Il tempo guarisce tutte le ferite…o quasi

By | 25 ottobre 2014

screenshot.75625 aprile 2014.

25 ottobre 2014.

6 mesi.

Già sei mesi sono passati da quando Mathias se n’è andato. E da allora, inutile negarlo, non è più lo stesso. Il blog non è più lo stesso (33 articoli scritti in sei mesi sono pochissimi, confrontati con quelli scritti prima del 25 aprile), e nonostante i tanti traguardi raggiunti, non è più la stessa cosa.

Non m’importa del milione di visite raggiunto… non mi importa delle 9000 visite giornaliere registrate… non mi importa praticamente più di nulla. Ho cercato di tener botta i primi due mesi, quando ho pubblicato con una certa regolarità…poi da agosto, due post al mese, e morta là.

Il fatto è che non è facile tener aperto un blog con questi ritmi (inesistenti). Il tempo per scrivere è pochissimo, inesistente praticamente… la voglia manca… le motivazioni idem…

e poi non è facile riuscire a vivere in un luogo, anche virtuale come un blog, in cui tutto, tutto ti ricorda una persona che non c’è più. Leggi i vecchi post e ci trovi i suoi commenti… fai una ricerca, e ci trovi i post che avevamo scritto assieme… rileggi il resoconto del nostro primo incontro… rileggi quanto lui ti aveva scritto per raccontarti di un palazzo infestato a Boston

e davvero non è più la stessa cosa. Troppi ricordi, e ricordi che fanno male. Ferite aperte che il tempo non chiude e non chiuderà.

 

Perchè anche se litighi con qualcuno, anche se lo maledici, resti pur sempre legata a questa persona…e le assenze, i silenzi, fanno più male di mille parole dette rabbiosamente. E se poi i silenzi sono causati da forze maggiori, controllati da una cosa che si chiama morte e dalla quale non c’è scampo, beh la sofferenza si moltiplica e schiaccia sotto un macigno dal quale non hai la forza di risollevarti.

Non voglio che anche Pensiero venga ricordato tra i blog che chiudono…ma confesso che la tentazione è forte, sebbene abbia da poco rinnovato il dominio e apportato delle modifiche…

il fatto è che non è facile, per nulla, proseguire qualcosa che porta in sè le tracce di qualcuno che c’era.,..e non c’è più…

 

fa male. e tanto!

 

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7 thoughts on “Il tempo guarisce tutte le ferite…o quasi

  1. Juan Segundo

    … lasciarlo andare… Alcune culture arcaiche dicono che i legami d’affetto, d’amicizia, creano delle “corde” tra noi e gli altri, ed è questoche ci tiene, appunto, ‘legati’. Più forti sono i legami più grosse sono le corde, che non si interrompono con la morte se non siamo noi a tagliarle. Penso che ciò che accade sia sempre per il meglio per ognuno di noi, nel senso che era quello che noi stessi avevamo programmato prima di venire in questa vita. Perciò continuare ad alimentare le corde che ci tengono legati ai defunti sia negativo per noi e soprattutto per loro, che non possono ricominciare a pensare al nuovo progetto di vita in un corpo e in una situazione diversi. Come è vitale per noi poter progettare un futuro in questa vita, così e ancor di più è importante per chi ha lasciato il corpo poter progettare il proprio futuro. Un abbraccio.

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  2. Ariano Geta

    Purtroppo l’assenza di una persona alla quale ci si sente legati pesa sempre.
    Penso che comunque questo blog possa rappresentare, per te, proprio il luogo virtuale in cui continuano a persistere i mesi in cui tu e la persona che ha scelto altre strade eravate ancora uniti.
    Viverlo non come una fonte perenne di ricordi che risvegliano malinconia, non come il simulacro di un passato morto, ma come qualcosa il cui quel passato è anxora vivo.
    Poi, capisco che all’atto pratico non è per niente facile.
    Take care 😉

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    1. Donata Ginevra Post author

      no non è facile proprio perchè senti che manca qualcosa…e non erano solo gli scherni e gli scherzi che ci si faceva…era proprio la sua presenza costante…è quella che più mi manca 🙁

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  3. MikiMoz

    Puoi dare a questa cosa una sorta di forza stessa per il blog. Potrebbe essere una chiave per ricordarlo, per averlo sempre vivo.

    Moz-

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  4. Nick Parisi

    Ciao Donata, io non ho consigli da darti e non posso nemmeno dirti che comprendo quello che stai passando, l’unica cosa che posso fare è il sostenerti.
    Se hai bisogno sai dove trovare me e Venusia.
    Ciao

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