La casa più infestata d’Italia

By | 8 giugno 2014

Due post in un giorno, direi che va più che bene!

Il fatto è che ho trovato su facebook una pagina in cui si parlava di una casa che viene considerata come la casa più infestata in Italia.

jeff kerwin

Si tratta di Villa De Vecchi, universalmente conosciuta come Casa Rossa a causa del colore che fu della sua facciata. La casa, che si trova a Bindo, frazione di Cortenova (Valsassina), fu costruita tra il 1854 e il 1857 dal conte Felice De Vecchi, nobiluomo che partecipò alle Cinque Giornate di Milano e fu uno dei protagonisti del Risorgimento italiano, e che desiderava una casa di villeggiatura immersa nei boschi della Valsassina.

Trovarla non è difficile: basta seguire la SP 62 e appena si supera la frazione di Cortenova, si entra nella frazione di Bindo, e la casa è lì sulla destra, che attende di essere visitata.

Poco più avanti c’è una galleria, costruita recentemente per riaprire la strada provinciale interrotta da una frana, la stessa che nel 2006 si fermò a pochi metri dalla casa, lasciandola intatta.

De Vecchi spese una cifra astronomica, al tempo, per quella casa con parco di oltre 130mila metri quadri, qualcosa come 44mila lire. La villa doveva avere tre piani, con l’ultimo interamente occupato da un osservatorio astronomico, che però non venne più realizzato anche perchè l’architetto che aveva ideato il progetto morì prima di vederlo compiuto.


screenshot.870Sulla casa circolano, come ovvio, diverse leggende: si parla di un duplice omicidio-suicidio perpetrato nelle sue stanze; si racconta anche di una bambina, figlia illegittima del conte morta misteriosamente e mai ritrovata; si parla del ritrovamento del cadavere di una donna orrendamente mutilato e sfigurato a seguito di un rito satanico, si parla della moglie e della figlia di De Vecchi trovate cadaveri, a seguito del qual fatto Felice De Vecchi impazzì e morì suicida, e si arriva a parlare del suono di un pianoforte che si sentirebbe riecheggiare tra le mura della dimora.

Si racconta anche di un soggiorno del “mago dell’occulto” Aleister Crowley, che pare abbia passato qualche notte tra quelle stanze. Il soprannome “casa rossa” infatti sembrerebbe essere dovuto non alla pietra di arenaria che la costituisce, ma ai tanti spargimenti di sangue che la villa ha visto, nel corso dei tanti riti satanici di Crowley, a seguito dei quali la villa diventò meta di pellegrinaggi di satanisti. Si racconta anche che la fontana che sorge nel giardino spillasse sangue…

Insomma le storie su questa villa certo non mancano, ma ancora una volta, spiacente di deludervi, non c’è nulla di vero.

screenshot.872Sì, è vero che Crowley vi abbia soggiornato e che abbia eseguito dei riti al suo interno, ma non risulta dalle cronache che sia mai morto qualcuno, là dentro. Si sa anche che la porzione di parco antistante la villa sia interessato da strani fenomeni di elettromagnetismo, e che proprio per questa ragione siano stati fotografati moltissimi orbs.

Se cercate su Google notizie su questa casa, ecco che vi compare un sito, un blog anzi, che riporta la notizia, presa dal quotidiano Il giorno, secondo cui “Il sito inglese urbanghostsmedia.com ha stilato una lista “20 Haunting Abandoned Mansions of the World” (le venti case abbandonate infestate da fantasmi nel mondo) e la villa lombarda è l’unica italiana a farne parte”.  Innanzitutto, la pagina del sito inglese la inserisce tra le “20 Spectacular Abandoned Mansions of the World” (20 spettacolari case abbandonate al mondo), non tra le più infestate, e poi, come già detto, non è affatto infestata, perchè i fatti di sangue che le vengono associati in realtà non si sono mai verificati. La villa in sè è decisamente bella, come potete vedere nella gallery d’immagini In pratica, è quanto è avvenuto per Palazzino Fraccaroli, altra bellissima dimora veneta con la nomea di essere infestata (e abbiamo visto che non lo è), che per struttura ricorda moltissimo Villa De Vecchi, o ancora la piemontese Villa Melano, o anche Villa Pastore, o anche Villa Samantha… Insomma tanto rumore per nulla…

Attualmente la casa è disabitata, e sebbene sia di proprietà delle Officine Melesi e Gnocchi di Cortenova, al momento nessuno ha in mente di ristrutturarla e riutilizzarla. Paura dei fantasmi? No, c’è semplicemente un rischio idrogeologico medio-alto sulla parete della montagna vicina alla struttura, che renderebbe vano, e inutile, ogni tentativo di restauro.

lacadelleanimeMa qual è la vera casa più infestata d’Italia?

Qualcuno potrebbe pensare a Ca’ Dario, il palazzo maledetto, che pur essendo il palazzo che conta più morti al suo interno, non è affatto infestato, ma semplicemente (se semplicemente si può dire), il più maledetto al mondo.

Però c’è, dalle parti di Genova, una casa che è effettivamente infestata. Il suo nome è Ca’ delle Anime, e si trova a Voltri. 

Su questa casa è stato persino scritto un libro: Carlo Dall’Orto: Voltri, antologia di fatti e personaggi, 1962, scuola tipografica opera SS Vergine di Pompei, Genova.

Circa due secoli fa, sull’antica strada del Giovo, detta anche delle Capanne o Cannellona, importante arteria commerciale per la Lombardia e il Piemonte, si trovava, a poco più di un chilometro di distanza da Voltri, un albergo. La sua posizione molto favorevole lo fece ben presto diventare punto d’incontro di pellegrini, mercanti, uomini d’affari e artigiani che ogni giorno percorrevano la strada; l’albergo, unico posto di ristoro che si potesse incontrare per chilometri, era perciò molto frequentato. Si narra che però chi entrava in quell’albergo difficilmente vi usciva soprattutto se molto ricco: i tenutari dell’albergo, che in realtà erano briganti senza scrupoli, riservavano ai clienti, specialmente a quelli più ricchi, un trattamento di tutto rispetto. L’albergatore, con la scusa di dar loro una sistemazione tranquilla che riconciliasse il sonno e ritemprasse lo spirito, li conduceva in una delle stanze situate in uno dei più tranquilli angoli della casa. Ma questa stanza era molto, molto particolare: il soffitto mobile di questa stanza, calandosi nel cuore della notte sull’ospite addormentato, ne provocava la morte. 

Nessuno ovviamente sentiva nulla, e i gestori potevano così impossessarsi del denaro dell’ignaro cliente.

“La lentezza delle comunicazioni, il brigantaggio delle strade, i cento e cento pericoli di un lungo viaggio favorivano l’impunità degli assassini, anche quando all’autorità veniva denunciata la scomparsa dei poveri viandanti, i cui corpi, sepolti nottetempo nel folto dei boschi circostanti, nessuno più trovava” (op. cit., pag. 51).

In realtà pare che, forse a seguito di una confessione di uno dei briganti pentiti, gli assassini siano stati arrestati e da allora nessun omicidio avvenne più tra quelle mura. Tuttavia, Dall’Orto nel suo libro racconta che nel 1955 alcuni contadini ritrovarono, a circa 500 metri da Ca’ delle anime, un sacco di iuta, che conteneva alcune ossa di un individuo di sesso maschile, che risalivano alla fine dell’Ottocento…dunque proprio nel periodo in cui la Ca’ delle anime era attiva come locanda…E questo testimonierebbe forse ancor più la veridicità di quanto si racconta su questa casa. E c’è dell’altro.

Attualmente infatti la casa è abitata, e la famiglia che ancora ci vive ogni giorno fa i conti con strani, inspiegabili fenomeni…tipici fenomeni di poltergeist, come li definiscono gli esperti che se ne sono occupati…e per di più la Rai aveva girato un video all’interno di quella casa, e in un frame finale si intravede qualcosa di simile a un fantasma di donna… cosa c’entra una donna fantasma con questa casa?

Si racconta che, durante la seconda guerra mondiale, una famiglia di sfollati, padre madre e due bambine, che pur conosceva la storia, fu costretta ad abitarla. Ma durante la notte avvenivano strani e spaventosi fenomeni:  bicchieri che tintinnavano e il mattino dopo venivano ritrovati rotti, folate improvvise di vento, strani rumori, e ancora suppliche e gemiti che riecheggiavano fra le stanze della vecchia locanda. La famigliola tentò stoicamente di resistere, finchè una notte una strana fanciulla vestita di bianco bussò alla porta. La ragazza iniziò a chiedere notizie del suo fidanzato non più tornato a casa dalla guerra, e i quattro la invitarono a entrare in casa, iniziando a pensare come poterla aiutare… fino a quando non si resero conto che la fanciulla, che emanava un dolcissimo profumo di rosa, non iniziò a parlare di contesse, gioielli antichi, locande, quasi fosse… di un altro mondo. Così la famigliola abbandonò in fretta e in furia la casa e mai più nessuno trascorse una sola notte fra quelle mura. Ancora oggi si narra che di notte può capitare di incontrare una strana fanciulla vestita di bianco, che ferma i passanti e chiede notizie del suo fidanzato…e nell’aria di spande un dolcissimo profumo di rosa…

 

 

alcune fonti: http://alchimilla.me/2014/02/02/la-casa-rossa/

http://alessandrogirola.me/2012/10/25/i-fantasmi-della-casa-rossa/

http://www.voltriweb.it/voltri/curiosa3.htm

 

9 thoughts on “La casa più infestata d’Italia

  1. Robur

    Mah!Che le vendano a prezzo stracciato queste abitazioni!Ci sono persone oneste e pacifiche,che partono per le vacanze oppure si spostano per lavoro,le quali,al ritorno,si accorgono che il vicino ha spostato la propria parete confinante,allargandosi a spese loro.
    Preoccupanti anche i racconti di coloro i quali vivono in appartamenti ma vengono infastiditi a bella posta da chi abita a fianco,o sopra.
    Questi sfortunati sono costretti a lasciare la propria abitazione,e spesso sono invalidi costretti ad abitare in luoghi,in quartieri poco raccomandabili.
    Quindi non so quanto uno spettro possa mettere loro paura,purchè non rompa le scatole di notte o non faccia scherzi poco piacevoli.
    Però lo spettro di cui nel racconto avrebbe dovuto intenerire la famiglia che alloggiava nell’ ex locanda: in fondo erano quattro persone,no?
    Avendo visto la medesima cosa,si sarebbero potuti tranquillizzare a vicenda,in fondo!Comunque secondo me si trattava di una persona ben viva,ma fuori come un camper.

    C

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  2. duvalier

    Io sono stato a villa de vecchi e posso affermare che qualcosa di strano c’è veramente… E sono anche riuscito a fotografarlo

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  3. Pingback: Case infestate e non solo... - pensierospensierato

  4. Nick Parisi

    grande post anche questo, ti ripeto una cosa che già ti ho detto: raccogli i tuoi post in eBook, perché meriterebbero davvero di essere diffusi.

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    1. Donata Ginevra Post author

      Grazie mille zio nick, ci sto pensando seriamente…ma con qualcosa d’inedito però…per la serie, 365 case infestate…solo che diventerei pazza! .D

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      1. Paolo

        Ginevra,io ci sono stato anni fa nella casa di Bindo,notte fonda,visitata totalmente e,scoprii di non essere solo tra le antiche mura…..ciao

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  5. MikiMoz

    Il profumo di rosa a me fa schifo, mi fa pensare ai santi XD

    Comunque, sempre molto interessanti i tuoi post.
    Anche da me c’è un palazzo che si dice sia infestato… ma ovviamente prove non ce ne sono.

    Moz-

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