I fantasmi del Central state hospital

By | 1 aprile 2015

hauntedhovel

Se vi dico Indianapolis, che cosa vi viene in mente come prima risposta?

Gli sportivi immagino direbbero il circuito automobilistico, l’Indianapolis Motor Speedway,  dove si svolgono la 500 Miglia, una delle competizioni più celebri del mondo, e una delle tre tappe americane del Motomondiale, assieme a Laguna Seca e Austin).

Beh sì, in parte è corretto, ma chi come me ha nei fantasmi il proprio pallino, sicuramente avrò sentito parlare del Central State Hospital.

No? Non conoscete quest’ospedale, oggi abbandonato? Strano, eppure è uno degli ospedali più infestati al mondo!

Non è l’ospedale psichiatrico più infestato al mondo, che abbiamo individuato nel Waverly Hills Sanatorium, ma è lo stesso uno degli ospedali che detengono alcuni record di infestazione di spiriti. La sua storia è molto curiosa: mentre la maggior parte degli edifici che costituiva l’Ospedale di Stato di Indianapolis, Indiana, sono stati demoliti, i fantasmi che una volta abitavano all’interno rifiutano di morire. Il Central State Hospital ha iniziato la sua attività come un ospedale psichiatrico. Abbiamo già visto parlando di altri ospedali infestati che questa era una prassi comune.

Non tutti però volevano questo tipo di ospedale: pur essendocene un evidente bisogno, ci si chiedeva dove sarebbero stati reperiti i fondi necessari a costruirlo, e soprattutto dove sarebbe stato posto…insomma qualcosa di simile a quanto sta avvenendo a Padova con il nostro ospedale: da un parte il vecchio policlinico universitario, 11 piani di monoblocco pieni di sofferenza da ristrutturare e in fretta, dall’altra l’area individuata in zona Padova ovest dove la precedente amministrazione comunale voleva edificare un nuovo nosocomio…per fortuna non se ne ne farà più nulla, Padova già dispone di due ospedali, il Policlinico e il Sant’Antonio, non c’è assoluta necessità di un nuovo polo, per giunta in quell’area nella quale già sorge lo stadio euganeo..

Vabbè, torniamo a Indianapolis. Il dibattito sulla costruzione dell’ospedale infuriò fin dal 1827, e finalmente nel 1848 si aprirono le porte del nuovo ospedale, che aveva appena cinque pazienti nel momento dell’apertura, e consisteva di un solo edificio. Nel 1889 il nome fu cambiato in Central Insane Hospital of Indiana, e nel 1928 fu battezzato col nome che ha ancora adesso, Central State Hospital.

Nel corso del tempo, l’ospedale si è esteso su oltre 100 ettari di terreno a Indianapolis, e ha ospitato oltre 5.000 pazienti, oltre che diversi edifici. In particolare c’erano due edifici quasi identici che servivano a curare, separatamente, i pazienti maschi e femmine, un edificio per le malattie mentali, e una cappella. C’era addirittura una pista da bowling per i pazienti. Come se non bastasse, l’ospedale aveva pensato di erigere altri edifici nei quali i paziente meno gravi ma che necessitavano di stretto controllo medico potevano svolgere un’occupazione che li tenesse il più possibile attivi: ecco dunque che in un’ala del Central State Hospital sorgeva un laboratorio di panetteria, nel quale i pazienti preparavano il pane per tutto l’ospedale.

Insomma sembrava essere un luogo tranquillo e sereno, come un ospedale dovrebbe essere, fino a quando nel 1930 iniziò a trattare i malati di mente, che provenivano da tutto il Paese. Tuttavia, quando il numero dei malati di mente crebbe a dismisura, e si sarebbe reso necessario occupare anche gli altri stabili dell’ospedale riservati alla cura delle malattie non mentali, ci si rese conto che bisognava trattare solo i pazienti di Indianapolis e di poche contee circostanti, per non affollare ancor più un ospedale che non avrebbe avuto i mezzi necessari per curare tutti.

Nel 1970 sono stati demoliti la maggior parte degli edifici del Central State Hospital perchè considerati non più sicuri, e si è anche provveduto alla loro sostituzione con nuovi edifici, ma l’ospedale ha chiuso i battenti per sempre nel 1994. Tuttavia non tutto è perduto: resta infatti un edificio assai singolare al CSH, il Dipartimento di Patologia, dove si trova il Museo di Storia della Medicina dell’Indiana. E qui si possono “ammirare” alcuni tra i reperti più interessanti, la prima macchina denominata “polmone d’acciaio” e alcuni campioni di cervelli umani che presentano anomalie, oltre che i primi “strumenti di correzione” per malati di mente…tra cui alcune macchine per l’elettroshock che si usavano molto nel periodo in cui il CSH era attivo.

Nonostante i vari cambiamenti di nome e successive integrazioni di altri dipartimenti e strutture mediche, lo scopo e la vocazione dell’ospedale è rimasto lo stesso, per la cura per i malati di mente. Purtroppo il trattamento in quei tempi era sperimentale e rudimentale. Si racconta che al CSH si curassero in modo particolare le donne, che erano spesso sottoposte a trattamenti orribili per malattie relativamente semplici come la depressione, e questi trattamenti includevano, tra le altre cose, l’immersione in ghiaccio, bagni ripetuti nell’acqua fredda, elettroshock, “terapie del dolore” e lobotomie.

Tenuto conto delle orribili cose che la gente subiva una volta portati lì, non dovrebbe dunque sorprendere che il Central State Hospital abbia la sua buona quota di fantasmi.

Central State HospitalE per di più, in uno dei padiglioni del Central State Hospital per lungo tempo sono stati ospitati i malati di mente che provenivano dai penitenziari dello Stato, sia detenuti che sono impazziti restando nelle celle, sia, soprattutto, persone arrestate e giudicate appunto malate di mente. Quando i pazzi criminali sono stati alloggiati presso il Central State Hospital, venivano spesso tenuti legati ai loro letti.

Si dice che una ristrutturazione avvenuta durante il 1950 ha scoperto varie stanze che contenevano al loro interno dei letti rinforzati e dotati di un sistema di lacci, cinghie e catene per tenere i malati bloccati a letto. Purtroppo, era comune durante i primi anni in cui i malati psichici venivano curati in quest’ospedale, legare i pazienti alle pareti attraverso robuste catene, i cui anelli sono ancora visibili in alcune stanze. E in questo modo venivano curate anche le malattie più comuni come la schizofrenia. Ex lavoratori ospedalieri hanno confermato che alcuni pazienti indisciplinati erano stati tenuti in queste condizioni.

I FANTASMI.
Già da quanto avete letto finora potete capire che terribile luogo fosse il Central State Hospital. La gente dice che il luogo in cui si trovavano gli edifici principali è il luogo più buio del mondo, e che non importa quante luci siano usate, l’area rimane scura e pesante. Alcuni credono che sia il risultato di centinaia di morti avvenute lì, in combinazione con il dolore e la sofferenza degli ex pazienti.

Si dice anche che si possa sentire il suono di gemiti o lamenti, e le grida di ex pazienti, e che si possano vedere strane ombre muoversi attraverso l’erba. Nel giardino c’è anche un albero attorno al quale si sentono urla e gemiti: è qui che nel 1940, due pazienti sono venuti alle mani, e uno dei due ha ucciso l’altro colpendolo a morte con una pietra e seppellendolo ai piedi di quest’albero. Alcuni sostengono che i pazienti fantasma possano anche essere visti, mentre di corsa attraversano il campo.

Un’altra storia che si racconta sul Central State Hospital è la storia di Alvin. Alvin era un paziente dell’ospedale, scomparso improvvisamente un giorno, senza lasciare alcuna traccia. E cui non lui erano spariti tutti i suoi averi, che consistevano in un semplice maglione logoro, dal quale Alvin non si separava mai. Nonostante una lunga e approfondita ricerca, non è mai stato trovato. Pochi anni dopo un paziente di nome Agnus cominciò ad allontanarsi durante il giorno, e lo si trovava sempre seduto nello stesso posto, vicino al seminterrato dove si trovavano i casi di malattia mentale più grave. Agnus alla fine ha detto che il suo amico Alvin era lì, e che gli piaceva andare lì per parlare con lui. Pensando che il Alvin potresse essere ancora in ospedale, il personale entrò subito in azione, ordinando una ricerca completa nei seminterrati. La ricerca non ha prodotto nulla, fino a quando qualcuno ha trovato un pozzo aperto, e dentro c’era il corpo di Alvin.

Stranamente, la stessa storia è raccontata su un ex manicomio dell’Ohio, solo il paziente “svanito” era una femmina, trovata solo dopo lavori di ristrutturazione dell’ospedale.

Ma non solo Alvin: moltissimi altri sono i fantasmi che infestano il Central State Hospital.
Nei sotterranei della vecchia “power plant”, la centrale di comando dell’ospedale, dove si trovavano caldaie, centraline elettriche bruciatori e quant’altro, e, un urlo di una donna è stato sentito provenire da un angolo della cantina; alcune ombre sono state viste uscire dai muri di cemento, e un dipendente si è trovato a vivere un’esperienza davvero traumatica: mentre riposava in una stanza nel seminterrato, si svegliò improvvisamente sentendosi soffocare da mani invisibili di una presenza minacciosa. Riuscito a liberarsi da quella stretta, è corso verso l’interruttore della luce scoprendo però che nella stanza non c’era nessuno. Tuttavia, a dichiarare la veridicità di quanto accaduto, c’erano dei profondi segni rossi al collo dove è stato afferrato, troppo piccoli per essere stati fatti dalle sue stesse mani. Sempre nella stessa cantina, un fenomeno di poltergeist è stato osservato più volte, con il nastro trasportatore del carbone che si accende e si spegne autonomamente.

Altro luogo infestato è la costruzione che ospita Patologia, in cui i corpi dei pazienti deceduti sono stati esaminati attentamente per saperne di più sulle malattie mentali. Qui, oltre ai rumori provenienti dal piano interrato, deserto, che sono stati uditi, e a lamenti e grida soffocate, sono stati visti i fantasmi di 4 persone completamente vestite di nero che si aggirano, in gruppo, per i corridoi. Si presume possano essere 4 addetti alla rimozione dei cadaveri che morirono in questo luogo a causa dello scoppio di una caldaia.

Nell’edificio amministrativo sono stati ascoltati dei passi che attraversano tutto l’edificio, e il rumore metallico di qualcosa che scorre sul pavimento: alcuni l’hanno individuato in un carrello portadocumenti, oppure in una sedia munita di ruote, ma un ex dipendente del CSH ha riconosciuto quel suono nei lettini dei pazienti morti che venivano portati giù nell’obitorio.

Nei dormitori c’è poi una stanza in cui molte persone che sono entrate si sono sentite male. La stanza ha, alle pareti, i segni di unghiate e tracce di qualcosa che parrebbe sangue. Si tratterebbe della stanza in cui venivano tenuti in costrizione i pazienti più problematici, che commettevano atti di autolesionismo. Negli stessi corridoi di quest’ala dell’ospedale si odono grida e urla provenienti dai dormitori, rumori simili a quelli che si udivano qui quando i pazienti vi hanno soggiornato.

Al secondo piano del dormitorio apparirebbe il fantasma di una donna vestita in accappatoio che è stata vista correre lungo il corridoio, dall’esterno e dall’interno. Ci sarebbero poi altri spiriti, che appaiono semplicemente come macchie di luce, che attraversano correndo i corridoi e il giardino esterno al CSH.

Attualmente, come detto, l’ospedale è chiuso fatta eccezione per il museo, e il resto del complesso, che versa in condizioni d’abbandono ed è stato saccheggiato più volte da malintenzionati e senzatetto, verrà abbattuto. Ma, come abbiamo visto, anche nel Museo di Patologia i fantasmi non mancano….

 


FONTE: http://www.hauntedhouses.com/states/in/indiana_central_state_hospital.htm
http://www.indianaspi.com/

IMMAGINI: http://www.rootsweb.ancestry.com/~asylums/central_in/

 

6 thoughts on “I fantasmi del Central state hospital

  1. Marco Lazzara

    Leggendo il post mi è balenata una tesi che potrebbe essere un interessante campo di ricerca parapsicologico. E’ forse possibile (ammettendo per vera l’esistenza dei fantasmi) che certe patologie neuropsichiatriche possano portare i soggetti che ne sono affetti a essere più ricettivi nei confronti di uno stato dell’esistenza della vita post-mortem… cioè intendo che alucni malati di mente siano in grado di vedere e comunicare con i fantasmi?

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    1. Donata Ginevra Post author

      secondo me sì, certe persone sono più propense ad avere esperienze di questo tipo, sarebbe interessante scoprire il modo in cui questo avviene.

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  2. Angie Ginev

    Ti auguro una Buona Pasqua e devo dire che Nick ha ragione…..
    Un abbraccio

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  3. Nick Parisi

    Sai che mi colpisce sempre di più la tua analitica ricostruzione dei fatti ogni volta che scrivi un nuovo post?
    Sei meglio di una giornalista professionista!

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