Owen Parfitt, il mistero del pirata scomparso nel nulla

La storia di oggi ci porta molto indietro nel tempo, all’inizio del 1700, per conoscere da vicino la storia leggendaria di Owen Parfitt, un pirata che scomparve misteriosamente sul finir del secolo, non prima di aver predetto che la sua scomparsa avrebbe avuto qualcosa di soprannaturale.

Owen aveva militato per anni a servizio della corona britannica, quando un terribile incidente in mare, che gli lesionò gravemente la spina dorsale, lo costrinse a ritirarsi anzitempo: così, nel 1755, andò a vivere a Shepton Mallet, una città nel sud-ovest dell’Inghilterra, assieme alla sorella maggiore Mary, e da lì non si mosse più. Da vecchio lupo di mare qual era stato, Owen adesso trascorreva le sue giornate seduto sulla sedia a dondolo in veranda, intrattenendo i vicini e i passanti con mirabolanti racconti delle sue avventure per mare, narrando di isole misteriose e tesori nascosti, e di galeoni fantasma e di mostri marini, di principesse di terre lontane e di duelli mortali per conquistarle. Insomma, erano racconti certo infarciti di fantasia, ma erano basati sulle sue avventure realmente vissute, e la gente si fermava volentieri ad ascoltarlo, anche per mitigare un po’ la sua malinconia, che si leggeva nei suoi occhi quando ripensava ai bei momenti trascorsi per mare, che sembravano adesso un ricordo lontano che andava sbiadendosi.

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Marrie Bregory

La storia di Resurrection Mary: Marie Bregovy

Nelle prime ore del mattino del 10 marzo 1934 una giovane donna morì in un incidente automobilistico. Il suo nome era Marie Bregovy, era polacca e lavorava come operaia nel quartiere Yards di Chicago. Ma nonostante la sua storia sembri quasi normale, la sua morte ha creato un mito che è ancora in voga, col nome di Resurrection Mary.

Secondo la leggenda, la storia di Resurrection Mary ha avuto inizio con la morte di una giovane donna, Mary Bregovy appunto, che è stata investita e uccisa mentre faceva l’autostop sulla Archer Avenue, il 10 marzo 1934. Mary aveva appena finito la sua serata: era stata a divertirsi in una sala da ballo molto conosciuta a Chicago, l’Oh Henry Ballroom (ora conosciuta come sala da ballo Willowbrook), un luogo popolare in cui si ballavano soprattutto lo swing e in cui si esibivano molte band famose all’epoca. La sala da ballo si trova ancora oggi sul tratto sud di Archer Avenue a Willow Springs. La fama un po’ ambigua del locale era nota ai tempi in cui si svolsero i fatti: era infatti un locale un po’ appartato, immerso tra gli alberi in una piccola città che godeva già di una certa reputazione “libertina” per quanto riguardava l’alcol, il gioco d’azzardo e la prostituzione. La sala da ballo era molto frequentata da giovani provenienti da tutta la zona sud di Chicago, e frequentavano l’Oh Henry proprio perché alla ricerca di emozioni forti….e un po’ sopra le righe.

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san antonio

Treni fantasma e ferrovie infestate: il caso dei bambini fantasma di San Diego

Appena a sud di San Antonio, Texas, in un quartiere insignificante non lontano dalla Missione di San Juan, si trova un incrocio molto particolare, tra una strada e una ferrovia, che è diventato famoso per essere uno dei luoghi americani più infestati. L’incrocio tra la ferrovia e la strada, secondo la leggenda, è stato teatro di un tragico incidente in cui diversi bambini in età scolare sono morti attorno al 1930-1940, quando il pullmino che li trasportava rimase bloccato per un guasto sopra i binari, rimanendo travolto dal treno che sopraggiungeva e che non si era accorto di nulla.

I fantasmi dei piccoli uccisi, però, come da tradizione per queste storie stragiche, non hanno mai abbandonato il luogo della tragedia, e anzi, hanno un ruolo importante in questa storia, che ha il sapore di una macabra leggenda. Ancora oggi, curiosi provenienti da tutto il paese vengono a visitare questa sezione del binario ferroviario, per scattare foto e realizzare video che possano testimoniare i fenomeni paranormali che avverrebbero in quel luogo.

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La poesia maledetta: l’inferno di Tomino

tomino
Tomino. L’unico che voglio sentir nominare

Può l’arte portare alla morte? Sì, se si tratta di musica, e ne sanno qualcosa gli appassionati di Gloomy Sunday, la canzone del suicidio, e dello Spartito del diavolo di Lucedio. Ma che anche la poesia possa portare alla morte non l’avevo mai sentito, forse perchè non avevo mai sentito parlare de L’Inferno di Tomino, la poesia maledetta. Si tratta di una maledizione vera e propria, che avvolge una bella poesia, all’apparenza del tutto innocente, ma che, se recitata ad alta voce, porta sfortuna e, addirittura, la morte.

Ne sa qualcosa uno speaker radiofonico giapponese che, in diretta, iniziò a recitare la poesia. Giunto circa a metà delle strofe, sentì una strana sensazione, e dovette interrompere la lettura, sentendosi improvvisamente male: tremori, sudorazione fredda, batticuore, vista annebbiata. Lo speaker interruppe la diretta e decise di tornare a casa…si mise in macchina ma dopo appena un centinaio di metri la sua vettura venne travolta da un tir. Fortunatamente l’uomo ebbe ferite non gravi, che però gli costarono una quarantina di punti di sutura e quasi due mesi di prognosi… l’uomo si convinse che a provocare l’incidente fosse stata proprio la lettura de L’Inferno di Tomino, e si chiese che cosa sarebbe successo se avesse portato a termine la lettura…

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Pollock

Il caso di delle gemelle Pollock. Un sorprendente caso di reincarnazione

PollockJoanna e Jacqueline Pollock erano due sorelle, figlie di John e Florence Pollock. Avevano rispettivamente undici e sei anni quando, il 5 marzo 1957, un uomo a bordo della sua auto le aveva investite e uccise. Non si era trattato di un incidente, poichè il pirata della strada era deliberatamente salito sul marciapiede mentre le due sorelle passeggiavano, uccidendole sul colpo. Il motivo per questo gesto scellerato non vennero mai resi noti. Pazzia? Forse.

Da questa tragedia, John e Florence Pollock rimasero profondamente trbati e decisero di abbandonare la cittadina in cui avevano vissuto finora, per trasferirsi a Hexham, nella regione del Northumberland, Inghilterra. Qui, il 4 ottobre 1958, Florence partorì due bambine, che nacquero a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Gemelle. Le chiamarono Gillian e Jennifer.

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Black Aggie, la leggenda della statua maledetta

black_aggieAugust St. Gaudens, uno scultore americano della fine del 1800, nel corso della sua vita scolpì alcune delle opere più famose in America, tra cui alcune statue di bronzo dedicate agli eroi americani e statisti come Lincoln e Sherman.

Una delle sue più famose creazioni è stato il memoriale per Marian Adams, la moglie di Henry Adams, scrittore e storico statunitense. Marian, chiamata “Clover” dai suoi amici, era caduta in una depressione profonda dopo la morte di suo padre nel 1885. Nel dicembre dello stesso anno, si suicidò bevendo potassio. Henry Adams, immerso nella sua disperazione e alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a uscirne, decise di partire per il Giappone, nel giugno 1886, accompagnato da un amico, l’artista John La Farge. Quando tornò dal suo viaggio, decise di sostituire la semplice lapide che aveva ordinato per la sua amata “Clover” al Rock Creek Cemetery di Washington con un memoriale più elaborato.

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La casa dei manichini

horror ladyMolto tempo fa, in un paese vicino a Padova, c’era la casa di un pittore famoso (cioè, era famoso per il mio paese e per Padova), situata a poca distanza dalla stazione ferroviaria. Questa casa aveva una particolarità: all’esterno aveva una dozzina di sagome umane ricavate da polistirolo o lamiera, tutte dipinte con colori vivi. Dei manichini, insomma.

Ricordo che, da piccola, ci passavo molto spesso, e ogni volta rimanevo affascinata da quelle figure umane. C’era una donna (s)vestita che fumava una lunga sigaretta, un paio di bambini con la palla, un uomo con un cappello a cilindro, ed era l’attrazione del paese.

Poi il pittore è morto, la casa è stata venduta, e le sagome sono sparite.

Stavo cercando qualche immagine di questa casa, giusto per rinfrescare un po’ la memoria e fare un bel tuffo nel passato, quando, digitando un paio di query in google, mi sono imbattuta in una casa con delle altre sagome…anche questa situata presso una stazione ferroviaria. Solo che non si tratta della casa della mia infanzia, ma di una casa tutta americana, abbandonata da circa 20 anni, con un passato curioso e un presente molto…misterioso!

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