2013: l’estate dei record

By | 7 settembre 2013

Non c’è alcun dubbio che l’estate 2013 verrà ricordata negli annali storici come l’estate dei record.
Non parlo solo delle temperature registrate, dei fenomeni estremi che hanno caratterizzato questi mesi…
Parlo di qualcosa che non è stato immediatamente percepito, se non da coloro che hanno avuto a che fare direttamente con questo fenomeno.
Parlo dei terremoti.
Perchè l’estate 2013 è stata veramente un’estate dei record.


ESTATE 2013: OLTRE 100 SCOSSE AL GIORNO
Dal 21 giugno a oggi, dati INGV alla mano, i sismografi italiani hanno registrato un numero astronomico di scosse: 7345. Più del doppio dello stesso periodo delle scosse registrate lo scorso anno, e sappiamo bene che il 2012 è stato l‘annus orribilis per quanto riguarda i terremoti, in Italia ma non solo.
E anche il 2013 non scherza. Quelle che vedete qua sotto sono le tabelle che riprendono i soli terremoti mondiali di magnitudo superiore a 4, registrati in giugno, luglio e agosto.

Terremoti nel mondo (giugno 2013)

Terremoti nel mondo (luglio 2013)

Terremoti nel mondo (agosto 2013)

Settembre è appena iniziato, e queste qui sotto sono le scosse registrate, nel mondo, con magnitudo superiore a 3.

Terremoti nel mondo (settembre 2013)

Badate, nelle tabelle ho riportato solo le scosse superiori a magnitudo 3. Se dovessi infatti mostrare tutte le socsse registrate dall’inizio dell’estate a oggi, beh ne verrebbe fuori un post chilometrico. Ma potete benissimo fare da soli questa ricerca nel sito http://www.resitalica.it e inserendo i parametri di ricerca che desiderate per ottenere i dati di vostro interesse.

Cosa significano questi dati?
Che, indiscutibilmente, qualcosa sta cambiando nelle profondità della terra, e soprattutto proprio sotto la nostra penisola. L’Italia trema di più e soprattutto trema più forte. Se dividiamo l’enorme numero di terremoti registrati dall’inizio dell’estate per i giorni trascorsi, vien fuori un numero pazzesco, una media di quasi 100 scosse giornaliere. Il problema è che questo non è un caso isolato, ma una tendenza, perchè sono sono solo i grandi terremoti ad aumentare, ma anche, e soprattutto, i piccoli, che aumentano di numero e di intensità, evidenziando ancor più quel che già sappiamo: che qualcosa sta cambiando nella crosta terrestre sotto di noi.
La rete di osservazione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha strumenti piazzati in trecento punti sul territorio, rileva ogni movimento di placche, dai più piccoli spostamenti di magnitudo 0.4, che sono impercettibili per gli esseri umani ma perfettamente individuati dagli strumenti, ai grandi eventi superiori al quarto grado della scala Richter.
E come abbiamo visto nelle tabelle sopra esposte, i sismi registrati con magnitudo superiore al 4 sono stati davvero numerosi, e disseminati lungo tutta la penisola, sull’Appennino tosco-emiliano, tra l’Umbria e le Marche, in Irpinia, sulla costa tirrenica della Calabria, nella parte nord orientale della Sicilia, e con una inquietante new entry, la Lunigiana, che ha subito il terremoto più forte.. In tutto, dati alla mano, queste scosse di magnitudo superiore a 4 negli ultimi tre mesi sono state ben 12…ed è un dato importante, se pensiamo che nel 2012 erano stati appena 5.

SISMICITA’ DI FONDO

Il numero di terremoti registrato nel mese di giugno 2013, ben  2659, è stato notevolmente influenzato dalla sequenza sismica in Lunigiana (tra le Province di Lucca e Massa Carrara) iniziata il 21 giugno con il terremoto Ml 5.2 delle ore 12:33 avvertito in quasi tutta l’Italia centro-settentrionale.

Cos’è cambiato dunque? È aumentato il tasso di “sismicità di fondo” dell’Italia, cioè se prima l’Italia tremava in media 50 volte al giorno, oggi registriamo quasi il doppio delle scosse. In pratica, la mappa sismica non è cambiata, le zone ad alta pericolosità sono sempre le stesse, solo che tremano di più e più forte. La variazione è avvenuta nel 2009, proprio a ridosso del terremoto dell’Aquila. Ma non si sa con certezza se quell’evento di magnitudo 6.3, che ha provocato la morte di più di trecento persone e ha distrutto gran parte della città sia stato la causa della variazione della sismicità di fondo, o il suo primo effetto.

Nel mese di luglio sono stati registrati 2874 eventi sismici con una media di oltre 90 al giorno.

2237 eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV in agosto: una media di oltre 70 al giorno.

Quel che è certo, però, è che i numeri che escono dal sistema Iside, il grande database dell’Ingv, disegnano inquietanti progressioni a salire, come si vede anche dai dati che ho postato. E se invece consideriamo i singoli terremoti di grado superiore al 2, i dati sono davvero incredibili: fino a oggi, e partendo dal 21 giugno, primo giorno di questa movimentate estate, siamo passati dai 348 terremoti del 2008 ai 793 di quest’estate. Quelli superiori al grado 3 crescono da 32 a 80. Di quelli superiori al grado 4 abbiamo già detto.

E nel nostro piccolo, basta considerare che solo nella giornata odierna ci sono stati ben 27 terremoti (dato aggironato alle ore 17:55, quando sto scrivendo queste righe), tutti terremoti fortunatamente di magnitudo inferiore al 2. Ma è ugualmente un numero spaventoso!

TEMPESTE SISMICHE?
Cosa sta accadendo nel nostro sottosuolo?
 «La sismicità di un territorio non è sempre costante, segue dei cicli storici», spiega Alessandro Amato, uno dei più autorevoli ricercatori in materia. Esistono le tempeste sismiche, per esempio. «L’ultima c’è stata a cavallo tra il 1600 e il 1700, con una serie di eventi devastanti in l’Irpinia, Benevento, Nocera, Norcia. E in Sicilia orientale». Il terremoto della Val di Noto, nel 1693, è ricordato come il peggiore della storia d’Italia
ed è classificato al ventitreesimo posto tra i più disastrosi dell’umanità: si stima che una scossa di 7,4 gradi provocò 60.000 vittime e rase al suolo tutta una parte dell’isola, tra cui le città di Ragusa, Lentini, Catania. Che poi risorsero, in stile barocco. Non proprio un precedente confortante. Siamo all’inizio di una nuova tempesta? «Non possiamo saperlo », dice Amato. Anche perché al momento, quando si cercano le cause di questa “frenesia” tellurica, non si va oltre il muro delle ipotesi.

Quali sono allora le ipotesi che potrebbero spiegare l’aumento così consistente dei terremoti? Potrebbe essere dovuta a un aumento dei gas imprigionati nella crosta terrestre, che rende meno solide le faglie e dunque più mobili le placche pressate l’una contro l’altra. Oppure potrebbe essere una conseguenza dell’attività dell’uomo. In Oklahoma, in Texas e in Ohio un incremento del tasso di sismicità simile a quello rilevato dall’Ingv in questi giorni è stato collegato all’attività di trivellamento delle compagnie petrolifere e all’estrazione degli idrocarburi.

Scagionato anche il vulcano Marsili, il bestione sottomarino alto 3000 metri, che si trova a 150 km a nord delle coste della Sicilia, inabissato nel Tirreno, e di cui abbiamo parlato a lungo anche nel blog… Ormai da tempo circolano in rete numerose ricerche che dimostrerebbero un legame tra l’attività del vulcano e i terremoti di agosto e settembre che hanno colpito quella zona, ma al momento non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa tesi.

Cosa sta accadendo allora? Può essere che tuttti questi terremoti siano la diretta conseguenza delle tempeste solari/magnetiche che ci stanno interessando da qualche tempo?
Oppure il nucleo della terra sta diventando instabile? O, ancora, l’inversione del campo magnetico solare pul aver effetti anche sui terremoti? Cosa sta preparando il nostro pianeta?

Difficile davvero trovare una risposta a queste domande. Si possono solo fare ipotesi, e controllare i dati. Che, effettivamente, sono alquanto allarmanti.

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FONTI: ingv, repubblica, Iside, Resitalica

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5 thoughts on “2013: l’estate dei record

  1. Ellah K.Drake

    Articolo dettagliato e interessante, il Marsili in effetti è una specie di bomba a orologeria, per il quale si può fare poco o niente… Io ho sentito parlare del sole oscuro, che si sta avvicinando al nostro sistema solare, che è causa di cambiamenti climatici, terremoti e devastazioni, ma sono sempre tutte ipotesi… Staremo a vedere! ^_^

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  2. Davide Mana

    La sismicità dovuta ad attività estrattive registrata negli Stati Uniti è una sismicità superficiale e localizzata che ha ben poco a che vedere con quella che stiamo registrando nel bacino del Mediterraneo.

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    1. Donata Ginevra

      Infatti…quel che più mi inquieta difatti è la profondità dei sismi del Mediterraneo…boh staremo a vedere

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  3. Bruno

    Da ignorante, pensavo che le operazioni di ricerca del petrolio potessero procurare problemi solo locali e solo nell’immediato… comunque speriamo che il Vesuvio se ne resti buono, se no veramente succee un’apocalisse.

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    1. Donata Ginevra

      Lo spero anche io che se ne resti buonino, ma recentemente ho letto un articolo su un blog amico che riportava uno studio giapponese secondo cui il vesuvio sarebbe prossimo a un’eruzione…speriamo si sbagliassero!

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