I fantasmi della Eastern Air Lines: volo N310EA

0961177 Una delle mie paure più grandi è senza dubbio quella degli aerei. Ho paura di volare, non perchè temo che l’aereo si possa spezzare da un momento all’altro o perchè possa precipitare, ma perché temo che vi sia qualche squilibrato a bordo che dirotti l’aereo o peggio apra i portelloni… sì, lo so che sono paure sciocche, ma… ma sono riuscita a vincerle a febbraio quando sono stata in Cornovaglia con la mia dolce metà (cosa non si fa per amore!!).

Comunque, se dovessi prendere ancora un aereo, starò ben accorta di non salire mai e poi mai su un determinato volo della Eastern Airlines. Nulla a che vedere con quello che è successo al Saudia 163, ma la storia che sto per raccontarvi è ugualmente abbastanza macabra.

Il 29 dicembre 1972 il volo 401 della Eastern Airlines, il Lockheed L1011 Tristar (numero volo N310EA), scendeva verso Miami dopo essere decollato da New York, aeroporto John F. Kennedy. L’umore a bordo era più che buono: i 163 passeggeri e i 13 membri dell’equipaggio erano trepidanti: tra poco avrebbero potuto finalmente godersi il Capodanno al sole della Florida. Nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco.

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bobby dunbar

Cold case: il mistero di Bobby Dunbar, il bambino del lago

bobby-dunbar Questa è una storia drammaticamente vera, avvenuta in America quasi cento anni fa. Era il 23 agosto 1912 quando scomparve un bambino di quattro anni, di nome Bobby Dunbar. Purtroppo, ogni giorno si ha notizia di bambini scomparsi, ma la storia di Bobby Dunbar è curiosa per i risvolti postumi. Curiosa e choccante.

Lessie e Percy Dunbar vivevano a Opelousas, in Louisiana. Nel 1908 Lessie ebbe il suo primo figlio, che chiamò Bobby. A metà agosto del 1912, quando Bobby aveva quattro anni e un fratellino appena nato di nome Alonzo, la famiglia Dunbar decise di concedersi una breve vacanza, sul lago Swayze, dove il bambino avrebbe potuto giocare e dedicarsi, col padre e il fratello, a qualche allegra battuta di pesca. Il 23 agosto 1912 Bobby improvvisamente scomparve. Stava giocando in riva al lago, e i genitori lo persero di vista. Lessie e Percy chiamarono la polizia, che subito si mise all’opera per trovare il bambino.

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Joshua Ward House

Il mistero della Joshua Ward House

Nel 1981, una casa piuttosto vecchia venne acquistata, restaurata, e la sua destinazione d’uso cambiò, passando da residenziale e diventando commerciale.
In sostanza, diventò sede di uffici. Cosa che succedono continuamente, direte voi. Ma se vi dicessi che nel Natale dello stesso anno, venne scattata una fotografia, più precisamente una polaroid, e nella polaroid rimase impresso qualcosa di davvero strano? 
Cose che succedono anche queste, direte.
Va bene, non c’è verso di stuzzicare la vostra fantasia… ma… e se vi dicessi che il luogo in cui si trovava questa casa è … Salem?
Sì, esatto, proprio il luogo del famoso processo alle streghe? E, soprattutto, che quella polaroid aveva catturato il fantasma di una… strega?

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Marrie Bregory

La storia di Resurrection Mary: Marie Bregovy

Nelle prime ore del mattino del 10 marzo 1934 una giovane donna morì in un incidente automobilistico. Il suo nome era Marie Bregovy, era polacca e lavorava come operaia nel quartiere Yards di Chicago. Ma nonostante la sua storia sembri quasi normale, la sua morte ha creato un mito che è ancora in voga, col nome di Resurrection Mary.

Secondo la leggenda, la storia di Resurrection Mary ha avuto inizio con la morte di una giovane donna, Mary Bregovy appunto, che è stata investita e uccisa mentre faceva l’autostop sulla Archer Avenue, il 10 marzo 1934. Mary aveva appena finito la sua serata: era stata a divertirsi in una sala da ballo molto conosciuta a Chicago, l’Oh Henry Ballroom (ora conosciuta come sala da ballo Willowbrook), un luogo popolare in cui si ballavano soprattutto lo swing e in cui si esibivano molte band famose all’epoca. La sala da ballo si trova ancora oggi sul tratto sud di Archer Avenue a Willow Springs. La fama un po’ ambigua del locale era nota ai tempi in cui si svolsero i fatti: era infatti un locale un po’ appartato, immerso tra gli alberi in una piccola città che godeva già di una certa reputazione “libertina” per quanto riguardava l’alcol, il gioco d’azzardo e la prostituzione. La sala da ballo era molto frequentata da giovani provenienti da tutta la zona sud di Chicago, e frequentavano l’Oh Henry proprio perché alla ricerca di emozioni forti….e un po’ sopra le righe.

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Buon compleanno!

Oggi, 12 aprile, pensierospensierato compie 6 anni! E ho deciso, per festeggiare, di scrivergli una lettera, come farebbe una madre per suo figlio….perchè per me, pensiero è quasi come un figlio… Ti ricordi quando sei nato? Il 12 aprile di 6 anni fa, quando chi ti scrive, al ritorno da una lezione alla scuola di […]

Follie: l’inquietante famiglia Mauerova

MauerovaInizio subito assicurando che nessuno è stato ucciso, nel post che vi sto per presentare, ma è una storia così agghiacciante che, forse, sarebbe stato meglio che qualcuno fosse morto, non fosse altro per risparmiare alla vittima di tali atrocità altro dolore. Si tratta di una storia molto recente, avvenuta nel maggio 2007 a Brno, nella Repubblica Ceca, e appare ancora più incredibile che la gente “moderna” possa arrivare a tanto… ma mi limito a presentare i fatti, così come li conosciamo.

La polizia fece irruzione in una modesta casa alla periferia di Brno, arrestando Katerina Mauerova (34 anni), sua sorella Klara (30), Jan Turek (32), e Jan Skrla (25). Venne arrestata anche un’altra donna, non presente in quella casa, ma ugualmente coinvolta: Hana Basova (28 anni), fidanzata di Jan Skrla.

Ad accusarli, un vicino di casa, che aveva installato un baby monitor per controlare il suo neonato, e a causa di un’interferenza aveva captato il segnale di un altro baby monitor nelle vicinanze, che mostrava non un paffuto bambino che dormiva beato nella sua culla, ma un ragazzino di 8 anni, nudo e incatenato in una cantina. L’uomo aveva registrato le immagini e le aveva subito portate alla polizia, riuscendo fortunatamente a porre fine allo scempio.

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Florence Newton

Florence Newton, la strega di Youghal e i suoi baci dannati

Florence NewtonDopo Salem, parliamo di un’altra presunta strega, Florence Newton, meglio conosciuta come la strega di Youghal, dal nome del villaggio irlandese in cui si svolse tutta la vicenda.

Tutto partì nel 1661, quando a Youghal appunto, piccolo porto nella contea di Cork (Irlanda), scoppiò un’epidemia di febbre che colpì quasi la metà della popolazione. Esattamente come avvenne a Salem, anche a Youghal, in cui la maggior parte della gente era credente e nel modo più conservatore, si imputò la febbre a un preciso disegno divino che voleva in qualche modo punire la popolazione, anche se, poco prima, un altro evento era accaduto, e non era certo passato inosservato.

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