Manchac Swamp, la palude più infestata al mondo

By | 18 dicembre 2013

Se vi dico “palude”, a cosa pensate? Zanzare, sabbie mobili, alligatori, liane, mostri marini…ecco no, forse i mostri marini no, però se mai doveste visitare Manchac Swamp, la palude maledetta della Louisiana, potreste imbattervi in qualche creatura proveniente dall’Aldilà. Perchè questa palude ha ben due primati: è attraversata dal secondo ponte più lungo del mondo, ed è la palude più infestata al mondo.

Qualche tempo fa, avevo parlato della storia del Fontanasso dea Coa Longa, un fontanazzo che si trova in provincia di Padova e che sembrerebbe nasconda due fantasmi, quello della nobildonna Maria Vittoria, figlia di Elena e Giorgio Cornaro, signori di villa Cornaro a Piombino Dese, e del cane Gilda.

Oggi però parliamo di questa palude americana. La sovrasta, come detto, il secondo ponte più lungo al mondo, 36,71 km di cavalcavia in cemento, secondo solo al Lake Pontchartrain Causeway che, completato nel 1956, con i suoi 38,42 km è attualmente il ponte più lungo del mondo. Il ponte di Manchac Swamp è stato costruito sulla palude Manchac nel 1979, al posto di un preesistente ponte crollato nel 1976.

Ma le molte persone che ogni giorno l’attraversano forse non conoscono che la palude sotto di esso nasconde due segreti…

screenshot.634La leggenda narra infatti che le acque della palude nascondano un essere leggendario, quasi mitologico, che prende il nome di Rougarou. Sarebbe la versione Cajun di un lupo mannaro, o ancor meglio di un vampiro, e difatti sarebbe possibile osservare questa creatura sporgere dalle acque, pronta a ghermire qualsiasi incauto visitatore che abbia la sfortuna di attraversare la palude a bordo delle airboat, la barche con lo scafo piatto con cui si attraversano questi spazi di acqua di bassa profondità.

In realtà, il Rougarou altro non sarebbe che un alligatore, indubbiamente gigantesco, che vive in queste acque da decenni, e che è stato avvistato più e più volte, ma sembra non aver mai ucciso nessuno, almeno finora.

screenshot.633Molta gente però si tiene alla larga dalla palude maledetta perchè teme, più dell’alligatore, di incontrare Julie, una principessa vudù che viveva tranquilla in mezzo alla palude su una casa impiantata sulle palafitte e che qui è morta, anche se il suo fantasma infesta ancora la palude.

Bisogna infatti sapere che, almeno fino al 1915, quando ancora non esisteva il ponte, alcuni uomini avevano edificato tre villaggi nel territorio paludoso, e uno di questi villaggi era controllato da Julie, donna astuta e abile con le arti magiche…tuttavia, il territorio della palude, seppur inospitale, faceva gola a molti, e tanti imprenditori tentarono in tutti i modi di convincere Julie ad abbandonare le sue terre con la sua popolazione, cosa che Julie fino al’ultimo si rifiutò di fare.

Nel novembre 1915, Julie, gravemente malata di malaria, vista l’insalubrità del luogo, sedeva sulla veranda della sua casa strimpellando e canticchiando un motivetto, che faceva più o meno così:

“Un giorno morirò, ma tornerò e porterò tutti voi con me”.

Poi Julie morì, e nel giorno del suo funerale un terribile uragano spazzò tutta l’area, spazzando via i tre villaggi e la gente che vi viveva. Spariti, senza lasciare traccia.

Manchac

Si racconta però che Julie e gli abitanti del villaggio in realtà non siano mai andati via da quell’inospitale palude, e continuino ad abitarla, sotto forma di fantasmi, o meglio ancora di alligatori, e in effetti il famoso alligatore gigante, di cui ho parlato poco fa, chi l’ha visto lo descrive come immenso e con gli occhi freddi e astuti, e porterebbe incastrato sulla fronte un grosso rubino, lo stesso che portava Julie al collo…

leggenda o superstizione?

Difficile risalire all’identità di Julie, se realmente è esistita una persona con questo nome, ma sul fatto che un uragano rase al suolo i villaggi della palude nel 1915 lo testimoniano, tra le altre cose, le cronache dei giornali dell’epoca, oltre che le testimonianze dei sopravvissuti all’uragano, che uccise più di 50 abitanti nella zona e causò, nel territorio della Louisiana, quasi 300 morti.

screenshot.631Così la palude fu abbandonata, sebbene almeno di recente siano iniziati i lavori di costruzione di alcuni lussuosi resort e villaggi tursitici per ricchi e annoiati occidentali, e divenne un cimitero, con molte lapidi disseminate tra le piante, a segnare il punto in cui riposano gli sfortunati abitanti di Manchac spazzati via dall’uragano.

E queste stesse lapidi ancora oggi occhieggiano, nascoste dalla fitta vegetazione, mentre i fantasmi di chi viveva a Manchac Swamp ancora si aggirano per la palude, rendendo, non a caso, Manchac la palude più infestata al mondo.

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