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Margorie McCall, la donna che venne sepolta due volte

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La tomba di Margorie McCcall

Quella di Margorie McCall è una storia che ha più il sapore di una creepypasta o di una leggenda che non di una storia vera. Margorie è anche conosciuta come “La signora dell’anello”, ed è nota per la rocambolesca vicenda incentrata sulla sua sepoltura: Margorie è infatti nota come la donna che visse una volta ma venne sepolta due volte.
Tutto ha inizio nel 1705, quando la donna, che vive a Lurgan, Irlanda del nord, si ammala di febbre. Nonostante le cure, la febbre sembra non passare mai, anzi le condizioni di salute della poveretta si aggravano e la donna muore, senza che nessuno sappia, con piena certezza, cosa l’abbia effettivamente portata alla morte. Per evitare il diffondersi della malattia, che a quel tempo poteva provocare altri effetti collaterali molto complicati, la donna viene sepolta in fretta e in furia nel cimitero di Shankill.

Margorie fu sepolta con un prezioso anello, che suo marito non era stato in grado di rimuovere per via del gonfiore che interessava le sue dita. Molti erano a conoscenza di quell’anello, e poco dopo la sua morte, Margorie divenne improvvisamente molto interessante… La sera dopo che Margorie fu sepolta, prima addirittura che il suolo si fosse assestato, i ladri si presentarono alla tomba di Mary e iniziarono a scavare. aprirono la bara e tentarono di estrarre il prezioso anello dalle dita gonfie di Margorie, ma il prezioso gioiello non voleva saperne di uscire dal dito della morta. Allora, i ladri senza scrupoli decisero di segare il dito al cadavere. E grande fu la loro sorpresa quando, segato il dito, un fiotto di sangue assolutamente fresco prese a sgorgare dal moncherino.
E ancor più grande fu la loro sorpresa, ormai trasformata in pura paura, quando Margorie si mise a sedere nella bara, urlando per il dolore, più viva che mai….

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Zugun

Eleonore Zugun, poltergeist o possessione demoniaca?

Nel 1926 l’Europa conobbe il caso di Eleonore Zugun, figlia di una coppia di contadini romeni, che improvvisamente si trovò afflitta da stimmate, e sulla quale iniziò a circolare, insistentemente, una voce, secondo la quale Eleonore sarebbe stata addirittura posseduta dal diavolo.

Eleonore Zugun nacque il 24 maggio 1913 a Talpa, piccola cittadina nel sud della Romania. Eleonore cominciò a mostrare segni di possessione demoniaca nei suoi anni della pubertà, non appena compiuti i 13 anni. Avrebbe iniziato a sollevarsi in aria, a spostarsi rapidamente (troppo) attraverso una stanza, a lanciare oggetti in aria… inizialmente la famiglia credette che questi fenomeni fossero dovuti a fenomeni soprannaturali della bambina, a qualcosa di simile a telecinesi (ma che per loro, analfabeti, era solo un potere divino di cui la figlia era dotata).
Quando poi sul corpo di Eleonore iniziarono ad apparire graffi e strani segni su tutto il corpo, la famiglia pensò che fosse eleonore ad autoinfliggerseli, salvo poi cambiare idea quando, una sera a cena, sulle mani della ragazzina comparvero delle macchie rossastre che diventavano sempre più grandi e iniziarono a gocciolare sangue.
Fu in questo momento che la madre della ragazzina si spaventò e chiese l’aiuto al sacerdote della comunità.

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Owen Parfitt, il mistero del pirata scomparso nel nulla

La storia di oggi ci porta molto indietro nel tempo, all’inizio del 1700, per conoscere da vicino la storia leggendaria di Owen Parfitt, un pirata che scomparve misteriosamente sul finir del secolo, non prima di aver predetto che la sua scomparsa avrebbe avuto qualcosa di soprannaturale.

Owen aveva militato per anni a servizio della corona britannica, quando un terribile incidente in mare, che gli lesionò gravemente la spina dorsale, lo costrinse a ritirarsi anzitempo: così, nel 1755, andò a vivere a Shepton Mallet, una città nel sud-ovest dell’Inghilterra, assieme alla sorella maggiore Mary, e da lì non si mosse più. Da vecchio lupo di mare qual era stato, Owen adesso trascorreva le sue giornate seduto sulla sedia a dondolo in veranda, intrattenendo i vicini e i passanti con mirabolanti racconti delle sue avventure per mare, narrando di isole misteriose e tesori nascosti, e di galeoni fantasma e di mostri marini, di principesse di terre lontane e di duelli mortali per conquistarle. Insomma, erano racconti certo infarciti di fantasia, ma erano basati sulle sue avventure realmente vissute, e la gente si fermava volentieri ad ascoltarlo, anche per mitigare un po’ la sua malinconia, che si leggeva nei suoi occhi quando ripensava ai bei momenti trascorsi per mare, che sembravano adesso un ricordo lontano che andava sbiadendosi.

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Marrie Bregory

La storia di Resurrection Mary: Marie Bregovy

Nelle prime ore del mattino del 10 marzo 1934 una giovane donna morì in un incidente automobilistico. Il suo nome era Marie Bregovy, era polacca e lavorava come operaia nel quartiere Yards di Chicago. Ma nonostante la sua storia sembri quasi normale, la sua morte ha creato un mito che è ancora in voga, col nome di Resurrection Mary.

Secondo la leggenda, la storia di Resurrection Mary ha avuto inizio con la morte di una giovane donna, Mary Bregovy appunto, che è stata investita e uccisa mentre faceva l’autostop sulla Archer Avenue, il 10 marzo 1934. Mary aveva appena finito la sua serata: era stata a divertirsi in una sala da ballo molto conosciuta a Chicago, l’Oh Henry Ballroom (ora conosciuta come sala da ballo Willowbrook), un luogo popolare in cui si ballavano soprattutto lo swing e in cui si esibivano molte band famose all’epoca. La sala da ballo si trova ancora oggi sul tratto sud di Archer Avenue a Willow Springs. La fama un po’ ambigua del locale era nota ai tempi in cui si svolsero i fatti: era infatti un locale un po’ appartato, immerso tra gli alberi in una piccola città che godeva già di una certa reputazione “libertina” per quanto riguardava l’alcol, il gioco d’azzardo e la prostituzione. La sala da ballo era molto frequentata da giovani provenienti da tutta la zona sud di Chicago, e frequentavano l’Oh Henry proprio perché alla ricerca di emozioni forti….e un po’ sopra le righe.

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Florence Newton

Florence Newton, la strega di Youghal e i suoi baci dannati

Florence NewtonDopo Salem, parliamo di un’altra presunta strega, Florence Newton, meglio conosciuta come la strega di Youghal, dal nome del villaggio irlandese in cui si svolse tutta la vicenda.

Tutto partì nel 1661, quando a Youghal appunto, piccolo porto nella contea di Cork (Irlanda), scoppiò un’epidemia di febbre che colpì quasi la metà della popolazione. Esattamente come avvenne a Salem, anche a Youghal, in cui la maggior parte della gente era credente e nel modo più conservatore, si imputò la febbre a un preciso disegno divino che voleva in qualche modo punire la popolazione, anche se, poco prima, un altro evento era accaduto, e non era certo passato inosservato.

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Salem: il processo alle streghe. Conclusione

MaryEvansPictureLibraryEverett Collection)

Tituba, la grande accusata. Abbiamo visto nel precedente post come tutta la vicenda di Salem ruotasse attorno alla donna di origine afro-caraibica. E quando Tituba salì sul banco degli imputati, le danze iniziarono. Hathorne le chiese: “Hai mai visto il diavolo?”. La donna rispose: “Sì, il diavolo è venuto a trovarmi e mi ha ordinato di servirlo”. E fu da quel momento che la fantasia di Tituba galoppò, raccontando anche ciò che non era vero, arrivando così a firmare definitivamente la sua condanna.

Raccontò che il diavolo le si era presentato in diverse forme animalesche, assumendo le fattezze di un gatto o di topo o di rospo, anche se la maggior parte delle volte appariva come un uomo alto, vestito di nero e con i capelli bianchi. L’uomo aveva guadagnato la fiducia di Tituba svelandole di essere Dio e un giorno le aveva mostrato un libro, che teneva nascosto sotto al mantello, e le aveva chiesto di scrivervi sopra il suo nome. Tituba aveva obbedito, tracciando una x sulla pagina con il suo stesso sangue. Successivamente, Tituba aveva partecipato a un sabba, dove aveva conosciuto altre streghe, provenienti da Boston, che le avevano svelato di essere le dirette responsabili dell’incendio del 1691… Al sabba aveva poi incontrato due donne, le cui “forme” le avevano ordinato di tormentare le bambine che avevano partecipato agli incontri nella cucina dei Parris… Tutto questo bastò, almeno per il momento, agli abitanti di Salem, felici che la strega avesse finalmente confessato. Ma c’erano altri elementi che non quadravano: chi erano le “forme” di cui aveva parlato Tituba? In un primo momento la donna le individuò in Sarah Osborne e Sarah Good, ma ce n’erano altre che non capiva chi fossero… la gente in un primo momento le individuò nelle altre donne che avevano partecipato agli incontri, ma poi accadde qualcosa di ancora più strano. 

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Il processo alle streghe di Salem: prima parte

Oggi ho deciso di presentarvi la prima parte del post al quale sto lavorando da mesi. Ci addentriamo ad affrontare una tematica molto complessa, presentando uno dei casi più controversi mai avvenuti, su questa tematica. Il processo alle streghe di Salem.

Il villaggio di Salem, nel Massachusetts, nel 1642 era una piccola comunità rurale, formata da emigranti provenienti dal nucleo principale di Salem, la città vera e propria, che oggi corrisponderebbe all’odierna Danvers. La gente di Salem, come tutti coloro che abitavano nel Massachusetts, erano persone semplici, molto religiose, definiti da Cotton Mather, uno dei primi e più famosi ministri della colonia, come un popolo scelto da Dio perchè colonizzasse quei territori che una volta erano del diavolo. E difatti il loro unico scopo era quello di combattere il diavolo che si presentava in ogni forma: chiacchiere, invidie, cattive frequentazioni, adulteri e chi più ne ha più ne metta.

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