Gli orrori e i misteri del numero 50 di Berkeley Square

Berkeley Square
Berkeley Square, 50

Il numero 50 di Berkeley Square è una casa normalissima, all’apparenza… Se non fosse che è conosciuta come la casa più infestata di Londra, e, probabilmente, d’Europa.

Berkeley Square, la piazza, fu realizzata nella metà del 18° secolo dall’architetto William Kent. Si trova nel West End di Londra, e tutti gli edifici e le sculture che si trovano sulla piazza sono stati progettati da personaggi di spicco come Alexander Munro e Robert Adam.

Su Berkeley Square si trovano diverse abitazioni famose, tra cui quella che appartenne a George Canning, al servizio di Sir Winston Churchill, e primo Ministro del Regno Unito nel 1827. La casa in cui abitò Canning, in particolare, è degna di attenzione, poiché il numero 50 di Berkeley Square è considerato il più antico edificio rimasto inalterato esistente a Londra. E una casa decisamente problematica.

Berkeley Square 50, una casa misteriosa

Si tratta di una casa in mattoni, di quattro piani, costruita alla fine del 18° secolo, ed è famosa non tanto per il suo più illustre abitante, quanto perché un certo numero di morti misteriose hanno avuto luogo al suo interno le sue pareti. Ciò che è più importante, però, non è il numero di morti che sono avvenute, quanto il modo in cui si sono verificate. Tante persone che vissero o abitarono per qualche tempo al nuemro 50 di Berkeley Square, infatti, morirono di paura, spaventati da qualcosa, o qualcuno, che viveva tra quelle mura. Qualcuno di anomalo.

Adeline, l’impiccata

Berkeley Square
Berkeley Square 50

I primi avvistamenti di fantasmi al 50 di Berkeley Square parlano tutti di una giovane donna, visto appesa al davanzale del piano più alto. Impiccata. La donna spesso viene vista urlare, quindi cadere e svanire nel nulla. La leggenda vuole che si tratti del fantasma di una giovane ragazza di nome Adeline, che si gettò fuori dalla finestra per sfuggire agli abusi dello zio.

Tra tutti i fantasmi di Berkeley Square è quello più assiduo e più antico: il suo fantasma è stato segnalato già nel 1789, e i giornali dell’epoca parlarono spesso di quest’apparizione, spiegando che più di 50 persone rispettabili hanno riferito di aver visto Adeline aggrappata al davanzale della finestra, in procinto di abbandonarsi al suo destino.

Il fantasma di Adeline non si limita solo a ripercorrere gli ultimi momenti della sua vita: si burla delle persone che vivono in casa, spostando mobili e gettando giù oggetti dalle scale. Riguardo Adeline, circola un curioso aneddoto.

Nel 1872, l’aristocratico e politico Lord George Lyttelton, rimasto una notte in casa da solo per scommessa, decise di prepararsi il letto nel sottotetto, per sfidare il fantasma e poterlo osservare, dimostrando che nessun fantasma abitava Berkeley Square 50. Ma, per essere più sicuro, accanto al letto posò il suo fidato fucile da caccia.

Durante la notte, Lyttelton si accorse di una massa nebbiosa di color marrone che era improvvisamente apparsa, e scaricò addosso alla massa il suo fucile.

Il mattino seguente, con la luce del sole, Lyttelton esaminò il punto in cui aveva visto la massa nebulosa, ma non c’erano tracce né dei proiettili sparati né di quanto aveva sicuramente colpito.

Il fidanzato spaventato dal fantasma

Nel 1879 una nuova famiglia si era trasferita in casa. Un giorno, una delle figlie aveva in visita il fidanzato. La cameriera venne quindi incaricata di preparare la stanza per gli ospiti, nella mansarda. Poco dopo, la cameriera venne sentita urlare, e quando la famiglia corse a vedere cosa stava accadendo in mansarda, trovarono la cameriera stesa a terra sul pavimento, rannicchiata in un angolo della stanza, che ripeteva senza sosta “Non lasciate che mi tocchi”.

La donna, che da quello choc non si riprese più, venne quindi portata in un istituto d’igiene mentale, nel quale morì il giorno successivo, impiccandosi.

Di fronte a questa inspiegabile tragedia, il fidanzato della giovane decise di dormire in mansarda, per scoprire cosa fosse accaduto. La famiglia della fidanzata gli sconsigliò di sfidare l’entità che abitava a Berkeley Square, ma di fronte alle insistenze del giovane lo lasciarono fare, non prima, però, di avergli dato un campanellino. Se si fosse trovato in difficoltà, avrebbe solo dovuto suonare il campanellino e qualcuno sarebbe accorso ad aiutarlo.

E la morte del giovane è il primo caso ufficiale di morte avvenuta tra quelle mura: nel cuore della notte la campanella venne sentita suonare, subito seguita da una serie di colpi di pistola. Quando la famiglia della fidanzata accorse, trovarono il giovane morto sul pavimento, il volto una maschera di terrore.

George Canning e i fantasmi

E veniamo all’ospite illustre, George Canning. Visse per molti anni al numero 50 dei Berkeley Square, e anche lui spesso segnalò strani rumori provenienti dai piani più alti, ma non ha mai incontrato il fantasma di Adeline né tanto meno la “massa nebulosa di color marrone” che aveva terrorizzato i suoi predecessori.

C’è da dire, però, che Canning non si avventurò mai nelle stanze ai piani più alti della casa.

La proprietà è stata poi affittata da un’anziana donna, che a quanto pare non era a conoscenza delle stranezze che si verificavano all’interno di casa sua…o se ne era a conoscenza, non le interessavano più di tanto. La donna, infatti, morì serenamente, di morte naturale, alla bella età di 90 anni.

Nel 1885 la proprietà fu acquistata dal visconte Bearsted, che l’affittò in seguito a un uomo, conosciuto semplicemente come Mr Myers. Mr Myers doveva sposarsi, e aveva arredato il numero 50 di Berkeley Square per accogliere la sposa e la famiglia che sognava di avere.

Purtroppo, poco prima del matrimonio, la moglie ebbe un ripensamento e fuggì. Dopo la rottura, Myers cadde in una profonda depressione, e iniziò a trascorrere le sue giornate chiuso in mansarda, immobile. La pazzia fu inevitabile, e il povero signor Myers venne ricoverato; la casa cadde in abbandono.

E fu in questo periodo che, complici le morti avvenute al suo interno; complici le storie di fantasmi che circolavano sul suo conto; complice la condizione fatiscente in cui la casa stava cadendo, il numero 50 è diventata…la casa infestata in Berkeley Square.

Blunden e Martin, marinai sfortunati

Berkeley Square, articoliNessuno volle più abitarla, per anni, fino a quando due marinai, Edward Blunden e Robert Martin, la vigilia di Natale del 1887, si trovarono a tu per tu con la casa e decisero di attraversare di nuovo quella soglia. I due marinai erano appena arrivati a Londra, ma non avevano i soldi per potersi pagare un alloggio. Le stanze d’albergo erano troppo costose, i due non sapevano dove fermarsi… così, vagando per le strade di Londra, decisero di fermarsi nel primo edificio vuoto che ci fossero trovati davanti.

La sorte volle che i due passassero per Berkeley Square, e si trovassero di fronte al fatiscente numero 50. Certo, la casa era in pessime condizioni, ma era disabitata, faceva freddo e i due erano stanchi… quindi decisero di occupare, ma solo per quella notte, il numero 50, per passarvi la notte.

Scelsero di alloggiare al secondo piano, e improvvisarono una sistemazione. Ben presto Robert Martin si era addormentato, ma Blunden era in pieno fermento e decisamente spaventato. Sentiva dei passi nel corridoio, e ben presto vide la porta aprirsi, lentamente.

Sotto gli occhi di Blunden, una forma scura e informe entrò nella stanza. Blunden balzò dal letto, alla ricerca di un’arma di fortuna, e trovò l’attizzatoio del camino. Il rumore nel frattempo aveva svegliato Martin, che vide qualcosa di massiccio e informe mentre avviluppava Blunden, strangolandolo.

Temendo per la propria sicurezza, Martin colse l’occasione per correre fuori dalla porta della camera, giù per le scale, e quindi fuori dall’edificio. Martin incontrò un agente di polizia, e assieme a lui tornò al numero 50 di Berkely Square… e qui, sul marciapiede davanti casa, trovarono Blunden, morto col cranio fracassato sul marciapiede.

Da quell’episodio, la fama di Berkeley Square come casa maledetta e infestata crebbe, e molte storie hanno iniziato a circolare sul suo conto. Molti uomini coraggiosi o abbastanza temerari hanno provato ad avventurarsi all’interno della casa dopo il tramonto, per poi uscirne spaventati.

La fine di Berkeley Square 50

La casa non aveva più compratori, e fu così che venne messa all’asta. In barba a tutte le superstizioni, l’edificio fu acquistato dai fratelli Maggs, di professione antiquari specializzati in libri antichi e manoscritti, che hanno occupato l’edificio dal 1937 fino a pochi anni fa.

Le attività andarono sempre bene, e non furono mai riportati grossi problemi, in questi anni. I fenomeni paranormali sembravano essersi estinti, misteriosamente.

Poi, i Maggs cessarono l’attività e da allora Berkeley Square 50 è ancora lì che attendo un nuovo compratore…e si racconta che gli strani fenomeni paranormali siano ricominciati.

Che il numero 50 di Berkeley Square nasconda più segreti di quanto si vuol far credere?

 

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Autore dell'articolo: Donata Ginevra

Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

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