Cotopaxi: un’altra vittima del Triangolo delle Bermude?

By | 23 giugno 2016

Cotopaxi, nave dai mille volti

bermuda triangle missing ships resurface

ss Cotopaxi (forse)

Le navi fantasma sono sempre state la mia passione, e non ho mancato di raccontare qualche bella storia su alcune navi fantasma famose, qui sul blog. Parlai dell’Olandese Volante, la nave fantasma più famosa al mondo, della Mary Celeste, la prima nave fantasma al mondo, ma anche della Ourang Medan, e del suo carico scomparso… E poi parlai di Sable Island, la sabbia che non perdona, una distesa sabbiosa che sembra ingoiare intere navi…una sorta di Triangolo delle Bermude. E oggi parliamo proprio del Triangolo delle Bermude.

Come sapete, in questi giorni si è diffusa la notizia secondo cui la nave SS Cotopaxi, scomparsa nel 1925, sarebbe riapparsa al largo di Cuba. La SS Cotopaxi si chiama così in onore dell’omonimo vulcano delle Ande, in Equador. La nave era salpata il 29 novembre 1925 da Charleston, South Carolina, ed era diretta a L’Avana, Cuba. Comandata dal capitano WJ Meyer, aveva 32 uomini e bordo e trasportava un carico di carbone. Prima di sparire la Cotopaxi lanciò un MAYDAY via radio, in cui diceva di star imbarcando acqua. Dopo quel disperato SOS, le ricerche partirono, ma della nave non c’era traccia. La Cotopaxi è stata ufficialmente dichiarata dispersa il 31 dicembre 1925.

Piccola chicca cinematografica: la nave, prima davvero poco conosciuta, divenne improvvisamente nota quando la storia della sua sparizione venne usata dal regista Steven Spielberg in una scena di “Incontri Ravvicinati del terzo Tipo”, dove venne rinvenuta nel deserto di Gobi…il regista ricamò la storia attorno alla nave, giustificando la sua sparizione come un’opera di natura extraterrestre, e questo ovviamente aumentò la fama della nave, ammantandola di mistero.

Ora, questo nuovo ritrovamento aggiungerebbe un tassello in più alla storia della Cotopaxi: la Guardia Costiera cubana aveva infatti annunciato di aver intercettato la nave senza equipaggio il 16 maggio, mentre navigava tranquilla in una zona militare a ovest dell’Avana, zona interdetta alla navigazione. Dopo vari tentativi andati a vuoto di comunicare con l’equipaggio della Cotopaxi, le autorità cubane sono salite a bordo della nave, trovandola in stato di completo abbandono, ma trovando un documento davvero interessnate: il diario di bordo del capitano, che all’epoca prestava servizio per la Clinchfield Navigation Company, proprietaria della SS Cotopaxi. Il diario, però, pur non fornendo alcuna spiegazione di quanto accaduto sulla nave e sui suoi ultimi 90 anni, è stato dichiarato autentico dall’esperto cubano Rodolfo Cruz Salvador. Questo diario contiene interessanti particolari registrati fino alla data della scomparsa della nave, avvenuta, come detto, il 1° dicembre del 1925.

Ma cosa c’è di vero in questa vicenda? Nulla.

La storia vera della Cotopaxi

La Cotopaxi viene puntualmente ritrovata da anni, in questo tratto di Oceano, ma è ovviamente una bufala…ripresa e puntualmente smentita da più parti. Il primo a parlare della Cotopaxi e della sua storia fu il World News Daily Report, il 18 maggio 2015, che riportava una fotografia (la vedete qui sopra) della preseunta nave… ma la foto non venne scattata nel “triangolo”, bensì nei fiordi della Patagonia (Cile) in una zona chiamata “Bajo Cotopaxi“. E la nave alla deriva non si chiamava Cotopaxi, ma Capitàn Leonidas e si trova in quel punto dal lontano 1963… La stessa nave è stata ripresa più volta anche su Pinterest, e in vendita in uno dei tanti siti di fotografie…

Si tratta del relitto di una nave britannica chiamata “Telamon” costruita nel 1954 e situata nella spiaggia dell’isola di Lanzarote (Spagna)… insomma, non può essere una nave scomparsa 90 anni fa!

Tuttavia, le sparizioni nel Triangolo delle Bermuda non sono tutte fasulle: effettivamente molte navi sono sparite, in quel tratto di oceano, quando molte navi in difficoltà affondavano senza lasciare traccia… il che era abbastanza frequente, considerando che il Triangolo delle Bermude era uno dei tratti più navigati in assoluto, trovandosi al centro di una serie di rotte commerciali molto affollate. Ma tra i tanti casi di sparizioni dovute senza dubbio a errori umani (scontri tra navi o scontri con scogli), ci sono anche casi non spiegabili scientificamente… ma che non riguardano solo navi, ma anche aerei. La “sparizione” più famosa è quella della pattuglia americana di aerei-scuola, nel 1945. Ma anche in questo caso a farla da padrone è l’errore umano: quattro dei cinque piloti di quegli aerei erano inesperti e come se non bastasse il capo pattuglia non conosceva bene la zona. Gli aerei probabilmente finirono il carburante e precipitarono in mare. Secondo le statistiche della marina americana, comunque, la zona del Triangolo delle Bermude non è così ad altissima concentrazione d’incidenti come si potrebbe pensare: non è infatti superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale.

E, in aggiunta a tutto ciò, molte delle sparizioni non sono avvenute all’interno del Triangolo, ma in punti molto distanti… e, dulcis in fundo, da oltre trent’anni anni non si segnalano “sparizioni misteriose” nel triangolo delle Bermude.

Ma cosa alimenta la leggenda di queste sparizioni? la risposta in un prossimo post.

Ah. un’ultima cosa: si chiama Triangolo delle BermudE, con la E finale…non Bermuda.

Triangolo delle BermudE

BermudA

 

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