Zugun

Eleonore Zugun, poltergeist o possessione demoniaca?

Nel 1926 l’Europa conobbe il caso di Eleonore Zugun, figlia di una coppia di contadini romeni, che improvvisamente si trovò afflitta da stimmate, e sulla quale iniziò a circolare, insistentemente, una voce, secondo la quale Eleonore sarebbe stata addirittura posseduta dal diavolo.

Eleonore Zugun nacque il 24 maggio 1913 a Talpa, piccola cittadina nel sud della Romania. Eleonore cominciò a mostrare segni di possessione demoniaca nei suoi anni della pubertà, non appena compiuti i 13 anni. Avrebbe iniziato a sollevarsi in aria, a spostarsi rapidamente (troppo) attraverso una stanza, a lanciare oggetti in aria… inizialmente la famiglia credette che questi fenomeni fossero dovuti a fenomeni soprannaturali della bambina, a qualcosa di simile a telecinesi (ma che per loro, analfabeti, era solo un potere divino di cui la figlia era dotata).
Quando poi sul corpo di Eleonore iniziarono ad apparire graffi e strani segni su tutto il corpo, la famiglia pensò che fosse eleonore ad autoinfliggerseli, salvo poi cambiare idea quando, una sera a cena, sulle mani della ragazzina comparvero delle macchie rossastre che diventavano sempre più grandi e iniziarono a gocciolare sangue.
Fu in questo momento che la madre della ragazzina si spaventò e chiese l’aiuto al sacerdote della comunità.

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Florence Newton

Florence Newton, la strega di Youghal e i suoi baci dannati

Florence NewtonDopo Salem, parliamo di un’altra presunta strega, Florence Newton, meglio conosciuta come la strega di Youghal, dal nome del villaggio irlandese in cui si svolse tutta la vicenda.

Tutto partì nel 1661, quando a Youghal appunto, piccolo porto nella contea di Cork (Irlanda), scoppiò un’epidemia di febbre che colpì quasi la metà della popolazione. Esattamente come avvenne a Salem, anche a Youghal, in cui la maggior parte della gente era credente e nel modo più conservatore, si imputò la febbre a un preciso disegno divino che voleva in qualche modo punire la popolazione, anche se, poco prima, un altro evento era accaduto, e non era certo passato inosservato.

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Salem: il processo alle streghe. Conclusione

MaryEvansPictureLibraryEverett Collection)

Tituba, la grande accusata. Abbiamo visto nel precedente post come tutta la vicenda di Salem ruotasse attorno alla donna di origine afro-caraibica. E quando Tituba salì sul banco degli imputati, le danze iniziarono. Hathorne le chiese: “Hai mai visto il diavolo?”. La donna rispose: “Sì, il diavolo è venuto a trovarmi e mi ha ordinato di servirlo”. E fu da quel momento che la fantasia di Tituba galoppò, raccontando anche ciò che non era vero, arrivando così a firmare definitivamente la sua condanna.

Raccontò che il diavolo le si era presentato in diverse forme animalesche, assumendo le fattezze di un gatto o di topo o di rospo, anche se la maggior parte delle volte appariva come un uomo alto, vestito di nero e con i capelli bianchi. L’uomo aveva guadagnato la fiducia di Tituba svelandole di essere Dio e un giorno le aveva mostrato un libro, che teneva nascosto sotto al mantello, e le aveva chiesto di scrivervi sopra il suo nome. Tituba aveva obbedito, tracciando una x sulla pagina con il suo stesso sangue. Successivamente, Tituba aveva partecipato a un sabba, dove aveva conosciuto altre streghe, provenienti da Boston, che le avevano svelato di essere le dirette responsabili dell’incendio del 1691… Al sabba aveva poi incontrato due donne, le cui “forme” le avevano ordinato di tormentare le bambine che avevano partecipato agli incontri nella cucina dei Parris… Tutto questo bastò, almeno per il momento, agli abitanti di Salem, felici che la strega avesse finalmente confessato. Ma c’erano altri elementi che non quadravano: chi erano le “forme” di cui aveva parlato Tituba? In un primo momento la donna le individuò in Sarah Osborne e Sarah Good, ma ce n’erano altre che non capiva chi fossero… la gente in un primo momento le individuò nelle altre donne che avevano partecipato agli incontri, ma poi accadde qualcosa di ancora più strano. 

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Il processo alle streghe di Salem: prima parte

Oggi ho deciso di presentarvi la prima parte del post al quale sto lavorando da mesi. Ci addentriamo ad affrontare una tematica molto complessa, presentando uno dei casi più controversi mai avvenuti, su questa tematica. Il processo alle streghe di Salem.

Il villaggio di Salem, nel Massachusetts, nel 1642 era una piccola comunità rurale, formata da emigranti provenienti dal nucleo principale di Salem, la città vera e propria, che oggi corrisponderebbe all’odierna Danvers. La gente di Salem, come tutti coloro che abitavano nel Massachusetts, erano persone semplici, molto religiose, definiti da Cotton Mather, uno dei primi e più famosi ministri della colonia, come un popolo scelto da Dio perchè colonizzasse quei territori che una volta erano del diavolo. E difatti il loro unico scopo era quello di combattere il diavolo che si presentava in ogni forma: chiacchiere, invidie, cattive frequentazioni, adulteri e chi più ne ha più ne metta.

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Michael-Taylor-Exorcism

La vera e drammatica storia di Michael Taylor e del suo esorcismo

Con questo, i post di Pensierospensierato raggiungono quota 666. Un numero emblematico, e infatti ho deciso di festeggiare con voi questo traguardo con un post “demoniaco”. No, nessun post in cui spiego come evocare il diavolo o altre cavolate simili.

Vi parlo, come il mio solito, di un caso particolare, una vicenda tutta americana che però è molto aderente a una delle tematiche che sto riscoprendo andare molto in voga, non solo sul blog, ma in generale nella rete. La tematica degli esorcismi e delle manifestazioni diaboliche. Non sto qua a ripetere cose già dette in passato: ho realizzato un apposito dossier su malefici, possessioni diaboliche e quant’altro. Oggi mi limito, per dir così, a narrare la storia di Michael Taylor.

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La poesia maledetta: l’inferno di Tomino

tomino
Tomino. L’unico che voglio sentir nominare

Può l’arte portare alla morte? Sì, se si tratta di musica, e ne sanno qualcosa gli appassionati di Gloomy Sunday, la canzone del suicidio, e dello Spartito del diavolo di Lucedio. Ma che anche la poesia possa portare alla morte non l’avevo mai sentito, forse perchè non avevo mai sentito parlare de L’Inferno di Tomino, la poesia maledetta. Si tratta di una maledizione vera e propria, che avvolge una bella poesia, all’apparenza del tutto innocente, ma che, se recitata ad alta voce, porta sfortuna e, addirittura, la morte.

Ne sa qualcosa uno speaker radiofonico giapponese che, in diretta, iniziò a recitare la poesia. Giunto circa a metà delle strofe, sentì una strana sensazione, e dovette interrompere la lettura, sentendosi improvvisamente male: tremori, sudorazione fredda, batticuore, vista annebbiata. Lo speaker interruppe la diretta e decise di tornare a casa…si mise in macchina ma dopo appena un centinaio di metri la sua vettura venne travolta da un tir. Fortunatamente l’uomo ebbe ferite non gravi, che però gli costarono una quarantina di punti di sutura e quasi due mesi di prognosi… l’uomo si convinse che a provocare l’incidente fosse stata proprio la lettura de L’Inferno di Tomino, e si chiese che cosa sarebbe successo se avesse portato a termine la lettura…

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Gli Snedeker e la maledizione: haunting in Connecticut

La storia che vi presento oggi vuole andare a rimpinguare il filone del blog dedicato alle case infestate, che è da sempre un must di Pensierospensierato. La vicenda di casa Snedeker è collegata, in un certo qual modo, con quella di Amityville, perché anche in questo caso vennero chiamati a indagare i più famosi demonologi e ricercatori sul paranormale che siano mai esistiti, i coniugi Ed e Lorraine Warren, che ne parlarono nel loro libro In a dark place: the story of a true haunting.

Poi la storia venne narrata nel libro In a dark place del 1992 e nel 2009 divenne la trama del film The Haunting in Connecticut”. Avete già capito di cosa si tratta?

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