Sochi 2014: la maledizione della torcia olimpica

Potrebbe essere il frutto di varie casualità sommate assieme…ma francamente, quando le casualità cominciano ad assommarsi, divenendo decisamente troppe, qualche domanda sorge legittima: a Sochi c’è forse una maledizione?

Le Olimpiadi invernali di Sochi 2014, infatti, le più costose della storia, sembrano essere partite nel peggiore dei modi, e non è certo un modo di dire. Non parliamo del medagliere, che i padroni di casa volevano dominare ma che invece vede in testa altre nazioni, almeno per quanto riguarda il metallo più prezioso.

Non parliamo nemmeno della disastrosa accoglienza riservata agli atleti, che hanno trovato i loro alberghi praticamente incompleti, con porte e infissi ancora da collocare, materassi incellophanati, bucce d’arancia e bottiglie mezze vuote nelle stanze d’albergo…evidentemente frutto della fretta di consegnare il tutto (anche se in ritardo), cercando di rispettare i tempi di consegna. Ma qualcosa evidentemente è andato storto.

E qualcosa sta andando storto anche  nelle Olimpiadi vere e proprie.

Partiamo dall’inizio.

screenshot.748Già la cerimonia di apertura dei giochi olimpici è stata guastata da un singolare incidente: il disegno dei cinque cerchi, simbolo delle Olimpiadi, realizzato con uno splendido gioco pirotecnico che riproduceva dei fiocchi di neve che s’aprivano formando, appunto, i cinque cerchi simbolo dei cinque continenti, non ha funzionato, e uno dei cerchi non si è aperto.

Le televisionni di tutto il mondo hanno visto l’errore…tranne gli spettatori russi, che hanno invece visto aprirsi correttamente tutti e cinque i cerchi, grazie al provvidenziale intervento della televisione di Stato che ha “sostituito” l’immagine incompleta con un frame preso dalla prova generale della cerimonia. Taroccamento d’immagine? decisamente sì, ma fatta a fin di bene: i producer della tv russa infatti hanno giustificato la scelta di tagliare la diretta taroccandola perchè era necessario “preservare la simbologia olimpica”. Evidentemente però questo è valido solo per la Russia, che alle “sue” Olimpiadi teneva davvero tanto.

220px-Olympic_flag.svgQualcuno ha visto in questo singolare incidente una cosa voluta. Se consideriamo infatti la simbologia della bandiera olimpica, sappiamo bene cosa rappresentano i cinque cerchi: nero per Africa, verde per l’Oceania, rosso per l’America, azzurro per l’Europa, giallo per l’Asia. Il cerchio che non sarebbe apparso sarebbe stato quello rosso, simboleggiante l’America, e credo sia superfluo sottolineare il forte antagonismo insito tra le due potenze mondiali…

Non per nulla, Obama aveva criticato aspramente l’esorbitante costo delle Olimpiadi russe, e prima della partenza di Sochi 2014 c’era stata la ben nota polemica contro i gay…e i matrimoni gay sappiamo che sono molto ben tollerati in America, diversamente da quanto avviene in Russia….salvo poi “salvare le apparenze” facendo sfilare il plotone russo sulle note di una canzone delle Tatu, noto duo di lesbiche che spopola in Russia… quasi a voler dire agli americani: “noi i gay non li vogliamo, contrariamente a voi che li tollerate e li fate pure sposare, salviamo le apparenze mettendo la musica delle tatu ma vi spegniamo il cerchio perchè non condividiamo il vostro modo di pensare”. Ma forse sono solo supposizioni…

Sempre durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi era poi circolata la voce di un dirottamento aereo a opera di un passeggero ucraino, poi rivelatosi ubriaco e senza nessuna intenzione bellicosa. E del resto, quelle di Sochi sono state ribattezzate come le “Olimpiadi più sicure della storia”, con circa 100mila poliziotti, agenti della sicurezza e soldati dell’esercito, anche se i recenti attacchi kamikaze avvenuti nel Paese e le continue minacce (anche all’Italia) hanno sollevato timori fra atleti, spettatori e leader di tutto il mondo.

Ci sono stati poi i numerosissimi incidenti, anche gravi, occorsi agli atleti.

IL SALTO NEL VUOTO

Heidi Kloser, statunitense, campionessa di freestyle specialità gobbe, ha visto concludersi la sua avventura olimpica ancor prima della partenza: dopo la caduta in allenamento il 7 febbraio ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, una frattura al femore e una contusione alla tibia.

Gravissimo invece l’incidente occorso alla stella della Russia Marija Komissarova. Durante le prove cronometrate dello skicross si è schiantata sul tracciato, sbattendo pesantemente la schiena e rompendosi la colonna vertebrale. Ora rischia seriamente la paralisi a vita.

La canadese Yuki Tsubota, nel corso della finale della gara di slopestyle, ha effettuato una manovra errata, che l’ha portata a fare sì un salto spettacolare, conclusosi però con una rovinosa caduta che l’ha lasciata a lungo immobile sulla pista. Un po’ come quello che è accaduto alla finlandese Merika Enne, in ospedale colpita da trauma cranico dopo una caduta all’ultimo salto.

Terribile invece il volo della favorita Sarka Pancochova, 23enne ceca, che ha sbattuto la testa rompendosi addirittura il casco.

Persino la star statunitense Shaun White dopo una caduta ha riportato una dolorosa botta a un polso, e non è più sul tetto del mondo.

Ancora peggio è andata al norvegese Torstein Horgmo, favorito per l’oro nello slopestyle, che ha riportato la frattura della clavicola mentre provava la pista olimpica.

NESSUNO AL CANCELLETTO DI PARTENZA

Molte vittime illustri poi anche nello sci, discesa o acrobatico che sia: Lais Souza, brasiliana, aveva partecipato due volte ai Giochi Olimpici estivi nella ginnastica artistica, ad Atene 2006 e Pechino 2008, ed era stata la prima atleta verdeoro a qualificarsi per i Giochi nella disciplina dello sci freestyle…ma non parteciperà, perchè ricoverata in terapia intensiva nell’ospedale universitario dello Utah e rischia la paralisi, dopo aver subito uno strano incidente durante un allenamento in vista di Sochi che le ha procurato un grave trauma alla colonna vertebrale.

Nemmeno lo sciatore tedesco Felix Neureuther parteciperà ai Giochi: ha avuto un incidente stradale lungo la strada per l’aeroporto di Monaco, perdendo aderenza sull’asfalto ghiacciato e schiantandosi contro il guardrail. Neureuther, colpito da un colpo di frusta, ha perso il suo volo per Sochi, e non disputerà lo slalom ed il gigante ai Giochi Invernali.

RAMPA DI LANCIO….VERSO IL NULLA

Non solo lo sci, ma anche il trampolino ha mietuto le sue vittime: durante gli allenamenti serali sul trampolino del salto con gli sci, sia il campione olimpico in carica, il polacco Kamil Stoch, che il beniamino di casa, il russo Mikhail Maksimochkin, si sono fatti male mentre atterravano dal salto durante le prove. Molto serio è apparso l’incidente per il saltatore russo, che è stato immobilizzato con un collare e un busto prima di essere trasferito in ospedale.

IL RITIRO DELLO ZAR

screenshot.746Ma la notizia che ha gettato nello sconforto la Russia intera, e non solo, è stato il ritiro dello Zar, Evgeny Plushenko. Entrato nell’arena di ghiaccio dell'”Iceberg Skating Palace”, il campione olimpico di Torino 2006 si è ritirato senza nemmeno cominciare il programma corto, per un problema fisico avvertito durante il riscaldamento, quando aveva  provato un triplo Axel, suo cavallo di battaglia, ed era atterrato male, facendosi male a una schiena già dolorante ancor prima di partecipare a Sochi, quando aveva subito un’operazione chirurgica alla schiena nel gennaio del 2013.
Ed è piovuto sul bagnato, perchè dopo questo forfait Plushenko ha annunciato addirittura il ritiro dalle competizioni ufficiali.
Plushenko era l’unico rappresentante dei padroni di casa nella gara del pattinaggio di figura maschile, poi vinta dal giapponese Yuzuru Haynu…con cui Plushenko avrebbe potuto benissimo competere, e vincere forse, visto che l’esibizione del nipponico non è stata affatto “pulitissima”, con una caduta e qualche errore nei passaggi… Plushenko, che ha contribuito al successo russo nella gara di pattinaggio a squadre durante l’Olimpiade di Sochi, in carriera aveva già vinto due medaglie d’oro ai Giochi (la prima a Torino 2006) e due argenti a Salt Lake City nel 2002 e a Vancouver nel 2010…questa per lui avrebbe dovuto essere la SUA Olimpiade, per chiudere sul tetto dle mondo davanti al suo pubblico…e invece così non è stato.

Insomma, una vera e propria maledizione….imputabile a chi, o a cosa?

Sochi 2014 - torcia olimpicaMolti hanno parlato della maledizione della Torcia Olimpica…e forse ci hanno visto giusto, visto che fin dalla sua prima apparizione, la torcia in alluminio e alimentata a gas, concepita e prodotta da una fabbrica che realizza anche missili, ha mietuto diverse vittime. Del resto, allo stesso Putin la Torcia non è mai veramente piaciuta, quando alla sua prima apparizione aveva sentenziato: «sembra un kalashnikov».

La Torcia ha marciato per 65mila km, in quella che è stata sicuramente la staffetta più lunga (e costosa) della storia olimpica. La Torcia ha toccato tappe inimmaginabili, dal Polo Nord, alle profondità del lago Baikal, il più profondo del mondo, per giungere poi perfino sullo spazio, nella stazione spaziale internazionale Iss, (dove la torcia, spenta, sembrava non voler rientrare nella navicella).

screenshot.745Ma i guai non erano che all’inizio: il 6 ottobre, quando è arrivata in piazza Rossa sotto gli occhi di Putin, si è spenta mentre entrava al Cremlino e un agente ha dovuto estrarre il suo accendino per riaccenderla sotto gli occhi delle telecamere. Una scena surreale, eppure quello è stato solo l’inizio: la fiamma si è spenta infatti almeno altre 44 volte, suscitando ironie, domande e sospetti. Il 15 ottobre 2013, nel suo viaggio in Russia, si è addirittura spenta tra le mani di Died Moroz, il Babbo Natale russo, e poi anche , qualche giorno più tardi, mentre l’accoglieva il ministro della cultura Vladimir Medinski a San Pietroburgo.

La Torcia poi ha rischiato di trasformare in torcia (umana) un membro della squadra russa di bob: a fine novembre l’atleta Piotr Makarciuk ha visto prendere fuoco la sua uniforme durante la staffetta ad Abakan, in Siberia, mentre a Iekaterinburg si è infiammato il colbacco di un suo collega. E come se non bastasse, la Torcia è persino esplosa nelle mani di una giovane tedofora, che se l’è cavata con ferite leggere.

E c’è stata pure una vittima: il tedoforo Vadim Gorbenko, 73 anni, allenatore russo di lotta greco-romana, è infatti morto d’infarto dopo aver portato la fiamma per 150 metri nella sua città natale, a Kurgan, Siberia occidentale. Gorbenko, dopo il giro con la fiaccola è tornato al punto di partenza e si è fatto fotografare, ma improvvisamente si è sentito male. Portato all’ospedale, non ce l’ha fatta.

Un po’ troppe coincidenze, in questa Sochi 2014…o no?

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