella valle era diversa dall’acqua potabile che bevevano, e trasformarono Springs in una sorta di località termale, famosa per le proprietà curative delle sue acque, che sembrano in effetti possedere un contenuto di sale particolare, addirittura sette proprietà medicinali e un gusto particolarmente attraente. E fu così che gente vicina e lontana iniziò a far tappa sistematica a Springs, per assaggiare l’acqua e portandosene via brocche intere… e la gente del posto, di fronte a questo continuo viavai di persone, creò il business, vendendo la preziosa acqua per 25 centesimi al gallone. E poi decisero di creare un alone mistico attorno alla località, aggiungendoci il nome Vishnu: Dario Hicks, uno dei più facoltosi proprietari terrieri di Springs, venne a sapere che nel 1861 era stata scoperta la cittadina di Angkor, una città abbandonata perfettamente conservata, che era rimasta nascosta per 300 anni dalla fitta vegetazione che cresce sulle sponde del fiume Krishna: Vishnu era un dio indù, la cui incarnazione terrena era il fiume che aveva nascosto e preservato Angkor, e da questo si decise che anche Springs era stata protetta da un fiume, e quindi doveva essere dedicata a Vishnu. Fu così che nacque Vishnu Springs.

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Il mistero della Cameron House di San Francisco

Related imageNon so perchè, ma in questi giorni mi è tornata alla memoria la festa della donna, nonostante sia passata da diversi mesi e sia una festa – consumistica – che non ho mai sopportato. Tutto questo mi hanno fatto venire in mente una storia che avevo letto molto molto tempo fa, quando cercavo notizie sull’incendio dell’8 marzo, per il quale dovrebbe essere ricordata la “festa della donna”.
Dico “dovrebbe” perché in realtà si sa bene che questo tragico evento, avvenuto in realtà il 25 marzo 1911 nella fabbrica Triangle (e non l’8 marzo 1908 nell’inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons)in cui morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini), non è l’evento per cui è stata istituita questa festa.

Ma non voglio parlare della festa della donna, quanto di un ricordo che è affiorato mentre leggevo quei dati: ricordavo infatti di aver letto di un edificio che ospitava delle donne condannate a una vita misera, vendute come schiave del sesso… e di un incendio che distrusse quell’edificio, condannato a morte chi vi era intrappolato.

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Palazzetto Zuccari, Il palazzo dei mostri

768px-campo_marzio_-_palazzetto_zuccari_su_via_gregoriana_1230300Avete mai sentito parlare di Palazzo Zuccari, il palazzetto dei Mostri di Roma? Costruito da Federico Zuccari, si trova lungo la via Sistina, strada che si dirama da Piazza Trinità dei Monti, e ha una facciata molto particolare che dà su via Gregoriana, ed è proprio questa che dona al palazzo la sua denominazione, di casa dei Mostri appunto.

Il portone su via Gregoriana infatti altro non è che una gigantesca bocca spalancata, con il naso al posto della chiave di volta, gli occhi con le sopracciglia come timpano; e la stessa decorazione è presente anche sui finestroni che affiancano il portone.

Qualcosa di decisamente inconsueto, per un palazzetto, ma come vedremo Zuccari si era ispirato a qualcosa di davvero misterioso…

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