Quando canta la capinera…

Con il post di oggi si conclude finalmente lo special dedicato ai segnai della morte, le manifestazioni “paranormali” che la credenza popolare vorrebbe riferite alla morte di qualcuno.
In questo viaggio, abbiamo affrontato soprattutto fenomeni visivi e uditivi, e con il post di oggi voglio proporvi una casistica di elementi più curiosa.
Parliamo infatti di animali.

Molti infatti sono gli animali che il folklore vorrebbe collegati in qualche modo alla morte. Ci sono animali quasi “obbligati”, quali i gatti neri, i gufi e le civette, esseri questi che la credenza popolare vorrebbe essere addirittura raffigurazioni stesse della morte…e ci sono invece animali insospettabili.
Ad esempio lei, la capinera. Si dice infatti che, quando canta la capinera, muore qualcuno.

Proprio così. Parrà strano, ma nella mentalità popolare il canto dolce e melodioso di quest’uccellino è strettamente associato alla morte.
Si dice che, quando in una casa c’è un malato grave, e una capinera si mette a cantare posata sul davanzale della finestra, di lì a poco quell’ammalato morirà.

Allo stesso modo, anche la presenza di un corvo, di un merlo o di una gazza sono considerati simboli certi di morte, perchè questi uccelli, di colore nero, sono considerati messaggeri del diavolo, proprio per la loro livrea nera, e quindi messaggeri di morte o altre sventure.

In generale comunque tutti gli animali neri erano, o forse dovrei dire sono, considerati presagi di sventure: basti pensare ai gatti neri, al centro di numerose (e sciocche) superstizioni.

Si dice, al riguardo, che quando un gatto miagola insistentemente, qualcuno che abita nelle vicinanze del luogo in cui quel gatto si trova, morirà presto. Una credenza popolare abbastanza diffusa nelle campagne del padovano dice che, quando in una casa contadina cade un recipiente colmo di latte e subito il gatto di casa va a leccarlo, è un segno che presto la mucca che ha prodotto quel latte passerà a miglior vita, colpita da infezione alle mammelle. Anche vedere un gatto che lecca il latte direttamente dalle mammelle di una mucca chiusa in stalla è segno che quella mucca morirà presto, a meno che non si dia da mangiare alla mucca un impasto composto da erba trifoglio, miele e acqua benedetta.

Continuando la casistica degli uccelli, ovviamente anche gli uccelli che cantano di notte sono, secondo le credenze popolari, forieri di sventure.
Non parliamo di gufi, civette, allocchi e barbagianni, animali notturni per eccellenza che dunque è quasi normale udire durante la notte; parliamo piuttosto di animali che per loro natura sarebbero diurni ma che, per qualche strana ragione, si mettono improvvisamente a cantare di notte.

Mi viene in mente un episodio abbastanza curioso che si riferisce proprio a questo fatto. La notte del 20 maggio 2012, che tutti conosciamo bene per essere stata la notte in cui quella terribile scossa di terremoto ha fatto piombare nella paura l’Emilia Romagna, ero sveglia e non riuscivo a dormire.

Forse avvertivo qualche vibrazione negativa, forse avevo sentito qualche altra scossa prima di quella, fortissima, delle ore 4:04 (ricordo a questo proposito che verso le ore 2 mi ero svegliata con la netta percezione di aver udito una scossa di terremoto e di aver avvisato mia madre dell’evento, anche se non ricordo se fosse successo realmente o se, appunto, fosse solo un sogno). Fatto sta che pochi minuti prima delle 4 di notte avevo udito cantare un merlo, fuori dalla mia finestra, e al primo merlo se n’era presto aggiunto un altro. Ma non era il solito canto melodioso che si sente, soprattutto adesso che la primavera ha finalmente fatto ingresso nella stagione.
Di solito, alle prime luci dell’alba o comunque poco prima che il sole sorga, i merli cinguettano allegramente…ce n’è sempre uno che dà inizio alle “danze”, canta melodioso, e poi se ne aggiunge un altro, in lontananza, che risponde al canto del primo…ebbene, quella notte non udii il solito suono melodioso: era un canto stridulo, quasi impaurito, e dopo poco cessò, subito prima che la terra iniziasse a tremare.
Ecco, in quel frangente non morì nessuno tra le mie conoscenze, ma non si può dire che quel sisma non provocò vittime…forse era anche quello un segnale di una disgrazia.

Sempre tra gli animali volanti, segno di prossima disgrazia o comunque di morte è considerato anche il pipistrello, che nel caso in cui fosse entrato in casa di qualcuno mentre si cucinava, preannunciava nefasti presagi di morte.

Allo stesso modo, presagio di sventura era pure una certa agitazione nel pollaio, soprattutto quando il gallo si mette in disparte e inizia a cantare una melodia tutta sua, ben diversa dal solito allegro chicchiricchì.
Si dice poi anche che se in un pollaio una gallina si sveglia di notte e si mette a cantare pur senza aver fatto l’uovo, è perchè proprio in quel momento la Morte sta passando per la strada e la gallina sta in qualche modo tentando di mettere all’erta gli abitanti della casa. Ovviamente, l’indomani mattina quella stessa gallina verrà ritrovata morta nel pollaio per aver osato sfidare la Morte.

Sembrerò poi strano, ma anche un uccellino simpatico e delicato come il pettirosso, se il suo canto si fa sentire al calar del sole ed è particolarmente insistente, segnala che durante la notte l’angelo della Morte verrà a prendere l’anima della persona che vive nella casa verso la quale il pettirosso ha cantato.

Trovare un uccello morto di fronte alla porta di casa significa che uno della famiglia sarebbe morto a breve scadenza.

Tra gli altri animali che la superstizione popolare vorrebbe forieri di sventure, c’è perfino un animale insospettabile.
Il cane. Si dice infatti che quando un cane si mette a ululare durante la notte sicuramente qualcuno morirà entro le prossime 24 ore. In particolare, si dice che se un cane di passaggio si ferma davanti alla porta di una casa, orina sulla soglia, e poi si mette a ululare al pari d’un lupo, sicuramente qualcuno in quella casa morirà nelle prossime 24 ore dall’accaduto.

Altre credenze dicono che, se un cavallo che passeggia presso un corso d’acqua si imbizzarrisce, rifiutandosi di bere, nelle vicinanze ci potrebbe essere una qualche anima malvagia che l’ha spaventato.

Sognare dei buoi in corteo o dei cavalli, che rappresentavano secondo la credenza le anime in processione, era segno premonitore di morte certa.

Se poi il cavallo si ferma proprio davanti alla porta della casa in cui c’è un ammalato, e nitrisce sonoramente, dopo poche ore il malato in quella casa morirà certamente.

C’è poi un’ampia casistica che riguarda gli insetti: in Veneto. Ad esempio, bisogna osservare bene le farfalle: quelle bianche o gialle sono di solito di buon augurio, ma se una farfalla nera entra in una casa e non riesce a uscirne, è segno che presto morirà qualcuno.

Ovviamente, una falena impressionante come la Sfinge testa di Morto è l’animale annunciatore di morte per eccellenza, e se se ne vede uno, bisogna urlare tre volte per allontanarla.

Le api invece, secondo la mentalità popolare, annuncerebbero non morte, ma disgrazie a più ampio spettro: se ad esempio le api che stanno tranquille nelle vicinanze del loro alveare improvvisamente sciamano lontano e in disordine, è segno che sta per accadere qualcosa di brutto.
Se invece si vedono i calabroni sciamare attorno alla testa di qualcuno, presto quel qualcuno morirà.

Anche i bruchi si dice siano portatori di morte: quando ad esempio un bruco di falena sta passeggiando sul corpo di qualcuno, quella persona è destinata a morire entro breve tempo.

Ma in generale i bruchi sono animali che portano sventura, ma è relativamente facile scacciarli, soprattutto da un campo che hanno infestato…non si scacciano con il rimedio magico del prete di Campitello, di cui avevo parlato qualche tempo fa, ma semplicemente spargendo sulle piante la cenere dei rametti d’olivo benedetti nella Domenica delle Palme.

 

I centopiedi, esseri che personalmente detesto, sono temutissimi: si dice infatti che se camminano fino alla testa di una persona, possono entrargli nelle orecchie, camminano fino al cervello e così facendo la persona muore.

Porta sfortuna e lutto anche schiacciare o maltrattare i ragni, soprattutto di pomeriggio: vederne uno sul proprio corpo, è presagio di morte repentina.

E poi, le lucciole: guai a ucciderle! Nelle campagne venete, nel mese di maggio, le donne che si recano al Fioretto, sono solite vedere moltitudini di lucciole aggirarsi per i campi…quando le vedono, si fermano e recitano qualche preghiera, perchè si crede che le lucciole altro non siano se non le anime vaganti del Purgatorio, che sciamano così, nel mese di maggio, per chiedere preghiere e orazioni per guadagnare, per l’intercessione della Madonna cui il mese di maggio tradizionalmente è dedicato, la salvezza eterna.

Ecco, questo è quanto…ma se avete qualche altra curiosità legata agli animali che in qualche modo la credenza popolare vorrebbe collegati alla morte o comunque alle disgrazie, non esitate a segnalarle commentando questo post!

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Donata Ginevra
Perchè dovrei scrivere informazioni su di me, quando per questo è stata creata la pagina ABOUT ME?

10 Comments on "Quando canta la capinera…"

  1. Oggi ho sentito sbattere qualcosa sulla vetrata della porta della veranda. Ho visto un passerotto caduto che cercava di alzarsi ma dopo pochi minuti lho trovato morto con le zampe in su.

  2. wow quante cose nuove ho imparato oggi con il tuo bel post..

    una cosa solo conoscevo quella della gallina.. e devo dire che è vera.. ma non solo segnala la presenza della Morte nella via.. ma canta anche di notte, quando qualcosa dall’altra parte tende a venire dalla nostra..

    Complimenti davvero ancora

    **

  3. Bellissimo articolo, mi è piaciuto molto!

  4. Splendido articolo, complimenti!

  5. Cara amica mia, spero che sarai con me, leggi il mio ultimo articolo, spero che ti interessi un pochino in qualche modo, se non per scrivere il finale per far parte del comitato….il tuo articolo è veramente imponente e bellissimo..
    Ciao Angie

  6. Ho tre gatti in casa, uno è nero è bellissimo, e altri 15 in una colonia che accudisco, di gatti me ne intendo… se andassimo indietro nel tempo e pensassimo a come gli Egiziani li veneravano, essendo per loro i guardiani del regno dei morti, allora da lì… si può comprendere quanto una credenza venga successivamente distorta a proprio beneficio (vedi l’Inquisizione e la caccia alle streghe) e faccia effettivamente le sue ignare vittime, le superstizioni sono così ^_^

    • Donata Ginevra | 13 maggio 2013 at 16:51 | Rispondi

      wow!! ti piacicono i gatti vedo! beh meglio così, sono animali splendidi davvero, e le superstizioni, purtroppo, le più odiose, sono dure a morire 🙁

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