Padova: la storia di una casa e della sua scala

20140831_185004Qualche tempo fa, avevo pubblicato su facebook la foto di una scala, anticipando che presto avrei raccontato qualcosa sia sulla scala che sulla casa che la ospita. Credo sia giunto quel momento.

Intanto, piccola premessa: non chiedetemi di dire dove si trova quella casa: non ho alcuna intenzione di rivelarlo, giusto per evitare che gruppi di ghost hunter (veri o presunti tali) vadano a importunare le persone che vi abitano alla ricerca di fenomeni paranormali. Qui non ci sono storie di palle che saltano da sole, di vasche per i pesci che si riempiono da sole, di cani fantasmi che abbaiano, di pozzi che nascondono segreti o di strane apparizioni. Questa è semplicemente la storia di una casa e della sua scala.

Indubbiamente è una storia particolare, quella che sto per raccontarvi, ma non abbastanza da spingere qualche “esperto” a indagare su di essa.

La casa in questione si trova, appunto, a Padova, in una zona di campagna a qualche chilometro di distanza dal centro. Si tratta di una tipica casa contadina, che un tempo era circondata da una decina di campi coltivati a frumento e granoturco.

Quei campi oggi esistono ancora, stranamente, e tutta la zona conserva la sua tipica vocazione rurale…una piccola isola felice in mezzo all’urbanizzazione sempre crescente che deturpa i nostri bei paesaggi…

20140831_184440E cosa dire sulla casa? Come vedete, si tratta di una tipica abitazione contadina veneta, composta dalla casa padronale e della dependance. Attualmente, la casa è abitata solo in una sua parte, quella che vedete a destra in quest’immagine, mentre la parte più imponente dell’abitazione è disabitata e chiusa, per evitare, soprattutto, che vi entrino malintenzionati e senzatetto in cerca di riparo.

Non versa in condizioni disastrose, come si potrebbe pensare. Semplicemente è chiusa perchè nessuno ci abita più, ma molte volte i proprietari entrano anche nella parte padronale, usata attualmente come deposito, per sistemarvi degli oggetti e cose di questo genere.

Le persone che ci vivono sono persone semplici, che ancora coltivano la terra, beati loro!

Conoscendoli da moltissimo tempo, mi avevano chiesto se desideravo avere un cucciolo di cane… ma non potendolo tenere, ho purtroppo dovuto declinare l’offerta, cogliendo però l’occasione per andare a far loro visita, ed è stato in quell’occasione che mi hanno raccontato la storia della casa in cui vivono da generazioni e della strana scala che in quella casa è contenuta.

Questa casa è di loro proprietà da almeno 4 generazioni: i coniugi che ci vivono sono gli ultimi proprietari, e non avendo figli, purtroppo, si capisce bene che le sorti di questa casa sono segnate, a meno che non decidano di venderla… tuttavia, il padrone di casa mi ha confidato che, piuttosto che smerciarla a meno di un terzo del valore effettivo che ha, sarebbe disposto a “darghe fogo” (darle fuoco), perchè non cada nelle mani di qualche immobiliarista senza scrupoli che la abbatterebbe per costruire, al suo posto, un condominio-alveare da 20 appartamenti, e chissà cos’altro.

Gli chiedo se mi fa vedere la casa principale, quella chiusa, perchè ho la passione per le case antiche e…i fantasmi, butto lì, sperando quasi di sentirmi dire che anche casa sua ha il suo bel fantasma. Il padrone se la ride, e mi dice che no, non ci sono fantasmi là, che lui non crede a ste cose, ma che una cosa strana in quella casa di là c’è, e cioè che è la scala di legno che porta alle stanze del piano di sopra.

Le due case, infatti, sono collegate tra di loro da una porta, che si trova al piano superiore della casa nella quale abita attualmente, che a sua volta è collegata al piano mezzano della casa padronale.

Mi spiega che c’è una scala di legno che porta su al piano di collegamento tra le due case, e che spesso per non fare il giro all’estarno, lui è da lì che entra, e poi va nella vecchia casa padronale.

20141126_123421Però mi confessa che da qualche tempo ha un certo timore a salire quella scala, non tanto perchè è vecchia e anche lui è vecchio, e teme quindi di cadere e farsi parecchio male, ma anche perchè sente dei rumori particolari

Lui, che è scettico, ha sempre dato la colpa di questi rumori ai topi, che qua si trovano numerosi, ma dai rumori che sente più che topi potrebbero essere ratti, e pure belli grossi. Mi spiega anche che ha trovato una nidiata di scorpioni, su per quella scala, e che sebbene non siano poi così pericolosi, il loro morso è parecchio doloroso.

Gli chiedo di poter vedere quella scala, e mi accontenta.

Saliamo allora al secondo piano della sua casa, entriamo in una specie di disimpegno e poi, sulla destra, riesco a intravedere la balaustra di legno di quella che dovrebbe essere proprio la scala di cui mi parlava prima. Ed eccola qui, di fronte a me.

Beh, a primo impatto non mi dice nulla. Si tratta di una normalissima scala, come se ne vedono tante in giro per queste case antiche; la sola cosa che mi rende un po’ perplessa è l’ampiezza del gradino, piccolo piccolo, davvero poco agevole da salire. Ma voglio ugualmente tentare di salire di sopra e vedere cosa c’è di tanto speciale, ma non appena metto piede sul primo gradino, uno scricchiolio sinistro della scala mi fa desistere…così, mi limito a star giù e a scattare qualche foto.

Gli chiedo qualcosa di più sui rumori che sente, e se davvero crede siano dovuti agli animali… mi dice che è sicuro che sia così, anche se…

Anche se mi racconta che in effetti, una cosa strana in quella casa successe, molti molti anni fa, qualdo lui era poco più di un sogno nella mente dei suoi genitori.  Mi racconta che suo padre, che viveva in quella casa come tutti i membri della sua numerosa famiglia, aveva un fratello, che era nato “settemin” (in anticipo, a sette mesi).

20141126_123425Per tutta la vita Settimo (era stato chiamato proprio così, settimo di sette fratelli), era stato gracile, debole, sempre malato. Rimaneva quasi sempre chiuso in casa, perchè le gambette non lo tenevano. Aveva le gambe secche secche, e una pancia esageratamente gonfia… povero bimbo! Non si reggeva in piedi, e camminava, per quel che poteva, aiutandosi con un paio di stampelle che il babbo gli aveva costruito artigianalmente con dei rami.

Poi, all’età di 5 anni, era morto. Ecco, secondo il padrone di casa, i rumori che sente potrebbero essere dovuti proprio al fratellino morto in quella casa…perchè sembrano passi di un bambino che cammina lentamente, a fatica, trascinando le gambe.

Gli chiedo se l’ha mai visto, o sentito distintamente, e mi risponde che no, non ha mai avuto a che fare con i fantasmi, e nemmeno ci crede…però ogni tanto, soprattutto quando sale lassù, gli par sempre di avvertire la presenza del fratellino in cima a quella scala, che lo osserva e lo aspetta.

Gli chiedo perchè proprio lassù: perchè negli ultimi istanti di vita del piccolo, la stanzetta di Settimo era proprio là, sulla destra, vicino alla scala, messa lì vicino per consentire a chi doveva prendersi cura del bambino di poterlo fare più rapidamente possibile……

Sono rimasta un po’ a osservare la scala, il buio in cima a essa…sperando quasi di vedere qualcosa. Nulla.

I fantasmi non si mostrano quando si desidera vederli…scelgono loro a chi manifestarsi, e lo fanno solo se hanno bisogno di qualcosa…

 

Ma voglio ugualmente chiedere ai miei lettori: ci vedete qualcosa di strano, in queste foto?

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Autore dell'articolo: Donata Ginevra

Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

5 thoughts on “Padova: la storia di una casa e della sua scala

    Marco Lazzara

    (7 ottobre 2015 - 22:15)

    Non sei voluta salire fino in cima, eh? 😉

    Nick Parisi

    (4 ottobre 2015 - 16:18)

    La storia è fantastica ed è per questo che amo così tanto questo blog. 😀

    Obsidian M

    (4 ottobre 2015 - 15:41)

    Se mi chiedi se ci vedo qualcosa di strano in quelle foto… beh, allora corro ad ingrandire e a sgranare gli occhi. L’ombra della balaustra provoca strani giochi di luce sulle scale, ma a parte quelli non mi sembra di vedere nulla. Quel pannello sulla parete invece è abbastanza curioso… una porticina? Dal punto di vista della macchina fotografica qualcosa di strano c’è… sembra quasi fuori posto, fuori prospettiva….

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