Verità nascoste: il mistero delle Macchine anatomiche

scheletro-immagine-animata-0056Siete già andati a vedere la mostra “real bodies”? Sì, proprio quella che espone veri cadaveri, trattati in modo particolare, che ha causato una quantità impressionanti di svenimenti, mancamenti, deliri, nausee e vomiti? Ecco, io non ci sono andata, e sebbene la vostra Ladyghost non abbia paura di niente (!!), dei cadaveri imbalsamati e messi lì in bella mostra, un po’ di paura ce l’ha anche lei.

Però, la mostra real bodies in realtà non è la prima nel suo genere. Si sono altri cadaveri che sono stati messi in mostra molto prima, realizzati addirittura secoli fa, e con tecniche che ancora oggi appaiono sconosciute. Avete mai sentito parlare delle macchine anatomiche?

A Napoli, c’è un luogo non adatto ai deboli di cuore. La cappella Sansevero, oltre a custodire alcuni tra i tesori dell’arte settecentesca partenopea, nasconde al suo interno un’insolita e inquietante opera, se così vogliamo (e possiamo) chiamarla, di oscura realizzazione.

Sono conosciute come “macchine anatomiche” e si tratta di due corpi, completamente scarnificati, in cui è possibile osservare dettagliatamente il sistema circolatorio del corpo umano. Attribuite alla mente eclettica del principe Raimondo Di Sangro, ancora oggi ci si interroga sulla loro genesi: il sistema circolatorio di vene, arterie, vasi sanguigni e organi è infatti così simile all’originale, e soprattutto così ben conservato, da rendere improbabile l’idea che possa essere stato realizzato su corpi privi di vita.

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Il mistero dei volti di Belmez

Nel 1971, più precisamente il 23 agosto, Maria Gomez Pereira (al secolo Camara) notò l’immagine di un volto umano, impressa sul pavimento della sua cucina a Belmez. Il viso aveva tutte le sembianze di un uomo, ma chi fosse, Maria non lo sapeva. Terrorizzata, chiese al figlio e al marito di picconare il pavimento, distruggendo il volto che era apparso, e di coprire il punto in cui il volto era apparso con una seconda colata di cemento, in modo da far sparire quel volto.

Tuttavia, pochissimo tempo dopo, un nuovo volto si formò sul pavimento, e questa volta Maria Gomez Camara chiamò direttamente il sindaco del paese, affinchè vedesse quello che stava formandosi sul pavimento della sua casa.

E proprio mentre il sindaco stava osservando il primo volto, ecco che davanti ai suoi occhi, un secondo volto lentamente prese forma, delineandosi sempre più chiaramente.

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La casa dei manichini

horror ladyMolto tempo fa, in un paese vicino a Padova, c’era la casa di un pittore famoso (cioè, era famoso per il mio paese e per Padova), situata a poca distanza dalla stazione ferroviaria. Questa casa aveva una particolarità: all’esterno aveva una dozzina di sagome umane ricavate da polistirolo o lamiera, tutte dipinte con colori vivi. Dei manichini, insomma.

Ricordo che, da piccola, ci passavo molto spesso, e ogni volta rimanevo affascinata da quelle figure umane. C’era una donna (s)vestita che fumava una lunga sigaretta, un paio di bambini con la palla, un uomo con un cappello a cilindro, ed era l’attrazione del paese.

Poi il pittore è morto, la casa è stata venduta, e le sagome sono sparite.

Stavo cercando qualche immagine di questa casa, giusto per rinfrescare un po’ la memoria e fare un bel tuffo nel passato, quando, digitando un paio di query in google, mi sono imbattuta in una casa con delle altre sagome…anche questa situata presso una stazione ferroviaria. Solo che non si tratta della casa della mia infanzia, ma di una casa tutta americana, abbandonata da circa 20 anni, con un passato curioso e un presente molto…misterioso!

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Il mistero del dipinto di Teller House

teller house Teller House è il nome di un hotel costruito a Central City, in Colorado, nel 1871-72 da due fratelli, Henry e Willard Teller, e ben presto divenne uno dei migliori hotel situati a ovest del fiume Mississippi.

A quel tempo, Central City era un luogo molto frequentato per le numerose miniere d’oro che si trovavano nei paraggi, e quindi l’hotel in breve tempo fece una immensa fortuna, ospitando cercatori d’oro ma anche personaggi famosi che transitavano di là, attirati dalla vita dorata che si respirava in quei luoghi.

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Il gatto fantasma (17 novembre, giornata del gatto nero)

NeroneOggi, 17 novembre, è la giornata mondiale del BLACK CAT, il Gatto nero day. Già la scelta della data è simbolica: il 17 è il numero per antonomasia che porta sfortuna (XVII in cifre romane è l’anagramma di VIXI, cioè «vissi»).

Novembre poi è un mese oscuro, il mese della festa dei morti, di Halloween, e purtroppo in questo mese spesso molti gatti neri spariscono, vittime forse di qualche becero sacrificio… Chissà cosa avrebbe pensato il mio adorato Nerone, nella foto qui a sinistra, se fosse stato ancora vivo…

Oggi vi voglio parlare non di un gatto nero, ma di un gatto bianco. Un gatto fantasma.

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Hannah Courtoy e il suo mausoleo: una macchina per viaggiare nel tempo?

Hannah Courtoy (1784 – 1849), nata Peters, visse a Londra in epoca vittoriana. Additata come una poco di buono dalla chiesa protestante perbenista e benpensante dell’epoca, sia per il fatto che ebbe tre figlie senza essere sposata, sia perchè ereditò una cospicua fortuna nel 1815 dopo la morte di un commerciante che si chiamava John […]

The falling body, ossia il cadavere dei Cooper

Qualche giorno fa, navigando online alla ricerca di qualche storiella da proporre per il blog, mi sono imbattuta in una di quelle classifiche del tipo “i dieci misteri più famosi della storia” oppure “le cinquanta foto di fantasmi più incredibili mai scattate”.

Ecco, tra le tante che erano state postate sul sito che ho visitato, e non era un qualunque sito di paranormale, ma era nientepopodimeno che il quotidiano La repubblica, ecco che mi trovo davanti questa foto.

the falling body_cooper family
the falling body. The cooper family
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