Hinterkaifeck. Il mistero di un massacro – prima parte

By | 12 dicembre 2015

hinterkaifeckHinterkaifeck.

Hinterkaifeck è un nome che ai più non dirà nulla. Si tratta di una piccola fattoria, situata in Germania tra Ingolstadt e Schrobenhausen, nei pressi di Gröbern, in cui vive la famiglia Gruber. Andreas, 63 anni, il capofamiglia; Cäzilia, 72 anni, sua moglie; Viktoria Gabriel, 35 anni, loro unica figlia, rimasta vedova nel 1914 quando il marito morì nel corso della prima guerra mondiale. E poi i figli di Viktoria: Cäzilia, 7 anni, e Josef, 2 anni.

La famiglia è una famiglia come tante: vive di agricoltura e con le bestie che possiedono possono condurre una vita dignitosa e tranquilla. Fino a quando, nel marzo 1922, vengono trovati tutti morti. Non per cause naturali. Assassinati. Con un piccone.

La famiglia Gruber

La storia di questa famiglia è travagliata fin dal’inizio. I Gruber non sono sempre stati possessori della fattoria: è stata Cäzilia a portarla in dote al marito Andreas, avendo sposato nel 1855 Josef Asam Von Hinterkaifeck, morto 22 anni più tardi.

Andreas, secondo marito di Cäzilia, è dipinto da tutti come uomo violento e manesco, che picchia spesso la moglie e abusa sessualmente della figlia Viktoria. Josef, il piccolo di casa, sarebbe figlio dell’incesto, ma non ci sono prove per dimostrarlo.

Quasi nessuno fa visita ai Gruber: la stessa fattoria, costruita così in disparte rispetto al resto del paese di Hinterkaifeck, scoraggerebbe le visite, e poi c’è sempre il rischio che Andreas cacci via in malo modo i visitatori. A lui non piacciono i visitatori, veri o falsi che siano…

Sì, perchè da qualche tempo a Gröbern non si fa che parlare di quel che accade a Hinterkaifeck: voci soffocate  dalla soffitta, apparizioni misteriose, il rumore della neve che scrocchia sotto i passi di qualcuno di invisibile…perchè fuori non c’è nessuno.

A Hinterkaifeck ci vaora una giovane ragazza, Kreszenz Rieger, che afferma più e più volte che la soffitta della fattoria sia abitata da un fantasma.

Nessuno sembra crederle, nemmeno quando la donna mostra i segni di graffi che ha sulla schiena, causati, secondo lei, da qualcuno in soffitta. Così sul finire del 1921 fa le valigie in fretta e furia e se ne va per sempre da quella casa che definisce infestata dal demonio.

Qualcosa non torna…

Nel marzo 1922, però, a Hinterkaifeck avviene qualcosa di curioso: il pastore Hass trova nel confessionale una busta, che contiene la bellezza di 700 marchi d’oro. Ad accompagnare la cifra c’è un biglietto con un solo nome, che identifica il benefattore: Viktoria Gabriel. Il prete ovviamente è molto felice per il gesto caritatevole, ma una pulce all’orecchio lo spinge a interrogarsi su cosa possa aver spinto quella donna a compiere un gesto così gentile.

HinterkaifeckArriviamo così a fine marzo, più precisamente nella notte tra il 29 ed il 30 marzo. Quella notte è particolarmente fredda e tempestosa: nevica molto a Hinterkaifeck, e la mattina successiva il patriarca Andreas fa un giro della proprietà per assicurarsi che la neve non abbia provocato danni… tutto parrebbe in ordine, quando delle orme attirano la sua attenzione. Sono orme grandi, di persona, che si aggirano per tutto il perimetro della fattoria. Andreas le segue. Le orme provengono dalla foresta, aggirano la casa, si fermano davanti a tutte le finestre, quindi tornano verso la foresta e poi, di punto in bianco, spariscono. Così, di punto in bianco. Nessuna orma più. Come se il misterioso visitatore fosse stato calato dall’alto… ma non è possibile, si dice Andreas. Così torna indietro, e va a vedere se, per caso, non sia stato rubato qualcosa.

Così scopre che la serratura del garage è stata forzata. Il garage conduce alla fattoria, ma non alla stalla e al granaio, e difatti le bestie sono ancora lì, ignare di tutto, e nel granaio è tutto in ordine. Ci sono poi altre tracce, che portano alla stanza in cui si trova il generatore di corrente, ma anche qui non è stato rubato niente. Andreas chiede ai vicini se hanno notato qualcosa di strano nottetempo, ma nessuno ha visto, e sentito, niente di strano.

La notte successiva, commprensibilmente, Andreas non riesce a dormire, sta all’erta e ascolta ogni più piccolo rumore. Sente qualcosa di strano prevenire dalla soffitta, e corre di sopra con il fucile sottobraccio, ma in soffitta non c’è nessuno. Allora corre fuori, e cerca ovunque tracce fresche impresse nella neve. Niente. Ci sono solo le sue impronte. Nient’altro. I Gruber sono gli unici abitanti in quella zona…ma allora, chi è che camminava in soffitta, poco prima?

La mattina seguente Andreas torna a investigare, questa volta con l’aiuto della luce del sole, e rimane sconvolto quando trova un giornale semisepolto dalla neve. Nessuno però ha mai chiesto di ricevere un giornale…sua moglie è troppo occupata con la fattoria, sua figlia la aiuta, e i bambini sono troppo piccoli per poter leggere un giornale…chi è che, dunque, ha chiesto di riceverlo? Il postino del paese di Hinterkaifeck non sa nulla, lui non ha effettuato nessuna consegna, e questo fa preoccupare ancor più Andreas.

L’uomo a questo punto si convince che vi sia qualcun altro che vive lì con la sua famiglia, nella sua fattoria, qualcuno che è così abile da nascondere le sue tracce e rendersi praticamente invisibile. E, per aggiungere un tassello al mosaico, poche ore dopo si accorge che qualcuno ha rubato le chiavi del suo scrittoio, in cui sono conservate monete e altri oggetti preziosi… chiavi che non verranno mai più ritrovate.

Poi, ecco che nel pomeriggio si presenta la nuova cameriera, Maria Baumgartner, 44 anni. La donna ovviamente è a conoscenza delle cose strane che avvengono a Hinterkaifeck, ma non sembra darci molto peso.

31 marzo 1922: the end

Il giorno successivo, la maestra di Cäzilia si accorge che la bambina non è regolarmente in classe. Era già successo altre volte che la bambina non fosse presente, pertanto non dà molto peso alla faccenda…anche se il suo sesto senso le dice che qualcosa dev’essere successo.

La sera, il falegname del paese, Michael Plöckl, che si trova a passare lungo la strada nei pressi di Hinterkaifeck, vede una luce da una delle finestre. Nulla di strano, verrebbe da pensare, se non fosse cheper il resto la fattoria è completamente buia. Michael allora pensa che sia stato Andreas a illuminare i passanti per la strada, e si allontana come se nulla fosse successo.

Poi, però, il giorno seguente (è domenica) le – pie – donne Gruber non si presentano in chiesa, e stavolta la cosa non passa inosservata.

Altro tassello del mosaico. Il 3 aprile, il postino passa a consegnare la posta alla fattoria. Ha una lettera per Andreas. Non bussa alla porta della fattoria (non lo fa mai) e posa la lettera sulla finestra della cucina. E è allora che si accorge di un particolare davvero strano: il passeggino del bambino più piccolo non si trova come di consueto in cucina, e, per di più, la porta della cunina è socchiusa.

Il 4 aprile, come d’accordo, il meccanico Albert Hofner arriva a Hinterkaifeck per riparare il trattore dei Gruber. Aveva appuntamento con il capofamiglia per quell’ora, ma non c’è nessuno ad accoglierlo. Il cancello principale lo trova chiuso, e anche quello sul retro della proprietà. Riesce in qualche modo a scavalcare la recinzione, e si accorge, dall’esterno, che la dimora appare vuota. La cosa è decisamente strana, perchè l’abitudine dei Gruber è che qualcuno sia sempre presente in casa. Di solito è la signora Cäzilia che è sempre in casa, ma per quanto Albert la chiami, nessuno risponde. Poi sente abbaiare il cane, chiuso dentro la casa, e le mucche muggiscono in stalla.

Stanco di aspettare, Albert va comunque verso il trattore, che lo attende dove si attende che si trovi, e inizia il suo lavoro. Sta lì 4 ore, e in tutto questo tempo ha tentato di farsi sentire dagli occupanti della fattoria, fischiando, suonando il clacson del trattore, spingendo il motore al massimo… ma nulla da fare.

Silenzio totale.

Allora si avvia verso il fienile, e si accorge, desso, che la porta è completamente spalancata. Si accorge anche che il cane dei Gruber, che prima era chiuso in casa, adesso è lì fuori, e ringhia minaccioso, con una ferita molto vistosa sotto l’occhio. L’uomo se ne va, e lungo la strada incontra Victoria e Maria, le figlie di Lorenz Schlittenbauer, chè è il vero padre del piccolo Josef Gruber. Albert Hofner le informa che il motore è stato riparato, e informa le due donne del preoccupante silenzio che proviene dalla fattoria. Lorenz allora si convince che qualcosa di terribile sia accaduto alla fattoria Gruber, e insieme a due vicini si reca subito su posto.

Cercano ovunque. La casa è effettivamente vuota, ma i tre uomini decidono allora di entrare nella stalla, passando attraverso la sala del generatore. Ed è qui che trovano quattro cadaveri.

continua

 

 

6 thoughts on “Hinterkaifeck. Il mistero di un massacro – prima parte

  1. Marco Lazzara

    Quanti strani fenomeni… quello delle orme che si fermano nel nulla potrebbe però essere il vecchio trucco di camminare all’indietro sulle proprie orme…

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  2. theobsidianmirror

    Certo che ne sono passati di fenomeni dalle parti di quella fattoria… possibile che a nessuno sia passato per la testa di dare una sbirciata dentro casa o di chiamare a gran voice gli occupanti? Il massacro deve per forza essere avvenuto già il 31 marzo…
    Corro a leggere la seconda parte.. sospetti per adesso non ne ho, anche se quel Lorenz qualche movente potrebbe pure averlo. Temo però che tutta la verità non la saprò, vero?

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  3. Pingback: Hinterkaifeck. Il mistero di un massacro - seconda parte -

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