Palazzetto Zuccari, Il palazzo dei mostri

By | 4 gennaio 2017

768px-campo_marzio_-_palazzetto_zuccari_su_via_gregoriana_1230300Avete mai sentito parlare di Palazzo Zuccari, il palazzetto dei Mostri di Roma? Costruito da Federico Zuccari, si trova lungo la via Sistina, strada che si dirama da Piazza Trinità dei Monti, e ha una facciata molto particolare che dà su via Gregoriana, ed è proprio questa che dona al palazzo la sua denominazione, di casa dei Mostri appunto.

Il portone su via Gregoriana infatti altro non è che una gigantesca bocca spalancata, con il naso al posto della chiave di volta, gli occhi con le sopracciglia come timpano; e la stessa decorazione è presente anche sui finestroni che affiancano il portone.

Qualcosa di decisamente inconsueto, per un palazzetto, ma come vedremo Zuccari si era ispirato a qualcosa di davvero misterioso…

L’intento di Zuccari, però, doveva essere molto più complesso: il palazzo infatti, edificato nel 1592, doveva comprendere un muro che circondava l’intera costruzione, oggi purtroppo scomparso.

La costruzione allora comprendeva solo un piano nobile, più una serie di sale tutte decorate dagli Zuccari, tra le quali degna di nota è quella, che si può ancora ammirare, detta “della gloria dell’artista”, con le effigi di Federico e dei suoi familiari.

palazzo_zuccari_facciatatdmLo Zuccari avrebbe voluto che la casa diventasse una residenza per artisti, e alla sua morte (1609) lasciò la casa agli artisti dell’accademia di San Luca, anche se i suoi eredi disattesero i voleri di Federico Zuccari e lo vendettero a Marc’Antonio Toscanella, che lo fece ingrandire da Girolamo Rainaldi. Rainaldi gli diede l’aspetto che rimase inalterato fino al 1904, quando successivi e invasivi restauri modificarono radicalmente il suo aspetto.

Dal 1703 al 1714 vi abitò Maria Casimira, vedova del re polacco Jan Sobieski, che incaricò l’architetto Filippo Juvarra di unire i due corpi di fabbrica, rinnovando il prospetto d’angolo su Piazza Trinità dei Monti, creando un portichetto a sei colonne, e di progettare quinte sceniche nel salone delle feste, dove solitamente era possibile assistere alle opere di Alessandro e Domenico Scarlatti. L’opera di Maria Casimira rese Palazzetto Zuccari un importante centro culturale nella Roma del Settecento: con il nuovo proprietario, Alessandro Nazzari, il palazzo diventò in parte una locanda per artisti, rispettando così la volontà di Federico Zuccari.

Nel 1756 palazzetto Zuccari cambiò nuovamente proprietario: il Marchese Grifoni cedette una parte del palazzo ai fratelli delle scuole Cristiane, che fondarono una scuola, attiva fino a quando fu edificato l’istituto De Merode.

14782-enrichetta_hertzNel 1904 Palazzetto Zuccari passò tra le mani di Enrichetta Hertz, collezionista d’arte che, dopo aver esordito come scrittrice (Alide, 1878), incominciò una monumentale ricerca, volta a raccogliere il maggior numero possibile di opere d’arte, sostenuta anche finanziariamente da Frida Mond, moglie del chimico Ludwig Mond, che di fatto le regalò Palazzetto Zuccari.

Enrichetta Hertz (nella foto) trasformò Palazzo Zuccari nella sede di un’importante biblioteca, cui fu preposto E. Steinmann (Biblioteca Hertziana), e in un centro di concerti, dibattiti, conferenze. Era così che, finalmente, la volontà del creatore di Palazzo Zuccari veniva completamente rispettata. Il fascino di quest’abitazione ispirò moltissimo il Vate, Gabriele D’Annunzio, che frequentò il salotto della Hertz e lo descrisse nel romanzo Il Piacere del 1905.

Alla sua morte la Hertz lasciò allo Stato italiano la raccolta di quadri, in seguito riunita al Museo di Palazzo Venezia, mentre edificio e Biblioteca furono donate alla Germania, per istituire un centro di studi: così nacque la biblioteca Hertziana, tuttora esistente.

Ma perchè palazzetto Zuccari è stato nominato in questo blog? perchè ci permette di collegarci a un prossimo post, in cui parleremo di alcuni elementi che si collegano, in particolare, con la sua facciata a mascherone…

Alla prossima!

 

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