Gloomy Sunday, la musica dei suicidi

gloomy-sundayEra il 1933 e a Parigi un pianista semisconosciuto, Rezső Seress, aveva appena litigato con la fidanzata, in una cupa domenica. Seress pensò di sfogare la sua delusione amorosa sedendosi al pianoforte e lasciando fluire i suoi dolori nelle note del suo strumento. Cosa che aveva fatto altre volte. Ma non poteva immaginare quel che avrebbe composto. Una musica molto, molto particolare…

Abbiamo già parlato qui sul blog di musiche molto particolari, musiche in grado, sembrerebbe, di evocare il diavolo se vengono suonate…ed è il caso dello spartito del diavolo che si trova nell’abbazia di Lucedio… ma anche il brano di Seress ha una sua curiosa particolarità…

Gloomy Sunday, la canzone della morte

gloomy-sunday-discIl brano era così bello che Seress lo registrò immediatamente, mandò la registrazione al suo produttore e questi, estasiato dalla melodia così particolare, fece subito incidere il brano e in breve tempo la nuova composizione di Seress iniziò a circolare; in breve tempo Seress divenne famosissimo, e l’uomo credette, finalmente, di essere diventato famoso, ma si sbagliava di grosso.

Come abbiamo detto, Gloomy Sunday inizia a girare e molta gente lo richiede. A Berlino, durante una festa, un gruppo musicale che si esibiva nel locale inizia a suonare Gloomy Sunday. Al termine dell’esecuzione un giovane presente in sala si spara un colpo di pistola alla testa, incapace di sopportare la melodia che ormai lo ossessionava. Non passano che sette giorni, quando una commessa, appena lasciata dal fidanzato, viene ritrovata cadavere. Tutto normale, verrebbe da dire…se non fosse che accanto al cadavere della donna, che è morta impiccandosi, c’è lo spartito di Gloomy Sunday.

In Gran Bretagna una donna fu ritrovata morta avvelenata da una dose massiccia di barbiturici: la polizia era stata allertata dai vicini, che non riuscivano più a sopportare l’alto volume con cui la donna ascoltava Gloomy Sunday.

gloomy-sundayLa fama sinistra di Gloomy Sunday attraversa l’Oceano, e approda a New York. Qui una giovane donna si suicidò con il gas, non prima di aver lasciato un biglietto in cui si chiedeva che al suo funerale venisse suonata Gloomy Sunday.

Anche in Italia ci furono due vittime di Gloomy Sunday; un uomo di 82 anni si buttò dalla finestra dopo averla suonata al pianoforte, mentre una ragazza si gettò da un ponte, dopo averla udita alla radio.

Tuttavia, è facilmente intuibile che si tratti di una storia montata ad arte, e che Gloomy Sunday non sia in realtà una canzone che spinge la gente a suicidarsi…è vero che i giornali dell’epoca riportano la notizia di ben 19 suicidi di gente morta dopo aver ascoltato o suonato Gloomy Sunday, ma, a posteriori, è davvero facile attribuire alla canzone la morte di queste persone…

Per non tentare ulteriormente la sorte, però, la BBC nel 1941 decise di non trasmettere più la versione di Gloomy Sunday interpretata da Billie Holiday, una dei rifacimenti più famosi di Gloomy Sunday… furono moltissimi, infatti, gli artisti che in qualche modo reinterpretarono la canzone, a loro modo, e chi ne pagò le spese maggiori fu, incredibile a dirsi, proprio Seress.

L’uomo infatti, che aveva paura dei viaggi aerei, non era mai andato negli Stati Uniti per riscuotere i soldi dei diritti d’autore del suo brano, e così trascorse la vita in completa povertà. L’uomo cadde in depressione, più di quanto non fosse in precedenza, e decise di porre fine alla sua miserabile vita nel 1968, gettandosi dalla finestra del suo appartamento a Budapest. Tuttavia sopravvisse alla caduta, ma ben deciso a farla finita, in ospedale, dove era stato ricoverato, riuscì a strangolarsi a morte con un cavo. Dulcis in fundo, anche la donna amata da Seress pose fine alla sua vita, avvelenandosi, e aggiungendo un nome in più alla lunga lista di persone che Gloomy Sunday portò via con sè.

Attualmente esistono decine e decine di versioni del brano interpretate da vari artisti: Sarah Brightman, Bjork, Emilie Autumn, Norma Bruni, Sam Lewis e la più famosa versione di Billie Holiday… ma, per quanto Gloomy Sunday venga ripresentata anche ciclicamente alla radio, non si registrano più casi di suicidio dovuti ad essa.

 

Attenzione. Pensierospensierato declina ogni responsabilità nel caso qualcuno decidesse di ascoltarla. Gloomy Sunday è come le sigarette: nuoce gravemente alla salute.

 

Io vi ho avvertiti…

 

fonte: VIDEO della canzone.

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Autore dell'articolo: Donata Ginevra

Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

6 thoughts on “Gloomy Sunday, la musica dei suicidi

    theobsidianmirror

    (23 febbraio 2016 - 20:56)

    La leggenda legata a quel pezzo è famosissima. Se l’ho mai ascoltato? Per intero mai… è di una pesantezza unica! PS: Ne avevano fatto anche un film, sebbene adesso non mi venga il mente il titolo…

      Donata Ginevra

      (29 febbraio 2016 - 15:34)

      beh si chiamava proprio così, Gloomy Sunday! è del 1999…o almeno così dice IMDb…

    Marco Lazzara

    (23 febbraio 2016 - 15:59)

    L’ho ascoltato appena adesso ed è un brano davvero malinconico e struggente.
    Dicerie del genere comunque ce ne sono parecchie, si diceva anche che ascoltare i dischi dei Black Sabbath spingesse al suicidio e che Stairway to Heaven suonata al contrario faceva sentire un inno a Satana.

      Donata Ginevra

      (29 febbraio 2016 - 15:33)

      sì, infatti…ce ne sono a bizzeffe di storie così, ma sono tutte molto molto affascinanti!

    Nick Parisi

    (22 febbraio 2016 - 16:07)

    Storia potente ed evocativa come poche, ritengo che il povero Seress fosse, a modo suo, un predestinato. Uno sconfitto in partenza e che anche se fosse riuscito a volare in America alla fine la depressione lo avrebbe avvinto comunque.

      Donata Ginevra

      (29 febbraio 2016 - 15:32)

      sì, la depressione per queste cose spesso davvero non perdona 🙁

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