Ho sognato Doris Lessing, Nobel per la Letteratura nel 2007

By | 18 novembre 2013

Ok, niente allarmismi.

Ma forse sarebbe il caso di dire “Houson, abbiamo un problema. Molto serio“. O meglio, io sono un problema.

Cioè, ok, potrebbe anche essere il caso, ma…è almeno la quinta volta che sogno qualcuno…e a questo qualcuno capita qualcosa. 

Muore.

La prima volta è accaduto con o’ guerriero Pietro Taricone. A fine giugno avevo guardato, su youtube, alcuni video che lo ritraevano protagonista, e in uno di questi video indossava il paracadute. Ricordo perfettamente che pensai: guarda come sarebbe bello fare parapendio, e la notte stessa sognai proprio Taricone che doveva girare una fiction che si svolgeva in una scuola di paracadutismo.

Poi, il giorno 28 giugno, Taricone ha avuto quel terribile incidente in cui perse la vita.
Può essere un caso.

Pochi mesi più tardi, fu la volta di Tomaso Padoa Schioppa. Il 18 dicembre 2010 mi sono svegliata e ho chiesto a mio padre come si chiamasse di nome Padoa Schioppa, perchè l’avevo sognato. Mio padre ha subito googlato, e mi ha detto: “Toh, è morto Tomaso Padoa Schioppa!”.
Lo stesso giorno in cui io l’avevo sognato.
Ma può essere un caso.

Nel 2012 ricordo perfettamente di aver sognato la grande cantante (e attrice) Whitney Houdson...il sogno non lo ricordo, ma l’11 febbraio 2012 la Houdson venne ritrovata morta.
Un caso anche questo? Sì, potrebbe essere.

Un altro cantante è stato protagonista dei miei sogni: a fine maggio di quest’anno ho sognato di duettare con Little Tony. Vabbè, impossibile, visto anche che sono stonatissima, ma…il 27 maggio 2013 Little Tony è morto. Caso?

Non è tutto. I miei sogni non riguardano solo personaggi, ma anche Paesi. Nel 2011,  sognai che il Giappone veniva colpito da un terribile terremoto, e nel corso di questo terremoto scoppiava una centrale nucleare. Indubbiamente l’elemento della centrale nucleare mi era stato suggerito dall’aver visto di recente un film, Atomic Twister, in cui un tornado colpiva una centrale nucleare mandando fuori uso i sistemi di raffreddamento delle barre di combustibile, quindi un legame tra il mio sogno e il nucleare c’è, ma…sappiamo bene cosa accadde l’11 marzo 2011 in Giappone, con quattro violentissime scosse sismiche e il maremoto che colpì la Nazione, provocando 19mila vittime.
Ma anche qui, può essere stato solo un caso.

Anche la notte di maggio in cui il terremoto colpì l’Emilia, nel 2012, avevo sognato il terremoto, come avevo raccontato in questo post, e, fatalità, poco tempo dopo, il sisma avvenne effettivamente, come tutti ben sappiamo.

Ma anche qui, può essere stato un caso.

Però qualche dubbio sulle mie “capacità da gufo” mi sono venute stamattina apprendendo la notizia della morte di Doris Lessing, la scrittrice che vinse il Nobel per la letteratura nel 2007.

Non l’avevo sognata, ma nominata neanche un giorno fa nel mio articolo dedicato al presunto dilagante maschilismo sul web

E proprio alla Lessing, se volete, mi ero ispirata con quell’articolo, perchè lei, che pur non amava essere considerata una femminista, in verità lo era, come era stato sottolineato nel corso della cerimonia per la consegna del premio Nobel, in cui era stato detto che la Lessing era «narratrice epica dell’esperienza femminile».

Autrice di oltre cinquanta libri, il suo primo romanzo, L’erba canta (1950) è andato terribilmente controcorrente suscitando scandalo quando uscì, perchè narrava la storia d’amore tra una padrona bianca e il suo servo nero. Ma in varie altre sue opere, scritte tra il 1950 e il 1970, la Lessing poneva al centro la situazione politica e il conflitto interrazziale che esplodeva in ogni dove.

Il suo capolavoro, Il taccuino d’oro scritto nel 1962 ed edito da Feltrinelli nel 1964, è il diario della scrittrice in cui la controfigura della Lessing, rappresentata dalla scrittrice Anna Wulf, racconta le sue lotte interiori, politiche e artistiche. Ed è proprio con questo testo che la Lessing diventa un punto di riferimento per le donne di tutto il mondo, e l’editrice Inge Feltrinelli, amica della Lessing, considera il libro come «la sua Bibbia».

Ma la Lessing era capace di spaziare in ogni genere: dall’autobiografia, come in Sotto la mia pelle e Camminando nell’ombra, all’autoanalisi in Il diario di Jane Sommers e La brava terrorista, alle storie di Le Nonne, una delle quali fu trasformata nel film “Two Mothers” di Anne Fontaine, con Naomi Watts e Robin Wright, trasmesso al cinema dal 17 ottobre. E perfino  nella fantascienza, da Discesa all’inferno, ai cinque romanzi della serie “Canopus in Argos”, che pongono l’accento su ecologia, guerra nucleare,  armi atomiche e il nuovo colonialismo. Di questa serie, a gennaio 2014 uscirà, edito da Fanucci, il romanzo di avvio del ciclo, Shikasta, scritto nel 1979.

Donna e scrittrice coraggiosa, impegnata anche in politica tra le fila del partito comunista inglese, Doris May Taylor, vero nome della Lessing, testimoniò con la sua vita e i suoi libri la continua ricerca della libertà. La Lessing parlava di se stessa come di «donna cinica», ironica, e vedeva l’arrivo della vecchiaia con distacco: «Vantaggi non ne ha nessuno. Il vero momento in cui si invecchia è quando si tirano in remi in barca», e si può dire, per come ha vissuto, che non ha mai tirato i remi in barca, nè quando il primo matrimonio naufragò, nè quando dovette badare da sola al figlio Peter, che aveva portato con sè a Londra, lasciando al marito gli altri due.

Donna tenace e perfino comica, come dimostra il suo comportamento nell’occasione della comunicazione di aver vinto il Nobel, nel 2007. Era appena tornata dal fare la spesa, Doris, e scende da un taxi con le borse stracolme di generi alimentari, vestita come una donna di casa, un po’ trasandata… e non capisce il motivo di tuti quei giornalisti assiepati davanti alla sua casa. Quando loro le chiedono se è al corrente di aver vinto il Nobel, lei risponde: «Oh, Cristo»! E si siede sui gradini della sua porta di casa, dicendo: «Ho vinto ogni dannato premio in Europa, son contenta di vincere anche questo. Ho fatto scala reale».

Il Nobel. A lei mancava solo la Regina di Cuori…e non poteva averla: era lei, la regina di cuori!

Ho voluto ricordarla così…

Non fate battutine sulla mia presunta capacità di portare allegramente jella….ok, bazzico tutto il giorno con fantasmi, gatti neri, tarocchi, piante carnivore e cose del genere, ma non posso essere una jettatrice…

o forse sì? beh in questo caso…. non mi si faccia arrabbiare!

Lo sapete, vero, che a volte anche i sogni possono essere indotti?

——————————————————

Print Friendly

4 thoughts on “Ho sognato Doris Lessing, Nobel per la Letteratura nel 2007

  1. Mathias

    Posso suggerirti qualche nome su cui mettere alla prova le tue oniriche attitudini? Io ho sempre detto che sei una strega mi fai paura Ginger! ♥♡♥

    Reply
  2. Francesca

    A me è capitato una volta, ma non la considero un segno di mia capacità di prevedere le morti perché la persona che ho sognato stava male e sapevo che sarebbe morta a breve. La cosa che un po’ mi ha inquietato è che l’ho sognata proprio nella notte in cui è morta e nel sogno mi salutava piangendo.

    Reply

Rispondi