Beaumont

Il mistero dei Beaumont, i bambini scomparsi di Glenelg

Beaumont
I fratelli Beaumont

Glenelg è un famoso sobborgo marino di Adelaide, Australia meridionale. Le spiagge assolate della città offrono sollievo dal trambusto cittadino, e molta gente viene a rilassarsi durante i mesi estivi. Ma in un giorno stranamente luminoso di gennaio, le tenebre si sono addensate sulle sponde di Glenelg, rendendolo di colpo molto meno attraente del solito… Era la Giornata dell’Australia, il 26 gennaio 1966, e il sole scottava ad Adelaide. I tre fratellini Beaumont si stavano dirigendo verso la spiaggia per concedersi una giornata spensierata, tra nuotate e giochi in riva al mare. Jane, la più vecchia, aveva solo 9 anni, ed era responsabile dei suoi fratelli minori, Arnna, 7 anni e Grant, 4 anni.

I fratelli avevano preso un autobus pubblico alle 10:00, che in cinque minuti li avrebbe portati alla spiaggia, dove avevano in mente di trascorrere una mattinata tranquilla: la madre Nancy doveva andare a far visita a un’amica, il padre Jim era al lavoro.
I bambini sarebbero dovuti tornare a casa per il pranzo, alle ore 14. Quando arrivarono le 14:00, non vedendoli tornare, Nancy non si preoccupò più di tanto: i figli probabilmente avevano perso l’autobus. Ma quando il tempo passò e i bambini non rincasarono, la donna iniziò a preoccuparsi seriamente, e chiamò la polizia. I bambini furono dichiarati ufficialmente scomparsi il giorno successivo.

Leggi di più a proposito di Il mistero dei Beaumont, i bambini scomparsi di Glenelg

Il mistero di Bitterroot: creepypasta o video maledetto?

Bitterroot box
Bitterroot box

Mi chiamo Ciad. Sono uno studente di una università di New York.
Mi sono appena trasferito in un appartamento e ho bisogno di alcuni mobili.
Ho trovato un ragazzo in Craigslist che voleva disperatamente sbarazzarsi delle sue cose a prezzi super economici e quindi sono andato a trovarlo.
Ha venduto le cose in massa per sbarazzarsi di tutte le cose possibili.  Ho comprato un piccolo tavolo e lui è venuto con un mucchio di altre cose.
Alcune di esse le ho date via, alcune le ho mantenute.

Inizia così uno dei casi di filmati più controversi in cui mi sia mai imbattuta nel corso delle mie ricerche: tutto inizia nel 2012, quando online si inizia a parlare di uno strano video. “The Bitterroot Footage“, questo il nome della pellicola, venne scoperto da uno studente di un’università di New York chiamato Chad, che ha acquistato una strana collezione di cose da un ragazzo chiamato Chris, trovato su Craigslist. Tra le altre cose, ha preso una scatola di legno chiusa che, una volta aperta con un cacciavite, ha rivelato un mucchio di vecchie fotografie tutte con la parola “bitterroot” scritto a mano sul retro, nonché una bobina di un film 8mm.

 

Leggi di più a proposito di Il mistero di Bitterroot: creepypasta o video maledetto?

Il mistero della colonia perduta di Roanoke Island

Roanoke island
Roanoke island

Tra i misteri più incredibili di sparizioni inspiegabili, il primato spetta sicuramente al caso di Roanoke Island, North Carolina (odierna Manteo), quando un’intera colonia, che si era stabilita qui nel 1587, scomparve improvvisamente nel 1590, lasciando solo due indizi: due incisioni, “Croatoan” e “Cro” che vennero ritrovate sul pilastro di un forte e su un albero. Vennero avanzate numerose ipotesi su questa sparizione: una misteriosa epidemia, sanguinosi scontri con tribù di nativi americani, una catastrofe naturale…

Nel luogo della sparizione erano stati eseguiti degli scavi archeologici, che avevano dimostrato che effettivamente in quel territoro erano presenti delle persone, ma i reperti trovati non avevano fornito nessuna indicazione sulla sorte dei coloni. Adesso però, grazie ai progressi delle tecnologia e a una mappa che nasconde degli indizi, i ricercatori stanno finalmente scoprendo cosa accadde ai coloni di Roanoke.

Leggi di più a proposito di Il mistero della colonia perduta di Roanoke Island

Enriqueta Martì, la vampira di Barcellona. Serial killer o strega moderna?

Enriqueta Martì
Enriqueta Martì

Enriqueta Martì nacque in un sobborgo di Barcellona nel 1868 da una famiglia povera: il padre era alcolizzato e spendeva tutto il denaro che la madre di Enriqueta guadagnava come donna delle pulizie. A 16 anni, Enriqueta decise di averne abbastanza di quella vita, e cambiò città, dove iniziò a lavorare prima come domestica, quindi come nutrice. Tuttavia il denaro non era mai sufficiente, e iniziò a prostituirsi nel quartiere del porto di Santa Madrona.  All’età di 28 anni conobbe e sposò un pittore di poco successo, Joan Pujalò, ma il matrimonio finì dopo dieci anni quando Joan lasciò Enriqueta, non sopportando più che la moglie frequentasse bordelli e posti malfamati. Forse, però, Joan aveva visto dentro a Enriqueta, scoprendo un lato della donna davvero aberrante.

Mentre infatti di giorno Enriqueta mendicava per le strade di Barcellona, offrendo il suo corpo per pochi spiccioli, di sera frequentava teatri e locali alla moda, fermandosi spesso a confabulare con personaggi ambigui… probabilmente è in questo frangente che la donna scopre quanto possa essere redditizia la prostituzione minorile… la donna infatti adesca diversi bambini, tra piccoli senzatetto, orfani e mendicanti, e li offre a facoltosi signori che possono pagare, e pagano bene, per farne degli schiavi su cui sfogare ogni tipo di perversione.

Che fine facciano i bambini, una volta sfruttati, non è un mistero…e difatti nell’ultimo anno sono stati segnalati molti minori scomparsi… e del resto il porto di Barcellona non è poi molto lontano dalla casa di Enriqueta. In seguito, quando fu arrestata per prostituzione minorile, si scoprì che faceva prostituire vari bambini dai 3 ai 14 anni. Tuttavia non venne mai condannata, perchè le sue amicizie altolocate la fecero uscire dal carcere senza che avesse scontato nemmeno un giorno di prigionia.

Leggi di più a proposito di Enriqueta Martì, la vampira di Barcellona. Serial killer o strega moderna?

peter bergmann

Il misterioso caso della morte di Peter Bergmann

Nel giugno 2009, un uomo salì a bordo del bus numero 64 a Strand Road, Derry, in direzione County Sligo. L’uomo, età apparente 50-60 anni, ha i capelli grigi, porta gli occhiali, indossa una giacca di pelle, un po’ fuori stagione, una borsa nera in spalla e un borsone più grande. Una volta arrivato alla stazione degli autobus di Sligo, alle 18:28 di quel 12 giugno 2009, prende un taxi e raggiunge lo Sligo City Hotel.
Qui chiede alla receptionist di trovargli una stanza, paga la sua camera in contanti, e fornisce, come da prassi, le sue generalità: Peter Bergmann, residente in Austria.
Tre giorni dopo, sulla spiaggia di Rosses Point, a cinque miglia dalla città di Sligo, è stato trovato il corpo di un uomo, che indossava una t-shirt e un paio di pantaloncini scuri. Niente scarpe. Ma il suo volto è familiare: è Peter Bergmann, l’uomo che alloggia allo Sligo City Hotel.
Si fanno dei controlli incrociati, almeno per avvisare la famiglia dell’uomo della sua scomparsa, ma… ma le indagini chiariscono un punto davvero curioso: non esiste nessun Peter Bergmann non solo in Austria, ma addirittura in Europa, che combaci con l’identikit dell’uomo misterioso, e l’indirizzo fornito dall’uomo è quello di una casa abbandonata.
Chi è dunque Peter Bergmann? E, soprattutto, chi è davvero l’uomo trovato morto sulla spiaggia?

Leggi di più a proposito di Il misterioso caso della morte di Peter Bergmann

Amelia Dyer, serial killer di bambini

Non siamo ai livelli dell’orfanotrofio St. Mary’s Mother and Baby Home di Tuam, in Irlanda, ma poco ci manca.
Nel corso delle mie ricerche sui serial killer, per rimpinguare il dossier che sto preparando, mi sono chiesta: chi è stato il più feroce serial killer mai esistito?
Al momento, prendendo in considerazione solo il numero di vittime, forse
Harold Shipman (1946-2004) può essere considerato il più feroce dei serial killer britannici, per aver ucciso, durante la sua attività di medico, circa 230 dei suoi pazienti, iniettando loro una dose letale di morfina o prescrivendo dosi alte di curativi. Venne arrestato con l’accusa di aver falsificato in suo favore i testamenti di alcune delle sue vittime, ritenuto colpevole di 15 omicidi e condannato ad altrettanti ergastoli. Nel corso delle indagini, quando il suo nome venne collegato ad altre 260 morti sospette e Shipman venne ritenuto colpevole di 215 di queste morti, il medico si suicidò in cella per evitare un ulteriore processo.

Ma in questa particolare classifica dell’orrore Amelia Dyer non è da meno, e probabilmente, se il suo caso venisse studiato meglio, passando oltre le cortine del tempo, risulterebbe essere senza dubbio la più feroce serial killer non solo della Gran Bretagna, ma del mondo intero.

Amelia Dyer si rese responsabile della morte di un numero impressionante di bambini, chè di mestiere questa donna faceva la levatrice: si stima che perirono, a causa sua, tra i 200 e i 400 piccoli.

Amelia Elisabeth Dyer nacque nel 1838 in una famiglia agiata di Bristol, ultima di cinque fratelli, tre maschi e due femmine. Il padre, Samuel Hobley, era un mastro calzolaio mentre sua madre, Sarah Weymouth, era affetta da una malattia mentale causata, parrebbe, dal tifo. Amelia iniziò a vivere la sua vita in comleta solitudine: imparò presto a leggere e a scrivere, e si interessò di poesia e letteratura, cercando in qualche modo, attraverso i libri, di estraniarsi dalla vita quotidiana scialba e piatta che viveva. La madre di Amelia morì nel 1848, suo padre nel 1859, e due anni più tardi Amelia si trasferì a Trinity Street, a Bristol. Qui conobbe George Thomas, un uomo molto più anziano di lei: aveva 59 anni quando la ventiquattrenne Amelia lo conobbe. Fu necessario adottare uno stratagemma per sposarsi: George disse di aver 48 anni, Amelia 30.

Leggi di più a proposito di Amelia Dyer, serial killer di bambini

Mariam Soulakiotis

Mariam Soulakiotis, la monaca assassina di Keratea

Quando scrissi il mio romanzo Regina Mundi, nel descrivere il personaggio di suor Felicita non potevo minimamente pensare che al mondo potesse esistere qualcuno di simile a lei… eppure, quando mi sono imbattuta nella storia di Mariam Soulakiotis, e ho dovuto ricredermi.

Mariam Soulakiotis nacque in Grecia nel 1900, da una famiglia contadina povera ed estremamente religiosa.
Alla ragazza la vita misera che viveva non era mai piaciuta granché, e nel 1930 trovò una valvola di sfogo inaspettata. Si era infatti stabilito da poco nelle vicinanze un monaco greco ortodosso, Padre Matthew, che nel 1926 aveva fondato una setta religiosa, chiamata “i nuovi calendaristi”, in aperto contrasto con i calendaristi tradizionali, con lo scopo di riportare i principi di povertà, devozione e disciplina che ai calendaristi erano venuti a mancare.

Leggi di più a proposito di Mariam Soulakiotis, la monaca assassina di Keratea

error: A questo blog non piace il copia-incolla!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: