Una domenica al Catajo…con gli Orizzonti Paranormali

Cosa c’è di più bello che festeggiare il proprio compleanno facendo ciò che più ci piace? Può sembrare un’ovvietà, ma per tanti non è così…spesso infatti si è costretti a festeggiare il compleanno con pranzi interminabili con i parenti, che non perdono occasione per guardarti (osservarti) criticamente, facendo commenti sull’età che avanza e sul fatto che a 31 anni sei ancora single (per scelta altrui, ma non stiamo a puntualizzare troppo…).
Invece domenica 14 ho festeggiato i miei 31 anni (che vecchia sono!!) facendo qualcosa che mi piace davvero: ho passato uno splendido pomeriggio al castello del Catajo, in compagnia di alcuni amici.

Loro sono amici un po’ speciali. Hanno un motto, che adoro e che faccio mio: non tutto quello che non si vede necessariamente non esiste.

Esattamente la stessa cosa che penso io riguardo i fantasmi: non ditemi che non esistono, non ditemi che esistono. Non vi chiedo prove della loro esistenza, ma della loro inesistenza. Provatemi che una cosa non esiste e allora vi crederò.

Avevo già parlato del team nel blog svariate volte, e torno a farlo con molto piacere.
Del resto, se al Catajo domenica c’erano più di 250 persone ad ascoltarli, se la stampa locale (Mattino di Padova e Corriere del Veneto) ha segnalato la loro presenza al Catajo, un motivo ci sarà pure, immagino.

L’incontro di domenica è servito soprattutto per spiegare ai presenti come opera il team. Molta gente, complice anche qualche facilone che tratta i fantasmi come se fossero caramelle o figurine non facendo altro che creare confusione, crede che “fantasma” sia quell’ammasso gelatinoso verde del film Ghostbuster o quegli esseri urlanti che compaiono nei film di Argento.

Il modus operandi del team era già stato ampiamente evidenziato in questi post, ma per ogni altra informazione, rimando per correttezza al sito stesso del gruppo, nel quale potete trovare la storia del gruppo degli Orizzonti Paranormali, le procedure di ricerca che usano e gli obiettivi delle loro ricerche.

Provando ad aprire la propria mente e cercando di guardare oltre la realtà fisica, a volte si possono percepire meraviglie nascoste ed avvertire energie che non conosciamo, ma che ci circondano. Non si pretende di svelare dei segreti o di detenere la verità: si cerca solo di ampliare i nostri orizzonti provando a guardare oltre la superficie e a tutto quello che a prima vista appare solo fisico e fatto di materia, grazie all’aiuto della scienza stessa ma anche seguendo le nostre sensazioni ed ascoltando le emozioni che sono la base della vita stessa. (da http://orizzontiparanormali.wix.com/ory#!i-nostri-obiettivi).

Nel corso della conferenza di domenica, Antonio, fondatore del Team e “caposupremo” ha illustrato ai presenti tecniche e procedure di ricerca, presentando in anteprima alcuni risultati della ricerca che i ragazzi hanno svolto presso il Catajo nel corso della loro indagine di dicembre

Alcuni potranno obiettare: ma come, siamo ad aprile e ancora non sono stati resi pubblici i risultati?

Sicuramente questa è una delle domande che avrà attraversato la mente delle oltre 250 persone presenti, ma Antonio giustamente, ha fatto notare la complessità del lavoro che il team sta svolgendo. Non si tratta di prendere in mano il K2, registrare suoni, immagini, filmati e poi sentenziare: sì, al Catajo ci sta un fantasma, grazie e arrivederci. Si tratta di analizzare scrupolosamente l’enorme mole di materiale raccolta, ma anche di comparare le diverse fonti (audio, foto, video) tra loro per cercarne punti di contatto, per eliminare possibili elementi di disturbo (suoni lontani che con il castello non hanno alcuna attinenza), verificare da cosa dipenda un determinato suoni registrato dalle apparecchiature in uso al team e documentarsi.

Non aspettevi infatti che venga scattata una foto in notturna, dalla quale appaia un po’ di fumo, e che quel fumo venga etichettato come “manifestazione paranormale”. Bisogna necessariamente capire cosa, chi, come, dove, quando e perchè, bisogna monitorare i campi elettromagnetici e termici con apposite apparecchiature (che costano più della Balenciaga che avrei intenzione di comprarmi)…Il team così ha illustrato chiaramente tutti gli sforzi compiuti nel corso delle loro ricerche, e vi posso assicurare che nulla, davvero nulla, è lasciato al caso.

Sembrerò edulcorante, ma sono bravi, bravi davvero. E perchè lo dica mio padre, Lo Scettico per eccellenza, c’è davvero da crederci.

E del resto, i risultati del “metodo OP” si vedono. I ragazzi del team non sono certo dei novellini, la ricerca al Catajo non è certo la loro prima “uscita sul campo”.

CASTELLO DI SAN PELAGIO
Il 10 marzo 2012 erano stati infatti al Castello di San Pelagio, luogo precedentemente visitato dal Ghost Hunter Team della trasmissione Mistero, e i risultati dell’indagine degli OP l’avevo riportata in questo post.

Castello di Valbona

CASTELLO DI VALBONA
Prima ancora, il 9 dicembre 2011 avevano visitato il castello di Valbona, riportando la storia di questa splendida dimora, con tanto di materiale audio e video. Da sottolineare, in questa indagine, un evento davvero curioso occorso al team: si è infatti verificata una strana anomalia in una delle fotocamere: improvvisamente l’orario delle registrazioni ha segnato un inspiegabile salto di ben due ore come se il tempo e lo spazio in tale zona non fossero vincolati da leggi fisiche. Durante le ricerche del team non si sono mai verificati così tanti eventi strani e misteriosi in un unico punto. Uno dei luoghi in cui il sensitivo ha percepito in modo particolare è stata una delle stanze al primo piano, ora adibita ad ufficio. Proprio nelle vicinanze di questa stanza, ma ancora prima di entrarvi, il sensitivo ha affermato di avvertire la presenza di una donna con un copricapo bianco: dall’altra parte della parete c’erano effettivamente alcune foto incorniciate e appese al muro, che ritraevano delle donne vestite con abiti bianchi d’epoca medievale con un caratteristico berretto di colore bianco. Durante la ricerca, sempre nello stesso luogo, il gruppo ha registrato un aumento improvviso di temperatura di circa sette gradi, piuttosto anomalo rispetto a quanto monitorato poco prima. Da una fotografia, inoltre, è emersa una strana scia che sembra uscire dal muro.

Per il resoconto completo dell’indagine di Valbona: http://orizzontiparanormali.wix.com/ory#!valbona/vstc5=la-nostra

 

 

CASTELLO DI SAN ZENO, MONTAGNANA
Ma ancor prima, il “battesimo del gruppo” era avvenuto con la loro prima indagine, svolta al castello di San Zeno, a Montagnana. Il team vi si era recato il 15 ottobre 2011, un mese dopo che ne avevo parlato nel blog con questo articolo, e aveva riportato, come sempre con foto e audio, i risultati delle loro indagini nel castello, per caercare se davvero esiste in esso il fantasma di Tommaso da Mantova, caduto vittima di una rivolta popolare e giustiziato. La leggenda dice che il suo fantasma ancora infesti le sale del Castello di San Zeno, accendendo e spegnendo luci fatue nelle antiche stanze e soprattutto lungo le scale dell’antico Mastio voluto nel 1242 dal tiranno Ezzelino III da Romano. Ma durante l’indagine, sono emerse diverse anomalie, davvero curiose…Ad esempio, nei file audio raccolti dal team, sono stati individuati espressioni e linguaggi sconosciuti,a testimonianza delle varie influenze straniere che sono venute a contatto con il castello. E poi, immagini di figure antropomorfe, corpi occultati sotto il pavimento (forse Tommaso da Mantova?) energie femminili, sfuggenti ma comunque presenti, con tanto di anomalia termica ad accompagnarne la presenza (proprio quando il sensitivo percepiva un lieve profumo di donna, l’apparecchio di rilevamento della temperatura ha rilevato un improvviso hot spot di ben 84°C mentre la temperatura media della sera era all’incirca di 1°C). Uno strano accadimento inoltre è avvenuto durante la ricerca, in quanto il sensitivo inavvertitamente ha descritto dettagliatamente un problema personale di un componente del pubblico presente quella sera, precisando che non poteva conoscere tale persona, in quanto era esterna al team, ed era sopraggiunta sul posto a nostra insaputa per osservare come pubblico il lavoro del gruppo…
Durante questa esperienza, le sensazioni di tutto il team sono state molto intense e forti. Nel Castello di San Zeno a Montagnana si riusciva davvero a respirare la storia del posto e la crudeltà inflitta e subita nel tempo e a percepire le sensazioni, le emozioni e le paure delle persone di epoche passate, che duramente erano costrette ad affrontare ogni giorno la vita, sfidandone le sorti…

 

11 Comments on “Una domenica al Catajo…con gli Orizzonti Paranormali”

    1. Sì, le fanno nei luoghi in cui hanno svolto le indagini, ma non è detto che non estendano anche altrove, prova a chiederglielo, la mail è nel loro sito 🙂

  1. Oddio auguri mia cara Donata anche se in ritardo, sono lieta che tu sia stata in compagnia di ottimi amici e ti sia occupata della tua passione. L’articolo è veramente molto bello ….ed io ai fantasmi in un modo o nell’altro credo lo sai.
    Un bacione immenso….
    Angie

  2. Ciao, mi dispiace non esserci stata, purtroppo ero a Roma, mannaggia -.- Ho già visto il sito di Orizzonti e le loro indagini molto interessanti, soprattutto quella nel castello di Valbona, nel quale ci sono andata più volte. Spero alla prossima di riuscire a venire. Ciao ^_^

    1. beh l’incontro di domenica è stato interessantissimo, cmq nn temere, vedrai che ci saranno altre occasioni per sentirli dal vivo, ti terrò aggiornata 😉

  3. Davvero brava nello scrivere.. Stai diventando la mia scrittrice preferita 😛

    E’ stato davvero un piacere conoscerti domenica al Catajo.. Emani un’energia positiva e tranquilla che non ho mai sentito prima ^_^

    Felice che l’esperienza di domenica ti sia piaciuta davvero.

    Un abbraccio

    Jasper

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