Aokigahara, la foresta più infestata al mondo

By | 21 giugno 2014
aokigahara

Aokigahara (wikipedia)

Ho pensato e ripensato a cosa scrivere per festeggiare degnamente il traguardo del milione di visualizzazioni raggiunto dal blog, e non ho trovato nulla di meglio da fare che parlare di uno dei miei primati di fantasmi.

Il post che vi propongo, per la verità, risale a qualche mese fa: l’avevo scritto e poi abbandonato, ma credo sia giunto il momento giusto per rispolverarlo e darlo in pasto alla blogosfera.

Qualche giorno fa riflettevo sul suicidio. Non che voglia togliermi la vita, ci mancherebbe, ma pensavo: qual è il luogo preferito dalla gente per suicidarsi? Ne ho trovati molti, ponti, viadotti, linee ferroviarie, ma ce n’è uno che mi colpita moltissimo.

Si tratta di una foresta, situata alla base del Monte Fuji, che i giapponesi chiamano anche Jukai, che significa “mare di alberi”.

Avevo già parlato di un luogo infestato “naturale”, Manchac swamp, la palude più infestata al mondo, ma Aokigahara, questo è il nome della foresta, ha visto 500 suicidi accertati verificatisi a partire dal 1950. Perchè questa foresta, chiamata anche “il posto perfetto per morire”,è il secondo luogo più popolare al mondo per il suicidio (il Golden Gate Bridge è il primo).

ATTENZIONE, IMMAGINI FORTI!

Questa foresta attrae moltissimi visitatori, ogni anno. Molti si addentrano proprio per porre fine alla loro vita, spinti soprattutto da problemi economici o familiari, o per delusioni amorose. Altri invece, per provare uno “spirito d’ebbrezza”, entrano alla ricerca dei cadaveri di coloro che si sono tolti la vita. E ci sono due tipologie di morti, ad Aokigahara, perchè due soli sono i  metodi usati da questi poveretti che compiono l’estremo gesto, così come trapela dalle numerose “guide per il suicidio” che spesso si trovano ai piedi dei cadaveri: o muoiono per overdose di farmaci, come dichiarano le tantissime scatole di antidepressivi e le bottiglie di liquore, rigorosamente vuote, che si trovano nella foresta e con cui i suicidi preparano i loro “cocktail de riposo senza fine”, oppure muoiono per impiccagione, e difatti sono moltissimi i cappi ancora penzolanti dagli alberi della foresta….e, purtroppo, i tanti cadaveri che vi si trovano ancora appesi.

All’interno della foresta è facile imbattersi in lunghi fili colorati, strisce e fettucce di plastica che si addentrano tra la vegetazione. Sono stati posti lì dagli aspiranti suicidi, ma non pensate che si tratti di un “filo di Arianna” attraverso cui i poveretti, ripensando al gesto estremo che stanno per compiere, possano guadagnare l’uscita dalla foresta. Si tratta piuttosto di un segnale per coloro i quali hanno il compito (guardaboschi, sentinelle, poliziotti e volontari) di entrare ogni giorno nella foresta per rimuovere i cadaveri di chi si è suicidato. Talvolta infatti accade che, seguendo questi fili, ci si imbatta in un cadavere, ma fortunatamente si può incontrare qualcuno che, in preda al rimorso o più semplicemente alla paura, è ancora lì che pensa se sia o meno il caso di porre fine alla propria esistenza.

Nella foresta poi si incontrano, oltre ai resti dei bivacchi dei suicidi, anche dei cartelli, nei quali sono spiegate le ragioni del gesto estremo, e degli oggetti di uso quotidiano, lasciati lì da coloro che hanno deciso di uccidersi.

Le autorità conoscono molto bene il problema di Aokigahara, che purtroppo è stata mitizzata dalla letteratura giapponese come un luogo sacro per le persone a terminano la loro vita: nel 1960 lo scrittore giapponese Seicho Matsumoto ha pubblicato il romanzo Kuroi Kaiju (Mar Nero di alberi) che descrive l’amore difficile di due giovani, che alla fine della loro travagliata storia decidono di suicidarsi nella foresta; come se non bastasse, il controverso bestseller The complete manual of suicide di Wataru Tsurumui (1993), libro che descrive le varie modalità di suicidio, raccomanda Aokigahara come posto perfetto per morire. E come se non bastasse, nel 2004 è uscito “Jyukai – Il Mare di Alberi dietro al Monte Fuji“, film diretto da Takimoto Tomoyuki, che racconta la storia di quattro persone decise a suicidarsi all’interno di Aokigahara.

Ma vi sono anche dei retroscena per così dire…paranormali. Quale sarebbe infatti la ragione vera che spinge le persone ad addentrarsi in questa foresta? certo non il suicidio. Esse entrano qui dentro per restare soli, per cercare tranquillità, pace interiore, ma non appena si addentrano nella foresta ecco che appaiono degli spiriti. Non pensate infatti che il luogo sia privo di fantasmi, non a caso è la foresta più infestata al mondo, e questi fantasmi non sono solo gli spiriti dei poveretti che vi si sono suicidati, ma sarebbero dei fantasmi “storici”.

aokigaharaNarrano le leggende di Aokigahara che in tempi antichi, durante i periodi di carestia, in molte famiglie le persone più anziane o malate avessero scelto volontariamente di addentrarsi nella foresta e morire di stenti, per non dover pesare sul bilancio familiare. Così i poveri suicidi, morti però per nobili ragioni, sarebbero diventate quelle “ombre misteriose” che vengono chiamati Yurei, che abitano gli alberi e piangono e si lamentano, spingendo alla pazzia chiunque si addentri troppo nella foresta… e dopo della pazzia, ecco giungere il suicidio, perchè gli umani, trovandosi di fronte questi spiriti macilenti, quasi per solidarietà nei loro confronti, si immedesimano a tal punto in loro da desiderare la morte più di ogni altra cosa. Non dimentichiamo poi che Aokigahara sorge ai piedi del monte Fuji, monte sacro nell’immaginario nipponico, e c’è anche chi sostiene che morire in questa foresta dia la possibilità di entrare immediatamente in contatto con le divinità, assicurandosi così l’ingresso diretto nell’Aldilà.

Ciononostante, Aokigahara non è affatto una soluzione per parlare con gli spiriti: dal 1970 infatti i suicidi erano diventati così numerosi che il governo giapponese iniziò a fare perlustrazioni annuali della foresta per cercare e rimuovere i corpi dei suicidi, al fine di non compromettere ancor più il buon nome di questa che resta sempre e comunque una località a vocazione turistica.

Ma aver posizionato all’ingresso della foresta cartelli come questo, nel quale si legge “la tua vita è un dono prezioso che ti è stato fatto dai tuoi genitori, ripensa a ciò che stai per fare Si prega di pensare ai tuoi genitori, fratelli e figli. Non tenerlo per te. Parla dei tuoi problemi. Contatta la polizia o le associazioni di prevenzione per i suicidi prima di suicidarti“, non è servito: nel 2002, 78 corpi sono stati trovati all’interno della foresta, superando il precedente record di 74 nel 1998.

Nel 2003, il tasso era salito a 100. Ogni anno, circa 100 corpi, spesso in avanzato stato di decomposizione o parzialmente divorati dagli animali della foresta vengono rinvenuti… E così negli ultimi anni il governo locale ha smesso di pubblicizzare i numeri, nel tentativo di minimizzare l’associazione di Aokigahara con il suicidio, ma non è bastato: nel 2004, 108 persone si sono uccise nella foresta e nel 2010, 247 persone hanno tentato il suicidio, a 54 delle quali è riuscito.

Decisamente un luogo che merita a pieno titolo di rientrare tra i miei “primati”.

 

 

Immagini tratte da youtube

 

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6 thoughts on “Aokigahara, la foresta più infestata al mondo

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  2. Angie

    Era descritto su un video che avevo postato, è un luogo davvero inquietante, forse vi è davvero qualcosa che spinge chi si inoltra …a suicidarsi, non è l’unico purtroppo, il tuo articolo è molto esaustivo come sempre cara Donata.
    Un grande abbraccio

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  3. Nick Parisi

    Mi dispiace che avevi dovuto inserire il captcha, comunque questa storia della foresta dei suicidi è tragica in tutti i sensi: sia per la presenza soprannaturale sia per quei poveracci che si sono suicidati.

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  4. MikiMoz

    Oddio, è inquietante il fatto che ci siano tutti i cappi…
    Ma in sostanza se ci pensi potrebbe essere assimilabile a uno dei ponti tristemente famosi per i suicidi.

    P.s. hai inserito il captcha??Oo

    Moz-

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    1. Donata Ginevra Post author

      sì, i cappi ci sono tutti purtroppo, perchè ogni volta che trovano un cadavere, tagliano il cappio e lo lasciano lì.
      Ho inserito il captcha per cercare di arginare lo spam nei commenti, ma purtroppo vedo che non serve a nulla, arrivano comunque, devo trovare il modo di fermarli!
      Cmq ora lo tolgo 🙂

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