La maledizione di Villa Magnoni

316039_3089992625585_1973358919_n A Cona, in provincia di Ferrara, c’è un’altra casa abbandonata che ha la sinistra fama di essere stregata, e maledetta.
Transitando lungo la SP22, in Emilia, si scorge in lontananza un boschetto, un ammasso di alberi, edera rampicante, disordine.
E proprio lì in mezzo c’è la casa.
Era un bell’edificio, Villa Magnoni, con tanto di stalle e casa dei custodi, lontana dalla casa principale, come sempre avviene per le antiche case padronali.

485594_3091496983193_1010831030_nPer molto tempo la casa è stata al centro di numerose trattative per la sua vendita, ma a quanto pare non ha mai trovato acquirenti…
Al momento la casa sembrerebbe appartenere all’Università di Ferrara, che dovrebbe ristrutturarla e riutilizzarla come centro di aggregazione culturale o come sede per laboratori scientifici o medici.
Però, stranamente, nessuno vuole muovere un dito per risistemare la villa e farla tornare ai suoi antichi fasti. Perchè su di essa aleggia una sinistra maledizione, che affonda le sue radici nei primi anni ’80.

Siamo all’incirca alla metà degli anni ’80, e quattro ragazzini ferraresi, come d’abitudine, stanno gironzolando nel cortile di Villa Magnoni, attirati da quel fascino oscuro che ammanta ogni casa abbandonata che si rispetti.

7809_3091477822714_258953736_nOsservano la casa, osservano la muratura, le piante che la circondano, e a un certo punto decidono di entrare, sfruttando una delle finestre aperte del pianterreno.

Mentre i ragazzini stanno esplorando quell’ala della villa, ecco che sentono delle voci di ragazzini provenienti dall’altro lato dell’edificio…eppure sono arrivati fin lì da soli, ne sono più che certi. Che vi sia qualche altro gruppetto di avventurosi in cerca di emozioni forti?

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Escono dalla casa, e guardando in alto vedono una vecchia signora, che li osserva arcigna, affacciata alla finestra del primo piano, e questa vecchia urla e sbraita contro di loro, investendoli di parolacce e minacce per aver osato introdursi a Villa Magnoni.

Chi è quella vecchia? forse una zingara che ha preso possesso della casa?

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I ragazzi però non stanno lì a farsi tante domande, la presenza di quella donna anziana li spaventa, e fuggono a gambe levate dalla casa.

Poche ore dopo, verso sera, tre dei quattro ragazzini vengono purtroppo coinvolti in un incidente stradale nel quale perdono la vita.

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Il quarto, di cui oggi non si sa più nulla, unico superstite dell’accaduto, raccontò alla polizia la bravata compiuta dai suoi amici, e narrò con dovizia di particolari l’apparizione di quella vecchia, specificando con esattezza da quale finestra della villa la donna si fosse affacciata…

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Qualche mese più tardi il Comune fece murare tutti gli ingressi alla villa, a forte rischio di crollo…tutti, meno una finestra. Che non si poteva raggiungere perchè il pavimento davanti alla stessa era crollato rendendola quindi irraggiungibile…

E stranamente, si tratta della stessa finestra dalla quale, a detta del giovane superstite, si sarebbe affacciata la strega di Villa Magnoni.

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Anche in tempi recenti molte persone hanno provato il brivido di entrare nella casa, ma tutti se ne sono usciti, dopo aver udito, ancora, risate di bambini provenienti dal giardino di quella casa e, soprattutto, di aver visto ombre scure approssimarsi alla finestra maledetta.

Queste sensazionali foto, opera della mia cara amica Erika Boccafogli, sono solo una piccola parte dello straordinario reportage che quest’artista Urbex ha dedicato alla villa, e mostrano chiaramente l’aspetto sinistro della casa.

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Ma non è l’unica casa stregata (o presunta tale) emiliana…prossimamente, conosceremo la storia di altre due meraviglie abbandonate da tutti…tranne dai fantasmi.

 

Pagina Facebook di Erika

 

3 Comments on “La maledizione di Villa Magnoni”

  1. Tempo fa avevo letto una storia simile… ma alla finestra non si affacciava una vecchia strega. I vicini giuravano di vedere un bambolotto. Il bambino che lo possedeva ne era terrorizzato e i genitori correvano da lui nel cuore della notte sentendolo urlare e trovavano tutti i mobili spostati. Il bambino diceva che era stato il bambolotto e i genitori ogni volta notavano che questo era messo in una posizione che sembrava che li fissasse. Alla fine venne approntata una stanza apposta per lui e quando molti anni dopo dei muratori vennero per effettuare dei lavori, alcuni giuravano di aver visto il bambolotto muoversi.
    Non ci crederai, ma ho la pelle d’oca mentre sto scrivendo. 🙂

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