Carpe diem, il giorno delle carpe

By | 28 dicembre 2013
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orologio di Piazza dei Signori
Padova

…perchè chi dorme non piglia pesci, verrebbe da aggiungere come sottotitolo, col rischio magari di scatenare le ire funeste di chi conosce il latino e sa bene che “carpe diem” significa “cogli l’attimo”, ed è una delle Odi del poeta latino Orazio più nota in assoluto.

Però davvero il pesce c’entra in questa cosa, perchè, per collegamento d’idee, ai pesci ci si arriva comunque: carpe diem>cogli l’attimo>chi dorme non piglia pesci>si pesca normalmente durante la notte o al mattino presto>le ore del mattino hanno l’oro in bocca.

Sì insomma, qualche ragionamento un po’ complicato per arrivare però al succo del discorso, per questo post “da pensatoio” mi verrebbe da dire: qual è l’ora esatta per scrivere un post?

Molti lo fanno la mattina presto, altri a metà pomeriggio, altri ancora la sera, ma c’è un orario preciso in cui bloggare?

In realtà la risposta non è nè sì nè no, poichè dipende tutto dalle statistiche.

Abbiamo questo fantastico strumento sono le statistiche del blog, che ci indicano in quale fascia oraria i visitatori arrivano a leggerci, per cui sarebbe ovvio postare proprio quando il picco delle visite raggiunge il suo massimo, e gli esperti di SEO consigliano proprio questo…

Tuttavia questo non sempre è possibile, per ovvi motivi, e allora spesso si ricorre alla pubblicazione automatica dei post, che vengono scritti prima e poi messi lì, in scaletta, pronti per essere pubblicati in automatico, un po’ come avviene sempre più spesso anche con gli status di twitter o di facebook o di google+

Sapete ovviamente che ci sono vari strumenti (Hootsuite è uno dei più noti) per impostare la pubblicazione automatica degli aggiornamenti di status, uno ne mette in coda una decina e poi li fa pubblicare un po’ alla volta….però questo modus operandi a me personalmente non piace, perchè è fin troppo automatizzato, e già la nostra vita tra scadenze varie si sta automatizzando sempre più, e poi perchè ci riduciamo a essere vere e proprie macchine, con la vita preimpostata e lasciata lì alla mercè di robot…quando non siamo noi stessi diventati robot.

Però per chi ha un blog o comunque un sito, postare ogni giorno o comunque a cadenze regolari è diventato quasi un obbligo (non parlo di chi lo fa per lavoro, questo è un altro discorso). Parlo di quelli che, pioggia o sole, neve o bufera, un post al giorno lo devono buttare nella mischia. Come a dire “una mela al giorno leva il medico di torno”, mentre qui par quasi di dire “un post al giorno leva il troll di torno”.

Io sinceramente non so come facciano (ripeto, non parlo di quelli che lavorano con un blog)…ma credo dipenda anche dal tipo di blog che uno ha…ad esempio è fin troppo facile fare da aggregatori, prendere notizie a destra e a manca, come fa ad esempio Terrarealtime, che ha aperto il blog nello stesso periodo mio ma ha 14milioni 400mila visitatori più di me ^__^

Poi non dimentichiamo quelli che hanno un blog, ma hanno fior di gente che lavora (e scrive) per loro, e quindi prendono il pezzettino bello e scritto e pubblicano.

Poi c’è chi nello scrivere non supera le 500-600 battute, mentre altri blog pubblicano post molto più lunghi, e scrivere molto>molto tempo per farlo. Purtroppo per me, come per la maggior parte dei blog che frequento, questa sistematicità non è osservabile, per il semplice fatto che quando scrivo un articolo ci faccio dietro un lavoro oggettivamente impegnativo, come è nel caso degli articoli sui primati di fantasmi che sto scrivendo…perchè si tratta di cercare le info sulla rete, confrontarle, spesso tradurle anche da lingue che ho dovuto spolverare dopo un bel po’, e poi reperire immagini, curare l’aspetto grafico e molto altro…e spesso i miei post superano, e abbondantemente, le 2000 battute, (e avevo già avuto modo di riflettere, parecchio tempo fa, su quale potesse essere la giusta lunghezza per un post), ma proprio perchè è questo il taglio che ho voluto dare al blog, non un passatempo, ma qualcosa di informativo, pur, certamente, su una tematica un po’ particolare come i fantasmi.

Penso ad esempio alle interviste di Nick, ai post post specialistici di Edu, alle analisi di Obsidian mirror o a quelle di Demetrio e agli scritti di Hell, cioè, come in tutte le cose, c’è articolo e articolo, c’è blog e blog e c’è tempo e tempo…

Così come trovo difficile pubblicare ogni giorno, proprio per l’oggettiva mancanza di tempo, e a volte passano giorni senza che esca qualcosa, così so che molti quando “sono in vena” scrivono diversi post, li salvano come bozza e poi li tengono lì, per il periodo di magra o di scarsità temporale che prima o poi potrebbe arrivare.

Pure io scrivo diversi post, già belli e pronti per la pubblicazione, e poi li lascio lì.Come a dire, “carpe diem”, che non si sa quando la vena blogghereccia si esaurirà.

Scrivere molto, scrivere poco, un post al giorno, tre al giorno, 7 post al giorno poichè sette è il numero perfetto, tre al giorno come il numero dei pasti principali e così via…

Ma c’è davvero una regola per “fare blogging” o no? ho letto che molti “esperti” sconsigliano di lasciare un blog senza pubblicare nulla tutti i giorni, perchè è sempre bene offrire materiale “fresco” ai visitatori, ma anche qui ponderando la pubblicazione in base al numero di visite al blog…

La succitata Terrarealtime, che di visite ne fa qualcosa come 6000-7000 ogni giorno, a volte arriva a 6, 7 post, così come fanno i blog dai grandi numeri, mentre chi come me si ferma a 2000, visite (caso molto particolare quello del giorno di Santo Stefano in cui il contatore è schizzato a 3996) che ritmi di pubblicazione dovrebbe tenere?

Sì vabbè confesso che con questo post ho dato fondo alle mie domande, in fondo siamo in clima natalizio e cose impegnative…che ci crediate o meno…non ho voglia di scriverle! Però ero curiosa di sapere voi come vi comportate col vostro blog? quando pubblicate solitamente?

2 thoughts on “Carpe diem, il giorno delle carpe

  1. Donata Ginevra Post author

    ciao Obsidian buon anno a te 🙂 sono d’accordo con tutte le tue osservazioni, e a proposito dell’ultima tua sottolineatura, mi è capitato qualche volta, ma per fortuna mai con i miei cavalli di battaglia sui fantasmi, c’è poca gente pazza che si mette in cerca di notizie del genere 🙂 però mi è capitato la cosa opposta, cioè che molte volte un blog “rivale” trattasse lo stesso argomento che avevo trattato io poche ore prima…però se mai un altro blog dovesse scrivere prima di me qualcosa su cui voglio scrivere io non è che non pubblico più, anzi, approfitto della cosa per linkare nel mio pezzo il pezzo dell’altro, e poi, nei commenti dell’altro blog, segnalare che anche io ho trattato un argomento simile, visto però da occhi ovviamente diversi 🙂

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  2. The Obsidian Mirror

    Ciao Donata. Innanzitutto Buon Anno e grazie per avermi citato nel post qui sopra. E’ molto interessante quello che dici, ci sono davvero diverse su cose sulle quali vale la pena fermarsi a riflettere. Provo a buttare giù qualche idea:
    1) Ora di pubblicazione – qualcuno un giorno mi disse che le ore miglior per postare sono le prime della mattinata e le prime del pomeriggio, cioè mai oltre le 10 e mai oltre le 15, perché sono quegli gli orari in gli “scout” vanno alla ricerca di notizie da far rieccheggiare. Personalmente mi sembra che sia un suggerimento corretto visto che il ritorno di contatti, a seguito di una pubblicazione, è più alto proprio in quegli orari. Va da sé che quegli orari sono anche preferiti da chi in ufficio si diletta a cazzeggiare su internet prima di passare a fare ciò per cui sono pagati. Per quanto sopra quindi sarebbero penalizzati i post che escono durante il weekend.
    2) Lunghezza dei post – I miei articoli vanno sempre oltre le 5.000 battute. Quasi sempre viaggio attorno alle 7.000. Non riesco proprio a scrivere meno per tanti motivi. Primo perché se devo esprimere un concetto in 300 battute allora tanto vale lasciare perdere. Secondo, a chi serve un post di 300 battute? MI sembra ridicolo. Mi sembrerebbe davvero di prendere in giro i miei lettori e, in aggiunta, prenderei in giro me stesso. Perché scrivere un post se non si ha niente da dire? Perché inserire dei riempitivi dove, in quattro righe spieghi al mondo che quel giorno non ti sei messo le dita nel naso? Perché addirittura aprire un blog? Non basta facebook per le boiate? So benissimo che post lunghi possono disincentivare i lettori, oggigiorno sempre più pigri, e so anche che scrivere di “dita nel naso” attira più gente di un post sui massimi sistemi, ma… quindi? Che fare? Scrivere tanto per pochi o scrivere poco per molti? Ancora una volta si conferma il famoso “Principio di Pareto” (hai presente?) e, avendolo a mente, basta fare una scelta.
    3) Frequenza di pubblicazione – Scrivere post articolati porta via tempo, ovvio, ed io ho trovato il mio equilibrio con la frequenza di un post ogni 5 gg (più o meno).
    La scarsità di tempo, così come il timore che la vena si esaurisca per un periodo è un fattore chiave nella scelta di pubblicare meno frequentemente. Anch’io preferisco sfruttare i momenti di creatività per scrivere a più non posso e poi tenere lì i post in attesa che giunga il loro momento. Anche periodi come questo, sotto Natale o sotto ferragosto servono allo scopo: saluto tutti, auguro buone vacanze e metto il blog in ghiaccio. Nel frattempo scrivo, scrivo, scrivo. Mi porto avanti con il lavoro. In quest’ultima settimana, per esempio, mi sono portato avanti tantissimo e ho già post pronti per i prossimi due mesi. Sai però quale può essere la fregatura così facendo? Che qualcuno dei tuoi vicini di blog pubblichi un post sullo stesso argomento proprio mentre tu lo hai lì pronto e in attesa. Ti è mai capitato? E’ davvero una beffa! Almeno per me è orribile.
    Di nuovo ciao e di nuovo Buon Anno! A presto!

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