Eilean mor, il mistero del faro

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faro di Jesolo

Come forse sapete, una delle mie più grandi passioni sono i fantasmi. Un’altra sono le piante carnivore. Un’altra ancora i gufi e le civette. Ma lo sapevate che mi piacciono molto anche i fari?

Avevo già scritto sul blog raccontando la storia di due fari stregati, quello di St. Augustine, considerato con i suoi numerosi fantasmi un faro da primato (e difatti è il faro più infestato al mondo), e poi quello di Sherwood Point. Forse parlerò anche del faro di Yaquina head, che così non vi dirà nulla, ma se lo nominassi come “il faro di Moesko island del film The Ring” vi dirà sicuramente qualcosa.

Oggi invece parliamo di Eilean Mor, che tradotto dal gaelico significa “la grande isola”.  e del suo faro. Oltre che, ovviamente, della storia che lo circonda…

Eilean mor è una delle isole Flannan, situate a nord della Scozia. Difinere “isole” questo gruppo di scogli in pieno Oceano Atlantico è un po’ esagerato, ma Eilean mor ha una superficie di 157chilometri quadri, e supera in altezza a malapena i 200 metri. Pur essendo poco estesa, è in posizione cruciale per la navigazione, specie quando il 7 dicembre 1899 venne costruito su Eilean Mor un imponente faro per favorire nella navigazione tutti quelli che si addentravano, rischiando molto, in queste zone.

L’illuminazione non era granchè, allora: due brevi fasci di luce, con due intervalli di dieci secondi, che si vedevano a una distanza superiore alle 20 miglia: sufficienti per evitare il pericolo degli scogli del gruppo di isole. Ma proprio a Eilean Mor si verificò un caso incredibile, mai risolto, uno di quelli che ha contribuito a creare la leggenda che accompagna questo faro e soprattutto la sua isola: l’isola degli uomini fantasma.

Eilean morIl 15 dicembre 1900, quando il faro era operativo da un anno, il capitano Holman, che guidava il battello a vapore Archtor, che faceva rotta da Filadelfia verso Edimburgo, per poco non andava a impattare contro gli scogli, per la semplice ragione che la luce del faro non era accesa. Non appena arrivato a destinazione, Holman segnalò la cosa alle autorità. Purtroppo, la nave Hesperus, che doveva portare soccorso agli uomini sul faro e portarli a casa, dando loro il cambio con altri tre guardiani, fu bloccata in porto da una tempesta, e anzichè arrivare a Eilean mor il 21 dicembre come previsto, vi giunse solo il 26.

L’equipaggio della Hesperus giunse in prossimità dell’isola: gli uomini a bordo si aspettavano di vedere una bandiera sventolare per indicare che i custodi avevano notato il loro arrivo; si aspettavano di veder partire dall’isola una barca a remi, che avrebbe dovuto recuperarli e portarli a terra; eppure nessuno si presentò. Tre uomini soli, che finalmente stanno per tornare a casa, che non andavano nemmeno ad accogliere l’arrivo dei nuovi guardiani? impossibile.

Dall’Hesperus scendono due uomini: Joseph Moore, amico di uno dei tre guardiani, e il suo vice. Entrambi ebbero subito la sensazione che ai tre guardiani James Ducat, capo guardiano, Thomas Marshall, secondo assistente e Donald Mc Arthur, fosse accaduto qualcosa di strano. E quando entrarono nella casetta dei tre, non c’era alcuna traccia dei tre occupanti. Li cercarono in tutta l’isola, senza risultato. E fu allora che iniziarono a osservare i dettagli della scena che si presentava davanti ai loro occhi:

  • gli orologi erano fermi;
  • il camino spento da giorni;
  • il tavolo era apparecchiato per la cena, ma nulla era stato toccato, come se i guardiano si fossero alzati e usciti in tutta fretta;
  • il pavimento era pulito, segno che gli uomini lo avevano pulito regolarmente, e che, soprattutto, non c’erano stati episodi di violenza;
  • all’interno di un armadio, in cui ogni custode del faro conservava l’equipaggiamento di ordinanza, stivali e mantelline per ripararsi dalle intemperie, notarono che c’era un unico equipaggiamento completo e ne mancavano due.

Cos’era successo? Perchè due uomini erano usciti indossando l’equipaggiamento di emergenza? Perché però mancava anche l’uomo il cui equipaggiamento era ancora nell’armadio?

(c) Marc Calhoun – Da geograph.org.uk

Gli uomini uscirono dal faro e perlustrarono i dintorni, ma non trovarono nulla. I tre guardiani sembravano inghiottiti dal nulla. Sbigottiti, gli uomini della Hesperus si interrogarono sull’unico dato certo: due completi per la pioggia scomparsi, uno presente: forse che due erano usciti per qualche motivo legato alla tempesta e il terzo, che era rimasto nel faro, era successivamente uscito ma senza coprirsi?

Allora decisero di leggere il diario di bordo del faro:

  • 12 dicembre: Thomas Marshall, primo assistente, scrisse di venti violenti, come mai se n’erano visti in vent’anni; quello stesso giorno, James Ducat, capo guardiano, restò molto calmo, mentre William McArthur, il secondo assistente, aveva pianto tutto il tempo della tempesta.
  • 13 dicembre: la tempesta imperversa ancora, i tre guardiani, spaventati, si sono messi a pregare. Questa è, se possibile, un elemento davvero strano: perchè tre marinai scozzesi, esperti, noti per il loro coraggio, abituati a tempeste, si mettono improvvisamente e piangere e pregare pur trovandosi al sicuro, in un edificio nuovo, posto al sicuro a oltre trenta metri dal mare? cos’era davvero successo a Eilean mor?
  • 14 dicembre: si lamentano problemi nell’accensione della luce del faro, che non risponde.
  • 15 dicembre: un’ultima sibillina espressione: Dio è al di sopra di tutto. E poi, il bianco, come le pagine seguenti. Il diario di bordo tace. Nessuna annotazione nei giorni seguenti. Il 15 dicembre è presumibilmente il giorno in cui i tre guardiani del faro sono scomparsi.

Però i misteri non sono finiti: tutte le osservazioni delle navi in transito e delle stazioni a terra confermavano che tra il 12 e il 15 dicembre il tempo si era mantenuto stabile nella regione, senza tempeste di alcun tipo. Come abbiamo visto, però, i guardiani del faro avevano scritto di venti violenti, come mai se n’erano visti in vent’anni.

Mistero dopo mistero, gli uomini della Hesperus lasciarono l’isola, fecero rapporto alle autorità che inviarono a Eileean Mor due investigatori, che scoprirono una gru, situata a strapiombo sulle rocce, che aveva le funi completamente aggrovigliate, e una cassa contenente pesanti attrezzi da lavoro che era stata scaraventata violentemente in un crepaccio. Da questi indizi, gli investigatori dedussero che un evento meteo improvviso avesse colto di sorpresa i guardiani, accorsi per mettere in sicurezza le apparecchiature, e che forse una tempesta, o ancor meglio un’onda anomala, avesse inghiottito i tre uomini.

Eilean mor, le scogliere. (Foto Sheila Russell su wikipedia)

Ipotizzarono anche che uno di loro fosse caduto in mare, e che gli altri due, nel tentativo di salvarlo, fossero annegati.

Ma nessuno seppe spiegare il motivo dell’assenza dei due equipaggiamenti e della presenza dell’altro. Così il caso rimase insoluto, e iniziarono a circolare le voci più fantasiose sull’accaduto: misteriosi mostri marini apparsi all’improvviso, attacchi di follia che avevano colto uno degli uomini, che avrebbe ucciso gli altri due prima di suicidarsi; buchi temporali che avrebbero inghiottito i tre; onde anomale… nessuno seppe mai con certezza cosa accadde a Eilean mor…i guardiani successivi parlarono poi dei fantasmi dei tre, visti arrampicarsi su per la scogliera dalle quale forse caddero. Un guardiano affermò di aver visto uno dei tre fermo davanti all’armadietto, cercando evidentemente di recuperare il suo equipaggiamento, per poi uscire a salvare i compagni…

Ben presto la storia, ritenuta senza soluzione, venne archiviata, fino a quando, nel 1947, Valentine Dyal riportò il resoconto di un giornalista scozzese, Ian Campbell, che aveva visitato il faro di Eilean Mor in un giorno di bel tempo: mare e vento erano calmi ma, approdando all’attracco situato a Ovest, un’onda anomala, gigantesca e violenta, si alzò dal nulla andando a spazzare completamente il molo; subito dopo, rapidamente come si era alzata, l’onda scomparve e il mare tornò calmo. Chiunque si fosse trovato alla portata di quell’onda sarebbe stato inghiottito dalle acque, senza scampo. Campbell indagò tra i pescatori e scoprì che quell’evento era piuttosto frequente a Eilean Mor… era stata l’onda anomala ad uccidere i tre sfortunati marinai? Al momento questa sembra l’ipotesi più plausibile.

 

PER APPROFONDIRE, ecco lo special fatto sul faro di Eilean mor e la sua storia da Nick del blog Nocturnia: http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2014/02/lo-strano-caso-di-eileann-mor-prima.html

Questo post è dedicato a una nuova amica del blog, Miriam

5 Comments on “Eilean mor, il mistero del faro”

  1. Damn!! Sure this post is one of the best you’ve ever written! I always follow you…though I struggle to understand what you write, – please write in english!! and translator not so good! but YOU are so good! Thing our friend Mathias – even if as a ghost – sure he is here with me and you every moment – would be proud of you …
    anyway dear Donata – or Ginger? -, I have a couple of stories about Boston that may interest you… please add me on FB or Skype and i tell u everything. Shane

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