Sable island, la sabbia che non perdona

sable islandDopo aver scoperto, in me, una “vena” di esploratrice marittima che non conoscevo, o che forse era solamente sopita, torniamo a parlare di luoghi misteriosi e affascinanti del nostro bellissimo mondo.

Vi avevo portato, con un precedente post, a conoscere la laguna di Houtman Abrolhos, oggi invece ci spostiamo in America settentrionale, al largo della Nuova Scozia, a poca distanza da Boston (e chi mi conosce sa perchè nomino questa città con un bel po’ di nostalgia)…questo luogo non è una laguna, è un’isola…o meglio, non è nemmeno un’isola, è piuttosto un banco di sabbia a forma di mezzaluna. Il suo nome Sable Island, letteralmente infatti significa “banco di sabbia”, ed è una striscia di terra, abitata per lo più da cavalli selvaggi e pochi scienziati che la studiano, posizionata al largo della Nuova Scozia, che può tranquillamente rivaleggiare con il celeberrimo Triangolo delle Bermuda in quanto a sparizioni marittime… e anzi, ha saputo dare, nel tempo, prova di una pericolosità marittima nettamente superiore.

sable islandSable Island, divenuta Parco Nazionale del Canada, veniva accuratamente evitata dagli abitanti dell’entroterra, che difatti non la consideravano minimamente, nemmeno come territorio di caccia (ha infatti discrete scorte ittiche). Il suo vero tesoro sarebbe infatti conservato sottoterra, nella forma di diverse sacche di gas naturale, ed è forse più per questo che l’isola viene conosciuta che per altri motivi…ma certo non sono mai passati inosservati i tanti incidenti che si sono verificati.

Si parla di numeri impressionanti: dalla fine del XVI secolo, da quando cioè si è iniziato a tener traccia scritta di tali incidenti, sono state circa 350 le navi sparite in questa zona.

Non a causa di indicenti navali, di tempeste, di eventi soprannaturali, di gorghi che inghiottono le navi senza lasciarne più traccia. Qui la colpa di tutto è la sabbia, che compone questi fondali bassi, posizionati proprio al centro delle rotte dei tanti pescherecci a caccia di merluzzo o delle navi mercantili che raggiungono il porto di Halifax, situato a trecento chilometri a nord-ovest.

Un semplice errore di navigazione, e la prua delle navi impatta non con i fondali aperti e spaziosi dell’oceano, ma con i banchi di sabbia di Sable Island. Rimettersi in viaggio poi è praticamente impossibile, e la sabbia a poco a poco digerisce le navi, le fa scomparire sotto le sue distese…e nulla più resta delle navi che si sono arenate qui.

E per di più, anche il clima gioca un ruolo importante in questa zona: le nebbie infatti costituiscono una costante di Sable Island, formate e rinvigorite dall’incrociarsi di tre correnti: quella del Labrador, di Belle-Island e della più celebre Corrente del Golfo.

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I cavalli di Sable Island

Nel 1801, l’amministrazione della Nuova Scozia aveva deciso di creare una stazione di salvataggio permanente per aiutare i naufraghi, e nel 1872, dopo che si era verificato l’incagliamento del piroscafo SS Hungarian (230 vittime!), erano stati eretti dei fari per permettere l’avvistamento delle secche.

Purtroppo però la fama sinistra di Sable Island è andata lentamente scemando nel XX secolo, grazie (o meglio a causa) della diffusione dei sistemi di navigazione satellitare, che permettono di individuare con più precisione le rotte, stando dunque alla larga dai fondali sabbiosi di Sable Island.

Così, ormai le notizie di naufragi su quest’isoletta sono diventate la storia del suo passato, mentre il futuro, complici anche le piattaforme petrolifere al largo, e i turisti che iniziano a scoprire le bellezze di queste zone così incontaminate che nascondono i relitti delle navi affondate, si fa sempre meno roseo.

Nella prossima puntata, parleremo ancora di navi…sarà l’occasione per conoscere da vicino…

  • la nave più infestata al mondo
  • uno spaventoso cimitero di navi
  • il villaggio dei marinai fantasma.

2 Comments on “Sable island, la sabbia che non perdona”

  1. E come ci sono arrivati i cavalli, lì? Oo
    In ogni caso, mi pare di capire che si tratta di una enorme sabbia mobile… madonna santa! OO
    Temo che sarà impossibile recuperare le navi sommerse… perché sono davvero proprio state ingoiate!
    Un altro posto che non conoscevo!

    P.s. ho messo il secondo episodio di Onirica, se ti interessa 😉

    Moz-

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