I Perron e il poltergeist di Harrisville: il caso di Bathsheba Sherman

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Sherman Farm

Il poltergeist di Harrisville, conosciuto anche come il caso della famiglia Perron, è uno dei casi di infestazione più noti, anche se ai più, forse, non dirà nulla. Ma sapere che fu scelto come base per il film The Conjuring, uscito nell’agosto 2013, vi farà capire certamente di cosa sto parlando.

Tutto iniziò nel dicembre 1970, quando Roger e Carolyn Perron andarono ad Harrisville, Rhode Island, con l’intenzione di acquistare una casa. Carolyn aveva bisogno di tranquillità, e secondo lei non c’era nulla di meglio di una bella casa in campagna per vivere bene. In breve tempo, convinse il marito della sua idea, e i due iniziarono a cercare qualche bel casale di campagna che facesse al caso loro. Alla fine trovarono quel che cercavano, una bella casa, vecchia, secolare, nota col nome di The Old Arnold Estate, costruita nel 1736 che aveva certo bisogno di una bella ristrutturazione di fondo, ma che con qualche aggiustamento sarebbe diventata il luogo perfetto dove vivere, anche per le cinque giovani figlie della coppia, Andrea, Nancy, Christine, Cindy ed April.

Bathsheba Sherman

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The Old Arnold Estate, la casa del poltergeist di Harrisville

Effettivamente la casa era vecchia, e i Perron spesero una piccola fortuna in ristrutturazioni, ma quando ebbero finito si trovarono di fronte a una bellissima dimora di campagna, e Carolyn si disse soddisfatta del lavoro svolto e della scelta fatta. Quel che nessuno sapeva, prima di comprare la casa, è che ben otto generazioni di famiglie avevano abitato quel casale, e che alcuni degli inquilini avevano fatto una fine orrenda, in quel luogo.

Certo, non era infrequente che molti anziani morissero in casa, attorniati dai loro parenti, ma il caso più eclatante avvenuto tra quelle mura fu quello che riguardò la dipartita di Bathsheba (o Betsabea, secondo alcune fonti) Sherman, che pose fine alla sua vita, all’età di 93 anni, impiccandosi nel fienile. La donna aveva vissuto una vita assai travagliata: ebbe diversi figli, ma tutti le morirono prima di raggiungere l’età di quattro anni.

Questo fatto, ovviamente, segnò moltissimo l’anziana donna, che oltre a diventare triste e malinconica per la dipartita dei figli, la fece diventare rancorosa e invidiosa verso i vicini di casa, che invece avevano avuto una nidiata di bambini che erano sopravvissuti ai suoi. Come se non bastasse, Bathsheba aveva ricevuto in affido un bambino, forse figlio suo avuto con chissà chi, forse figlio dei mandriani che pascolavano le mandrie sulle sue terre, ma il piccolo morì in maniera orribile, e dopo la morte del bambino tutta Harrisville additò Bathsheba come una strega.

Il bambino, infatti, aveva un ago piantato nel cranio, ed era morto per le convulsioni causate da quell’ago. Bathsheba fu accusata di omicidio colposo, poichè tutti pensarono che fosse stata lei a conficcare l’ago nella testa del bambino, ma in mancanza di prove, il caso fu chiuso senza un colpevole… ma nonostante tutto, Bathsheba fu considerata un’assassina.

Come se non bastasse, Bathsheba era una gran bella donna, e attirava moltissimi sguardi degli uomini del villaggio, il che era malvisto dalla popolazione femminile, che oltre a giudicare Bathsheba un’assassina, la videro come un’ammaliatrice che aveva fatto una fattura d’amore ai loro uomini… e ben presto la maldicenza delle donne raggiunse un livello tale che di Bathsheba si iniziò a parlare come di colei che aveva sacrificato la vita del bambino offrendolo al diavolo, e in cambio aveva ricevuto la bellezza eterna e la facoltà di stregare gli uomini con lo sguardo.

Se poi consideriamo che la gente di Harrisville era assai religiosa, capiamo bene come tutte le donne si facessero il segno della croce vedendola passare, e come tutti la sfuggissero… Così Betsabea fu condannata a una vita in completa solitudine, e la sua emarginazione la portò a essere molto burbera nei confronti dei compaesani, che spesso credevano di aver visto la donna lanciare contro di loro qualche maledizione.

La leggenda dice che Bathsheba morì nel 1885, impiccandosi come detto nel suo fienile, ma prima di morire scrisse una lettera, in cui lanciava una maledizione verso chiunque, in futuro, si fosse impossessato dei suoi averi: poichè nella vita aveva guadagnato col sudore della fronte tutto ciò che aveva, chiunque fosse entrato in possesso della casa, dei terreni, di ogni cosa che le fosse appartenuta, avrebbe sofferto di terribili sciagure.

Così la memoria di Bathsheba, la strega odiata da tutta Harrisville, sarebbe rimasta nella mente di tutti, e la donna avrebbe continuato a popolare gli incubi di tutti i futuri proprietari.

Ad accrescere ulteriormente il mito di Bathsheba contribuì un elemento a dir poco sconcertante che venne rivelato alla morte della donna: il medico legale incaricato di occuparsi della sua salma disse che, in tutta la sua carriera medica, non aveva mai trovato il cadavere di una donna anziana in simili condizioni. Sembrava quasi che il corpo di Bathsheba fosse una mummia, tanto era perfettamente rinsecchito e ben conservato, come se fosse morta da secoli anzichè da poche ore. Cosa aveva trasformato il corpo ancora fresco di una donna morta da poco in una mummia? Impossibile da chiarire, e difatti questo è uno dei grandi misteri di questo caso.

The Old Arnold Estate, la casa dei sogni…o degli incubi?

Torniamo alla famiglia Perron. Roger Perron, prima di firmare l’atto di compravendita della casa, volle fare alcune ricerche sui precedenti proprietari, per conoscere qualcosa di più su quel casale così vecchio, e riuscì a incontrare un anziano di Harrisville che conosceva bene la storia del casale di Harrisville.

L’uomo gli raccontò la storia dal principio, partendo proprio da Bathsheba, dal suo odio nei confronti della vita, dal suo astio e rancore nei confronti della gente, dalla maledizione che aveva lanciato, dallo stato in cui venne trovato il suo corpo, e gli raccontò anche della fine che avevano fatto alcune persone che avevano abitato in quel casale, prima di loro. Lo mise in guardia, dicendogli che quella casa era forse stata maledetta veramente, e gli suggerì di ripensarci finchè era ancora in tempo, e di cercare un’altra casa, ma i coniugi Perron, che erano abbastanza scettici riguardo morti misteriose e maledizioni, non ascoltarono le raccomandazioni e comprarono il casale.

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La famiglia Perron al completo

Così, fin dal primo giorno in cui la famiglia Perron iniziò a vivere in quella casa sfidando apertamente la maledizione, l’attività paranormale ebbe inizio.

Quando la famiglia Perron arrivò al casale, i vecchi inquilini stavano inscatolando gli ultimi oggetti e si stavano preparando per andare via. Appena arrivati al casale, la figlia più giovane dei Perron, April, si accorse di un’ombra, verosimilmente umana, che stava in un angolo e li guardava.

Due delle sue sorelle si accorsero di questa presenza, e quando lo fecero notare ai genitori, questi dissero di non aver visto nulla, e non diedero nessun peso al racconto delle figlie.

Poi, sempre April iniziò a comportarsi in maniera alquanto strana. Parlava e rideva da sola, mentre giocava nella sua stanza, e quando le chiesero con chi parlasse, la bambina rispose che stava giocando con il suo amico, un bambino di nome Manny.

I Perron inizialmente pensarono che Manny fosse l’amichetto immaginario che molti bambini, particolarmente timidi, si creano quando non sono in grado di socializzare con altri bambini, ma la cosa divenne particolarmente preoccupante quando Manny iniziò a manifestare la sua presenza non solo ad April, ma anche agli altri membri della famiglia, spostando oggetti nella camera delle due bambine più piccole, aprendo e chiudendo porte, e spesso emettendo sospiri abbastanza intensi.

Manny tuttavia non fece mai del male in famiglia, non ruppe mai nulla nè soprattutto fece del male fisicamente a nessun membro della famiglia. Sembrava quasi che lo spirito volesse vegliare sui Perron, quasi a volerli proteggere, e in particolare rivolgeva la sua attenzione alle due bambine più piccole, Cindy ed April. Le sorvegliava, vegliava su di loro, ma non appena qualcun altro che non fosse Cindy o April si accorgeva della sua presenza, Manny spariva, e con lui sparivano le manifestazioni che la sua presenza comportava.

Passò qualche tempo, e Roger, che continuava le sue ricerche sui proprietari della casa, scoprì che non solo Betsabea si era uccisa, lì dentro, ma anche un altro proprietario precedente, Johnny Arnold, che si era suicidato nel 1700. E non è tutto. Altri membri della famiglia Arnold morirono in maniera misteriosa, in quella casa, e secondo le fonti, i loro spiriti non l’abbandorano mai.

Purtroppo, accanto alle presenze “positive”, nel casale risiedevano anche altre forze, decisamente più oscure, come quella che prese di mira proprio Roger Perron. Ogni volta che l’uomo scendeva in cantina, infatti, veniva subito avvicinato da qualcosa, uno spirito che probabilmente era di sesso femminile, e che mostrava una particolare attrazione nei suoi confronti: lo sfiorava sul collo, gli faceva scivolare le mani sulla schiena, lo accarezzava sul viso.

Roger non si sentiva affatto minacciato da questa presenza, e anzi, col tempo cercò più volte il contatto con lei, sviluppando una forte familiarità con lo spirito. Col senno di poi, Roger capì che questo spirito potesse essere proprio Bathsheba, che si considerava ancora la padrona di casa, vedeva in Roger il marito che non aveva mai avuto nelle figlie di lui i bambini che le erano morti in tenera età.

Ma Roger era sposato, nella realtà, e fu così che Carolyn divenne la vittima preferita degli attacchi più violenti che Bathsheba le scagliò contro. Più volte spaventò Carolyn con fruscii, incubi notturni, sensazione pressante di essere osservata. Arrivò a scatenare apparizioni mostruose, a far sgorgare sangue dalle tubature, a far apparire e scomparire acqua, e il fatto che queste manifestazini così violente avvenissero solo quando Carolyn era a casa da sola, fece ipotizzare che lo spirito dovesse avercela proprio con lei.

I Warren intervengono ad Harrisville

Carolyn viene continuamente bersagliata: sente ventate di aria gelida, avverte qualcosa (o qualcuno) che la punge con forza sul corpo, e spesso quando guarda il punto in cui ha sentito la puntura scopre delle ferite circolari, come provocate da un grosso ago da cucito (strana attinenza con lo strumento trovato nel cranio del bambino di Bathsheba)… e poi i fenomeni aumentano a dismisura, costringendo i Perron a rivolgersi ad esperti del paranormale: fu così che i Perron entrano in contatto con i demonologi Ed e Lorrain Warren, che iniziarono a studiare più da vicino il caso. Quando Lorraine entrò nella cucina, si sedette subito su una sedia, e disse: Sento un’oscura presenza, e il suo nome è Bathsheba.

I coniugi Warren iniziarono le loro indagini, svolsero delle sedute medianiche, dalle quali risultò che la casa era effettivamente infestata dallo spirito di Bathsheba Sherman, che sentendosi unica proprietaria di quella tenuta, voleva a tutti i costi impedire a Carolyn di viverci serenamente, e per questo la tormentò con forza, con fenomeni anche violenti.

Bathsheba Sherman
Bathsheba Sherman

I Warren, durante la loro permanenza a casa Perron, subirono vari “problemi” al loro equipaggiamento, che si rompeva spesso senza motivo. Così, vedendo anche che la situazione peggiorava, poichè lo spirito corteggiava insistentemente Roger Perron, apparendogli sempre più spesso anche in sembianze di una donna bellissima, e di come nello stesso tempo tormentasse in modo crudele sua moglie, decisero di far benedire la casa, e quando Carolyn subì un tentativo di possessione da parte di Bathsheba, decisero di sottoporre la donna a un esorcismo.

I documenti ufficiali riportano che i Warren riuscirono a malapena a portare a termine l’esorcismo, e non ebbero i risultati sperati: Carolyn parlava con voce cavernosa, non sua, e il suo volto appariva deformato, tanto che venne chiamato in aiuto un prete, che contribuì alla buona riuscita dell’esorcismo, liberando finalmente Carolyn.

Ma Perron era rimasto choccato da quel che aveva visto, e senza mezzi termini cacciò gli “esperti” da casa sua. Da allora, la famiglia Perron ha coabitato con le entità della casa fino al 1980, quando si trasferirono altrove. Come ci riuscirono? Semplicemente accettando il fatto che la casa era infestata.

La Old Arnold Estate esiste ancora e attualmente è occupata da persone che non hanno alcun legame con i Perron, ma anche loro testimoniano strani avvenimenti che avvengono in quella casa, anche se meno intensi di quelli vissuti dai Perron… e altra gente che ha abitato prima dell’attuale proprietaria, invece, afferma che la Old Arnold Estate è una cosa normalissima e nulla di strano avviene tra quelle mura.

 

La verità dietro la leggenda

Ma, come spesso accade in questi casi, la verità è ben lontana da quello che si vuol far credere.

Intanto, partiamo con i dati principali: Bathsheba.

Una donna di nome Bathsheba Sherman esistette veramente: nacque nel 1812 da Ephraim Thayer e Hannah Taft, e venne chiamata Bathsheba in onore della prima moglie di suo padre, che si chiamava Bathsheba Pain. Potrebbe essere la protagonista della nostra storia?
Sì, visto che sposò un uomo, Judson Sherman, e quindi non è vero che non si spoò mai. Il marito era di buona famiglia e aveva una ricca e florida fattoria, quella in cui i due vissero. La famiglia Sherman era infatti una delle più importanti della zona, e il suo nome diede il nome addirittura a una strada, la Sherman Farm Road, che esiste ancora oggi ed è una delle strade principali della città.

Ma la loro casa si chiamava Sherman Farm, non Old Arnold Estate, e si trova da tutt’altra parte rispetto a dove si troverebbe quella in cui si sarebbero svolte le vicende del poltergeist di Harrisville. La vedete nella foto all’inizio del post.

Poi, Bathsheba non morì affatto a 93 anni, e soprattutto non morì impiccandosi nel fienile, sconvolta dopo aver visto morire tutti i suoi figli in tenera età. Bathsheba e il marito ebbero quattro figli, ed effettivamente tre di loro morirono piccoli, ma un bambino sopravvisse: Herbert Leander Sherman, che si sposò nel 1881 e diede a sua madre due splendidi nipotini, e uno Bathsheba fece in tempo a vederlo.

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A sinistra, la lapide spezzata di Bathsheba

Bathsheba morì il 25 maggio 1885, (quindi a 73 anni e non a 93), certamente non impiccata ma per colpa di una paralisi dovuta a un ictus, e nel suo testamento non si fece mai menzione di una maledizione, anzi. La donna lasciò tutti i suoi averi a suo figlio e al nipotino che nel frattempo era nato.

Fu sepolta accanto a Judson, che l’aveva preceduta morendo molti anni prima, nel cimitero di Harrisville. A testimoniare la sua esistenza c’è una lapide, ad Harrisville, ma anche in questo caso, il film The Conjuring ha fatto più danni che altro, dipingendo la povera donna come una strega e un’assassina… non c’è nulla di vero in quel che è stato raccontato nel film, e purtroppo la queste falsità hanno portato alla distruzione della lapide di Bathsheba, nel 2013, da parte di idioti, che vedono in lei l’entità malvagia che spinge le madri a uccidere i propri figli.

Eppure, non c’è uno straccio di documento che provi anche soltanto una delle accuse mosse a Bathsheba.

Bathsheba non era una strega nè un’assassina. Era solo una donna come tante, che visse la sua vita e non si merita che la sua memoria sia stata infangata in questo modo, senza poter far nulla per difendersi…

 

 

fonti:

Sul caso del poltergeist

Sulla vera storia di Bathsheba

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