Le dieci isole più infestate al mondo

Ogni tanto capita di dover far pulizia nel pc perchè la barra che segna la capacità del discofisso ha un preoccupante colore rosso…così, passando in rassegna le innumerevoli cartelle che ho salvato, ne ho trovata una di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza, che portava questa dicitura: ricerche_incomplete da finire.

Cosa c’era dentro? un’infinità di file word con ricerche che avevo iniziato anni fa e che non avevo mai portato a termine. Come qui sul blog, che ho iniziato quella fortunata (almeno fino ad adesso) serie sul significato storico dei Tarocchi e che ho (momentaneamente) abbandonato. Ma come per le altre cose, conto di riprenderla presto e di portarla a termine.
Però in questa cartella ho trovato un file piuttosto corposo che riportava come titolo: le dieci isole più infestate al mondo. Il file era datato 2003. Dieci anni fa…ancor prima che Pensiero spensierato vedesse la luce. Evidentemente la passione per i fantasmi era insita in me da chissà quanto tempo…e il bello è che quel file era praticamente completo, ho dovuto solo farvi qualche rifinitura e aggiustamento soprattutto nella parte grammaticale che un po’ lasciava a desiderare, ed ecco pronto un post per il blog.

Lo riporto esattamente come l’avevo scritto: le parti in corsivo sono mie puntualizzazioni aggiunte oggi.

Le isole mi affascinano. Le trovo davvero curiose e belle, piccoli mondi separati dalla terraferma, piccole oasi in cui trovare rifugio quando le cose non vanno bene, se non fosse che molte sono private e non ci si può andare. Vivendo vicino a Venezia, ho sempre ammirato quelle isolette che si vedono dal treno quando si attraversa il Ponte della Liberà. Ce n’è una che mi piace particolarmente, tutta coperta di alberi ed edera, che sembra un porto dimenticato da Dio, che ospita qualche animale mitologico o, forse qualche fantasma
(N.d.A. A quel tempo facevo riferimento all’Isola di San Secondo, di cui ho parlato sul blog http://www.pensierospensierato.com/2011/11/i-fantasmi-perduti-di-san-secondo.html, e che effettivamente nasconde una storia molto curiosa).

Mi sono chiesta: quali sono le isole più famose al mondo, famose perchè nascondono dei fantasmi?
Ho fatto un po’ di ricerche su internet (n.d.A: purtroppo il file non riporta le fonti che avevo utilizzato all’epoca e per quante ricerche io abbia fatto per trovare la giusta attribuzione, tutti gli sforzi sono stati vani, e me ne scuso), e dalle mie ricerche sono comparse dieci isole, disseminate in tutto il mondo, che hanno la fama di essere abitate da fantasmi, e, sorpresa, quella più famosa è italiana. Ma andiamo con ordine.

ALCATRAZ, L’ISOLA DELLA PAURA
Sono certa che abbiate sentito parlare di Alcatraz, al centro di film, documentari e programmi tv. Famosa come carcere, non sto qua a parlarvi della sua storia, che è famosissima, ma dei fantasmi che la abitano, e del resto c’era da aspettarselo, visto che è un’isola che tanta sofferenza e decessi ha visto.
Alcatraz è un’isola situata nella baia di San Francisco, in California, e se viene nominata per la prima volta da uno spagnolo di nome Juan Manuel de Ayala nel 1775,  il sito era ben conosciuto dai nativi da migliaia di anni.
Grazie alla sua posizione, l’isola è stata utilizzata dagli indigeni come un luogo di isolamento per i membri della tribù che avevano violato la legge tribale, e si dice anche che i nativi americani abbiano evitato l’isola credendo che fosse abitata da spiriti maligni. Già nel 1861, Alcatraz è stato utilizzato per ospitare i prigionieri di guerra civile ed è rimasto un carcere militare fino al 1933, quando diventa una prigione federale di massima sicurezza dove venivano inviati i peggiori delinquenti. Durante i suoi 29 anni di attività, la prigione ospitò criminali famosi come Al Capone, Mikey Cohen, George “Machine Gun” Kelly, “Birdman” Robert Stroud e James “Whitey” Bulger. La vita era dura ad Alcatraz, e molti vi morirono. 8 persone furono uccise da altri detenuti, 5 si suicidarono, 15 sono morti per malattie naturali e 7 detenuti sono stati uccisi cercando di fuggire. 7 tentarono l’evasione, ma di questi 2 morirono annegati e gli altri 5 furono uccisi a bastonate e poi ne fu simulato l’annegamento. Almeno due guardie sono state uccise dai detenuti e un totale di 45 soldati della Guerra Civile si dice che siano morti sull’isola. Da allora, i fantasmi dei poveretti infestano l’isola. (Dati molto interessanti…purtroppo non sono riuscita a trovar la fonte che usai all’epoca).

La prigione di Alcatraz, sede di ex detenuti e di fantasmi

Venne girato anche uno speciale all’interno dell’isola per vedere se davvero vi fossero fantasmi, e chi girò il documentario testimoniò che qualcosa di strano avveniva davvero tra quelle mura. Quando si recarono dove era stato messo in scena il più clamoroso tentativo di evasione, luogo in cui tre detenuti e due guardie erano state uccise, chi partecipava all’esperimento disse di aver avvertito una sensazione opprimente di rabbia e di collera, descrivendola come una sensazione di male e dissero anche si aver provato il bisogno impellente di sparare a qualcuno con una pistola. Alcuni dei luoghi più infestati di Alcatraz sono la Casa del Custode, l’ospedale, la lavanderia, il corridoio che porta alle celle di massima sicurezza, i blocchi di celle A, B, e C, mentre la posizione più attiva sembra essere una particolare cella nel blocco D, la 14, che si trova in un’area denominata “The Hole”. La 14D è dove un detenuto urlò di terrore per una notte intera, sostenendo che un’entità malvagia con gli occhi ardenti lo stava strangolando. La mattina dopo, quando la guardia andò per controllare il detenuto, lo trovò morto sul pavimento con segni di strangolamento sul collo.

HART ISLAND, L’ISOLA DEI MORTI
Altro carcere, ma meno famoso, è Hart Island, che si trova vicino a New York, negli Stati Uniti d’America. Gli americani oltre ai dollari possiedono moltissime isole stregate, beati loro (questa era un’espressione che avevo perfino sottolineato, e la lascio così come l’avevo scritta, chissà, forse in quel periodo attraversavo un momento di scarso filoamericanismo!).

Quest’isola, Hart Island, è conosciuta come “L’isola dei morti” ed è gestita dal Ministero della Difesa: praticamente è un carcere, e se non sei un carcerato non ci puoi mettere piede. Lo stesso vale per la stampa, che per ovvi motivi non ha mai potuto documentare le sevizie e i soprusi che avvenivano in quest’isola. Però la notizia di innumerevoli strani decessi è trapelata lo stesso, e di Hart Island si dice che sia famosa per ospitare una delle più grandi fosse comuni del mondo.
Le sepolture a Hart Island iniziarono durante la guerra civile americana: servì come campo di prigionia per quattro mesi nel 1865, durante i quali ben 3.413 soldati furono rinchiusi nell’isola, e di questi 235 morirono lì. Nel 1870 diventò una specie di ospedale, dove venivano portati i malati più gravi che erano stati colpiti dall’epidemia di febbre gialla che aveva colpito New York in quell’anno. Nel 1885 fu adibita a manicomio femminile, e le strutture di allora sono ancora esistenti, e infine Hart Island ha ospitato un riformatorio per ragazzi delinquenti.

L’isola fu ceduta alla Marina per essere utilizzata come caserma disciplinare per Marina Militare, Guardia Costiera e Marines, con ben 2.800 militari in custodia. Praticamente una prigione militare. Non è un luogo felice, ma il peggio di Hart Island venne alla fine del 1800, quando venne utilizzata principalmente come vera e propria discarica per non chi aveva la fortuna di avere una degna sepoltura. Sorprendentemente, più di 850.000 persone sono state sepolte in fosse comuni in questa piccola isola. Alcuni erano senza fissa dimora, malati mentali, alcolizzati o semplicemente troppo poveri per essere sepolti nei normali cimiteri. Molti sono stati portati lì e abbandonati al loro destino… la gente dice che l’isola sia piena di anime arrabbiate, e ci credo che siano così arrabbiate! Chi non lo sarebbe, ad essere abbandonato in questo modo?

STAR ISLAND, L’ISOLA DEI PESCATORI FANTASMA

Nel New Hampshire, USA, c’è poi Star Island, una delle isole di Shoals, una volta il più attivo porto commerciale sull’oceano Atlantico. La storia di Star Island è davvero notevole, e va dai pirati ai tesori sepolti, e quindi non è sorprendente che molti sostengano che questa piccola isola sia infestata. A parlarne è Sarah Connor, curatrice dell’isola, che parlò di rubinetti che si aprivano da soli e strane apparizioni. Ma non tutta l’isola è infestata, solo alcuni posti…

Cottage E, casa di pescatori dei primi del 1700. Al tempo della guerra rivoluzionaria una coppia che viveva in quella casa aveva un bambino. Il bambino scivolò dalla scogliera e morì. Molte persone che soggiornano in quella casa hanno riferito di sentirsi spinti giù per le scale, avvertendo la presenza di piccole mani sulle loro caviglie e schiena che li spiangono mentre cadono.

Un’altra casa al centro di fenomeni paranormali è il Vaughn Cottage, oggi sede del museo dell’isola. Qui si sentono persone che giocano al piano di sotto e persone che corrono nella soffitta, mentre non dovrebbe esserci nessuno. Qui le porte chiuse con la maniglia si aprono da sole, senza che vi sia nessuno ad aprirle.

Un altro edificio infestato è il cottage del Dottore, nel quale fu commesso un omicidio-suicidio: il medico somministrò alla moglie un micidiale cocktail di pillole che la portò alla morte, quindi si suicidò.

E infine l’edificio più antico dell’isola, l’Hotel Oceanic, dove a detta dei dipendenti il 4° piano è quello più infestato, con porte che si aprono e si chiudono, mobilio spostato, urla e passi. La cappellina dell’albergo, poi, vedrebbe tre fantasmi aggirarsi al suo interno, fantasmi che si manifestano come sagome che vengono viste transitare davanti alle finestre, ma quando si entra nella cappella, ovviamente la si trova vuota.

ISOLA DELL’UOMO MORTO: DEADMAN
Non è negli USA ma in Canada un’altra isola stregata, che ha un nome che è tutto un programma. L’isola di DEADMAN: si trova nel porto di Vancouver in British Columbia, Canada.

Scoperta nel 1862 da John Morton, l’isola era il terreno in cui sorgevano gli alberi-sepoltura degli indigeni Squamis. Morton aveva scoperto centinaia di scatole di cedro rosso appese alla cima degli alberi dell’isola, e quando una di queste scatole era caduta a terra aveva rivelato il suo macabro contenuto: uno scheletro. L’isola era stata teatro anche di sanguinose battaglie avvenute tra tribù rivali, in cui erano stati uccisi più di 200 guerrieri. Successivamente, tra il 1888 e il 1892, l’isola divenne un luogo di quarantena per le vittime di un’epidemia di vaiolo e successivamente un luogo di sepoltura per coloro che non sono sopravvissuti.

La diceria che la vede come un’isola infestata inizia a circolare nel 1909: la polizia fu chiamata per cercare di calmare i taglialegna che erano stati chiamati per segare i numerosi alberi che sorgevano sull’isola…i poveri taglialegna, impazziti, avevano affermato di aver sentito il rumore di ossa mentre segavano le piante, e di aver visto uscire degli stessi alcuni scheletri che minacciavano di perseguitare tutti coloro che tagliavano gli alberi dell’isola. Nel 1942, il governo federale ha dato l’isola in concessione alla Marina militare e da allora non è più possibile visitarla, e da allora sono cessati anche i riferimenti a fenomeni paranormali ascrivibili all’isola.

ISLA DE LAS MUNECAS, L’ISOLA DELLE BAMBOLE
Assai terrificante è poi la storia di un’isola messicana, che si chiama Isla de Las Munecas, Isola delle bambole. Si trova tra i canali di Xochimilco, in Messico, nel cuore dei vecchi canali aztechi.
Nel 1950, un uomo di nome Don Julian Santana Barrera ha fatto della piccola isola la sua casa, ma poco dopo il suo arrivo ha riferito di sentire la voce di una bambina che si dice sia annegata lì mentre giocava con i suoi 2 amici. Così, dopo questa esperienza terribile, Don Julian ha cominciato a portare le bambole nell’isola, appendendole agli alberi per far sì che la ragazzina, o meglio il suo fantasma, potesse continuare a giocare e placare la sua ira. Ha portato tantissime bambole in quest’isola maledetta, appendendole a ogni albero che trovava. In realtà le bambole servirebbero anche per esorcizzare alcuni antichi spiriti maligni che vagano sul canale. La gente del posto sostiene infatti che nel corso del tempo le bambole si caricano dell’energia della ragazza e degli altri fantasmi che abitano l’isola, e molti di quelli che sono passati per l’isola di notte hanno visto le bambole prendere vita, muoversi e parlare. Nel 2001 Don Julian è stato trovato morto, a faccia in giù in acqua nello stesso punto in cui era annegata la bambina. Da allora, chiunque visiti l’isola, è incredibilmente invitato dalle guide turistiche a portare una bambola con sè, e a lasciarla sull’isola, altrimenti gli spiriti che infestano Isla de Las Munecas non lasceranno mai andar via l’incauto viaggiatore.

 

CORREGIDOR, L’ISOLA DEI SUICIDI
Ha un background di isola di guerra Corregidor Island, nella Baia di Manila, nelle Filippine. Occupata dagli Spagnoli dal 1570 fino al 1898, fu poi conquistata dagli americani durante la guerra ispano-americana e divenne un carcere durante l’occupazione spagnola.
L’isola fu poi fortificata dagli americani e divenne una roccaforte militare durante la seconda guerra mondiale. Il fatto più sanguinoso che vide Corregidor al centro della scena si verificò il 6 maggio 1942, quando nella battaglia tra Giapponesi (che avevano attaccato Pearl Harbour) e Americani, i Giapponesi risultarono vincenti, ma a discapito di numerosissime vite umane: circa 900 giapponesi e 800 tra americani e filippini persero la vita durante la Battaglia di Corregidor, e come se non bastasse, oltre 3.000 soldati filippini e americani vennero catturati e tenuti in ostaggio dai giapponesi, e torturato.

Ma nel 1945 gli americani tornarono e tentarono di riconquistare l’isola. Durante questa sanguinosa guerra per la riconquista di Corregidor, oltre 1.000 soldati americani e filippini morirono, sommandosi alle precedenti vittime dle primo attacco, ma ben più numerose furono le perdite nel fronte giapponese: 6.650 soldati morti. Si stima che di questi, oltre 3.000 soldati giapponesi in realtà siano morti suicidandosi, preferendo il suicidio alla resa e alla conseguente deportazione, con tutto ciò che ne consegue. Questo è stato uno dei più grandi suicidi di massa della storia. Molti giapponesi, nell’ordine delle migliaia, si sono nascosti e asserragliati  nei numerosi passaggi sotterranei dell’isola, suidicandosi proprio lì.

C’è un luogo raccappricciante da visitare, a Corregidor: il Malinta Tunnel, dove è avvenuta la maggior parte dei suicidi…ed è qui che vengono organizzati dei “ghost tour”, dove molta gente, armata di torcia (e una gran dose di coraggio), transita in quei corridoi bui cercando le tracce paranormali di quei suicidi di massa.

 
Okinawa, L’ISOLA MALEDETTA
Restiamo in zona, spostandoci di qualche kilometro, per approdare in Giappone. L’isola di Okinawa è, secondo quanto affermano i giapponesi, interamente infestata dai fantasmi. Okinawa è stato il sito del massiccio spargimento di sangue durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale. Invasa dagli americani, nel tentativo di prendere il controllo di quello che sarebbe poi diventato un trampolino di lancio per gli attacchi aerei sulla terraferma del Giappone, la battaglia finì per costare la vita a oltre 12.500 americani e 95.000 soldati giapponesi. A questi vanno aggiunti i 100.000-150.000 civili di Okinawa che morirono durante la battaglia…senza contare i numerossimi suicidi compiuti dalla gente che preferiva togliersi la vita piuttosto che cadere nelle mani torturatrici degli americani. Con questa quantità di morti violente e sofferenze non c’è da meravigliarsi che Okinawa sia uno dei luoghi più infestati del mondo.

 

La collina dell’Ospedale. Temendo di essere torturati dagli americani, 17 infermieri giapponesi si sono suicidati in quest’ospedale utilizzando granate in una grotta in cima a quello che viene chiamato la collina dell’Ospedale. La grotta è accessibile al pubblico e si possono ancora vedere segni di bruciature sulle pareti della grotta. 

Nelle vicinanze dell’ospedale poi si trovano delle spettacolari scogliere, che videro il suicidio di migliaia di soldati giapponesi e e di civili.
Il luogo più infestato è Itoman, il sito di alcune delle battaglie più sanguinose durante la seconda guerra mondiale, dove sono stati segnalati più fantasmi: la gente ha anche riferito di aver visto le facce spettrali tra le onde dell’oceano.

The Haunted hotel. Forse il più noto e popolare luogo infestato di Okinawa, situato a Nakagusuku. Nei primi anni ’70, un uomo d’affari di Okinawa è stato avvertito dagli abitanti dei villaggi locali che il terreno su cui stava progettando di costruire un albergo era considerato un luogo sacro. Ignorando le loro suppliche, l’uomo d’affari è andato avanti con la costruzione, ma parecchi operai sono morti e non molto tempo dopo l’intero progetto è stato abbandonato dopo che i lavoratori si sono rifiutati di continuare il loro lavoro. Le rovine dell’albergo ci sono ancora, e occhieggiano vuote, incompiute, abbandonate e infestate! Si dice che in quest’albergo incompiuto viva un monaco, che ha costruito un altare dedicato agli spiriti che infestano l’isola.

The Haunted Hill. Si tratta di una collina che sia l’esercito americano e il governo giapponese cercarono di spianare, senza riuscirci, poichè ogni loro tentativo era interrotto da incidenti mortali che avvenivano ai lavoratori. Così si è indagato e si è scoperta una tomba sepolta nella collina, una tomba molto particolare, che sarebbe un sacrario, che in giapponese si chiama Torii, e che ora si trova in cima alla collina. Esso rappresenta una porta tra il nostro mondo e il mondo degli spiriti. si può visitare, ma è consigliabile portare del cibo da offrire agli spiriti.

NORFOLK, L’INFERNO SULLA TERRA
In Australia si trova poi la famosa isola di Norfolk. Si trova a 877 miglia ad est del continente e proprio a causa della sua posizione remota è stata utilizzata dal governo britannico, a partire dal 1824, come carcere per i peggiori criminali più violenti. Migliaia di detenuti finiti sulla piccola isola hanno descritto Norfolk come “l’inferno sulla terra”. A causa della sua reputazione, l’isola divenne rapidamente una fra le più famigerate colonie penali della Gran Bretagna. Tortura, violenza, prigionieri legati, omicidi, stupri non erano rari su un’isola dove si sapeva che le stesse guardie erano alquanto viziose. Con un passato così violento, non è una sorpresa che oggi l’isola sia vista come una delle isole più infestati del mondo. Una signora che ha vissuto sull’isola per 50 anni afferma che almeno il 50% della popolazione, che supera di poco le 2000 unità, ha visto o sentito un fantasma.

 

 

L’ISOLA DI WIGHT: VORTICI DI ENERGIA E FANTASMI

E finalmente approdiamo in Europa, per visitare due isole stregate, che però sono in cima alla classifica: la prima è in Inghilterra ed è famosissima. Si tratta dell’Isola di Wight.

Si trova al largo della costa meridionale dell’Inghilterra, è rinomata per i suoi fantasmi ed è, senza dubbio, l’isola più infestata della Gran Bretagna. Il motivo per cui Wight è infestata va ricercato forse nel fatto che nel suo territorio passano diverse linee d’energia, che convoglierebbero qui enormi quantità di energia, ciò di cui gli spiriti si nutrono, ed è noto che i druidi conoscessero l’importanza dell’energia terrestre e proprio per questo costruivano i loro siti sacri sui punti in cui erano riscontrati dei “vortici di energia” o “punti di potere”, che è il luogo in cui fisicamente si intrecciano varie linee energetiche. Così, piramidi, menhir, cerchi di pietre, tumuli, antichi luoghi di culto, templi e chiese sono stati edificati in questi luoghi.

Praticamente tutta l’isola è infestata, ma due dei luoghi più infestati sull’isola sono il Giardino botanico di Ventnor e Knighton Gorges.
Molti malati di tubercolosi sono morti al Vecchio Ospedale Royal National che sorgeva dove si trova adesso il giardino botanico, e i loro fantasmi sono spesso visti mentre vagano senza meta, piangendo e gemendo.
Knighton Gorges invece non esiste più. Era una vecchia casa padronale, che ha resistito per oltre 7 secoli e poi è stata abbattuta nel 1821, ma, e qui sta il fenomeno paranormale, gli spiriti che l’hanno abitata per così lungo tempo la riportano in vita la notte di Capodanno, e solo per quella notte i suoi possenti mura di pietra si fanno vedere, per poi scommparire nuovamente nella nebbia delle campagne inglesi di quest’isola misteriosa…

 

 

POVEGLIA, L’ISOLA PIU’ INFESTATA AL MONDO

Ma l’Isola di Wight non è affatto l’isola più stregata al mondo. Questa volta, la palma di MOST HAUNTED ISLAND IN THE WORLD che la meritiamo noi, e per “noi” intendo sì noi italiani, ma specialmente noi veneti, dato che non esiste in tutto il mondo un’isola stregata come Poveglia, nella laguna antistante Venezia.
Poveglia ha avuto una storia molto tumultuosa. I suoi primi abitanti arrivarono nel 421 d.C., dopo aver tentato di sfuggire alle invasioni barbariche di Venezia e intorno al 9° secolo la piccola isola divenne densamente popolata e crebbe d’importanza. In seguito divenne il luogo su cui sono state combattute molte guerre contro i barbari e mentre la maggior parte sono state vinte, i residenti di Poveglia furono sfrattati definitivamente nel 1379 dal governo veneziano, che voleva fortificare e utilizzare l’isola per contrastare gli attacchi dei Genovesi.

Quando la peste colpì Venezia nel 1348, vari lazzaretti vennero creati, e il più grande divenne proprio Poveglia. Per molte annate Venezia si trovò a fronteggiare la peste nera, e l’epidemia più tremenda fu quella del 1629-1631, con una stima di 80.000 morti in soli diciassette mesi. Le isole che circondano Venezia stavano diventando discariche in cui le vittime venivano sepolte in fosse comuni.
I malati venivano messi in quarantena in queste isole e costretti ad aspettare la loro morte, e si dice anche che molti siano stati addirittura bruciati vivi. A parte Poveglia, altre due isole sono stati utilizzati a fini di quarantena: Lazzaretto Vecchio e Lazzaretto Nuovo. Mentre queste due isole sono state ampiamente esplorate e studiate dagli archeologi, Poveglia è ancora oggi avvolta nel mistero, rimanendo in gran parte inesplorata, apparentemente abbandonata mentre le fosse comuni sono ancora senza nome.

Nel 1922 gli edifici esistenti a Poveglia sono stati convertiti in un ospedale per malati mentali, e la leggenda vuole che un medico che lavorava al manicomio abbia commesso ogni genere di atrocità contro i suoi pazienti, prima di cadere a sua volta vittima di pazzia e di essersi suicidato gettandosi dal campanile. Si dice che sia sopravvissuto alla caduta, ma che sia stato strangolato da una nebbia spettrale, rappresentante forte le decine di vittime finite sotto le mani del medico-carnefice, o degli stessi morti appestati che a Poveglia furono sepolti.
E qui concludevo il mio post. Volevo sottolineare, a proposito di Poveglia, che già qualche tempo fa ne raccontai la storia, per cui se volete approfondire la vicenda di quest’isola stregata, ecco il link: http://www.pensierospensierato.com/2011/11/lisola-maledetta-di-poveglia.html

Beh non c’è che dire, già a quel tempo avevo fatto un ottimo lavoro…non credete?

7 Comments on “Le dieci isole più infestate al mondo”

    1. Grazie 😉 questo era già fatto, sepolto sotto un po’ di altri post già pronti…mah a me basta essere linkata dai siti giusti, poi per il resto….. e tra l’altro, questo è uno di quelli che sono stati segnalati da PB 😀

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