Hope: il diamante della speranza o delle maledizioni?

Diamonds are a girl best friends, diceva Marilyn Monroe…ma chissà se l’avrebbe pensata davvero così, se si fosse trovata faccia a faccia con Hope.
Hope, diamante ovale di 45 carati deve la sua fama non solo alle sue dimensioni (è il più grosso diamante blu conosciuto), ma anche per il fatto di essere stato al centro di numerose leggende e dicerie.

Numerosi furti e scomparse hanno caratterizzato la storia di questo diamante, che oggi appartiene alla Smithsonian Institution di Washington, dove ogni anno attira oltre 6 milioni di visite. Eppure, chiunque ha avuto a che vedere con questa pietra ha subito un destino tragico, dovuto alla maledizione che investe la pietra.

Secondo la leggenda, una maledizione colpì il grande diamante blu quando è stato rubato da un idolo in India, una maledizione che ha predetto la sfortuna e la morte, non solo per il proprietario del diamante ma per tutti coloro che entrano in contatto con la pietra. Diversi secoli fa, un uomo di nome Tavernier compì un viaggio in India. Mentre era lì, rubò un grande diamante blu incastonato sulla fronte della statua della dea indù Sita. La maledizione colpì subito Tavernier, che venne dilaniato da cani selvatici in Russia, pochi giorni dopo aver venduto il diamante.

Come sempre, molte persone affermano che questa leggenda è falsa, ma in realtà nel 1642 un uomo di nome Jean Baptiste Tavernier, gioielliere francese, giunse effettivamente in India, e qui acquistò un diamante blu di immenso valore, di ben 112 carati. Giunto in Francia col prezioso diamante, Tavernier fu convocato a corte dal Re di Francia Luigi XIV, il “Re Sole”, che acquistò la pietra, e quindi lo diede al più grande gioielliere dell’epoca, Jean Pittan, che impiegò due anni a tagliarlo, riducendolo a 68,5 carati.

Il diamante, battezzato “Blu di Francia”, fu quindi tagliato nuovamente e indossato su un lungo nastro intorno al collo.

Nel 1749 il pronipote di Luigi XIV, Luigi XV, divenuto a sua volta re, lo fece collocare sull’insegna del Vello d’Oro, e qui rimase almeno fino alla Rivoluzione francese, quando i gioielli della corona (tra cui il diamante blu)vennero sottratti a Luigi XV e alla moglie Maria Antonietta dopo che la coppia venne giustiziata… I gioielli vennero così collocati nel Garde-Meuble, ma la sorveglianza era così scarsa (incredibile ma vero!) che dal 12 settembre al 16 settembre 1791 si verificarono numerosi furti…e tra il bottino figura anche il diamante blu.

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Il diamante blu riemerse a Londra nel 1813, acquistato dal banchiere inglese Sir Henry Philip Hope, e quindi ribattezzato HOPE. Nessuno è sicuro che il diamante blu di Londra fosse lo stesso rubato dalla Garde-Meuble, perchè i due diamanti avevano un taglio diverso, ma ci vuole davvero molto poco per tagliare un diamante e fargli assumere un’altra forma, nascondendo così le tracce…

Lord Francis Hope, discendente del banchiere, lo ereditò nel 1887, ma fu costretto a venderlo per saldare i debiti causati dalle mani bucate della moglie.

All’inizio del XX secolo il diamante Hope apparteneva a Cartier, che lo vendette nel 1911 a una ricca ereditiera americana, Evalyn Walsh MacLean, che venne a sua volta colpita dalla maledizione del diamante blu due anni dopo, perdendo i suoi due figli… gli eredi decisero di sbarazzarsi per sempre di questo diamante, vendendolo a Harry Winston, che ne fece dono al Museo Nazionale di Storia Naturale dello Smithsonian a Washington nel 1958. E adesso è ancora lì, innocuo.

fonte: http://www.patrickvoillot.com

 

One Comment on “Hope: il diamante della speranza o delle maledizioni?”

  1. Che “strana” coincidenza, oggi ho letto un articolo che parlava proprio del diamante in questione. Io ci credo: troppe persone sono morte in circostanze brutte. E solo uno non ha subito le sciagure. Credo, per ipotesi, che questo diamante “sappia individuare” chi ha forse un’anima facile da corrompere. Insomma, una persona dall’aura inquinata?

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