Quando la profezia incontra l’arte

By | 20 marzo 2013

Non si sa se si tratti di un fake o se, invece, sia realmente apparso.

Fatto sta che, il giorno stesso dell’elezione di papa Francesco I, una strana nuvola venne avvistata, e prontamente fotografata, nei cieli della Florida.

La foto ritrae quello che sembra davvero essere un angelo. Un messaggio di speranza seguito all’elezione del Papa, forse, un messaggio proveniente da Qualcuno che accolse con gioia l’annuncio della venuta di Papa Bergoglio.


Certo la mente di molti è corsa a quel famoso scatto di Alessandro di Meo che riprese il fulmine colpire la Basilica di San Pietro quando Benedetto XVI si dimise.

Due fenomeni diversi, eppure entrambi curiosi, sempre che, lo ripeto, lo scatto dell’angelo di nuvole sia reale.

Però quest’angelo mi ha fatto riflettere un po’ sulla figura di Francesco, di papa Francesco, e sulla scelta del suo nome. «Per questo mi chiamo Francesco – ha detto il papa – uomo di povertà, uomo di pace. L’uomo che ama e custodisce il Creato; e noi oggi abbiamo una relazione non tanto buona col Creato…».

Già, il Creato. Ricordo perfettamente quel gabbiano che si posò sul comignolo della Sistina il giorno in cui il Papa venne eletto. Ho letto su internet di gente che profetizzava, interpretando questo segno, che il nuovo Papa sarebbe stato Scola.

Perchè? perchè il gabbiano notoriamente è un uccello che si trova in località marine, e sappiamo che Scola, prima di divenire cardinale di Milano, fu Patriarca di Venezia per molti anni.

Quando poi Scola non venne eletto, molti videro in quel gabbiano un presagio funesto, perchè con la sua presenza cacciava i colombi che invece da sempre popolavano il cielo di San Pietro, e si tirò fuori la storia delle due colombe del Papa, liberate il 30 gennaio scorso in occasione della Carovana della pace organizzata dai giovani di Azione cattolica. In quell’occasione, le due colombe ebbero molti problemi a lasciare la finestra del Papa, poichè un gabbiano si era messo a gironzolare con fare alquanto minaccioso vicino alle colombe, cercando anzi di afferrarle, e non è raro che un gabbiano attacchi un altro uccello per cibarsene.

Comunque sia, se sant’Antonio di Padova è famoso per il fatto di aver parlato con i pesci, san Francesco d’Assisi è altresì famoso per aver parlato con gli uccelli, e difatti questo è uno dei miracoli che la storiografia religiosa gli attribuisce.

Uno dei cicli pittorici che ha come protagonista principale san Francesco si trova nella Basilica che a lui è dedicata, e lì, infatti, Giotto affrescò le storie della vita del Poverello d’Assisi, tra il 1292 e il 1296.

C’è proprio una scena in cui il Santo di Assisi predica agli uccelli, e come si vede, tra le tante tipologie di volatili raffigurate nell’affresco, risalta anche un gabbiano, o forse due gabbiani, che contrariamente agli altri uccelli che hanno il capo rivolto verso san Francesco e lo osservano ordinatamente, i gabbiani (o comunque questi uccelli bianchi che tanto simili ai gabbiani sono), non seguono nessun ordine. Uno anzi, (quello vicino al tronco) sembra si stia allontanando dagli altri, il secondo sembra invece planare dall’albero con fare minaccioso sugli altri uccelli presenti nella scena.

Di quest’opera esiste una seconda versione, che si trova al Louvre, e non è un affresco bensì una tavola che raffigura l’episodio delle Stimmate, ed è quasi contemporanea al ciclo di affreschi o di poco posteriore, risalente al 1300, poco prima che Giotto iniziasse ad affrescare la Cappella degli Scrovegni di Padova. Però le differenze tra le due opere sono notevoli, in un elemento in particolare, sul quale torneremo tra un attimo.


PS: prima che mi chiediate da dove ho preso tutte queste informazioni e puntiate il dito su di me tacciandomi come una “copiona”, ho sostenuto all’università un esame di Storia dell’arte medievale incentrato su Giotto e i cicli di affreschi…imparato praticamente a memoria 😉

S.Francesco predica agli uccelli (Giotto, Louvre)

Nella versione del Louvre, qui sopra, si vedono ovviamente ancora gli uccelli, ma sono molto più dettagliati, si riconoscono meglio le specie ritratte e, cosa più interessante, i due gabbiani sono proprio spariti dalla circolazione.

Però questo ciclo mi ha fatto venire in mente che il miracolo di San Francesco della tavola parigina è composto da un quadro più grande che ritrae proprio l’episodio delle stimmate, che reca, nella parte inferiore, una predella costituita da tre riquadri che riproducono alcuni eventi salienti della vita di San Francesco, nell’ordine il sogno di papa Innocenzo III, l’approvazione della Regola francescana da parte del Papa e, appunto, il miracolo del Santo che parla agli uccelli.

Quel che a noi interessa in questo frangente è proprio la prima formella, il sogno di papa Innocenzo.

In questa formella, si vede il Papa steso a letto, dormiente, che sogna, e nel sogno vede San Francesco che, con una mano, sostiene la chiesa di San Giovanni in Laterano, la vera e propria Cattedrale di Roma.

Per quanti ancora non lo sappiano, infatti, non è San Pietro la chiesa del Papa, ma San Giovanni in Laterano cioè la Cattedrale della diocesi di Roma, sede ecclesiastica ufficiale del Papa e, come recita l’iscrizione, madre e capo di tutte le chiese di Roma e del mondo.

Sacrosancta Papalis Archibasilica Maior Sanctissimi Salvatoris et Sanctorum Iohannis Baptistae et Evangelistae apud Lateranum, omnium Urbis et orbis ecclesiarum Mater et Caput.

Anche questa chiesa, tra l’altro, contiene affreschi di Giotto.

Ovviamente, anche il Sogno di Papa Innocenzo III è presente nel ciclo di affreschi di Assisi, ma con qualche differenza, sostanziale, nel suo aspetto.

Ecco le due immagini poste a confronto. A sinistra l’affresco di Assisi, risalente al 1295, a destra il riquadro della tavola parigina, risalente a circa cinque anni più tardi.

Innanzitutto, come si vede, ciò che salta subito agli occhi è che nel primo esempio la Basilica del Laterano è ancora solida, con le colonne perfettamente dritte, mentre nel secondo esempio la colonna è spezzata, la basilica sta crollando, e san Francesco che per reggerla deve far forza con entrambe le mani.

Nella prima formella poi il Papa è dormiente, chiaramente assopito, con due persone ai piedi del letto, come nella seconda immagine, in cui però è presente anche una quarta figura, cioè proprio il Santo che sembra quasi vegliare sul papa addormentato, a proteggerlo.
Cosa significa il sogno di Innocenzo III, immortalato da Giotto in due occasioni? Che San Francesco avrebbe avuto il difficile compito di salvare la chiesa dalla terribile situazione in cui si trovava in quel periodo, arrestandone la caduta, la rovina. 

Oggi, però, quel semplice racconto/affresco simbolico sembra una assumere i contorni della profezia, per cui di nuovo un Francesco sembra essere destinato a salvare la chiesa dalla situaizone in cui si trova, circondata da scandali di ogni tipo, dalle ricchezze sfrontate tropo esibite, alle tangenti (vere o presunte) dello Ior, alle rivelazioni scottanti del “Corvo”, agli scandali dei preti pedofili e molto molto altro.

E però già con la sua elezione, papa Bergoglio ha dato ferma risposta di chi sia e di cosa voglia, e soprattutto di cosa sappia fare: il suo stesso nome riferito, come lui stesso ha spiegato, al Poverello d’Assisi, la semplicità con cui ha interloquito per la prima volta con i fedeli, il pressante richiamo alla preghiera, alla fraternità, alla tenerezza, al perdono, alla povertà, a essere misericordiosi e cercare nel basso la presenza di Dio tra la gente, tra gli umili, tra quei cartoneros che ieri, giorno della sua “intronizzazione”, erano in prima fila tra i capi di satato e ai potenti della Terra, fanno indubbiamente riflettere.

Come il sogno di Innocenzo III, anche qui le mani alzate di Francesco sembrano voler arrestare la caduta della Chiesa, il suo sfaldarsi, il suo cadere vittima di “crolli”. E quel crollo della colonna nella formella della tavola del Louvre proprio a questo forse sta a guardare, al venir meno delle colonne, dei fondamenti della Chiesa, che Papa Francesco dovrà risollevare.

FONTE: http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/20130314_video_16082555.shtml
Foto reperite da internet
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7 thoughts on “Quando la profezia incontra l’arte

  1. Pingback: Segni dal cielo: le colombe e i gabbiani di Papa Francesco pensierospensierato

  2. max

    Sono stato un pochino assente in questo periodo 🙂 ma ci sono… Il nuovo Papa piace anche a me e spero che le sue parole si trasformino in fatti allontanando la Chiesa dal Potere e riavvicinandola alla gente. Un abbraccio.

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  3. angie

    Un articolo veramente fortissimo Donata, il nuovo papa piace proprio a tutti e credo che ne vedremo delle belle.
    Ti auguro un buon fine settimana e ti abbraccio
    Angie

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  4. TheObsidianMirror

    Post affascinante come sempre. E comunque nessuno mai ti potrebbe tacciare come una copiona. D’altra parte nessuno di noi ha mai inventato niente e quel che sappiamo lo abbiamo per forza scoperto altrove, senza alcuna eccezione.
    Per quanto riguarda la strana nuvola a forma di angelo è una curiosa coincidenza, ma se ne potrebbero elencare migliaia.
    Anche Google ne ha catturata una. Vuoi vedere una Madonna con Giuseppe nel cielo? Vai su https://maps.google.com/ e inserisci nella riga di ricerca le seguenti coordinate geografiche: 47.110579 9.227568
    Dopodiché mettiti in modalità StreetView nella posizione che avrai trovato e guardati bene in giro..

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    1. Donata Ginevra

      Beh questa poi! fantastica la tua segnalazione!! potresti farci un post, è davvero curioso! Mi viene in mente quell’altro fatto, sempre su street view, in cui su un campo di grano compariva uno strano messaggio, del tipo “w la f…” eccetera 😀
      Forte cmq!
      Sul fatto del copiona, credimi che proprio ieri sono stata accusata di aver copiato “pedissequamente” un articolo altrui, e la cosa mi ha lasiato alquanto perplessa. Sicuramente ho sbagliato io a non dichiarare la fonte nel modo corretto, perchè ho citato solo il link di un libro in cui credevo ci fosse il testo di cui ho parlato, senza poterlo controllare prima perchè il libro non è disponibile, esaurito ormai da anni, e nel sito da cui ho tratto le informazioni si parlava proprio di quel libro, e io ovviamnete ho citato il libro, fonte principale, e non il sito, fonte secondaria…e forse se avessi avuto modo di controllare non sarei incappata in qst banalissimo errore da principiante. MI vergogno assai di sta cosa, mi son fidata di me stessa forse troppo :-/ cose che succedono ma tu non immagini il polverone che sta cosa ha sollevato…e quel che più mi rompe è che hanno detto che ho “copiato” il testo, quando invece l’ho adattato alla mia narrazione inframezzandolo di considerazioni mie personali e di altre fonti (citate)… d’altra parte quando i piccoli commettono degli errori tutti son subito pronti a mangiarti viva…se sono i grandi che sbagliano, scopiazzando i tuoi testi senza dirlo, beh a lorsignori tutto è concesso. Mi son ritrovata un mio post citato paripari in un quotidiano, e ovviamente la fonte non era specificata…ma questo è normale…che nervoso guarda. Son proprio le cose che mi fanno star male di più queste…pazienza, io vado avanti…

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